Milan: Glasner pole. Amorim insegue. Il borsino.

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Mediaset riporta il borsino allenatore, con Glasner sempre in pole ed Amorin che segue.

Glasner 50%

Amorim 35

Jaissle 10

Altro 5

News precedenti

GDS: il nuovo Milan si appresta a vivere un profondo cambiamento strategico che comporterà la perdita dell'identità italiana faticosamente ritrovata nell'era di Max Allegri. Poiché neanche la gestione precedente è riuscita a centrare l'obiettivo della qualificazione in Champions League, la dirigenza ha scelto di cambiare rotta, puntando su profili e allenatori di respiro internazionale per dare alla squadra un'impronta di gioco più europea. Il processo di rifondazione societaria e tecnica si sta sviluppando interamente lontano da Milano, con un casting che coinvolge candidati sparsi per il mondo.

In cima alla lista dei desideri per la panchina c'è Oliver Glasner. L'allenatore austriaco, reduce dall'esperienza in Premier League alla guida del Crystal Palace (con cui ha chiuso al quindicesimo posto vincendo però un prestigioso triplete alternativo composto da FA Cup, Community Shield e Conference League), ha già messo in bacheca un'Europa League con l'Eintracht Francoforte e ha recentemente congelato un'offerta del Feyenoord. Il Milan gli ha prospettato un contratto biennale con opzione per il terzo anno, con un ingaggio oscillante tra i 3 e i 4 milioni di euro. Glasner si dice entusiasta e fortemente stimolato dalla prospettiva di San Siro, una posizione che ribadirà direttamente a Gerry Cardinale. Il fondatore di RedBird sta guidando i colloqui in prima persona, affiancato dal braccio destro Massimo Calvelli e, da remoto, da Zlatan Ibrahimovic (impegnato negli Stati Uniti con Fox Sports). Cardinale ha deciso di assumere il controllo totale e operativo del processo decisionale; pertanto, le parti si sono invertite ed è ora il tecnico ad attendere il via libera definitivo del patron rossonero.

La dirigenza vuole infatti completare accuratamente il casting prima della scelta finale. Tra gli altri profili sondati figura Alvaro Arbeloa, reduce da una sfortunata parentesi al Real Madrid dove è subentrato a gennaio a Xabi Alonso, chiudendo al secondo posto dopo aver perso la Liga nel Clásico contro il Barcellona. Maggiori quotazioni rispetto ad Arbeloa le hanno Matthias Jaissle, attuale tecnico dell'Al Ahli (per il quale andrebbe pagata una clausola rescissoria di sei milioni di euro), e Ruben Amorim, ex Manchester United, che cerca riscatto dopo l'esonero in Premier League seguito ai trionfi portoghesi con lo Sporting Lisbona.

La tabella di marcia imposta da Cardinale prevede idealmente la nomina del direttore tecnico prima di quella dell'allenatore, anche se i colloqui con le panchine si stanno svolgendo senza un responsabile dell'area sportiva ancora in carica. Questa programmazione prescinde dall'eventuale ingaggio di Ralf Rangnick, il quale sta prendendo tempo con la Federazione austriaca proprio per valutare la proposta rossonera di diventare il capo dell'area tecnica. Le tessere del mosaico potrebbero comunque incastrarsi: Glasner è un profilo moderno ampiamente condiviso dai dirigenti, mentre Jaissle ha già lavorato con Rangnick ai tempi del Salisburgo sotto l'egida del gruppo Red Bull. Amorim resta il candidato preferito di Ibrahimovic, mentre Arne Slot rimane sullo sfondo di un cerchio che, sebbene non ancora chiuso, si sta stringendo rapidamente.

Tuttosport: Glasner sempre in pole ma il Milan vede anche altri candidati. La ricerca del nuovo allenatore del Milan per la successione di Massimiliano Allegri si sta protraendo a lungo, ricordando quasi una serie tv per le sue tempistiche dilatate. Sebbene Oliver Glasner rimanga il candidato più forte, con una bozza di accordo già strutturata per un contratto biennale con opzione per il terzo anno, la dirigenza rossonera ha fissato nuovi appuntamenti con altri due profili per la short-list definitiva. Si tratta di Matthias Jaissle, attualmente alla guida dell'Al-Ahli, e di Ruben Amorim, tecnico portoghese esonerato il 5 gennaio scorso dal Manchester United. Entrambi sono più giovani di Glasner e propongono una visione calcistica, orientata al "giochismo" nel caso di Amorim, che si avvicina maggiormente alle linee guida dettate da Gerry Cardinale tre settimane fa. La strada che porta a Jaissle appare tuttavia più complessa e onerosa rispetto alle altre, poiché il tecnico andrebbe liberato dal club arabo pagando una clausola rescissoria di 6 milioni di euro, senza contare il suo ingaggio attuale che supera i 10 milioni a stagione.

Questo modus operandi conferma la volontà del Milan di non affrettare i tempi e di ponderare ogni aspetto per avviare un ciclo tecnico duraturo, sia in panchina che a livello dirigenziale. In quest'ottica, i profili dei tre allenatori in lizza sembrano aver già ricevuto il benestare di Ralf Rangnick, che rimane il candidato unico per il ruolo di direttore tecnico del club rossonero. Rangnick ha posto condizioni molto rigide a Cardinale per accettare l'incarico, pretendendo totale autonomia nella programmazione e l'assenza di intromissioni esterne, a partire da quelle di Zlatan Ibrahimovic. Nel frattempo, i media austriaci continuano a interrogarsi sul futuro del proprio commissario tecnico, al quale la federazione locale ha offerto un rinnovo contrattuale fino al 2028. Una risposta definitiva da parte di Rangnick è attesa a giorni, in concomitanza con l'esordio dell'Austria nella Coppa del Mondo contro la Giordania al Levi's Stadium di Santa Clara, termine entro il quale Cardinale dovrà sciogliere le riserve sul futuro assetto societario del Milan.

CorSport: per la panchina rossonera, Oliver Glasner rimane il favorito assoluto, avendo già raggiunto un'intesa di massima per un contratto biennale da quasi 5 milioni di euro a stagione (bonus inclusi). Sebbene l'austriaco abbia dato la priorità al Milan mettendo in attesa altre offerte, non aspetterà all'infinito e la società non gli ha ancora inviato i documenti ufficiali per la firma. Nel frattempo, i cacciatori di teste di RedBird hanno vagliato nuove opzioni: oltre al profilo più defilato di Mauricio Pochettino, impegnato come commissario tecnico degli Stati Uniti in vista del Mondiale, è spuntato il nome di Rúben Amorim. L'allenatore portoghese, libero dopo l'esonero di gennaio al Manchester United, è considerato a livello tecnico-tattico il più vicino al "modello Fabregas" auspicato dal proprietario Gerry Cardinale, anche se richiederà tempi di negoziazione più lunghi.

Parallelamente, la pista che porta a Ralf Rangnick per il ruolo di direttore sportivo resta aperta ma instabile. Secondo indiscrezioni provenienti dalla stampa austriaca, l'attuale commissario tecnico avrebbe comunicato in modo informale alla propria federazione l'intenzione di rifiutare il rinnovo biennale per sposare il progetto di un top club, infastidendo i vertici federali. Rangnick è pronto a legarsi al Milan, a patto che Gerry Cardinale formalizzi per iscritto le promesse verbali relative alla totale autonomia e indipendenza nella gestione sportiva e nel settore giovanile, escludendo interferenze da parte di Zlatan Ibrahimovic. Sebbene la filosofia di Rangnick si sposi bene con i profili di Glasner e Amorim, la mancanza di una logica lineare all'interno della dirigenza milanista lascia ancora incerto l'esito finale di questa complessa ristrutturazione societaria.

Repubblica: Ruben Amorim è l'ultimo nome inserito nella corsa per la panchina del Milan, una candidatura che ha preso molto corpo nelle ultime ore. Il tecnico, reduce da una pessima esperienza al Manchester United — che per averlo dallo Sporting Lisbona aveva pagato una clausola da 11 milioni —, piace perché è giovane, fautore di un calcio propositivo e desideroso di riscatto. Dopo un primo approccio in settimana, per oggi è previsto un secondo colloquio approfondito per valutare le capacità di adattamento dell'allenatore portoghese al campionato italiano.

La dirigenza del Milan ha comunque in agenda altri confronti cruciali nella stessa giornata. Oliver Glasner rimane in prima fila nelle preferenze di Cardinale, Calvelli e Ibrahimovic; il tecnico austriaco ha dato la sua totale disponibilità al progetto rossonero, tanto da aver già rifiutato le offerte di due club tedeschi e del Feyenoord pur di aspettare il Diavolo. È previsto inoltre un nuovo contatto con Matthias Jaissle, profilo che continua ad affascinare la dirigenza dopo un precedente incontro in Spagna, sebbene per liberarlo dall'Al-Ahli sia necessario pagare un indennizzo di 6 milioni di euro. Più defilato resta invece Ralf Rangnick: il manager tedesco ha già dettato le sue condizioni e non intende attendere ancora a lungo, anche perché a breve la sua Austria farà l'esordio ufficiale ai Mondiali contro la Giordania.

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Lineker10

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Vedremo, ma se Glasner non ha ancora accettato un motivo ci sarà.
Mi sa che si prospetta un altro due di picche...
 
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In cima alla lista dei desideri per la panchina c'è Oliver Glasner. L'allenatore austriaco, reduce dall'esperienza in Premier League alla guida del Crystal Palace (con cui ha chiuso al quindicesimo posto vincendo però un prestigioso triplete alternativo composto da FA Cup, Community Shield e Conference League), ha già messo in bacheca un'Europa League con l'Eintracht Francoforte e ha recentemente congelato un'offerta del Feyenoord. Il Milan gli ha prospettato un contratto biennale con opzione per il terzo anno, con un ingaggio oscillante tra i 3 e i 4 milioni di euro. Glasner si dice entusiasta e fortemente stimolato dalla prospettiva di San Siro, una posizione che ribadirà direttamente a Gerry Cardinale. Il fondatore di RedBird sta guidando i colloqui in prima persona, affiancato dal braccio destro Massimo Calvelli e, da remoto, da Zlatan Ibrahimovic (impegnato negli Stati Uniti con Fox Sports). Cardinale ha deciso di assumere il controllo totale e operativo del processo decisionale; pertanto, le parti si sono invertite ed è ora il tecnico ad attendere il via libera definitivo del patron rossonero.

La dirigenza vuole infatti completare accuratamente il casting prima della scelta finale. Tra gli altri profili sondati figura Alvaro Arbeloa, reduce da una sfortunata parentesi al Real Madrid dove è subentrato a gennaio a Xabi Alonso, chiudendo al secondo posto dopo aver perso la Liga nel Clásico contro il Barcellona. Maggiori quotazioni rispetto ad Arbeloa le hanno Matthias Jaissle, attuale tecnico dell'Al Ahli (per il quale andrebbe pagata una clausola rescissoria di sei milioni di euro), e Ruben Amorim, ex Manchester United, che cerca riscatto dopo l'esonero in Premier League seguito ai trionfi portoghesi con lo Sporting Lisbona.

La tabella di marcia imposta da Cardinale prevede idealmente la nomina del direttore tecnico prima di quella dell'allenatore, anche se i colloqui con le panchine si stanno svolgendo senza un responsabile dell'area sportiva ancora in carica. Questa programmazione prescinde dall'eventuale ingaggio di Ralf Rangnick, il quale sta prendendo tempo con la Federazione austriaca proprio per valutare la proposta rossonera di diventare il capo dell'area tecnica. Le tessere del mosaico potrebbero comunque incastrarsi: Glasner è un profilo moderno ampiamente condiviso dai dirigenti, mentre Jaissle ha già lavorato con Rangnick ai tempi del Salisburgo sotto l'egida del gruppo Red Bull. Amorim resta il candidato preferito di Ibrahimovic, mentre Arne Slot rimane sullo sfondo di un cerchio che, sebbene non ancora chiuso, si sta stringendo rapidamente.

Tuttosport: Glasner sempre in pole ma il Milan vede anche altri candidati. La ricerca del nuovo allenatore del Milan per la successione di Massimiliano Allegri si sta protraendo a lungo, ricordando quasi una serie tv per le sue tempistiche dilatate. Sebbene Oliver Glasner rimanga il candidato più forte, con una bozza di accordo già strutturata per un contratto biennale con opzione per il terzo anno, la dirigenza rossonera ha fissato nuovi appuntamenti con altri due profili per la short-list definitiva. Si tratta di Matthias Jaissle, attualmente alla guida dell'Al-Ahli, e di Ruben Amorim, tecnico portoghese esonerato il 5 gennaio scorso dal Manchester United. Entrambi sono più giovani di Glasner e propongono una visione calcistica, orientata al "giochismo" nel caso di Amorim, che si avvicina maggiormente alle linee guida dettate da Gerry Cardinale tre settimane fa. La strada che porta a Jaissle appare tuttavia più complessa e onerosa rispetto alle altre, poiché il tecnico andrebbe liberato dal club arabo pagando una clausola rescissoria di 6 milioni di euro, senza contare il suo ingaggio attuale che supera i 10 milioni a stagione.

Questo modus operandi conferma la volontà del Milan di non affrettare i tempi e di ponderare ogni aspetto per avviare un ciclo tecnico duraturo, sia in panchina che a livello dirigenziale. In quest'ottica, i profili dei tre allenatori in lizza sembrano aver già ricevuto il benestare di Ralf Rangnick, che rimane il candidato unico per il ruolo di direttore tecnico del club rossonero. Rangnick ha posto condizioni molto rigide a Cardinale per accettare l'incarico, pretendendo totale autonomia nella programmazione e l'assenza di intromissioni esterne, a partire da quelle di Zlatan Ibrahimovic. Nel frattempo, i media austriaci continuano a interrogarsi sul futuro del proprio commissario tecnico, al quale la federazione locale ha offerto un rinnovo contrattuale fino al 2028. Una risposta definitiva da parte di Rangnick è attesa a giorni, in concomitanza con l'esordio dell'Austria nella Coppa del Mondo contro la Giordania al Levi's Stadium di Santa Clara, termine entro il quale Cardinale dovrà sciogliere le riserve sul futuro assetto societario del Milan.

CorSport: per la panchina rossonera, Oliver Glasner rimane il favorito assoluto, avendo già raggiunto un'intesa di massima per un contratto biennale da quasi 5 milioni di euro a stagione (bonus inclusi). Sebbene l'austriaco abbia dato la priorità al Milan mettendo in attesa altre offerte, non aspetterà all'infinito e la società non gli ha ancora inviato i documenti ufficiali per la firma. Nel frattempo, i cacciatori di teste di RedBird hanno vagliato nuove opzioni: oltre al profilo più defilato di Mauricio Pochettino, impegnato come commissario tecnico degli Stati Uniti in vista del Mondiale, è spuntato il nome di Rúben Amorim. L'allenatore portoghese, libero dopo l'esonero di gennaio al Manchester United, è considerato a livello tecnico-tattico il più vicino al "modello Fabregas" auspicato dal proprietario Gerry Cardinale, anche se richiederà tempi di negoziazione più lunghi.

Parallelamente, la pista che porta a Ralf Rangnick per il ruolo di direttore sportivo resta aperta ma instabile. Secondo indiscrezioni provenienti dalla stampa austriaca, l'attuale commissario tecnico avrebbe comunicato in modo informale alla propria federazione l'intenzione di rifiutare il rinnovo biennale per sposare il progetto di un top club, infastidendo i vertici federali. Rangnick è pronto a legarsi al Milan, a patto che Gerry Cardinale formalizzi per iscritto le promesse verbali relative alla totale autonomia e indipendenza nella gestione sportiva e nel settore giovanile, escludendo interferenze da parte di Zlatan Ibrahimovic. Sebbene la filosofia di Rangnick si sposi bene con i profili di Glasner e Amorim, la mancanza di una logica lineare all'interno della dirigenza milanista lascia ancora incerto l'esito finale di questa complessa ristrutturazione societaria.

Repubblica: Ruben Amorim è l'ultimo nome inserito nella corsa per la panchina del Milan, una candidatura che ha preso molto corpo nelle ultime ore. Il tecnico, reduce da una pessima esperienza al Manchester United — che per averlo dallo Sporting Lisbona aveva pagato una clausola da 11 milioni —, piace perché è giovane, fautore di un calcio propositivo e desideroso di riscatto. Dopo un primo approccio in settimana, per oggi è previsto un secondo colloquio approfondito per valutare le capacità di adattamento dell'allenatore portoghese al campionato italiano.

La dirigenza del Milan ha comunque in agenda altri confronti cruciali nella stessa giornata. Oliver Glasner rimane in prima fila nelle preferenze di Cardinale, Calvelli e Ibrahimovic; il tecnico austriaco ha dato la sua totale disponibilità al progetto rossonero, tanto da aver già rifiutato le offerte di due club tedeschi e del Feyenoord pur di aspettare il Diavolo. È previsto inoltre un nuovo contatto con Matthias Jaissle, profilo che continua ad affascinare la dirigenza dopo un precedente incontro in Spagna, sebbene per liberarlo dall'Al-Ahli sia necessario pagare un indennizzo di 6 milioni di euro. Più defilato resta invece Ralf Rangnick: il manager tedesco ha già dettato le sue condizioni e non intende attendere ancora a lungo, anche perché a breve la sua Austria farà l'esordio ufficiale ai Mondiali contro la Giordania.

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Ho come la sensazione che alla fine andranno sul 5% restante, tipo un "Pochettino super fucsia"
 
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GDS: il nuovo Milan si appresta a vivere un profondo cambiamento strategico che comporterà la perdita dell'identità italiana faticosamente ritrovata nell'era di Max Allegri. Poiché neanche la gestione precedente è riuscita a centrare l'obiettivo della qualificazione in Champions League, la dirigenza ha scelto di cambiare rotta, puntando su profili e allenatori di respiro internazionale per dare alla squadra un'impronta di gioco più europea. Il processo di rifondazione societaria e tecnica si sta sviluppando interamente lontano da Milano, con un casting che coinvolge candidati sparsi per il mondo.

In cima alla lista dei desideri per la panchina c'è Oliver Glasner. L'allenatore austriaco, reduce dall'esperienza in Premier League alla guida del Crystal Palace (con cui ha chiuso al quindicesimo posto vincendo però un prestigioso triplete alternativo composto da FA Cup, Community Shield e Conference League), ha già messo in bacheca un'Europa League con l'Eintracht Francoforte e ha recentemente congelato un'offerta del Feyenoord. Il Milan gli ha prospettato un contratto biennale con opzione per il terzo anno, con un ingaggio oscillante tra i 3 e i 4 milioni di euro. Glasner si dice entusiasta e fortemente stimolato dalla prospettiva di San Siro, una posizione che ribadirà direttamente a Gerry Cardinale. Il fondatore di RedBird sta guidando i colloqui in prima persona, affiancato dal braccio destro Massimo Calvelli e, da remoto, da Zlatan Ibrahimovic (impegnato negli Stati Uniti con Fox Sports). Cardinale ha deciso di assumere il controllo totale e operativo del processo decisionale; pertanto, le parti si sono invertite ed è ora il tecnico ad attendere il via libera definitivo del patron rossonero.

La dirigenza vuole infatti completare accuratamente il casting prima della scelta finale. Tra gli altri profili sondati figura Alvaro Arbeloa, reduce da una sfortunata parentesi al Real Madrid dove è subentrato a gennaio a Xabi Alonso, chiudendo al secondo posto dopo aver perso la Liga nel Clásico contro il Barcellona. Maggiori quotazioni rispetto ad Arbeloa le hanno Matthias Jaissle, attuale tecnico dell'Al Ahli (per il quale andrebbe pagata una clausola rescissoria di sei milioni di euro), e Ruben Amorim, ex Manchester United, che cerca riscatto dopo l'esonero in Premier League seguito ai trionfi portoghesi con lo Sporting Lisbona.

La tabella di marcia imposta da Cardinale prevede idealmente la nomina del direttore tecnico prima di quella dell'allenatore, anche se i colloqui con le panchine si stanno svolgendo senza un responsabile dell'area sportiva ancora in carica. Questa programmazione prescinde dall'eventuale ingaggio di Ralf Rangnick, il quale sta prendendo tempo con la Federazione austriaca proprio per valutare la proposta rossonera di diventare il capo dell'area tecnica. Le tessere del mosaico potrebbero comunque incastrarsi: Glasner è un profilo moderno ampiamente condiviso dai dirigenti, mentre Jaissle ha già lavorato con Rangnick ai tempi del Salisburgo sotto l'egida del gruppo Red Bull. Amorim resta il candidato preferito di Ibrahimovic, mentre Arne Slot rimane sullo sfondo di un cerchio che, sebbene non ancora chiuso, si sta stringendo rapidamente.

Tuttosport: Glasner sempre in pole ma il Milan vede anche altri candidati. La ricerca del nuovo allenatore del Milan per la successione di Massimiliano Allegri si sta protraendo a lungo, ricordando quasi una serie tv per le sue tempistiche dilatate. Sebbene Oliver Glasner rimanga il candidato più forte, con una bozza di accordo già strutturata per un contratto biennale con opzione per il terzo anno, la dirigenza rossonera ha fissato nuovi appuntamenti con altri due profili per la short-list definitiva. Si tratta di Matthias Jaissle, attualmente alla guida dell'Al-Ahli, e di Ruben Amorim, tecnico portoghese esonerato il 5 gennaio scorso dal Manchester United. Entrambi sono più giovani di Glasner e propongono una visione calcistica, orientata al "giochismo" nel caso di Amorim, che si avvicina maggiormente alle linee guida dettate da Gerry Cardinale tre settimane fa. La strada che porta a Jaissle appare tuttavia più complessa e onerosa rispetto alle altre, poiché il tecnico andrebbe liberato dal club arabo pagando una clausola rescissoria di 6 milioni di euro, senza contare il suo ingaggio attuale che supera i 10 milioni a stagione.

Questo modus operandi conferma la volontà del Milan di non affrettare i tempi e di ponderare ogni aspetto per avviare un ciclo tecnico duraturo, sia in panchina che a livello dirigenziale. In quest'ottica, i profili dei tre allenatori in lizza sembrano aver già ricevuto il benestare di Ralf Rangnick, che rimane il candidato unico per il ruolo di direttore tecnico del club rossonero. Rangnick ha posto condizioni molto rigide a Cardinale per accettare l'incarico, pretendendo totale autonomia nella programmazione e l'assenza di intromissioni esterne, a partire da quelle di Zlatan Ibrahimovic. Nel frattempo, i media austriaci continuano a interrogarsi sul futuro del proprio commissario tecnico, al quale la federazione locale ha offerto un rinnovo contrattuale fino al 2028. Una risposta definitiva da parte di Rangnick è attesa a giorni, in concomitanza con l'esordio dell'Austria nella Coppa del Mondo contro la Giordania al Levi's Stadium di Santa Clara, termine entro il quale Cardinale dovrà sciogliere le riserve sul futuro assetto societario del Milan.

CorSport: per la panchina rossonera, Oliver Glasner rimane il favorito assoluto, avendo già raggiunto un'intesa di massima per un contratto biennale da quasi 5 milioni di euro a stagione (bonus inclusi). Sebbene l'austriaco abbia dato la priorità al Milan mettendo in attesa altre offerte, non aspetterà all'infinito e la società non gli ha ancora inviato i documenti ufficiali per la firma. Nel frattempo, i cacciatori di teste di RedBird hanno vagliato nuove opzioni: oltre al profilo più defilato di Mauricio Pochettino, impegnato come commissario tecnico degli Stati Uniti in vista del Mondiale, è spuntato il nome di Rúben Amorim. L'allenatore portoghese, libero dopo l'esonero di gennaio al Manchester United, è considerato a livello tecnico-tattico il più vicino al "modello Fabregas" auspicato dal proprietario Gerry Cardinale, anche se richiederà tempi di negoziazione più lunghi.

Parallelamente, la pista che porta a Ralf Rangnick per il ruolo di direttore sportivo resta aperta ma instabile. Secondo indiscrezioni provenienti dalla stampa austriaca, l'attuale commissario tecnico avrebbe comunicato in modo informale alla propria federazione l'intenzione di rifiutare il rinnovo biennale per sposare il progetto di un top club, infastidendo i vertici federali. Rangnick è pronto a legarsi al Milan, a patto che Gerry Cardinale formalizzi per iscritto le promesse verbali relative alla totale autonomia e indipendenza nella gestione sportiva e nel settore giovanile, escludendo interferenze da parte di Zlatan Ibrahimovic. Sebbene la filosofia di Rangnick si sposi bene con i profili di Glasner e Amorim, la mancanza di una logica lineare all'interno della dirigenza milanista lascia ancora incerto l'esito finale di questa complessa ristrutturazione societaria.

Repubblica: Ruben Amorim è l'ultimo nome inserito nella corsa per la panchina del Milan, una candidatura che ha preso molto corpo nelle ultime ore. Il tecnico, reduce da una pessima esperienza al Manchester United — che per averlo dallo Sporting Lisbona aveva pagato una clausola da 11 milioni —, piace perché è giovane, fautore di un calcio propositivo e desideroso di riscatto. Dopo un primo approccio in settimana, per oggi è previsto un secondo colloquio approfondito per valutare le capacità di adattamento dell'allenatore portoghese al campionato italiano.

La dirigenza del Milan ha comunque in agenda altri confronti cruciali nella stessa giornata. Oliver Glasner rimane in prima fila nelle preferenze di Cardinale, Calvelli e Ibrahimovic; il tecnico austriaco ha dato la sua totale disponibilità al progetto rossonero, tanto da aver già rifiutato le offerte di due club tedeschi e del Feyenoord pur di aspettare il Diavolo. È previsto inoltre un nuovo contatto con Matthias Jaissle, profilo che continua ad affascinare la dirigenza dopo un precedente incontro in Spagna, sebbene per liberarlo dall'Al-Ahli sia necessario pagare un indennizzo di 6 milioni di euro. Più defilato resta invece Ralf Rangnick: il manager tedesco ha già dettato le sue condizioni e non intende attendere ancora a lungo, anche perché a breve la sua Austria farà l'esordio ufficiale ai Mondiali contro la Giordania.

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Se l'obiettivo è arrivare quarti nel 2027, tutta gente destinata al fallimento. Tranne forse "altro", giusto perché non si sa chi è.
 

Baresi 63

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Solo dei mentecatti come i nostri possono pensare ad uno come Amorim che ha fallito anche dove avevano soldi da buttare per il mercato....
 

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