Ordine:"Pioli, i due segnali a favore del tecnico".

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Franco Ordine dal Corsport in edicola: le coincidenze - ricordano spesso - non sono mai casuali: vanno interpretate (in questo caso si potrebbe anche scrivere... milanpretate). A Milanello ieri una coincidenza è stata utilizzata per dare un segnale, al rientro da Parigi, dinanzi alla valanga di critiche, per la maggior parte puntate su Stefano Pioli, allenatore preso di mira dai social e dalle chat dei tifosi, in qualche caso accusato di essere arrivato “umile” e di essere diventato “presuntuoso” per via del piano partita spericolato preparato per il Psg. Opinioni, naturalmente, rilanciate tra l’altro anche da Arrigo Sacchi che non fa questione di colori né di simpatie ma analizza secondo le proprie convinzioni sostenendo che Pioli «predilige la tattica invece della strategia». Conoscendo l’uomo e il professionista Pioli, e in particolare la sua predisposizione ad accettare le critiche rispettose e mai volgari, può darsi che una parte di questi appuntiti rilievi siano finiti nel suo diario personale. Ma quello che più conta è la risposta, pubblica, che il Milan, inteso come club e come tecnico, ha ieri fornito. La coincidenza è stata “servita” dalle 200 panchine collezionate dal tecnico di Parma nella serataccia francese con relativa consegna della medaglia da parte dell’ad Giorgio Furlani e del capo dell’area tecnica Geoffrey Moncada secondo collaudata tradizione. Nelle parole del numero uno di casa Milan sono rintracciabili due messaggi in codice: il primo fissa l’appuntamento a febbraio quando Pioli supererà le 220 panchine, la cifra raggiunta da Arrigo Sacchi. In apparenza è un traguardo insignificante ma, se citato dallo stesso Furlani e volutamente trasmesso all’esterno, è come se rappresentasse una risposta indiretta alle osservazioni del vate di Fusignano. Il secondo messaggio in codice, lanciato dinanzi alla platea dei calciatori radunati per l’occasione, è un secondo appuntamento, fissato nel mese di maggio «quando speriamo tutti di festeggiare» che vuol dire: fiducia intatta nel lavoro dell’allenatore, fiducia ripetuta, nonostante i due ultimi rovesci, nelle qualità della squadra, questa volta rivolta anche al popolo dei tifosi. La replica di Pioli è stata di quelle scontate, con un grazie rivolto al club e al team («senza le vostre qualità morali, professionali e tecniche, non avrei potuto raggiunge questo traguardo») che ha il valore di un rammendo solenne con lo spogliatoio, se mai ci fosse stato bisogno, e un richiamo indiretto a recuperare lo spirito migliore dei mesi precedenti (la reazione dopo il derby). Pubblicizzata la coincidenza, segnala infine la consapevolezza del rischio costituito dalla prossima montagna... napoletana da scalare esaurendo a fine ottobre quasi tutti gli scontri diretti del girone d’andata (mancano all’appello Atalanta e Fiorentina).
 

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Franco Ordine dal Corsport in edicola: le coincidenze - ricordano spesso - non sono mai casuali: vanno interpretate (in questo caso si potrebbe anche scrivere... milanpretate). A Milanello ieri una coincidenza è stata utilizzata per dare un segnale, al rientro da Parigi, dinanzi alla valanga di critiche, per la maggior parte puntate su Stefano Pioli, allenatore preso di mira dai social e dalle chat dei tifosi, in qualche caso accusato di essere arrivato “umile” e di essere diventato “presuntuoso” per via del piano partita spericolato preparato per il Psg. Opinioni, naturalmente, rilanciate tra l’altro anche da Arrigo Sacchi che non fa questione di colori né di simpatie ma analizza secondo le proprie convinzioni sostenendo che Pioli «predilige la tattica invece della strategia». Conoscendo l’uomo e il professionista Pioli, e in particolare la sua predisposizione ad accettare le critiche rispettose e mai volgari, può darsi che una parte di questi appuntiti rilievi siano finiti nel suo diario personale. Ma quello che più conta è la risposta, pubblica, che il Milan, inteso come club e come tecnico, ha ieri fornito. La coincidenza è stata “servita” dalle 200 panchine collezionate dal tecnico di Parma nella serataccia francese con relativa consegna della medaglia da parte dell’ad Giorgio Furlani e del capo dell’area tecnica Geoffrey Moncada secondo collaudata tradizione. Nelle parole del numero uno di casa Milan sono rintracciabili due messaggi in codice: il primo fissa l’appuntamento a febbraio quando Pioli supererà le 220 panchine, la cifra raggiunta da Arrigo Sacchi. In apparenza è un traguardo insignificante ma, se citato dallo stesso Furlani e volutamente trasmesso all’esterno, è come se rappresentasse una risposta indiretta alle osservazioni del vate di Fusignano. Il secondo messaggio in codice, lanciato dinanzi alla platea dei calciatori radunati per l’occasione, è un secondo appuntamento, fissato nel mese di maggio «quando speriamo tutti di festeggiare» che vuol dire: fiducia intatta nel lavoro dell’allenatore, fiducia ripetuta, nonostante i due ultimi rovesci, nelle qualità della squadra, questa volta rivolta anche al popolo dei tifosi. La replica di Pioli è stata di quelle scontate, con un grazie rivolto al club e al team («senza le vostre qualità morali, professionali e tecniche, non avrei potuto raggiunge questo traguardo») che ha il valore di un rammendo solenne con lo spogliatoio, se mai ci fosse stato bisogno, e un richiamo indiretto a recuperare lo spirito migliore dei mesi precedenti (la reazione dopo il derby). Pubblicizzata la coincidenza, segnala infine la consapevolezza del rischio costituito dalla prossima montagna... napoletana da scalare esaurendo a fine ottobre quasi tutti gli scontri diretti del girone d’andata (mancano all’appello Atalanta e Fiorentina).
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