Milan: ecco Rangnick e le sue intuizioni, da Mané a Haaland

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Il problema fondamentale, se tale voce fosse vera, non è la sua competenza quale allenatore.
Il fatto è che vorrebbe significare che la cessione del club non viene contemplata nel breve periodo. Non ci si legherebbe in questo modo ad una figura accentratrice da cui poi sarebbe difficoltoso slegarsi, senza contare le possibili scelte errate che farebbe, optando per un progetto societario troppo delineato e poco flessibile.
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MarcoG

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Non può venire in Italia, a prescindere dal ruolo. Il calcio italiano è diverso, diverso a livello tattico, diverso a livello fisico, diverso come pressione. Non vuol dire migliore o peggiore di altri, ma solo diverso. Nella dirigenza serve gente che capisce come funziona la serie A, dentro e fuori dal campo, finendo con i giornali.
Non è un caso se le prime in classifica sono tutte composte da italiani o da persone che vivono in italia da decenni. Non reiteriamo l'errore Gazidis.
 
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Comunque sia la mentalità di Elliott è sbagliatissima.
Non puoi buttare tutto giù ogni anno, devi dare continuità.
Alla fine maldini e boban hanno sbagliato la scelta dell'allenatore ma hanno fatto anche ottimi innesti come Leao, Bennacer, Theo e Rebic.
 
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comunque la figura di Rangnick in sè non si discute (Il Lipsia è agli ottavi di champions e sono un ottima squadra)
E' un ottimo allenatore e una persona che di calcio ne capisce.
sarebbe il miglior allenatore dal dopo allegri.
 
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Se Ragnarok deve essere Ragnaroksia. Tanto spero non si possa andare più in basso. Certo vuol dire che non venderanno
 

gabri65

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Calciomercato.com mette in risalto le più grandi intuizioni di Rangnick, che ha fatto le fortune dei suoi club più a livello dirigenziale. Ma quali sono stati i suoi grandi colpi (e flop)? Il primo della lista tra i grandi nomi che ha portato è Mané. Arriva al Salisburgo per 4 mln nel 2012. Poi sappiamo la storia, passato al Southampton per 15 mln e da lì a fare le fortune del Liverpool. Takumi Minamino, il giapponese arrivo a Salisburgo nel 2015 alla modica cifra di... 800.000 euro. Non finisce, nella lista c'è anche Nab Keita, strappato per poco più di 2 mln di euro. Era al Salisburgo per poi passare all'altra squadra della Red Bull, il Lipsia per 29,75 milioni. Un altro nome è Dayot Upamecano, al Salisburgo per 2,20 milioni di euro, due anni più tardi passa al Lipsia per 10 milioni. Ed infine, Haaland. Acquistato a 8 milioni. Altri nomi, più costosi, sono Kimmich, Klostermann, Timo Werner e Dani Olmo.

Ma ci sono anche i flop. Marcelo Saracchi, sbarcato al Lipsia nel 2018 per 12 milioni di euro e autore di sole 13 presenze in un anno e mezzo. Ademola Lookman, attaccante che è sceso in campo solamente tre volte ma è stato pagato ben 18 milioni. Ed infine Jean-Kevin Augustin, pagato 16 milioni ma mai autore del definitivo salto di qualità, tanto da essere stato girato in prestito prima al Monaco e ora al Leeds.

Non so se è una buona idea importare 1-1 il progetto di altre squadre e di altri contesti. Può darsi che funzioni, ma può darsi anche che no.

Anzitutto ti trovi a rincorrere una strada già battuta, come l'azienda che è in ritardo e deve recuperare sulla concorrenza. Ti affanni a mettere in pratica un qualcosa che magari non è più all'avanguardia, perché gli altri stanno già pensando a qualcosa per il futuro. Ti ritrovi costantemente con un gap deficitario.

Ci sono ennemila esempi sportivi che invalidano il presunto successo. Ad esempio Vettel che vinceva a ripetizione, va alla Ferrari e floppa clamorosamente. Eppure le macchine dovrebbero essere pure migliori. Forse troppe variabili da mettere d'accordo.

Detto questo, un punto fondamentale e che sarà sempre un evergreen è la qualità e lo scouting a livello di giovanili, questi pagano sempre. Per il progetto di squadra, non so ancora cosa hanno in mente Boban e Maldini (magari poco), e non si sa nemmeno quanto saremo schiavi di Elliott e demoni vari, che è l'argomento condizionante.

Inoltre, anche se qualcuno può dire che è un pensiero obsoleto e ormai da abbandonare, l'AC Milan ha sempre avuto un suo modo originale di costruire la squadra, non abbiamo quasi mai avuto bisogno di copiare gli altri. Non credo che siamo meno intelligenti. Se volesse, la società ha tutte le basi e le strutture (tranne che che la volontà e i personaggi giusti) per portare avanti delle idee.

Perciò valutiamo bene se azzardare scelte tecnico-manageriali decise e che comportano rivoluzioni e sforzi di lungo termine. Se poi una cosa del genere fallisce, rischi di buttare via decenni.
 
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Calciomercato.com mette in risalto le più grandi intuizioni di Rangnick, che ha fatto le fortune dei suoi club più a livello dirigenziale. Ma quali sono stati i suoi grandi colpi (e flop)? Il primo della lista tra i grandi nomi che ha portato è Mané. Arriva al Salisburgo per 4 mln nel 2012. Poi sappiamo la storia, passato al Southampton per 15 mln e da lì a fare le fortune del Liverpool. Takumi Minamino, il giapponese arrivo a Salisburgo nel 2015 alla modica cifra di... 800.000 euro. Non finisce, nella lista c'è anche Nab Keita, strappato per poco più di 2 mln di euro. Era al Salisburgo per poi passare all'altra squadra della Red Bull, il Lipsia per 29,75 milioni. Un altro nome è Dayot Upamecano, al Salisburgo per 2,20 milioni di euro, due anni più tardi passa al Lipsia per 10 milioni. Ed infine, Haaland. Acquistato a 8 milioni. Altri nomi, più costosi, sono Kimmich, Klostermann, Timo Werner e Dani Olmo.

Ma ci sono anche i flop. Marcelo Saracchi, sbarcato al Lipsia nel 2018 per 12 milioni di euro e autore di sole 13 presenze in un anno e mezzo. Ademola Lookman, attaccante che è sceso in campo solamente tre volte ma è stato pagato ben 18 milioni. Ed infine Jean-Kevin Augustin, pagato 16 milioni ma mai autore del definitivo salto di qualità, tanto da essere stato girato in prestito prima al Monaco e ora al Leeds.

Sono convinto che da noi acquisterebbe solo flop.
 
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