Milan: quanti no ricevuti. Ecco perchè.

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La GDS descrive la profonda rivoluzione societaria e tecnica che ha investito il Milan subito dopo il fallimento dell'ultima stagione. A sole ventiquattro ore di distanza dal termine del campionato, il proprietario Cardinale ha deciso di licenziare in tronco l'allenatore Allegri e i principali vertici finanziari e sportivi, ovvero Furlani, Tare e Moncada, senza avere ancora delle alternative pronte. Questa mossa ha dato il via a un lungo e complesso casting per la panchina e per la dirigenza. Prima del terremoto societario, l'ex dirigenza rossonera si era mossa contattando Andoni Iraola, tecnico rivelazione del Bournemouth; lo spagnolo aveva inizialmente aperto alla possibilità, ma ha poi preferito declinare per accettare la panchina del Liverpool. La scelta del nuovo allenatore è stata quindi gestita da una commissione formata da Cardinale, Ibrahimovic, Calvelli, agenzie di cacciatori di teste e l'analista Bobby Gardiner. Dopo aver valutato e contattato profili come Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, e Oliver Glasner del Crystal Palace, il Milan ha infine scelto Ruben Amorim come nuovo tecnico rossonero. Parallelamente si è sviluppata la ricerca per i quadri dirigenziali, caratterizzata da diversi rifiuti. Ralf Rangnick è stato vicinissimo al Milan per la seconda volta nella sua carriera: dopo il mancato arrivo nel 2020 a causa della riconferma di Pioli, questa volta è stato il tecnico tedesco a dire di no, preferendo mantenere la guida della nazionale austriaca, qualificata al Mondiale dopo 28 anni, a causa della mancanza di chiarezza nei tempi della trattativa con i rossoneri, che gli offrivano il ruolo di capo dell'intera area sportiva. Successivamente, il Milan ha incassato il no dell'Eintracht Francoforte, che ha bloccato con stizza il passaggio in rossonero del ds Markus Krösche e del suo braccio destro Timmo Hardung quando l'accordo era ormai agli sgoccioli. Registrati anche i rifiuti di cortesia di Antero Henrique (cognato di Amorim) e di Tiago Pinto, attuale direttore sportivo del Bournemouth, la società rossonera ha infine optato per una struttura organizzativa e un organigramma decisamente più snelli.

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La GDS descrive la profonda rivoluzione societaria e tecnica che ha investito il Milan subito dopo il fallimento dell'ultima stagione. A sole ventiquattro ore di distanza dal termine del campionato, il proprietario Cardinale ha deciso di licenziare in tronco l'allenatore Allegri e i principali vertici finanziari e sportivi, ovvero Furlani, Tare e Moncada, senza avere ancora delle alternative pronte. Questa mossa ha dato il via a un lungo e complesso casting per la panchina e per la dirigenza. Prima del terremoto societario, l'ex dirigenza rossonera si era mossa contattando Andoni Iraola, tecnico rivelazione del Bournemouth; lo spagnolo aveva inizialmente aperto alla possibilità, ma ha poi preferito declinare per accettare la panchina del Liverpool. La scelta del nuovo allenatore è stata quindi gestita da una commissione formata da Cardinale, Ibrahimovic, Calvelli, agenzie di cacciatori di teste e l'analista Bobby Gardiner. Dopo aver valutato e contattato profili come Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, e Oliver Glasner del Crystal Palace, il Milan ha infine scelto Ruben Amorim come nuovo tecnico rossonero. Parallelamente si è sviluppata la ricerca per i quadri dirigenziali, caratterizzata da diversi rifiuti. Ralf Rangnick è stato vicinissimo al Milan per la seconda volta nella sua carriera: dopo il mancato arrivo nel 2020 a causa della riconferma di Pioli, questa volta è stato il tecnico tedesco a dire di no, preferendo mantenere la guida della nazionale austriaca, qualificata al Mondiale dopo 28 anni, a causa della mancanza di chiarezza nei tempi della trattativa con i rossoneri, che gli offrivano il ruolo di capo dell'intera area sportiva. Successivamente, il Milan ha incassato il no dell'Eintracht Francoforte, che ha bloccato con stizza il passaggio in rossonero del ds Markus Krösche e del suo braccio destro Timmo Hardung quando l'accordo era ormai agli sgoccioli. Registrati anche i rifiuti di cortesia di Antero Henrique (cognato di Amorim) e di Tiago Pinto, attuale direttore sportivo del Bournemouth, la società rossonera ha infine optato per una struttura organizzativa e un organigramma decisamente più snelli.

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Mi ero dimenticato che dopo questo clamoroso fallimento devono pure pagare i Cacciatori di Teste che sono tornati a mani vuote. La Caccia non è andata bene e si mangiano gli avanzi che c'erano in frigo.
Siamo una barzelletta.
 
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La GDS descrive la profonda rivoluzione societaria e tecnica che ha investito il Milan subito dopo il fallimento dell'ultima stagione. A sole ventiquattro ore di distanza dal termine del campionato, il proprietario Cardinale ha deciso di licenziare in tronco l'allenatore Allegri e i principali vertici finanziari e sportivi, ovvero Furlani, Tare e Moncada, senza avere ancora delle alternative pronte. Questa mossa ha dato il via a un lungo e complesso casting per la panchina e per la dirigenza. Prima del terremoto societario, l'ex dirigenza rossonera si era mossa contattando Andoni Iraola, tecnico rivelazione del Bournemouth; lo spagnolo aveva inizialmente aperto alla possibilità, ma ha poi preferito declinare per accettare la panchina del Liverpool. La scelta del nuovo allenatore è stata quindi gestita da una commissione formata da Cardinale, Ibrahimovic, Calvelli, agenzie di cacciatori di teste e l'analista Bobby Gardiner. Dopo aver valutato e contattato profili come Mauricio Pochettino, attuale ct degli Stati Uniti, e Oliver Glasner del Crystal Palace, il Milan ha infine scelto Ruben Amorim come nuovo tecnico rossonero. Parallelamente si è sviluppata la ricerca per i quadri dirigenziali, caratterizzata da diversi rifiuti. Ralf Rangnick è stato vicinissimo al Milan per la seconda volta nella sua carriera: dopo il mancato arrivo nel 2020 a causa della riconferma di Pioli, questa volta è stato il tecnico tedesco a dire di no, preferendo mantenere la guida della nazionale austriaca, qualificata al Mondiale dopo 28 anni, a causa della mancanza di chiarezza nei tempi della trattativa con i rossoneri, che gli offrivano il ruolo di capo dell'intera area sportiva. Successivamente, il Milan ha incassato il no dell'Eintracht Francoforte, che ha bloccato con stizza il passaggio in rossonero del ds Markus Krösche e del suo braccio destro Timmo Hardung quando l'accordo era ormai agli sgoccioli. Registrati anche i rifiuti di cortesia di Antero Henrique (cognato di Amorim) e di Tiago Pinto, attuale direttore sportivo del Bournemouth, la società rossonera ha infine optato per una struttura organizzativa e un organigramma decisamente più snelli.

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Cardinale il visionario.


Un uomo un perché.
 

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