- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 264,995
- Reaction score
- 55,151
Il solito Franco Ordine dal CorSport in edicola: il Milan ha recentemente vissuto esperienze fallimentari con due allenatori portoghesi, Paulo Fonseca e Sergio Conceiçao, e l'arrivo di Ruben Amorim come terzo tecnico lusitano in pochi mesi rappresenta un'occasione per non ripetere gli errori del passato. Amorim gode del vantaggio di essere stato scelto direttamente dal proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, il quale ha preso in mano la direzione delle operazioni e dell'area tecnica con una presenza costante a Milano. Al contrario, Fonseca non era stato la prima scelta e aveva dovuto subire la gestione di un'area tecnica priva di un vero direttore sportivo, dominata mediaticamente da Zlatan Ibrahimovic. Il "boss" svedese aveva imposto la propria leadership sul mercato di fronte al silenzio dell'allenatore, e la successiva assenza societaria aveva favorito lo scisma del cooling break all'Olimpico, segnando una frattura insanabile tra Fonseca e i leader dello spogliatoio. Il progetto di un "calcio dominante" sbandierato da Fonseca si è visto solo a sprazzi, con picchi a Madrid o nel derby alternati a clamorosi passaggi a vuoto contro Cagliari e Parma, fino a un esonero comunicato in modo distaccato dopo la sfida con la Roma. Dal canto suo, Conceiçao era partito bene vincendo la Supercoppa nel derby d'Arabia in rimonta, ma era poi naufragato in tutte le partite decisive, come lo spareggio Champions, il derby di Europa League contro la Roma e la finale di Coppa Italia persa con il Bologna, trascinando la squadra a un deludente ottavo posto a causa di una fragilità caratteriale che ricordava la fine dell'era Allegri. Amorim si presenta con presupposti diversi, avendo già ottenuto l'acquisto di Gonçalo Ramos, un giocatore dal profilo disciplinato che non dovrebbe creare problemi di spogliatoio. Per avere successo e non fallire nei momenti chiave della stagione, il nuovo tecnico dovrà lavorare proprio sulla solidità mentale del gruppo, evitando inutili polemiche sul passato (come quelle velate nei confronti del Manchester United emerse nelle sue prime dichiarazioni in un misto di italiano e inglese) e concentrandosi esclusivamente sulla ricostruzione dell'identità della squadra.