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Tuttosport descrive il legame profondo e duraturo tra Zlatan Ibrahimovic e Rafael Leao, un feeling nato sul campo che resiste da sei anni, tanto che oggi lo svedese è considerato uno dei pochi, se non l'ultimo, sostenitore rimasto a Milano per l'attaccante portoghese. I due hanno condiviso lo scudetto della stagione 2021-2022 e Ibrahimovic ha costantemente stimolato e difeso Leao, definendolo in passato un genio e pura magia. Recentemente, mentre attorno al calciatore milanista crescevano le tensioni, Ibrahimovic, nel ruolo di commentatore per il Mondiale, lo ha pubblicamente elogiato dopo la sua rete contro l'Uzbekistan, sottolineando come il giocatore esprima il suo potenziale migliore con un certo tipo di gioco, elemento fondamentale per ritrovare la fiducia. Questa fiducia è venuta a mancare a causa di un'annata difficile per Rafa, segnata da infortuni, prestazioni deludenti, una posizione da centravanti a lui poco congeniale e una contestazione aperta da parte dei tifosi del Milan, che sono passati dal sostenerlo al subissarlo di fischi. In questo clima teso e in concomitanza con l'inizio del Mondiale, Leao aveva manifestato una netta rottura con l'ambiente rossonero, dichiarando di ritenere concluso il suo ciclo al Milan e di desiderare una nuova esperienza professionale, scatenando il forte malumore sia della dirigenza che della tifoseria. A complicare ulteriormente lo scenario si è aggiunto l'arrivo sulla panchina del Milan del nuovo allenatore Amorim, suo connazionale, il cui sistema di gioco tattico, un 3-4-2-1 che richiede agli esterni d'attacco compiti di accentramento, pressing e sacrificio difensivo, non appare adatto alle caratteristiche naturali di Leao.
Nonostante le premesse negative, la situazione ha subito un mutamento dopo il gol all'Uzbekistan, quando l'attaccante ha ammorbidito i toni riconoscendo le grandi qualità di Amorim e rimandando ogni decisione sul proprio futuro alla fine della competizione mondiale, una retromarcia seguita anche da un colloquio telefonico diretto tra i due. Dietro questo improvviso cambio di atteggiamento si ipotizza con insistenza il ruolo di mediatore di Ibrahimovic, il quale continua a fungere da consigliere esterno per il calciatore, sebbene i suoi precedenti interventi telefonici di natura tattica da aprile in poi con Leao e altri membri della squadra siano stati visti come un fattore di disturbo che ha compromesso il finale di stagione del Milan con l'uscita dalla Champions League. Resta da capire se Ibrahimovic riuscirà nell'intento di convincere Leao a restare a Milano e contestualmente Amorim a puntare su di lui, in un contesto societario in cui la proprietà guidata da Cardinale aveva precedentemente lasciato intendere che il portoghese potesse essere sacrificabile sul mercato, prima che lo stesso giocatore decidesse temporaneamente di chiamarsi fuori dalle polemiche.
Nonostante le premesse negative, la situazione ha subito un mutamento dopo il gol all'Uzbekistan, quando l'attaccante ha ammorbidito i toni riconoscendo le grandi qualità di Amorim e rimandando ogni decisione sul proprio futuro alla fine della competizione mondiale, una retromarcia seguita anche da un colloquio telefonico diretto tra i due. Dietro questo improvviso cambio di atteggiamento si ipotizza con insistenza il ruolo di mediatore di Ibrahimovic, il quale continua a fungere da consigliere esterno per il calciatore, sebbene i suoi precedenti interventi telefonici di natura tattica da aprile in poi con Leao e altri membri della squadra siano stati visti come un fattore di disturbo che ha compromesso il finale di stagione del Milan con l'uscita dalla Champions League. Resta da capire se Ibrahimovic riuscirà nell'intento di convincere Leao a restare a Milano e contestualmente Amorim a puntare su di lui, in un contesto societario in cui la proprietà guidata da Cardinale aveva precedentemente lasciato intendere che il portoghese potesse essere sacrificabile sul mercato, prima che lo stesso giocatore decidesse temporaneamente di chiamarsi fuori dalle polemiche.