Il CorSport oggi in edicola: la riforma societaria introdotta da Gerry Cardinale ha radicalmente trasformato l'organigramma e la gestione delle competenze all'interno del Milan, eliminando i ruoli tradizionali di direttore sportivo e direttore tecnico a supporto dell'allenatore per fare spazio a un comitato tecnico strutturato attorno alla guida della squadra. In questo nuovo assetto, la figura di Ruben Amorim assume una centralità assoluta da vero e proprio manager calcistico, con il compito non solo di allenare sul campo, ma anche di indicare gli acquisti, le cessioni e le caratteristiche specifiche dei profili da ricercare. Una volta ricevute le indicazioni dell'allenatore, il capo scout Donato Lomonte e il director of football intelligence Bobby Gardiner si attivano per individuare i calciatori più idonei attraverso lo studio di dati, algoritmi, statistiche e database. La lista di nomi così ottenuta viene poi trasmessa a Hendrik Almstadt, nominato direttore del player trading, il quale agisce concretamente per avviare le trattative con club e agenti coprendo di fatto le mansioni di un Ds, nonostante la sua unica e fallimentare precedente esperienza in quel ruolo risalga a dieci anni prima con l'Aston Villa, retrocesso all'ultimo posto dopo aver alternato quattro allenatori. Infine, ogni operazione di mercato richiede una rigorosa approvazione economica, che deve passare al vaglio del Ceo Massimo Calvelli, subentrato a Giorgio Furlani, e soprattutto del proprietario Gerry Cardinale, intenzionato a essere molto più presente e decisionista rispetto al passato, pur continuando a tenere in forte considerazione i pareri e i suggerimenti di Zlatan Ibrahimovic, la cui influenza sulle scelte di mercato resta garantita dagli accordi contrattuali con RedBird.