Serena:"Milan leggermente favorito. CDK il futuro è suo".

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Aldo Serena intervistato da Numero Diez su Milan - Juve


Il big match di giornata è Milan-Juventus. Partiamo dai padroni di casa, reduci da una netta sconfitta in Champions League contro il Chelsea. I rossoneri in campionato dimostrano personalità e spirito vincente, in Europa tuttavia risultati e prestazioni sono differenti. Cosa manca al Milan per alzare il gap?
“Qualche incertezza si era intravista già contro l’Empoli. La partita era stata vinta, ma non c’era quella compattezza mostrata in altre occasioni. A Londra è stata una sorpresa in negativo. Dopo 10 minuti buoni il Milan non è riuscito più ad effettuare il suo gioco, caratterizzato da pressione alta e verticalità. Credo che Pioli stia correndo ai ripari. Molto importante è il rientro di Theo Hernandez: la fascia sinistra rossonera solitamente è quella che scardina le difese avversarie. Manca ancora Maignan, un portiere multiruolo, colui che spesso dà inizio alle azioni con efficacia. Anche l’assenza di Calabria potrà rivelarsi un problema per i rossoneri”.

L’impatto di De Ketelaere in rossonero sicuramente non ha rispettato le aspettative dei tifosi. Normale periodo di ambientamento oppure ci si aspetta troppo dal trequartista belga?
“Le qualità del belga ci sono! È un calciatore giovane che non si è ancora calato nella prospettiva della Serie A, un campionato molto difficile soprattutto per i giovani. Vi è una tattica esasperata pertanto chi deve costruire fa un po’ fatica. Pioli ha già dimostrato di saper aspettare e far crescere i giovani, ad esempio con Tonali e Leao. Io penso che il futuro sia suo. Bisognerà attendere ed avere un po’ di pazienza”.

D’altra parte la Juventus è reduce da due vittorie contro Bologna e Maccabi Haifa. Ciononostante i problemi manifestati dalla squadra di Massimiliano Allegri nelle precedenti uscite sono stati evidenti. Secondo Lei, i bianconeri saranno in grado di competere per il titolo in Italia e di superare il girone in Champions League?
“La Juventus ha avuto dei problemi anche a causa degli infortuni di importanti calciatori, Di Maria inizialmente, poi Pogba e Chiesa. Quest’ultimo è un calciatore determinante nell’economia di questa Juventus, che deve trovare, secondo me, immediatezza di gioco per innescare Vlahovic.

Ho letto tante cose sull’attaccante serbo, ma sono convinto che i suoi movimenti siano giusti. È un centravanti universale, in grado di attaccare lo spazio, anche dalle distanze maggiori, e risultare pericoloso. Inoltre sa come essere determinante in area di rigore. Ha bisogno di ricevere passaggi di prima intenzione con immediatezza sul movimento. Abbiamo visto in settimana quanto Di Maria sia determinante in questo. L’assenza dell’argentino questo pomeriggio potrà essere penalizzante per Vlahovic”.

Ha parlato dell’assenza di Di Maria. Secondo lei quale assetto è l’ideale per sopperire all’assenza dell’argentino e mettere in difficoltà il Milan?
“Credo che la Juventus giocherà con il 4-4-2, con Milik e Vlahovic in avanti. Due calciatori con struttura, alti e forti fisicamente. La squadra deve sostenerli sugli esterni, con un gioco veloce e palloni immediati. Possono essere sfruttati anche i movimenti dei centrocampisti in appoggio alle punte. Il gioco della Juventus oggi è determinato dalle due punte. Inoltre il baricentro deve essere più alto rispetto al solito“.

Quale duello tra calciatori determinerà l’esito della sfida?
“A centrocampo solitamente si spostano gli equilibri in queste partite di alto livello. Importante sarà la sfida tra Rabiot e Tonali. Il primo è un calciatore più fisico, più determinante nei contrasti e bravo negli inserimenti, sa far gol. Tonali è molto bravo sia in fase difensiva che offensiva, è un calciatore completo. Sarà una bella sfida tra i due”.

Un pronostico sul match?
“Credo che sia leggermente favorito il Milan. L’assenza di Di Maria potrà essere determinante. Dico 55% Milan, 45% Juventus”.

Qual è stata la sfida tra Milan e Juventus, in cui Lei ha giocato, che ricorda particolarmente?
“Ne ho fatte tante. Una sfida particolare fu quella a San Siro, con la maglia della Juventus feci gol. Era l’anno dopo lo scudetto 1985-86. Noi avevamo qualche difficoltà, era l’ultimo anno di Platini. Segnai una rete sotto la curva rossonera con la maglia della Juve, abbiam pareggiato 1-1“.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il Suo libro autobiografico “I miei colpi di testa”, il cui ricavato sarà girato in beneficenza. Ci parli di tale iniziativa.
“Mi è stata proposta questa cosa da Baldini e Castoldi, con la penna di Franco Vanni, un giornalista di “Repubblica”. Ci ho pensato qualche giorno poi ho messo giù qualche riga, ho cominciato, per poi continuare il lavoro con Franco. Io sono stato un ragazzo di provincia, catapultato in un contesto che non avrei mai potuto immaginare da piccolo. Ho cercato di mettere questo libro l’emozione che ho provato, l’incanto, la meraviglia e lo stupore per ciò che mi è capitato. Il mio compenso poi l’ho devoluto interamente all’Istituto Nazionali dei Tumori di Milano“.
 

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