Condò:"Fermiamo deriva della moviola in campo".

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Paolo Condò dal CorSera in edicola:"La contabilità degli episodi da moviola, e usiamo per scelta questo termine al posto di Var perché è nella moviola in campo che ormai siamo precipitati, complica moltissimo qualsiasi ragionamento sul tema. La pretesa di codificare gli episodi — tocchi di mano e step on foot (leggi pestoni) i reati più eclatanti — ha creato un lungo elenco di precedenti che di fatto obbliga arbitri e varisti a continui ribassi in termini di aderenza al «senso del calcio»: per quanto veniale e impercettibile possa essere un contatto, ce n’è sempre stato uno più veniale e più impercettibile fischiato ai danni di chi ora reclama il rigore. Perché a loro sì e a noi no? È la domanda più vecchia del calcio, la moviola in campo l’ha resa tecnologica lì dove prima era solo politica. Come se ne esce? Facendo nostro l’allarme «non è più calcio» proclamato da De Rossi e rilanciato da Gasperini, ma in realtà già suonato a turno da tutti i loro colleghi dopo aver subito un papocchio (chiamiamo così un tocco vagamente punibile a termini di regolamento, ma del tutto estraneo allo spirito del gioco), perché la verità profonda è che nessuno si lamenta quando il papocchio va a suo favore. Da qui a fine stagione non si può cambiare niente, perché la tirannia dei precedenti impone di continuare a fischiare sciocchezze fino al giorno del reset. Da lì in poi, bisognerebbe avere il coraggio di rinnegare una chiamata sbagliata — nei report di Rocchi gli errori sono segnalati — per non sbagliare più. Per dribblare i papocchi e tornare allo spirito del gioco dal punto di vista innanzitutto culturale. Sabato a Genova Antonio Vergara ha raccontato di aver provato gioia nel sentire il contatto di Cornet, perché sapeva che sarebbe arrivato il rigore. Vergara ha 23 anni, quando venne introdotta la Var ne aveva 15, non ha mai giocato il calcio che oggi tutti rimpiangiamo, quello che veniva definito «sport di contatto», e per un rigore occorreva ben più di un semplice sfioramento. Per lui e per tutti gli altri ragazzi che non sanno cosa si sono persi, prenotiamo noi la sala per la riunione tra allenatori invocata da più parti per fermare questa deriva.

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Paolo Condò dal CorSera in edicola:"La contabilità degli episodi da moviola, e usiamo per scelta questo termine al posto di Var perché è nella moviola in campo che ormai siamo precipitati, complica moltissimo qualsiasi ragionamento sul tema. La pretesa di codificare gli episodi — tocchi di mano e step on foot (leggi pestoni) i reati più eclatanti — ha creato un lungo elenco di precedenti che di fatto obbliga arbitri e varisti a continui ribassi in termini di aderenza al «senso del calcio»: per quanto veniale e impercettibile possa essere un contatto, ce n’è sempre stato uno più veniale e più impercettibile fischiato ai danni di chi ora reclama il rigore. Perché a loro sì e a noi no? È la domanda più vecchia del calcio, la moviola in campo l’ha resa tecnologica lì dove prima era solo politica. Come se ne esce? Facendo nostro l’allarme «non è più calcio» proclamato da De Rossi e rilanciato da Gasperini, ma in realtà già suonato a turno da tutti i loro colleghi dopo aver subito un papocchio (chiamiamo così un tocco vagamente punibile a termini di regolamento, ma del tutto estraneo allo spirito del gioco), perché la verità profonda è che nessuno si lamenta quando il papocchio va a suo favore. Da qui a fine stagione non si può cambiare niente, perché la tirannia dei precedenti impone di continuare a fischiare sciocchezze fino al giorno del reset. Da lì in poi, bisognerebbe avere il coraggio di rinnegare una chiamata sbagliata — nei report di Rocchi gli errori sono segnalati — per non sbagliare più. Per dribblare i papocchi e tornare allo spirito del gioco dal punto di vista innanzitutto culturale. Sabato a Genova Antonio Vergara ha raccontato di aver provato gioia nel sentire il contatto di Cornet, perché sapeva che sarebbe arrivato il rigore. Vergara ha 23 anni, quando venne introdotta la Var ne aveva 15, non ha mai giocato il calcio che oggi tutti rimpiangiamo, quello che veniva definito «sport di contatto», e per un rigore occorreva ben più di un semplice sfioramento. Per lui e per tutti gli altri ragazzi che non sanno cosa si sono persi, prenotiamo noi la sala per la riunione tra allenatori invocata da più parti per fermare questa deriva.
Ora si svegliano tutti i dormienti.

Il sistema non esiste. Tutti in coro.

Palla palla assolutamente palla. -cit-
Chi se la ricorda?
Allora dovevano scattare le manette.
 
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