- Registrato
- 8 Giugno 2021
- Messaggi
- 1,987
- Reaction score
- 1,957
Una cosa che non si valuta mai perché ancora deve passare del tempo per capirne le conseguenze è l’ambiente in cui si cresce nei primi anni di vita.Non credo che all'epoca dei tuoi nonni (gli attuali centenari) esistessero cibi industriali ultraprocessati, smog, microplastiche e soprattutto pesticidi che, da ignari, ingurgitiamo TUTTI in continuazione
Mio nonno a 94 anni ancora lavorava la terra e aveva una forza e resilienza che io non avrò mai.
Magari qualcuno di noi grazie alla medicina moderna riuscirà anche ad arrivare a 100 anni, per dire, ma già a 70 sarà uno straccio e il paragone tra "noi 70enni" e "i nostri nonni 70enni" sarà impietoso.
Come hai ben detto i centenari di oggi sono nati negli anni 20 del 900, in un mondo con molti meno inquinanti di quello odierno.
I bambini di allora potevano crescere senza che la chimica bombardasse linfonodi e difese immunitarie.
La mortalità infantile era indubbiamente una piaga ma chi sopravviveva era sicuramente più sano e robusto.
Chi come me è nato a metà degli anni 80 è nato in un mondo in cui ancora non erano chiari gli effetti avversi di un sacco di sostanze, pesticidi, additivi, conservanti e abbiamo vissuto il disastro di Chernobyl in un’età molto delicata.
Quindi è vero, non si morirà di Cancro da prosciutto, ma se da bambino sei cresciuto in pianura padana, la mamma ti dava il panino con il prosciutto cotto per merenda 3 volte a settimana, avevi i genitori fumatori, ti mettevi in bocca giocattoli fatti con plastiche tossiche, beh arrivare a 100 anni senza tumori credo sia pura utopia.

