Rinascita Milan: obiettivo record punti ed EL.

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CorSera in edicola: Vincere e sperare. Di più, ora come ora, il Milan non può fare. Lo scudetto non è ancora un sogno proibito, ma ci vuole realismo: gli 8 punti di ritardo dall’Inter, che possono diventare 11, sembrano un solco davvero troppo profondo, considerando soprattutto le continue prove di forza dei nerazzurri e la loro evidente superiorità. Insomma: servirebbe un mezzo miracolo. Il Milan però non ha intenzione di arrendersi prima del tempo, tanto che nello spogliatoio squadra e staff hanno sancito un patto: non si lascerà nulla di intentato, proprio per evitare ulteriori rimpianti a fine stagione se lassù l’Inter dovesse clamorosamente incepparsi. Un concetto sintetizzato così da Stefano Pioli domenica notte dopo il successo sul Napoli: «Nell’ultimo mese e mezzo stiamo viaggiando quasi ai livelli dell’Inter, che sta disputando un campionato incredibile. Noi ci proveremo fino alla fine». Appunto: vincere e sperare. Poi si vedrà. I numeri sono eccezionali: dopo la sconfitta (2-3) in casa dell’Atalanta il 9 dicembre, i rossoneri hanno svoltato sia come mentalità sia come risultati, infilando una striscia show da 7 vittorie e due pareggi in 9 partite di campionato. Un’accelerata portentosa che ha portato il Diavolo a quota 52 punti in 24 giornate, gli stessi del 2020-21 e del 2021-22: nell’era dei tre punti ha fatto meglio solo nel 1995- 96 (53, allenatore Capello) e nel 2003-04 (61, Ancelotti). Un ritmo scudetto, quello del Milan. Che ha nel mirino il record di punti sul campo (88) dell’anno 2005-06, ma soprattutto la conquista dell’Europa League, l’unico trofeo assente nella ricchissima Talento Theo Hernandez, 26 anni, 4 gol in stagione (Ansa) bacheca rossonera. Non luccicherà come la Champions, ma può avere un peso specifico notevole in questo finale di stagione. Sia per il Milan, sia per Pioli. Arrivare fino alla finale di Dublino del 22 maggio, giorno del secondo anniversario dell’ultimo scudetto, potrebbe aumentare di parecchio le chance del tecnico di Parma di restare per un’altra stagione. «Mutuo le parole sia del nostro a.d. Furlani sia di Ibra: noi abbiamo fiducia totale su Pioli e i risultati ci stanno rafforzando questa fiducia» ha detto il presidente Paolo Scaroni a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Pioli ha ancora un anno di contratto, fino al giugno 2025: anche questo avrà il suo peso. Il primo ostacolo di coppa è il Rennes: giovedì alle 21 a San Siro l’andata del playoff, ritorno in Bretagna la settimana successiva. Occhio: ha vinto 8 partite consecutive, vietato quindi prendere l’impegno sotto gamba. Di sicuro mancherà capitan Calabria, uscito domenica per un edema muscolare: al suo posto Florenzi, mentre Thiaw potrebbe essere convocato dopo il lungo infortunio.

Altre news di giornata:


—) Leao: lo specchio 10 volte in 24 giornate...


—) Milan S. Donato: dibattito e ottimismo. San Siro...


—) Rinascita Milan: obiettivo record punti ed EL.


—) Pioli meglio di Sacchi. I numeri.


—) Rennes: momento magico. I punti di forza.


—) Milan: sempre più Pioli. Conte riapre al Napoli.


—) Capello:"Leao si eserciti al tiro. A Ibra cambiai postura".


—) Kjaer: piccolo problema muscolare. Thiaw convocato


—) Theo centrale col Rennes. Leao cerca gol. La formazione.
 
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CorSera in edicola: Vincere e sperare. Di più, ora come ora, il Milan non può fare. Lo scudetto non è ancora un sogno proibito, ma ci vuole realismo: gli 8 punti di ritardo dall’Inter, che possono diventare 11, sembrano un solco davvero troppo profondo, considerando soprattutto le continue prove di forza dei nerazzurri e la loro evidente superiorità. Insomma: servirebbe un mezzo miracolo. Il Milan però non ha intenzione di arrendersi prima del tempo, tanto che nello spogliatoio squadra e staff hanno sancito un patto: non si lascerà nulla di intentato, proprio per evitare ulteriori rimpianti a fine stagione se lassù l’Inter dovesse clamorosamente incepparsi. Un concetto sintetizzato così da Stefano Pioli domenica notte dopo il successo sul Napoli: «Nell’ultimo mese e mezzo stiamo viaggiando quasi ai livelli dell’Inter, che sta disputando un campionato incredibile. Noi ci proveremo fino alla fine». Appunto: vincere e sperare. Poi si vedrà. I numeri sono eccezionali: dopo la sconfitta (2-3) in casa dell’Atalanta il 9 dicembre, i rossoneri hanno svoltato sia come mentalità sia come risultati, infilando una striscia show da 7 vittorie e due pareggi in 9 partite di campionato. Un’accelerata portentosa che ha portato il Diavolo a quota 52 punti in 24 giornate, gli stessi del 2020-21 e del 2021-22: nell’era dei tre punti ha fatto meglio solo nel 1995- 96 (53, allenatore Capello) e nel 2003-04 (61, Ancelotti). Un ritmo scudetto, quello del Milan. Che ha nel mirino il record di punti sul campo (88) dell’anno 2005-06, ma soprattutto la conquista dell’Europa League, l’unico trofeo assente nella ricchissima Talento Theo Hernandez, 26 anni, 4 gol in stagione (Ansa) bacheca rossonera. Non luccicherà come la Champions, ma può avere un peso specifico notevole in questo finale di stagione. Sia per il Milan, sia per Pioli. Arrivare fino alla finale di Dublino del 22 maggio, giorno del secondo anniversario dell’ultimo scudetto, potrebbe aumentare di parecchio le chance del tecnico di Parma di restare per un’altra stagione. «Mutuo le parole sia del nostro a.d. Furlani sia di Ibra: noi abbiamo fiducia totale su Pioli e i risultati ci stanno rafforzando questa fiducia» ha detto il presidente Paolo Scaroni a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Pioli ha ancora un anno di contratto, fino al giugno 2025: anche questo avrà il suo peso. Il primo ostacolo di coppa è il Rennes: giovedì alle 21 a San Siro l’andata del playoff, ritorno in Bretagna la settimana successiva. Occhio: ha vinto 8 partite consecutive, vietato quindi prendere l’impegno sotto gamba. Di sicuro mancherà capitan Calabria, uscito domenica per un edema muscolare: al suo posto Florenzi, mentre Thiaw potrebbe essere convocato dopo il lungo infortunio.
bla bla bla
Vadano a cercare chi ha distrutto la stagione, non so chi sia, ma è colui che ha portato 50 infortuni in 4 mesi.

I problemi si risolvono dalla base.

Altro che Europa League, è bastato solo pensare al doppio impegno che abbiamo già perso 2 difensori ulteriori, adesso ce ne mancano 5
 
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