Ordine:"Cardinale alla Silvio, ecco il nuovo corso. Ramos e Mendes...".

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L'immarcescibile e onnipresente Franco Ordine, dal CorSport in edicola, a difesa del nuovo corso, dei nuovi acquisti e anche di Mendes:

Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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7AlePato7

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L'immarcescibile e onnipresente Franco Ordine, dal CorSport in edicola, a difesa del nuovo corso, dei nuovi acquisti e anche di Mendes:

Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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L'unica cosa in cui sono d'accordo è che dall'addio di Furlani ci abbiamo guadagnato. È veramente difficile fare peggio: Elliott e Redbird saranno senz'altro due fondi che non volevano/vogliono investire cifre esorbitanti, ma tutte quelle idiozie su come svolgere le trattative portandole a rilento prendendo alla fine porte in faccia sono farina del sacco di Furlani.
 

Clarenzio

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Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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Dev'essere lo zio di Letizia
 
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Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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Delirio.
 
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Come predetto settimane fa, dopo 1 acquisto cacato a forza è tornato subito a leccare dopo una parentesi di una/due settimane di critiche non sentite.
Infatti ha criticato solamente perchè non poteva fare altrimenti, fosse dipeso unicamente da lui sarebbe restato tranquillamente sotto la scrivania a leccare le palle a tutti i dirigenti rossoneri.
 
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Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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A raccontarci le favolette passerebbe il mio gatto
 

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Come predetto settimane fa, dopo 1 acquisto cacato a forza è tornato subito a leccare dopo una parentesi di una/due settimane di critiche non sentite.
Infatti ha criticato solamente perchè non poteva fare altrimenti, fosse dipeso unicamente da lui sarebbe restato tranquillamente sotto la scrivania a leccare le palle a tutti i dirigenti rossoneri.

Attenzione che a questi personaggi mettono in bocca anche le "critiche".

Non fanno mai niente di propria iniziativa.
 
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Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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Demenza senile incombente
 

Ringhio8

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Non era complicato indovinare la nuova rotta scelta dal Milan con Gerry Cardinale in prima linea, “uomo solo al comando” come segnalato dal titolo del Corriere dello Sport qualche settimana fa. Non era complicato perché dal giorno dopo Milan-Cagliari quando il numero uno di RedBird mandò a casa tutta la catena di comando rossonera (Furlani, Moncada, Tare e Allegri), si è assunto la piena responsabilità del club occupandosi anche fisicamente (viaggi e colloqui) della scelta del nuovo allenatore Amorim e dell’organigramma nel quale alla fine - incassato il rifiuto dei tedeschi - ha promosso le seconde linee già operative negli uffici di casa Milan (e questo è l’unico vantaggio dell’operazione). Alle promesse sono seguite finalmente un paio di fatti. Il primo: Massimo Calvelli nominato amministratore delegato con piena operatività degli uffici che hanno smentito la ridicola tesi del rischio iscrizione. Il secondo: sotto contratto Ruben Amorim, il tecnico. E con lui l’intesa è stata cementata dall’acquisto immediato del centravanti Gonçalo Ramos, portoghese, investita una cifra mai spesa dal Milan, 70 milioni. Sul punto è partito un dibattito che conviene subito affrontare.

La prima, fondata obiezione, è la seguente: a gennaio scorso, quando Allegri chiese qualche rinforzo per offrire alla rosa le energie necessarie a chiudere il campionato senza assilli. Gli fu risposto: “Non c’è un euro”. E a conferma arrivò infatti Fullkrug salvo poi scoprire a fine mese che per tesserare Mateta, infortunato e rispedito al mittente, sarebbero miracolosamente comparsi oltre 40 milioni! Cosa è cambiato allora da allora a oggi? Molto semplicemente la strategia sul mercato: non c’è più il club che lavora contro l’allenatore, ma al suo fianco. Altra obiezione: Ramos costa troppo. Vero. Nel frattempo c’è da segnalare che la candidatura non è stata improvvisata. Lo scouting lo ha seguito durante i mesi precedenti e ottenuto anche il “si approva” dello stesso Allegri. Poi bisogna aggiungere che la tecnica finanziaria di Furlani (prolungare allo sfinimento le trattative) in passato procurò un paio di sconfitte pesanti (Thuram e Hojlund i casi più noti). Cardinale, nell’occasione, si è comportato… come fece Berlusconi ai tempi di Gullit conteso dalla Juve, con un blitz in Olanda e un contratto pubblicitario milionario all’azienda madre (il Psv con i miliardi del cartellino costruì la nuova tribuna dello stadio). Infine c’è la questione dell’agente Jorge Mendes, molto noto, molto invadente e molto potente. L’anno scorso, di questi tempi, a casa Milan furoreggiava Paolo Busardò che fece trovare a Tare e Allegri appena assunti già conclusi i contratti di Reijnders (cessione) e di Ricci (acquisto)! A quanto pare centravanti privi di agente sul mercato non ce ne sono.

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Cosa *** mi tocca leggere.... Sopprimetelo per carità
 
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