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Il solito Ordine dal CorSport dopo la vittoria del Milan sul Torino:
Il debutto del Milan di Ruben Amorim in Serie A si chiude con una vittoria per 2-1 sul campo del Torino allenato da Abate, al termine di una partita dominata dai rossoneri ma sbloccata soltanto nella ripresa grazie alle mosse strategiche dalla panchina. La principale notizia della serata riguarda l'esclusione iniziale di Luka Modric, reduce da una preparazione ridotta e tatticamente sacrificato nel nuovo assetto di Amorim, che predilige una mediana a due affiancata da ali pure come Chukwueze ed Estupiñán, a differenza della folta protezione di cemento armato garantitagli nella passata gestione Allegri. Il primo tempo, pur vedendo un netto monopolio rossonero del possesso palla e del ritmo di gioco, risulta privo di grandi occasioni, con Gonçalo Ramos troppo isolato in avanti e un giro palla sterile sulle fasce. La svolta arriva all'undicesimo minuto del secondo tempo con gli ingressi simultanei di Modric e Rabiot al posto di Jashari e Loftus-Cheek: l'innesto del croato e l'aggressività del francese cambiano immediatamente l'inerzia del match. A sbloccare il punteggio ci pensa il giovane baby prodigio Alphadjo Cissè (migliore in campo con 7.5), adorato dal tecnico e lesto a trafiggere Mascardi con un piatto destro su assist di Rabiot, prima di essere sostituito per un cambio già programmato. Pochi minuti dopo è lo stesso Rabiot a raddoppiare firmando il 2-0 su assist perfetto di Chukwueze. Nel finale, complice un calo di concentrazione rossonero e alcuni clamorosi errori del Torino, i granata riescono ad accorciare le distanze solo al 93' grazie a una spettacolare rovesciata di Adams. Sul fronte arbitrale restano forti dubbi per un netto fallo di mano in area granata commesso da Vlasic e non sanzionato dal direttore di gara Zufferli né corretto dal VAR Mazzoleni. La prestazione complessiva evidenzia un futuro promettente per il Milan di Amorim, sorretto dalla qualità dei suoi veterani e dalla freschezza dei giovani, a patto di completare la rosa prima della fine del calciomercato e mantenere alta la soglia dell'attenzione difensiva.
Il debutto del Milan di Ruben Amorim in Serie A si chiude con una vittoria per 2-1 sul campo del Torino allenato da Abate, al termine di una partita dominata dai rossoneri ma sbloccata soltanto nella ripresa grazie alle mosse strategiche dalla panchina. La principale notizia della serata riguarda l'esclusione iniziale di Luka Modric, reduce da una preparazione ridotta e tatticamente sacrificato nel nuovo assetto di Amorim, che predilige una mediana a due affiancata da ali pure come Chukwueze ed Estupiñán, a differenza della folta protezione di cemento armato garantitagli nella passata gestione Allegri. Il primo tempo, pur vedendo un netto monopolio rossonero del possesso palla e del ritmo di gioco, risulta privo di grandi occasioni, con Gonçalo Ramos troppo isolato in avanti e un giro palla sterile sulle fasce. La svolta arriva all'undicesimo minuto del secondo tempo con gli ingressi simultanei di Modric e Rabiot al posto di Jashari e Loftus-Cheek: l'innesto del croato e l'aggressività del francese cambiano immediatamente l'inerzia del match. A sbloccare il punteggio ci pensa il giovane baby prodigio Alphadjo Cissè (migliore in campo con 7.5), adorato dal tecnico e lesto a trafiggere Mascardi con un piatto destro su assist di Rabiot, prima di essere sostituito per un cambio già programmato. Pochi minuti dopo è lo stesso Rabiot a raddoppiare firmando il 2-0 su assist perfetto di Chukwueze. Nel finale, complice un calo di concentrazione rossonero e alcuni clamorosi errori del Torino, i granata riescono ad accorciare le distanze solo al 93' grazie a una spettacolare rovesciata di Adams. Sul fronte arbitrale restano forti dubbi per un netto fallo di mano in area granata commesso da Vlasic e non sanzionato dal direttore di gara Zufferli né corretto dal VAR Mazzoleni. La prestazione complessiva evidenzia un futuro promettente per il Milan di Amorim, sorretto dalla qualità dei suoi veterani e dalla freschezza dei giovani, a patto di completare la rosa prima della fine del calciomercato e mantenere alta la soglia dell'attenzione difensiva.