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Il solito Alessandro Giudice dal CorSport in edicola sulla situazione societaria del Milan: Il rifinanziamento del vendor loan rappresenta un'operazione puramente finanziaria che si svolge ai vertici della proprietà senza intaccare la gestione operativa, strategica o i progetti infrastrutturali del Milan, come quello relativo allo stadio. Tale passaggio non implica un'uscita di Elliott (e nemmeno degli attuali dirigenti, come già riferito), già formalmente avvenuta nel 2022, ma la sostituzione di un debito verso l'ex proprietario con un prestito tradizionale gestito direttamente da RedBird, senza necessità di passaggi in Consiglio di Amministrazione se non per l'eventuale sostituzione dei consiglieri Mitchell e Gordon Singer. La scelta di Gerry Cardinale di ricorrere a nuovo debito anziché rimborsare il prestito con capitale proprio non è sintomo di illiquidità, bensì una precisa strategia di private equity per ottimizzare i rendimenti degli investitori: finanziando l'asset con un debito il cui interesse è inferiore al costo del capitale (stimato tra il 15% e il 20%), il fondo massimizza il ritorno finanziario finale al momento della futura rivendita. Inoltre, la sostenibilità di tale indebitamento va valutata rapportando i 500 milioni di debito non al prezzo d'acquisto originale, ma all'attuale valore di mercato del club, che oggi si stima vicino ai 2 miliardi di euro sulla base dei multipli applicati alle recenti acquisizioni nel calcio europeo, dimezzando di fatto l'incidenza della leva finanziaria rispetto al momento del passaggio di proprietà.