Sheva:"Rifiutai la Roma. La Champions e Buffon...".

iceman.

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Giocatore pazzesco e completo, sapeva fare tutto.
Con lui in campo, partivamo quasi sempre dall' 1 a a 0.
Ancora oggi fatico a trovarne uno in grado di smarcarsi in area avversaria stoppando la palla di petto.
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La richiesta di essere ceduto al Chelsea non gliel'ho mai perdonata ma è stato l'attaccante dei miei vent'anni. Sul rigore di Manchester non c'è molto da dire: il sogno che diventa realtà, vincere la Champions contro la Juventus di Moggi e Lippi.
Sai che all'epoca ero convinto che quella cessione in realtà l'abbia voluta Berlusconi ma abbia chiesto, in gran segreto, al ragazzo di metterci lui la faccia?
E sheva al presidente non poteva dire di no.

Quella goffa motivazione dei figli che dovessero imparare l'inglese l'ho interpretata come un messaggio a noi tifosi..
Una scusa così stupida da non poter essere vera ma tanto goffa da lasciar capire qualcosa tra le righe..

Certo, sheva al Chelsea si è arricchito ma il Milan era casa sua e per me sarebbe rimasto.
 
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Giocatore pazzesco e completo, sapeva fare tutto.
Con lui in campo, partivamo quasi sempre dall' 1 a a 0.
Ancora oggi fatico a trovarne uno in grado di smarcarsi in area avversaria stoppando la palla di petto.
Su controllo di petto e orientato coi piedi era il numero uno.
Non ne sbagliava uno.
 
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Mi piace che fa notare che dietro al rigore ci sia comunque un ragionamento (e per me anche allenamento). Mai sopportato chi ne parla come fosse una roba improvvisata.
Se hai un po di pazienza e passione ti faccio notare un dettaglio tecnico dei rigori di sheva.

Inizialmente non era un gran rigorista e spesso sceglieva prima il lato dove calciare.
Col tempo e dopo qualche errore di troppo ha affinato la sua tecnica.

Bene , se vai a vedere tutti i suoi gol al Milan in serie noterai che sui rigori a un certo punto inizia una serie lunghissima nella quale mette palla da una parte col portiere che si tuffa dall'altra.

Non ho dati per sapere quale sia il record di rigori consecutivi con portiere spiazzato ma potrebbe esserlo questo di sheva.
 

Mika

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L'unico per cui ho pianto per la cessione, anche per Kaka rimasi di sasso, ma non piansi, per lui invece fu un colpo terribile.
Anche perché eravamo nel periodo in cui noi tifosi eravamo abituati a vedere il Milan comprare i migliori e non venderli. Quindi per la prima volta arrivò qualcuno che ci soffiò il migliore. Con Kakà avevamo oramai capito che l'era del Milan come lo avevamo vissuto per 25 anni e del calcio Italiano piena di giocatori forti era finito.
 

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Sheva intervistato da Luca Toni:"Nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan. Nel 2002 e nel 2003 mi cercarono, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan. Per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan. Il Chelsea? Fu una sfida. In quel momento il calcio inglese stava arrivando ai livelli di oggi. Ricordo che guardai Milan-Roma dalla curva con i tifosi, tutto lo stadio cantò per me chiedendomi di restare e io piansi insieme a loro. È stata una decisione difficile, ma volevo provare un’esperienza nuova. I compagni mi sono stati molto vicini in quel momento. L’anno dopo il Milan vinse la Champions, ma non ho rimpianti, so di aver dato loro l’anima”.

Il rigore a Buffon,a Manchester? Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo”.

L'incontro con Maldini? È stato incredibile. Io ho conosciuto Paolo durante una settimana di preparazione in Sardegna. L'incontro è stato incredibile, ero molto emozionato. Però ho visto una persona molto disponibile, di grande classe, di livello. Quando l'ho conosciuto non mi sono mai sentito in difficoltà, ho sempre sentito un calore importante, un'amicizia, un rapporto, e mi è piaciuto tanto. Poi c'erano Costacurta ed Albertini in vacanza in Sardegna, e mi hanno invitato a cena, poi una mezza giornata con loro in barca, anche se non parlavo mezza parola di italiano. Però sono stati molto carini nell'ospitarmi. Da subito hanno creato un rapporto con me".

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Jino

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Al rigore di Scheva avevo pulsazioni a 2000

Non facemmo nel complesso una gran partita, ma per me quella Champions rimane la Champions...contro la Juve è un qualcosa di troppo godurioso...per me quella rimane l'emozione più grande da quando seguo il Milan...
 

Jino

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Sai che all'epoca ero convinto che quella cessione in realtà l'abbia voluta Berlusconi ma abbia chiesto, in gran segreto, al ragazzo di metterci lui la faccia?
E sheva al presidente non poteva dire di no.

Quella goffa motivazione dei figli che dovessero imparare l'inglese l'ho interpretata come un messaggio a noi tifosi..
Una scusa così stupida da non poter essere vera ma tanto goffa da lasciar capire qualcosa tra le righe..

Certo, sheva al Chelsea si è arricchito ma il Milan era casa sua e per me sarebbe rimasto.

Quella è stata la prima volta in cui un calciatore ricevette un'offerta da non poter rifiutare. Al Milan prendeva 4,5 mln di euro...Abramovich gliene diede 9...sei comunque uno straniero, lasciare Milano dove ti senti come a casa per andare a Londra a prendere il doppio è una cosa alla quale non dire di no... Magari un'offerta clamorosa dall'Arabia, dalla Cina, dalla Turchia la puoi anche rifiutare.... ma da Londra no.

Sheva aimè se ne andò per soldi, a 29 anni.
 

Milanforever26

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Sheva intervistato da Luca Toni:"Nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan. Nel 2002 e nel 2003 mi cercarono, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan. Per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan. Il Chelsea? Fu una sfida. In quel momento il calcio inglese stava arrivando ai livelli di oggi. Ricordo che guardai Milan-Roma dalla curva con i tifosi, tutto lo stadio cantò per me chiedendomi di restare e io piansi insieme a loro. È stata una decisione difficile, ma volevo provare un’esperienza nuova. I compagni mi sono stati molto vicini in quel momento. L’anno dopo il Milan vinse la Champions, ma non ho rimpianti, so di aver dato loro l’anima”.

Il rigore a Buffon,a Manchester? Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo”.

L'incontro con Maldini? È stato incredibile. Io ho conosciuto Paolo durante una settimana di preparazione in Sardegna. L'incontro è stato incredibile, ero molto emozionato. Però ho visto una persona molto disponibile, di grande classe, di livello. Quando l'ho conosciuto non mi sono mai sentito in difficoltà, ho sempre sentito un calore importante, un'amicizia, un rapporto, e mi è piaciuto tanto. Poi c'erano Costacurta ed Albertini in vacanza in Sardegna, e mi hanno invitato a cena, poi una mezza giornata con loro in barca, anche se non parlavo mezza parola di italiano. Però sono stati molto carini nell'ospitarmi. Da subito hanno creato un rapporto con me".

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Ho pianto solo tre volte per il calcio..quando Van Basten prima del trofeo Berlusconi ha fatto quel giro di campo col giubbetto di camoscio, quando Baggio si è ritirato e quando ho capito che Sheva se ne sarebbe andato davvero..
Per me l'addio di Sheva è stato come la fine di un sogno di bambino..ho capito che la maglia non contava più...
Il tifo per me non è stato più lo stesso poi
 

Jino

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Ho pianto solo tre volte per il calcio..quando Van Basten prima del trofeo Berlusconi ha fatto quel giro di campo col giubbetto di camoscio, quando Baggio si è ritirato e quando ho capito che Sheva se ne sarebbe andato davvero..
Per me l'addio di Sheva è stato come la fine di un sogno di bambino..ho capito che la maglia non contava più...
Il tifo per me non è stato più lo stesso poi

Quello è stato lo spartiacque geopolitico del calcio.

Per la prima volta sono arrivati i petrol dollari, per la prima volta Berlusconi non ha potuto pareggiare un'offerta di ingaggio, per la prima volta a dovuto cedere.
 
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