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La GDS esamina l'infuocato finale di campionato per la corsa alla Champions League, concentrandosi sulle situazioni di Milan e Roma. Per il club rossonero, un fallimento all'ultima giornata si tradurrebbe in un autentico dramma societario, considerando le già note tensioni interne tra l'allenatore Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic; la mancata qualificazione porterebbe a un ribaltone totale della dirigenza, mentre l'accesso all'Europa che conta garantirebbe i milioni necessari per gli investimenti sul mercato. Nonostante un crollo verticale avvenuto dopo il secondo derby, causato dall'illusione scudetto e da un attacco meno sterile di quello dell'Inter, il Milan resta padrone del proprio destino: nell'ultima decisiva sfida contro il Cagliari di Pisacane, una squadra già salva ma reduce da ottimi risultati contro le grandi, ai rossoneri basterà vincere grazie ai favorevoli scontri diretti con Roma e Como e alle combinazioni della classifica avulsa. Lo stesso Allegri, il cui futuro resta incerto anche a causa delle ombre della Nazionale, si affiderà al collaudato modulo 3-5-2 per quella che ha definito la partita dell'anno. Parallelamente, la Roma di Gian Piero Gasperini vede la Champions a un passo dopo aver superato indenne momenti di forte crisi, tra cui le polemiche legate al caso Ranieri e le difficoltà realizzative. Pur non potendo contare sugli scontri diretti a favore rispetto alle rivali, i giallorossi arrivano alla sfida decisiva contro il già retrocesso Verona forti di una netta superiorità tecnica e mentale, trascinati dalla grinta di Mancini e dai gol di Malen. La crescita progressiva impressa da Gasperini, che la scorsa estate scelse definitivamente la Roma rifiutando la Juventus, proietta l'ambiente verso un futuro radioso, candidando i giallorossi a diventare i veri rivali dell'Inter nella prossima stagione, a patto di superare quest'ultimo ostacolo di campionato.
Sempre la GDS su bilancio e futuro: Il Milan ha già risentito pesantemente in questa stagione dell'assenza dalle competizioni europee, registrando una contrazione del fatturato stimata tra i 60 e i 90 milioni di euro. Nonostante ciò, dopo il percorso di risanamento avviato dalla precedente gestione Elliott, l'attuale proprietà RedBird è riuscita a consolidare i conti societari centrando tre bilanci consecutivi in utile tra il 2022 e il 2025, per un risultato positivo complessivo di 13 milioni. Sebbene l'esercizio economico 2025-2026 sembrasse inizialmente destinato a chiudersi in perdita, lo scenario è radicalmente cambiato negli ultimi mesi grazie a due entrate straordinarie: la plusvalenza di circa 10 milioni di euro derivante dal riscatto dell'attaccante Colombo da parte del Genoa e un indennizzo superiore ai 20 milioni di euro ricevuto da Img per i diritti televisivi esteri pregressi. Un ulteriore potenziale riscatto di Chukwueze da parte del Fulham potrebbe addirittura permettere al club di registrare il suo quarto utile consecutivo. Al di là di questi singoli episodi finanziari, la dirigenza milanista ha strutturato un modello di gestione virtuoso e sostenibile basato sul potenziamento dei ricavi commerciali, sulle plusvalenze da player trading e sul rigido controllo del monte ingaggi. Questa solidità, supportata anche da un patrimonio netto consistente che al 30 giugno 2025 ammontava a 199 milioni di euro, consente al Milan di attutire un eventuale calo dei ricavi meglio rispetto alle sue dirette concorrenti; tuttavia, il ritorno immediato nella massima competizione europea resta un obiettivo fondamentale e non più rimandabile sia per non mettere sotto pressione i bilanci futuri, sia per evitare il deprezzamento del valore della rosa e del marchio a livello internazionale.
CorSera: il mondo Milan si è capovolto positivamente nel giro di una settimana: la vittoria sul campo del Genoa ha riportato i rossoneri al terzo posto e una vittoria stasera a San Siro, in un match sold out contro un Cagliari già salvo, garantirebbe l'aritmetica qualificazione alla prossima Champions League senza dover dipendere dai risultati delle dirette concorrenti. Nonostante il destino sia nelle proprie mani, Massimiliano Allegri non si fida a causa delle recenti difficoltà che hanno visto la squadra conquistare solo due vittorie nelle ultime sette partite, motivo per cui ha accolto con favore la decisione dei calciatori di andare in ritiro anticipato. Il tecnico, concentrato sulla sfida decisiva e intenzionato a evitare cali di tensione o superficialità, ha dribblato le domande sul proprio futuro professionale ricordando di avere un contratto e di essere felice di rimanere, auspicando che dall'anno prossimo l'obiettivo sia la conquista della seconda stella in risposta alle recenti punzecchiature del dirigente interista Marotta. In ottica societaria, le probabilità di una permanenza di Allegri sulla panchina rossonera sembrano in forte rialzo, a condizione che venga centrato l'obiettivo europeo; il patron Gerry Cardinale, atteso in tribuna, sembra intenzionato ad assecondare le richieste dell'allenatore in merito a garanzie tecniche sul mercato e a una maggiore chiarezza nei rapporti con la dirigenza, facilitata dal recente addio dell'amministratore delegato Furlani. Resta da risolvere il nodo legato alla convivenza forzata tra Allegri e Zlatan Ibrahimovic, una criticità che la proprietà intende gestire affidando la scelta del nuovo amministratore delegato — ruolo per cui circolano i nomi di Carnevali, Fenucci, Galliani o di un manager straniero — a Calvelli, con l'obiettivo di inserire una figura dirigenziale forte in grado di fare da cuscinetto tra le parti. Sul fronte del campo e del mercato, per la partita odierna Luka Modric partirà dalla panchina, mentre in attacco Gimenez e Nkunku si candidano a una maglia da titolare a discapito di Rafa Leao, per il quale la sfida odierna potrebbe rappresentare l'ultimo ballo a San Siro; l'attaccante portoghese è infatti sul mercato, seguito principalmente da Manchester United e Fenerbahce, club in cui potrebbe approdare anche Paolo Maldini in veste di consulente, con ogni discorso rimandato a dopo il Mondiale.
Sempre la GDS su bilancio e futuro: Il Milan ha già risentito pesantemente in questa stagione dell'assenza dalle competizioni europee, registrando una contrazione del fatturato stimata tra i 60 e i 90 milioni di euro. Nonostante ciò, dopo il percorso di risanamento avviato dalla precedente gestione Elliott, l'attuale proprietà RedBird è riuscita a consolidare i conti societari centrando tre bilanci consecutivi in utile tra il 2022 e il 2025, per un risultato positivo complessivo di 13 milioni. Sebbene l'esercizio economico 2025-2026 sembrasse inizialmente destinato a chiudersi in perdita, lo scenario è radicalmente cambiato negli ultimi mesi grazie a due entrate straordinarie: la plusvalenza di circa 10 milioni di euro derivante dal riscatto dell'attaccante Colombo da parte del Genoa e un indennizzo superiore ai 20 milioni di euro ricevuto da Img per i diritti televisivi esteri pregressi. Un ulteriore potenziale riscatto di Chukwueze da parte del Fulham potrebbe addirittura permettere al club di registrare il suo quarto utile consecutivo. Al di là di questi singoli episodi finanziari, la dirigenza milanista ha strutturato un modello di gestione virtuoso e sostenibile basato sul potenziamento dei ricavi commerciali, sulle plusvalenze da player trading e sul rigido controllo del monte ingaggi. Questa solidità, supportata anche da un patrimonio netto consistente che al 30 giugno 2025 ammontava a 199 milioni di euro, consente al Milan di attutire un eventuale calo dei ricavi meglio rispetto alle sue dirette concorrenti; tuttavia, il ritorno immediato nella massima competizione europea resta un obiettivo fondamentale e non più rimandabile sia per non mettere sotto pressione i bilanci futuri, sia per evitare il deprezzamento del valore della rosa e del marchio a livello internazionale.
CorSera: il mondo Milan si è capovolto positivamente nel giro di una settimana: la vittoria sul campo del Genoa ha riportato i rossoneri al terzo posto e una vittoria stasera a San Siro, in un match sold out contro un Cagliari già salvo, garantirebbe l'aritmetica qualificazione alla prossima Champions League senza dover dipendere dai risultati delle dirette concorrenti. Nonostante il destino sia nelle proprie mani, Massimiliano Allegri non si fida a causa delle recenti difficoltà che hanno visto la squadra conquistare solo due vittorie nelle ultime sette partite, motivo per cui ha accolto con favore la decisione dei calciatori di andare in ritiro anticipato. Il tecnico, concentrato sulla sfida decisiva e intenzionato a evitare cali di tensione o superficialità, ha dribblato le domande sul proprio futuro professionale ricordando di avere un contratto e di essere felice di rimanere, auspicando che dall'anno prossimo l'obiettivo sia la conquista della seconda stella in risposta alle recenti punzecchiature del dirigente interista Marotta. In ottica societaria, le probabilità di una permanenza di Allegri sulla panchina rossonera sembrano in forte rialzo, a condizione che venga centrato l'obiettivo europeo; il patron Gerry Cardinale, atteso in tribuna, sembra intenzionato ad assecondare le richieste dell'allenatore in merito a garanzie tecniche sul mercato e a una maggiore chiarezza nei rapporti con la dirigenza, facilitata dal recente addio dell'amministratore delegato Furlani. Resta da risolvere il nodo legato alla convivenza forzata tra Allegri e Zlatan Ibrahimovic, una criticità che la proprietà intende gestire affidando la scelta del nuovo amministratore delegato — ruolo per cui circolano i nomi di Carnevali, Fenucci, Galliani o di un manager straniero — a Calvelli, con l'obiettivo di inserire una figura dirigenziale forte in grado di fare da cuscinetto tra le parti. Sul fronte del campo e del mercato, per la partita odierna Luka Modric partirà dalla panchina, mentre in attacco Gimenez e Nkunku si candidano a una maglia da titolare a discapito di Rafa Leao, per il quale la sfida odierna potrebbe rappresentare l'ultimo ballo a San Siro; l'attaccante portoghese è infatti sul mercato, seguito principalmente da Manchester United e Fenerbahce, club in cui potrebbe approdare anche Paolo Maldini in veste di consulente, con ogni discorso rimandato a dopo il Mondiale.