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CorSport: a venti giorni dall'esordio in campionato contro il Torino dell'ex Abate, il Milan di Ruben Amorim si presenta come un cantiere ancora aperto, pur mostrando nel ritiro di Perth un clima sereno e una forte determinazione nel superare il passato modulo difensivo contestato da tifosi e proprietà. Il lavoro del tecnico portoghese procede tuttavia a rilento a causa delle difficoltà del mercato: finora sono stati messi a segno tre acquisti a fronte di nessuna cessione nei primi due mesi di sessione. Questo stallo nelle uscite mette in luce i limiti della nuova dirigenza nominata da Cardinale a giugno, composta prevalentemente da figure provenienti dallo scouting e priva dell'esperienza necessaria per piazzare gli esuberi — capacità in cui l'ex direttore sportivo Tare si era invece distinto la scorsa estate — lasciando fermi su una lista di scontenti o possibili partenti nomi come Tomori, Estupinan, Loftus-Cheek, Fofana, Ricci, Musah, Gimenez e Leao, senza trattative concrete all'orizzonte. L'assenza di incassi paralizza di conseguenza il mercato in entrata, contravvenendo alla promessa di Cardinale di fornire ad Amorim in tempi brevi i profili specifici adatti al suo stile di gioco ed evidenziando le complessità gestionali del club. In questo contesto d'incertezza, Amorim è costretto a pianificare una formazione ancora embrionale: davanti a Maignan, si prospetta una linea difensiva a tre con Gila, Gabbia e Pavlovic che ha mostrato alcune lacune nella gestione del pallone durante la prima amichevole, mentre a centrocampo, fatta eccezione per Bartesaghi a sinistra, gli altri interpreti chiave come Saelemaekers, Modric e Rabiot non hanno ancora svolto la preparazione estiva; in attacco, a fronte della sola certezza rappresentata dal nuovo arrivo Gonçalo Ramos, permangono riserve sulla trequarti legate alle condizioni di Pulisic e alla forte necessità di acquistare un trequartista mancino da impiegare sulla fascia destra.