La spiegazione per me è molto semplice, i motivi principali sono due e si chiamano speculazioni immobiliare e plusvalenza dalla rivendita del Milan. È da quando ha comprato il Milan che Cardinale dice di voler lo stadio per rendere grande il Milan, in realtà vuole lo stadio per poter costruire volumetrie oltre allo stadio stesso con un guadagno garantito solo per l’attività immobiliare, oltre alla possibilità, almeno nella sua testa, di rivendere il Milan a 2 miliardi.
L’investimento è stato ovviamente molto rischioso, perché ha previsto un vendor loan con un tasso di interesse quasi da usura, oltre a tutte le incertezze legate alla burocrazia italiana per la realizzazione di un nuovo stadio. Mettiamoci poi la variabile campo, perché stiamo pur sempre parlando di una squadra di calcio. Cardinale era convinto di arrivare nelle prime quattro e andare tutti gli anni in Champions, praticamente in carrozza. Aveva preso una squadra in salute sia economica e sportiva, e nel giro di poco più di tre anni è stato in grado di distruggere tutto. È qui più che su altri aspetti che è entrato in gioco la sua arroganza e ignoranza. Pensava di fare player trading e di rimpiazzare i giocatori come se fossero le pedine di una scacchiera senza che questo avesse conseguenze a livello sportivo, per vedere invece questa strategia fallire miseramente. Ormai i danni sono stati fatti, e l’aver depauperato la rosa di giocatori forti, oltre che aver mandato via dirigenti competenti, si ripercuoterà inevitabilmente sul futuro valore dell’asset Milan.
Se prima quello di Red Bird era un investimento a rischio, ora il rischio ə enormemente più alto.