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l Milan attraversa un momento molto delicato segnato dal crollo in Europa League contro il Bournemouth, con il tecnico Ruben Amorim in solitudine e sotto pressione e il patron Gerry Cardinale preoccupato e deluso per la mancanza di risultati e stabilità. La squadra si presenta alla vigilia della trasferta di Udine fortemente decimata dagli infortuni, dovendo fare a meno degli indisponibili Saelemaekers, Terracciano, Gabbia, Chukwueze e dei recenti stop di Adrien Rabiot per un affaticamento al polpaccio, Diego Moreira per un problema al flessore e Mario Gila per un'infiammazione alla caviglia. Per far fronte a questa emergenza in vista di un tour de force di tre partite che culminerà nel derby, Amorim è costretto a convocare cinque giovani dalla squadra B (Menon, Perera, Vos, Ossola e Cissé), affidandosi a una formazione quasi obbligata con Maignan tra i pali, la difesa composta da Tomori, De Winter, Pavlovic e Bartesaghi, il centrocampo con Musah, Modric e Loftus-Cheek, e il tridente offensivo formato da Hutchinson, Ramos e Pulisic. Nonostante la panchina di Amorim resti per ora salda, l'obbligo di fare punti in campionato e di non sottovalutare l'Europa League è assoluto, richiamando l'attenzione sull'importanza di vincere e di non lasciare punti per strada in una stagione complessa. Lo riporta l'Ansa.