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La GDS conferma tutto: ecco il nuovo team dirigenziale del Milan. Sul mercato dirige Almstadt. Il nuovo Milan si struttura sotto la guida diretta e operativa del proprietario Gerry Cardinale, il quale ha deciso di non delegare più ma di intervenire in prima persona attraverso un organigramma snello e un modello di lavoro in team ispirato a quello del Liverpool. Il nuovo allenatore scelto è Amorim, un tecnico moderno e giochista per il quale è stata disegnata una rete di competenze volta a coniugare operatività, analisi e sostenibilità finanziaria. Al vertice delle trattative di mercato si trova Hendrik Almstadt, direttore del player trading, affiancato da Bobby Gardiner, promosso a direttore della Football Intelligence; quest'ultimo sarà il dirigente più vicino ad Amorim per il confronto tecnico e supervisionerà anche lo scouting e l'analisi dei dati. L'area scouting farà capo al longevo dirigente Donato Lomonte, supportato da otto osservatori divisi geograficamente tra Inghilterra, Francia, Argentina, Paesi Bassi, Belgio e Italia, a cui si aggiungerà una nuova figura dedicata all'analisi video e al supporto sportivo come Head of Recruitment Analysis. Nonostante la mancata qualificazione in Champions League, la base della squadra è considerata solida e Cardinale punta a trattenere tutti i big, come Maignan, Rabiot (finito nel mirino del Napoli di Allegri) e Modric, mentre Leao si è già chiamato fuori. Eventuali cessioni avverranno solo su richiesta dei calciatori e di fronte a offerte adeguate, mentre per Modric, che ha un'opzione di rinnovo annuale, la decisione sul restare avverrà dopo il Mondiale su espressa richiesta del patron. Parallelamente alla gestione sportiva, la struttura societaria legata a RedBird vede Massimo Calvelli subentrare a Furlani nel ruolo di amministratore delegato, coadiuvato da David Castelblanco sul fronte degli investimenti e da Ibrahimovic nel ruolo di consulente della proprietà, mentre Paolo Scaroni mantiene la carica di presidente. Infine, per quanto riguarda il vivaio e il progetto della squadra B nel campionato dilettanti, denominato Milan Futuro, la gestione dello sviluppo dei giovani resta affidata a Jovan Kirovski, inizialmente coinvolto da Ibrahimovic, mentre Vincenzo Vergine si conferma come responsabile del settore giovanile.
CorSera: Milan modello Liverpool. L'area sportiva diventa un team. Il nuovo Milan di Gerry Cardinale prende forma in colpevole ritardo rispetto alle concorrenti e con un'inversione nei tempi classici, avendo scelto prima l'allenatore Amorim, votato a un calcio offensivo ed europeo, e solo successivamente la struttura dirigenziale a causa del mancato arrivo dei profili inizialmente designati come head of football. Il proprietario americano ha optato per il "modello Liverpool", una soluzione interna con figure già a libro paga che lavoreranno in un gruppo di lavoro allargato e senza un referente unico nell'area sportiva, dove ognuno opererà nel proprio ambito specifico. Al vertice siede lo stesso Cardinale con Massimo Calvelli nel ruolo di amministratore delegato. Le trattative di mercato saranno affidate al tedesco Hendrik Almstadt, cinquantatreenne ex Arsenal e molto vicino a Elliott e Gazidis, già artefice dell'acquisto di Reijnders, che assumerà la carica di director of player trading. Ad affiancarlo nell'area sportiva ci sarà il trentaduenne inglese Bobby Gardiner come director of football intelligence per la gestione dei big data e delle statistiche di reclutamento, strumento utile ma che necessita comunque del fattore umano. Sono stati inoltre confermati l'americano Jovan Kirovski, vicino a Ibrahimovic, per la crescita dei talenti, Vincenzo Vergine alla guida del vivaio e Donato Lomonte come capo scout. Sul fronte finanziario e degli investimenti di RedBird si muoverà invece David Castelblanco, a presidio di un'area che finora ha sempre garantito ottimi risultati di bilancio, i quali però non bastano a soddisfare i tifosi. Cardinale ha deciso di assumere il comando in prima persona dopo quattro anni con l'obiettivo di riportare il Milan ai vertici stabili, azzerando le lotte interne di potere che avevano causato il recente flop in Champions League. Il patron ha inoltre voluto chiarire nettamente le gerarchie societarie, sottolineando che Zlatan Ibrahimovic opera esclusivamente come consulente prezioso per la proprietà e non come decisore ultimo. Nonostante la definizione di questi ruoli per evitare confusioni, rimangono i dubbi e le preoccupazioni della tifoseria rossonera, consapevole del vantaggio accumulato dalle avversarie e ormai non più disposta ad accontentarsi di semplici promesse progettuali in attesa del verdetto del campo.
Sempre la GDS sui profili del nuovo Milan. Ecco chi sono, nei dettagli. Il nuovo organigramma del Milan sotto la guida di Gerry Cardinale presenta diverse figure chiave che meritano un approfondimento dettagliato, a partire dal prossimo amministratore delegato del club, Massimo Calvelli. Toscano di 51 anni, Calvelli vanta un passato da tennista professionista, culminato in una semifinale all'Australian Open 1991 nella categoria Boys e nel raggiungimento della posizione numero 255 nel ranking mondiale prima di intraprendere una carriera manageriale di successo. Ha lavorato infatti come direttore commerciale per Wilson, ha ricoperto ruoli in Nike ed è stato CEO dell'ATP tra il 2020 e il 2025, per poi entrare in RedBird come CEO International del Development Group e nel consiglio di amministrazione del Milan nel novembre 2025. Un altro uomo di stretta fiducia di Cardinale, con cui ha condiviso l'esperienza in Goldman Sachs, è David Castelblanco, forte di una laurea alla Brown University e di un Master a Stanford, destinato ad avere grande voce in capitolo insieme a Zlatan Ibrahimovic. Passando all'area tecnica e sportiva, emergono profili di alto livello accademico come quello di Hendrik Almstadt, nuovo direttore al player trading, laureato alla London School of Economics con un MBA ad Harvard; il dirigente tedesco, classe 1973, è entrato nel calcio come data analyst all'Arsenal nel 2010 sotto Ivan Gazidis, che lo ha poi portato per la prima volta al Milan nel 2019, intervallando queste tappe con una sfortunata esperienza da direttore sportivo all'Aston Villa nel 2015-16 e un ruolo dirigenziale nel golf europeo. Insieme ad Almstadt è arrivato in rossonero il trentunenne britannico Bobby Gardiner, ex studente di Filosofia, Economia e Politica a Durham ed ex blogger esperto dello Swansea, descritto come un instancabile lavoratore geniale nello sviluppo dei dati e ora nominato direttore della Football Intelligence, dove si occupa prevalentemente di computer, algoritmi e intelligenza artificiale. Infine, l'uomo più orientato al campo è Donato Lomonte, scout del Milan fin dal 2017 dai tempi della gestione Mirabelli, con un passato da allenatore alla Polisportiva Gaeta e da collaboratore tecnico alla Ternana; oggi Lomonte si trova a capo dell’area scouting ed è l'unico tra i dirigenti citati a possedere il patentino ufficiale per esercitare la professione di direttore sportivo.
News precedenti
Schira conferma: promozione a DT dei rossoneri prima squadra per Kirovsky, che gode della fiducia di Zlatan Ibrahimovic. Cardinale è stato fortemente pressato dallo svedese per affidargli il ruolo. Al suo fianco il caposcout Donato Lomonte, con patentino FIGC per svolgere il ruolo di DS, e Hendrick Almstadt.
Ancora Schira: si è deciso per una struttura come i club USA. Nel gruppo operativo con i nomi citati, che gestiranno tutte le operazioni, c'è anche Gardiner.
Questa la nuova dirigenza del Milan prima squadra, salvo colpi di scena.
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