Milan: stadio prioritario. E Ibra pilastro.

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GDS: alla conferenza di presentazione di Amorim, oltre a Cardinale, erano presenti in prima fila i massimi dirigenti societari, tra cui l'amministratore delegato Calvelli, Almstadt e Gardiner. L'unico grande assente era Zlatan Ibrahimovic, che si trovava negli Stati Uniti impegnato come commentatore dei Mondiali per Fox Sports; lo svedese conserva comunque il suo ruolo di operating partner di RedBird e consulente strategico per l'area sportiva, confermandosi una delle personalità di spicco con cui Cardinale collabora abitualmente, al pari di icone del cinema come Ben Affleck e Matt Damon, di campioni dello sport come LeBron James, investitore nel Liverpool, e di Dwayne Johnson per la lega di football americano primaverile. Nel frattempo, il numero uno di RedBird sta portando avanti con decisione il progetto per il nuovo stadio, un'operazione finanziaria da ben 2 miliardi di dollari condotta in partnership con l'Inter, finalizzata a costruire quello che, nelle intenzioni di Cardinale, dovrà essere l'impianto più bello del mondo, concepito per garantire al Milan ingenti e fondamentali ricavi futuri.

Tuttosport: Ibra resta un pilastro per Cardinale. Il rapporto tra Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic è al centro di numerose indiscrezioni, ma la realtà dei fatti delinea una gerarchia chiara e indiscutibile: lo svedese ha investito in RedBird, ma lavora con e per Cardinale, il quale mantiene l'ultima parola su ogni decisione. Cardinale stima profondamente Ibrahimovic, vedendo in lui un pilastro, un ambasciatore globale per il Milan e un vero e proprio delfino a cui trasmettere la propria esperienza imprenditoriale. Questo legame solido è testimoniato anche dalla loro recente presenza comune alla Casa Bianca in occasione dell'evento UFC 250 Freedom, alla presenza di Donald Trump, storico amico e socio d'affari dello stesso Cardinale. Attualmente, l'imprenditore americano ha preso pienamente in mano le redini operative del club dopo anni di parziali limitazioni, e pur continuando a valorizzare Ibrahimovic come Operating Partner e consulente strategico per l'area calcio, non ammette deroghe al proprio potere decisionale. Tuttavia, esiste un rovescio della medaglia rappresentato dalla presenza talvolta ingombrante, divisiva e contraddittoria dell'ex calciatore all'interno della galassia rossonera. Nel corso del tempo si sono registrate diverse "invasioni di campo" e tensioni, come la lite con Ignazio Abate, l'allontanamento di Antonio D'Ottavio dal Milan Futuro e, più recentemente, lo scontro con Allegri. L'ingerenza di Ibrahimovic ha avuto un impatto concreto anche sul calciomercato e sulla gestione dei giovani talenti: nell'estate del 2024, nonostante l'allenatore Paulo Fonseca considerasse Mattia Liberali un profilo pronto per la prima squadra, lo svedese espresse forti perplessità fisiche e tecniche sul classe 2007. Questo scetticismo ha pesato negativamente sulle trattative di rinnovo e ha influenzato la recente decisione del ragazzo di trasferirsi al Como, nonostante un'offerta economica superiore da parte del Milan. Di conseguenza, mentre si adopera per costruire una squadra adatta alle esigenze del tecnico Amorim, Cardinale si trova nella posizione di dover gestire Ibrahimovic con una strategia di "bastone e carota", guidandolo in un percorso di maturazione sia imprenditoriale sia sportivo per renderlo più consono al ruolo istituzionale che ricopre e per poterlo così difendere ulteriormente dalle contestazioni dei tifosi.

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Tuttosport: Ibra resta un pilastro per Cardinale. Il rapporto tra Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic è al centro di numerose indiscrezioni, ma la realtà dei fatti delinea una gerarchia chiara e indiscutibile: lo svedese ha investito in RedBird, ma lavora con e per Cardinale, il quale mantiene l'ultima parola su ogni decisione. Cardinale stima profondamente Ibrahimovic, vedendo in lui un pilastro, un ambasciatore globale per il Milan e un vero e proprio delfino a cui trasmettere la propria esperienza imprenditoriale. Questo legame solido è testimoniato anche dalla loro recente presenza comune alla Casa Bianca in occasione dell'evento UFC 250 Freedom, alla presenza di Donald Trump, storico amico e socio d'affari dello stesso Cardinale. Attualmente, l'imprenditore americano ha preso pienamente in mano le redini operative del club dopo anni di parziali limitazioni, e pur continuando a valorizzare Ibrahimovic come Operating Partner e consulente strategico per l'area calcio, non ammette deroghe al proprio potere decisionale. Tuttavia, esiste un rovescio della medaglia rappresentato dalla presenza talvolta ingombrante, divisiva e contraddittoria dell'ex calciatore all'interno della galassia rossonera. Nel corso del tempo si sono registrate diverse "invasioni di campo" e tensioni, come la lite con Ignazio Abate, l'allontanamento di Antonio D'Ottavio dal Milan Futuro e, più recentemente, lo scontro con Allegri. L'ingerenza di Ibrahimovic ha avuto un impatto concreto anche sul calciomercato e sulla gestione dei giovani talenti: nell'estate del 2024, nonostante l'allenatore Paulo Fonseca considerasse Mattia Liberali un profilo pronto per la prima squadra, lo svedese espresse forti perplessità fisiche e tecniche sul classe 2007. Questo scetticismo ha pesato negativamente sulle trattative di rinnovo e ha influenzato la recente decisione del ragazzo di trasferirsi al Como, nonostante un'offerta economica superiore da parte del Milan. Di conseguenza, mentre si adopera per costruire una squadra adatta alle esigenze del tecnico Amorim, Cardinale si trova nella posizione di dover gestire Ibrahimovic con una strategia di "bastone e carota", guidandolo in un percorso di maturazione sia imprenditoriale sia sportivo per renderlo più consono al ruolo istituzionale che ricopre e per poterlo così difendere ulteriormente dalle contestazioni dei tifosi.
 

gabri65

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GDS: alla conferenza di presentazione di Amorim, oltre a Cardinale, erano presenti in prima fila i massimi dirigenti societari, tra cui l'amministratore delegato Calvelli, Almstadt e Gardiner. L'unico grande assente era Zlatan Ibrahimovic, che si trovava negli Stati Uniti impegnato come commentatore dei Mondiali per Fox Sports; lo svedese conserva comunque il suo ruolo di operating partner di RedBird e consulente strategico per l'area sportiva, confermandosi una delle personalità di spicco con cui Cardinale collabora abitualmente, al pari di icone del cinema come Ben Affleck e Matt Damon, di campioni dello sport come LeBron James, investitore nel Liverpool, e di Dwayne Johnson per la lega di football americano primaverile. Nel frattempo, il numero uno di RedBird sta portando avanti con decisione il progetto per il nuovo stadio, un'operazione finanziaria da ben 2 miliardi di dollari condotta in partnership con l'Inter, finalizzata a costruire quello che, nelle intenzioni di Cardinale, dovrà essere l'impianto più bello del mondo, concepito per garantire al Milan ingenti e fondamentali ricavi futuri.

Tuttosport: Ibra resta un pilastro per Cardinale. Il rapporto tra Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic è al centro di numerose indiscrezioni, ma la realtà dei fatti delinea una gerarchia chiara e indiscutibile: lo svedese ha investito in RedBird, ma lavora con e per Cardinale, il quale mantiene l'ultima parola su ogni decisione. Cardinale stima profondamente Ibrahimovic, vedendo in lui un pilastro, un ambasciatore globale per il Milan e un vero e proprio delfino a cui trasmettere la propria esperienza imprenditoriale. Questo legame solido è testimoniato anche dalla loro recente presenza comune alla Casa Bianca in occasione dell'evento UFC 250 Freedom, alla presenza di Donald Trump, storico amico e socio d'affari dello stesso Cardinale. Attualmente, l'imprenditore americano ha preso pienamente in mano le redini operative del club dopo anni di parziali limitazioni, e pur continuando a valorizzare Ibrahimovic come Operating Partner e consulente strategico per l'area calcio, non ammette deroghe al proprio potere decisionale. Tuttavia, esiste un rovescio della medaglia rappresentato dalla presenza talvolta ingombrante, divisiva e contraddittoria dell'ex calciatore all'interno della galassia rossonera. Nel corso del tempo si sono registrate diverse "invasioni di campo" e tensioni, come la lite con Ignazio Abate, l'allontanamento di Antonio D'Ottavio dal Milan Futuro e, più recentemente, lo scontro con Allegri. L'ingerenza di Ibrahimovic ha avuto un impatto concreto anche sul calciomercato e sulla gestione dei giovani talenti: nell'estate del 2024, nonostante l'allenatore Paulo Fonseca considerasse Mattia Liberali un profilo pronto per la prima squadra, lo svedese espresse forti perplessità fisiche e tecniche sul classe 2007. Questo scetticismo ha pesato negativamente sulle trattative di rinnovo e ha influenzato la recente decisione del ragazzo di trasferirsi al Como, nonostante un'offerta economica superiore da parte del Milan. Di conseguenza, mentre si adopera per costruire una squadra adatta alle esigenze del tecnico Amorim, Cardinale si trova nella posizione di dover gestire Ibrahimovic con una strategia di "bastone e carota", guidandolo in un percorso di maturazione sia imprenditoriale sia sportivo per renderlo più consono al ruolo istituzionale che ricopre e per poterlo così difendere ulteriormente dalle contestazioni dei tifosi.

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Ibrahimovic pilastro sì, dello stadio, dentro una bella gittata di cemento.

Ma crepate tutti.
 
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