Milan: senza CL addio Allegri, cessioni e mercato low cost.

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GDS: la pesante sconfitta subita contro il Sassuolo ha fatto precipitare il Milan in una crisi d'identità e di risultati, mettendo seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League con un vantaggio ormai ridotto a soli due punti sulla Juventus e tre sulla Roma. Questo scenario minaccia di distruggere l'intero progetto sportivo rossonero, poiché l'assenza dei ricavi UEFA comporterebbe un ridimensionamento economico stimato intorno ai cento milioni di euro, compromettendo la permanenza di figure chiave come l'allenatore Massimiliano Allegri. Nonostante un contratto che potrebbe estendersi fino al 2028 in caso di successo, Allegri, tornato con l'ambizione di vincere lo scudetto e la seconda stella, difficilmente accetterebbe di restare alla guida di una squadra non competitiva, valutando seriamente l'ipotesi di passare alla guida della Nazionale. Il declassamento in Europa League provocherebbe inoltre l'addio quasi certo di Luka Modric, che ha scelto il Milan per vincere trofei, e renderebbe impossibile l'acquisto di profili di alto livello come Goretzka, Sorloth, Gonçalo Ramos o Jackson, ripetendo l'errore del passato con Akanji che scelse l'Inter proprio per la vetrina della Champions. Oltre al danno tecnico, si profila un disastro finanziario: senza l'Europa che conta, il bilancio rischierebbe il profondo rosso, costringendo la dirigenza a sacrificare i pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e generare plusvalenze. Tra i partenti potrebbero esserci i big come Leao, Pulisic e Maignan, o i recenti investimenti onerosi come Nkunku, Gimenez e Fofana. Tale ridimensionamento non farebbe che aumentare il divario con l'Inter, fresca di conquista del ventunesimo scudetto, spegnendo definitivamente le ambizioni dei tifosi rossoneri di tornare a trionfare con continuità.

Tuttosport: l'attuale momento del Milan è segnato da una profonda crisi che Massimiliano Allegri ha definito come una vera e propria "ansia Champions", un timore che rasenta la paura di vanificare il lavoro di un'intera stagione. Dopo la vittoria nel derby dell'8 marzo, i rossoneri cullavano sogni di scudetto forti di un vantaggio di nove punti sulla quinta in classifica; tuttavia, il crollo verticale seguito alla sconfitta con la Lazio ha ribaltato lo scenario, portando il distacco dall'Inter capolista a quindici punti e, soprattutto, riducendo a soli tre punti il margine sulla Roma, attualmente quinta. Questa involuzione non è solo psicologica ma riflette un preoccupante "black out" tecnico: la squadra sembra aver staccato la spina una volta sfumato l'obiettivo tricolore, dando per scontata una qualificazione europea che invece è ora seriamente a rischio. I numeri certificano una crisi storica: per la prima volta dal 1929-30, il Milan ha segnato un solo gol in cinque partite, e il rendimento delle ultime sette gare è paragonabile a quello di una squadra in zona retrocessione, con appena sette punti raccolti. Anche il bilancio complessivo del girone di ritorno è deficitario, con Allegri che ha collezionato solo 25 punti in 16 giornate, un ritmo inferiore persino a quello di Sergio Conceiçao nella stagione precedente. La posta in gioco è altissima, poiché il fallimento dell'obiettivo Champions non comporterebbe solo la perdita dei 60 milioni di premi UEFA, ma metterebbe a rischio un piano di mercato stimato sui 100 milioni, aprendo le porte a una possibile estate di rivoluzioni societarie e tecniche. Con tre "finali" ancora da giocare contro Atalanta, Genoa e Cagliari, l'allenatore è chiamato a rianimare un gruppo spento e a sbloccare un attacco asfittico, simboleggiato dal digiuno di Leao che dura ormai da inizio marzo, per evitare che il banco salti definitivamente.

Mediaset: il futuro del Milan appare oggi incerto e volubile come il meteo di maggio, oscillando tra le ambizioni da Champions League e il rischio di un ridimensionamento in Europa League che allontanerebbe ulteriormente i rossoneri dai vertici occupati dall'Inter. Nonostante le indiscrezioni su un'estate di grandi colpi di mercato, la mancata qualificazione alla massima competizione europea cambierebbe drasticamente i piani societari, mettendo in discussione persino la permanenza di figure chiave come Luka Modric, il quale potrebbe decidere di anticipare il suo addio al calcio o comunque lasciare la squadra di Massimiliano Allegri. Lo stesso tecnico toscano, tornato con l'obiettivo dichiarato di riportare il club ai vertici europei, vedrebbe la propria posizione fortemente indebolita da un eventuale fallimento, con l'ombra della Nazionale sempre presente sullo sfondo di una stagione che, dopo aver illuso i tifosi con sogni di scudetto, rischierebbe di chiudersi nel peggiore dei modi. Senza i ricavi e il prestigio della Champions, il Milan sarebbe costretto ad abbandonare le piste che portano a top player internazionali, come Goretzka, per ripiegare su un progetto basato su scommesse e giovani talenti, spesso rivelatisi non all'altezza in passato. Oltre all'impossibilità di acquistare nuovi campioni, il club faticherebbe a trattenere i pezzi pregiati già in rosa, aprendo la strada a una fuga generale dei big. La soluzione a questo scenario critico passa obbligatoriamente per le ultime tre sfide di campionato contro Atalanta, Cagliari e Genoa, dove ai rossoneri serviranno sei punti per blindare il quarto posto ed evitare un ritorno nell'incertezza economica e sportiva.


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GDS: la pesante sconfitta subita contro il Sassuolo ha fatto precipitare il Milan in una crisi d'identità e di risultati, mettendo seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League con un vantaggio ormai ridotto a soli due punti sulla Juventus e tre sulla Roma. Questo scenario minaccia di distruggere l'intero progetto sportivo rossonero, poiché l'assenza dei ricavi UEFA comporterebbe un ridimensionamento economico stimato intorno ai cento milioni di euro, compromettendo la permanenza di figure chiave come l'allenatore Massimiliano Allegri. Nonostante un contratto che potrebbe estendersi fino al 2028 in caso di successo, Allegri, tornato con l'ambizione di vincere lo scudetto e la seconda stella, difficilmente accetterebbe di restare alla guida di una squadra non competitiva, valutando seriamente l'ipotesi di passare alla guida della Nazionale. Il declassamento in Europa League provocherebbe inoltre l'addio quasi certo di Luka Modric, che ha scelto il Milan per vincere trofei, e renderebbe impossibile l'acquisto di profili di alto livello come Goretzka, Sorloth, Gonçalo Ramos o Jackson, ripetendo l'errore del passato con Akanji che scelse l'Inter proprio per la vetrina della Champions. Oltre al danno tecnico, si profila un disastro finanziario: senza l'Europa che conta, il bilancio rischierebbe il profondo rosso, costringendo la dirigenza a sacrificare i pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e generare plusvalenze. Tra i partenti potrebbero esserci i big come Leao, Pulisic e Maignan, o i recenti investimenti onerosi come Nkunku, Gimenez e Fofana. Tale ridimensionamento non farebbe che aumentare il divario con l'Inter, fresca di conquista del ventunesimo scudetto, spegnendo definitivamente le ambizioni dei tifosi rossoneri di tornare a trionfare con continuità.

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Certamente è così.
Uniamo il fatto che abbiamo una dirigenza incompetente, per cui risalire la china sarà difficile.
Al proprietario importa poco, se calano i ricavi lui abbassa i costi e il bilancio rimane in ordine, in attesa di costruire lo stadio.
Sarò ripetitivo, ma molta gente dovrebbe ritirare gli insulti a Pioli.
Spiego meglio, era giusto cambiarlo in quanto il suo ciclo al Milan era finito e non è un allenatore top, ma negli anni del Milan ha fatto bene (viceversa altrove ha quasi sempre fallito). Chi se ne frega dei derby persi, certo poteva provare a cambiare qualcosa a livello tattico, ma alla fine in questi ultimi 2 anni abbiamo fatto benissimo nei derby ma stagioni pessime (beh, quest'anno ancora non è detto, ma ci sono brutte sensazioni per il finale di campionato).
Quello che mi è dispiaciuto è leggere tanti insulti al nostro ex allenatore, quando il suo Milan è l'unico ad averci dato delle soddisfazioni negli ultimi 15 anni. Meriterebbe più rispetto.

Speriamo che Allegri e i giocatori trovino quelle energie e motivazioni per restare nelle prime 4 altrimenti il ridimensionamento sarà definitivo.
 

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Tuttosport: l'attuale momento del Milan è segnato da una profonda crisi che Massimiliano Allegri ha definito come una vera e propria "ansia Champions", un timore che rasenta la paura di vanificare il lavoro di un'intera stagione. Dopo la vittoria nel derby dell'8 marzo, i rossoneri cullavano sogni di scudetto forti di un vantaggio di nove punti sulla quinta in classifica; tuttavia, il crollo verticale seguito alla sconfitta con la Lazio ha ribaltato lo scenario, portando il distacco dall'Inter capolista a quindici punti e, soprattutto, riducendo a soli tre punti il margine sulla Roma, attualmente quinta. Questa involuzione non è solo psicologica ma riflette un preoccupante "black out" tecnico: la squadra sembra aver staccato la spina una volta sfumato l'obiettivo tricolore, dando per scontata una qualificazione europea che invece è ora seriamente a rischio. I numeri certificano una crisi storica: per la prima volta dal 1929-30, il Milan ha segnato un solo gol in cinque partite, e il rendimento delle ultime sette gare è paragonabile a quello di una squadra in zona retrocessione, con appena sette punti raccolti. Anche il bilancio complessivo del girone di ritorno è deficitario, con Allegri che ha collezionato solo 25 punti in 16 giornate, un ritmo inferiore persino a quello di Sergio Conceiçao nella stagione precedente. La posta in gioco è altissima, poiché il fallimento dell'obiettivo Champions non comporterebbe solo la perdita dei 60 milioni di premi UEFA, ma metterebbe a rischio un piano di mercato stimato sui 100 milioni, aprendo le porte a una possibile estate di rivoluzioni societarie e tecniche. Con tre "finali" ancora da giocare contro Atalanta, Genoa e Cagliari, l'allenatore è chiamato a rianimare un gruppo spento e a sbloccare un attacco asfittico, simboleggiato dal digiuno di Leao che dura ormai da inizio marzo, per evitare che il banco salti definitivamente.
 
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GDS: la pesante sconfitta subita contro il Sassuolo ha fatto precipitare il Milan in una crisi d'identità e di risultati, mettendo seriamente a rischio la qualificazione alla prossima Champions League con un vantaggio ormai ridotto a soli due punti sulla Juventus e tre sulla Roma. Questo scenario minaccia di distruggere l'intero progetto sportivo rossonero, poiché l'assenza dei ricavi UEFA comporterebbe un ridimensionamento economico stimato intorno ai cento milioni di euro, compromettendo la permanenza di figure chiave come l'allenatore Massimiliano Allegri. Nonostante un contratto che potrebbe estendersi fino al 2028 in caso di successo, Allegri, tornato con l'ambizione di vincere lo scudetto e la seconda stella, difficilmente accetterebbe di restare alla guida di una squadra non competitiva, valutando seriamente l'ipotesi di passare alla guida della Nazionale. Il declassamento in Europa League provocherebbe inoltre l'addio quasi certo di Luka Modric, che ha scelto il Milan per vincere trofei, e renderebbe impossibile l'acquisto di profili di alto livello come Goretzka, Sorloth, Gonçalo Ramos o Jackson, ripetendo l'errore del passato con Akanji che scelse l'Inter proprio per la vetrina della Champions. Oltre al danno tecnico, si profila un disastro finanziario: senza l'Europa che conta, il bilancio rischierebbe il profondo rosso, costringendo la dirigenza a sacrificare i pezzi pregiati per abbassare il monte ingaggi e generare plusvalenze. Tra i partenti potrebbero esserci i big come Leao, Pulisic e Maignan, o i recenti investimenti onerosi come Nkunku, Gimenez e Fofana. Tale ridimensionamento non farebbe che aumentare il divario con l'Inter, fresca di conquista del ventunesimo scudetto, spegnendo definitivamente le ambizioni dei tifosi rossoneri di tornare a trionfare con continuità.

Tuttosport: l'attuale momento del Milan è segnato da una profonda crisi che Massimiliano Allegri ha definito come una vera e propria "ansia Champions", un timore che rasenta la paura di vanificare il lavoro di un'intera stagione. Dopo la vittoria nel derby dell'8 marzo, i rossoneri cullavano sogni di scudetto forti di un vantaggio di nove punti sulla quinta in classifica; tuttavia, il crollo verticale seguito alla sconfitta con la Lazio ha ribaltato lo scenario, portando il distacco dall'Inter capolista a quindici punti e, soprattutto, riducendo a soli tre punti il margine sulla Roma, attualmente quinta. Questa involuzione non è solo psicologica ma riflette un preoccupante "black out" tecnico: la squadra sembra aver staccato la spina una volta sfumato l'obiettivo tricolore, dando per scontata una qualificazione europea che invece è ora seriamente a rischio. I numeri certificano una crisi storica: per la prima volta dal 1929-30, il Milan ha segnato un solo gol in cinque partite, e il rendimento delle ultime sette gare è paragonabile a quello di una squadra in zona retrocessione, con appena sette punti raccolti. Anche il bilancio complessivo del girone di ritorno è deficitario, con Allegri che ha collezionato solo 25 punti in 16 giornate, un ritmo inferiore persino a quello di Sergio Conceiçao nella stagione precedente. La posta in gioco è altissima, poiché il fallimento dell'obiettivo Champions non comporterebbe solo la perdita dei 60 milioni di premi UEFA, ma metterebbe a rischio un piano di mercato stimato sui 100 milioni, aprendo le porte a una possibile estate di rivoluzioni societarie e tecniche. Con tre "finali" ancora da giocare contro Atalanta, Genoa e Cagliari, l'allenatore è chiamato a rianimare un gruppo spento e a sbloccare un attacco asfittico, simboleggiato dal digiuno di Leao che dura ormai da inizio marzo, per evitare che il banco salti definitivamente.

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Tutto normale, l'udinesizzazione dell'AC Milan, procede a gonfie vele.
 

UDG

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Tuttosport: l'attuale momento del Milan è segnato da una profonda crisi che Massimiliano Allegri ha definito come una vera e propria "ansia Champions", un timore che rasenta la paura di vanificare il lavoro di un'intera stagione. Dopo la vittoria nel derby dell'8 marzo, i rossoneri cullavano sogni di scudetto forti di un vantaggio di nove punti sulla quinta in classifica; tuttavia, il crollo verticale seguito alla sconfitta con la Lazio ha ribaltato lo scenario, portando il distacco dall'Inter capolista a quindici punti e, soprattutto, riducendo a soli tre punti il margine sulla Roma, attualmente quinta. Questa involuzione non è solo psicologica ma riflette un preoccupante "black out" tecnico: la squadra sembra aver staccato la spina una volta sfumato l'obiettivo tricolore, dando per scontata una qualificazione europea che invece è ora seriamente a rischio. I numeri certificano una crisi storica: per la prima volta dal 1929-30, il Milan ha segnato un solo gol in cinque partite, e il rendimento delle ultime sette gare è paragonabile a quello di una squadra in zona retrocessione, con appena sette punti raccolti. Anche il bilancio complessivo del girone di ritorno è deficitario, con Allegri che ha collezionato solo 25 punti in 16 giornate, un ritmo inferiore persino a quello di Sergio Conceiçao nella stagione precedente. La posta in gioco è altissima, poiché il fallimento dell'obiettivo Champions non comporterebbe solo la perdita dei 60 milioni di premi UEFA, ma metterebbe a rischio un piano di mercato stimato sui 100 milioni, aprendo le porte a una possibile estate di rivoluzioni societarie e tecniche. Con tre "finali" ancora da giocare contro Atalanta, Genoa e Cagliari, l'allenatore è chiamato a rianimare un gruppo spento e a sbloccare un attacco asfittico, simboleggiato dal digiuno di Leao che dura ormai da inizio marzo, per evitare che il banco salti definitivamente.

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Tanto anche con la Champions non farebbero mercato, ma aumenterebbero solo la voce servizi, per me è meglio non andarci e risparmiarci qualche figuraccia.
 

Ramza Beoulve

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Certamente è così.
Uniamo il fatto che abbiamo una dirigenza incompetente, per cui risalire la china sarà difficile.
Al proprietario importa poco, se calano i ricavi lui abbassa i costi e il bilancio rimane in ordine, in attesa di costruire lo stadio.
Sarò ripetitivo, ma molta gente dovrebbe ritirare gli insulti a Pioli.
Spiego meglio, era giusto cambiarlo in quanto il suo ciclo al Milan era finito e non è un allenatore top, ma negli anni del Milan ha fatto bene (viceversa altrove ha quasi sempre fallito). Chi se ne frega dei derby persi, certo poteva provare a cambiare qualcosa a livello tattico, ma alla fine in questi ultimi 2 anni abbiamo fatto benissimo nei derby ma stagioni pessime (beh, quest'anno ancora non è detto, ma ci sono brutte sensazioni per il finale di campionato).
Quello che mi è dispiaciuto è leggere tanti insulti al nostro ex allenatore, quando il suo Milan è l'unico ad averci dato delle soddisfazioni negli ultimi 15 anni. Meriterebbe più rispetto.

Speriamo che Allegri e i giocatori trovino quelle energie e motivazioni per restare nelle prime 4 altrimenti il ridimensionamento sarà definitivo.
Mai nella vita...

Pioli, oltre ad essere un incapace, è stato il primo complice di questi lestofanti...
 

DavMilan

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per come intendono fare mercato tanto vale non andare in CL e non fare nulla
tanto ad ogni sessione usciamo sempre più scarsi
 
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Certamente è così.
Uniamo il fatto che abbiamo una dirigenza incompetente, per cui risalire la china sarà difficile.
Al proprietario importa poco, se calano i ricavi lui abbassa i costi e il bilancio rimane in ordine, in attesa di costruire lo stadio.
Sarò ripetitivo, ma molta gente dovrebbe ritirare gli insulti a Pioli.
Spiego meglio, era giusto cambiarlo in quanto il suo ciclo al Milan era finito e non è un allenatore top, ma negli anni del Milan ha fatto bene (viceversa altrove ha quasi sempre fallito). Chi se ne frega dei derby persi, certo poteva provare a cambiare qualcosa a livello tattico, ma alla fine in questi ultimi 2 anni abbiamo fatto benissimo nei derby ma stagioni pessime (beh, quest'anno ancora non è detto, ma ci sono brutte sensazioni per il finale di campionato).
Quello che mi è dispiaciuto è leggere tanti insulti al nostro ex allenatore, quando il suo Milan è l'unico ad averci dato delle soddisfazioni negli ultimi 15 anni. Meriterebbe più rispetto.

Speriamo che Allegri e i giocatori trovino quelle energie e motivazioni per restare nelle prime 4 altrimenti il ridimensionamento sarà definitivo.
Poi dovrebbero spiegarmi cosa vuol dire allenatore top. Top é sta roba qua? Allora Pioli é stato toppissimo.

Semplicemente Tomori e molti dei giocatori che si é ritrovato Allegri non sono fatti per fare blocco basso. Sono istintivi (a cui sono stati aggiunti altri giocatori con logiche diverse e senza collante), e su questo istinto Pioli ha construito quel Milan.

Abbiamo una squadra costruita da Pioli per il gioco a uomo, passata per il calcio posizionale di Fonseca e che ha cercato di cambiare logica. Come fai a programmare squadre, mercati e obiettivi con queste premesse? Chiaramente si naviga a vista. Passare da uomo a linea a bus Allegriano é sinonimo di confusione e disperazione.

Poi parere personale, ma il calcio di Max é morto. Finito. Ormai non é più possibile mantenere concentrazione e motivazione per 10 mesi, soprattutto se non hai 11 campioni. Puoi farlo per 3 mesi, volendo anche 6. Se ti va di lusso riesci a tenere una stagione (Conte), ma prima o poi qualcosa scoppia. Ecco anche uno dei principali motivi del nostro calo.

La vera svolta e rivoluzione sarebbe prendere un allenatore moderno e possibilmente straniero. Impostare con lui i prossimi 3-5 anni di mercato e obiettivi. Una visione da grande squadre insomma. Senza la smania del quarto posto, ma con l'obiettivo finale di aprire un ciclo importante.

Ovviamente non succederà mai, per molti motivi. Non solo per colpa dei cialtroni che abbiamo in squadra...
 
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