Tuttosport: Il clima attorno al Milan si fa estremamente teso in vista della prossima sfida casalinga a San Siro, dove l'intera tifoseria, dai gruppi ultras ai sostenitori non organizzati, si prepara a una dura contestazione contro i vertici societari. Se l'anno scorso il bersaglio principale era stato Gerry Cardinale, oggi il malcontento si è spostato con forza verso l'amministratore delegato Giorgio Furlani, accusato di aver perseguito una strategia aziendale troppo sbilanciata verso il risanamento dei bilanci a discapito della competitività sportiva. I tifosi contestano un divario tecnico incolmabile rispetto alle squadre vincitrici degli ultimi scudetti, con un distacco accumulato che supera i cento punti, e lamentano una gestione che ha allontanato il club dalla vittoria mentre i rivali dell'Inter continuano a trionfare. La protesta non si limiterà solo a probabili cori e striscioni polemici allo stadio — la cui esposizione dipenderà dal via libera delle autorità. Nonostante la squadra sia stata freddamente respinta dal pubblico dopo la sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, il sostegno ai giocatori durante i novanta minuti non dovrebbe mancare, a patto che l'atteggiamento in campo sia all'altezza; tuttavia, un risultato negativo potrebbe scatenare una reazione spontanea e imprevedibile dagli spalti. Il Milan si ritrova così ad affrontare il momento cruciale della stagione, con la qualificazione in Champions League ancora in bilico, immerso in una profonda spaccatura tra la piazza e una dirigenza percepita come distante dalle ambizioni sportive del popolo rossonero.