Milan: attacco show, difesa flop. Equilibrio precario.

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Il CorSera in edicola sottolineato i problemi noti del Milan e l'attacco che funziona. Le due facce del Diavolo. Da una parte i 46 gol segnati in 23 partite, per la scintillante media di due esatti alla volta, a certificare le indiscutibili qualità di quello che è il secondo il miglior attacco del campionato, dietro solo all’Inter. Dall’altra, i 27 subìti, una statistica estremamente negativa che inquadra i (seri) problemi di un reparto, quello difensivo, che ha un rendimento da medio-bassa classifica. Perfino il Genoa, per dire, ha fatto meglio: 26. Arrivati a febbraio, girata la boa della 23a giornata, inutile continuare a chiedersi quale dei due sia il vero Milan. Perché la risposta è la più semplice: lo sono entrambi. E il terzo posto attuale ne è la diretta conseguenza. Luci ed ombre, pregi e difetti: questo è il Diavolo 2023- 24. Effetti collaterali di una squadra che in estate è cambiata molto, ma anche degli infortuni in serie che hanno martoriato soprattutto la difesa. Ecco perché l’unica cosa che conta, da qui alla fine, sarà tenere botta in attesa dei recuperi di Thiaw, Tomori e Kalulu, provando intanto a correggere i difetti per evitare di dover sempre giocare di rincorsa, come è successo sabato a Frosinone, o a Udine. Perché Pioli ha ragione quando dice che «l’importante è segnare un gol più dell’avversario», citando Zeman, ma la verità è che non sempre ti va bene. Senza equilibrio non si va da nessuna parte. O, meglio, non si vincono gli scudetti. La storia dice questo. Se il reparto arretrato sta deludendo, è anche perché il portiere francese — che resta un campione — attraversa un momento complicato. Dopo Udine non sembra più lo stesso: ha preso due gol quasi identici, sbagliando completamente il gesto tecnico nell’impostazione della parata, sia con Zirkzee del Bologna sia con Mazzitelli a Frosinone. C’è chi sostiene che gli insulti razzisti in Friuli gli abbiano tolto serenità e sicurezze. Così fosse, sarebbe umano e comprensibile, anche se va detto che fin qui la sua stagione non è stata ai livelli top di quelle precedenti. Vedi l’errore sul tiro di Candreva a Salerno, nel 2-2 del 22 dicembre. Maignan era e resta uno dei migliori specialisti al mondo, ma in questo momento sta giocando sotto standard. Per lui la sfida sarà doppia: per il Milan e per sé stesso.

—) Milan: tutte le news del 5 febbraio 2024. Riepilogo.
 

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Il CorSera in edicola sottolineato i problemi noti del Milan e l'attacco che funziona. Le due facce del Diavolo. Da una parte i 46 gol segnati in 23 partite, per la scintillante media di due esatti alla volta, a certificare le indiscutibili qualità di quello che è il secondo il miglior attacco del campionato, dietro solo all’Inter. Dall’altra, i 27 subìti, una statistica estremamente negativa che inquadra i (seri) problemi di un reparto, quello difensivo, che ha un rendimento da medio-bassa classifica. Perfino il Genoa, per dire, ha fatto meglio: 26. Arrivati a febbraio, girata la boa della 23a giornata, inutile continuare a chiedersi quale dei due sia il vero Milan. Perché la risposta è la più semplice: lo sono entrambi. E il terzo posto attuale ne è la diretta conseguenza. Luci ed ombre, pregi e difetti: questo è il Diavolo 2023- 24. Effetti collaterali di una squadra che in estate è cambiata molto, ma anche degli infortuni in serie che hanno martoriato soprattutto la difesa. Ecco perché l’unica cosa che conta, da qui alla fine, sarà tenere botta in attesa dei recuperi di Thiaw, Tomori e Kalulu, provando intanto a correggere i difetti per evitare di dover sempre giocare di rincorsa, come è successo sabato a Frosinone, o a Udine. Perché Pioli ha ragione quando dice che «l’importante è segnare un gol più dell’avversario», citando Zeman, ma la verità è che non sempre ti va bene. Senza equilibrio non si va da nessuna parte. O, meglio, non si vincono gli scudetti. La storia dice questo. Se il reparto arretrato sta deludendo, è anche perché il portiere francese — che resta un campione — attraversa un momento complicato. Dopo Udine non sembra più lo stesso: ha preso due gol quasi identici, sbagliando completamente il gesto tecnico nell’impostazione della parata, sia con Zirkzee del Bologna sia con Mazzitelli a Frosinone. C’è chi sostiene che gli insulti razzisti in Friuli gli abbiano tolto serenità e sicurezze. Così fosse, sarebbe umano e comprensibile, anche se va detto che fin qui la sua stagione non è stata ai livelli top di quelle precedenti. Vedi l’errore sul tiro di Candreva a Salerno, nel 2-2 del 22 dicembre. Maignan era e resta uno dei migliori specialisti al mondo, ma in questo momento sta giocando sotto standard. Per lui la sfida sarà doppia: per il Milan e per sé stesso.

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Va bene fare tanti gol, ma è importante anche non prenderne.

Perchè quando incontri squadre più forti, fatichi a segnare tu a loro, ma non loro a te.
 
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Il CorSera in edicola sottolineato i problemi noti del Milan e l'attacco che funziona. Le due facce del Diavolo. Da una parte i 46 gol segnati in 23 partite, per la scintillante media di due esatti alla volta, a certificare le indiscutibili qualità di quello che è il secondo il miglior attacco del campionato, dietro solo all’Inter. Dall’altra, i 27 subìti, una statistica estremamente negativa che inquadra i (seri) problemi di un reparto, quello difensivo, che ha un rendimento da medio-bassa classifica. Perfino il Genoa, per dire, ha fatto meglio: 26. Arrivati a febbraio, girata la boa della 23a giornata, inutile continuare a chiedersi quale dei due sia il vero Milan. Perché la risposta è la più semplice: lo sono entrambi. E il terzo posto attuale ne è la diretta conseguenza. Luci ed ombre, pregi e difetti: questo è il Diavolo 2023- 24. Effetti collaterali di una squadra che in estate è cambiata molto, ma anche degli infortuni in serie che hanno martoriato soprattutto la difesa. Ecco perché l’unica cosa che conta, da qui alla fine, sarà tenere botta in attesa dei recuperi di Thiaw, Tomori e Kalulu, provando intanto a correggere i difetti per evitare di dover sempre giocare di rincorsa, come è successo sabato a Frosinone, o a Udine. Perché Pioli ha ragione quando dice che «l’importante è segnare un gol più dell’avversario», citando Zeman, ma la verità è che non sempre ti va bene. Senza equilibrio non si va da nessuna parte. O, meglio, non si vincono gli scudetti. La storia dice questo. Se il reparto arretrato sta deludendo, è anche perché il portiere francese — che resta un campione — attraversa un momento complicato. Dopo Udine non sembra più lo stesso: ha preso due gol quasi identici, sbagliando completamente il gesto tecnico nell’impostazione della parata, sia con Zirkzee del Bologna sia con Mazzitelli a Frosinone. C’è chi sostiene che gli insulti razzisti in Friuli gli abbiano tolto serenità e sicurezze. Così fosse, sarebbe umano e comprensibile, anche se va detto che fin qui la sua stagione non è stata ai livelli top di quelle precedenti. Vedi l’errore sul tiro di Candreva a Salerno, nel 2-2 del 22 dicembre. Maignan era e resta uno dei migliori specialisti al mondo, ma in questo momento sta giocando sotto standard. Per lui la sfida sarà doppia: per il Milan e per sé stesso.

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La cosa che non mi spiego è che abbiamo il secondo miglior attacco del campionato, la differenza tra noi e il primo attacco sta praticamente solo nei rigori sbagliati da noi, eppure guardando le partite io non ho minimamente la percezione di un attacco così prolifico.
 

vicky3464

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Citando sunburn "....guardando le partite io non ho minimamente la percezione di un attacco così prolifico" ho la medesima percezione!
 

Route66

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La cosa che non mi spiego è che abbiamo il secondo miglior attacco del campionato, la differenza tra noi e il primo attacco sta praticamente solo nei rigori sbagliati da noi, eppure guardando le partite io non ho minimamente la percezione di un attacco così prolifico.
Non me lo spiego nemmeno io ma è un dato certo e prendiamolo per buono... :asd:
Più che altro guardando le partite c'è la certezza che chiunque ci può rifilare almeno un paio di goal e la sicurezza matematica che un errore, un rigore o una cappella del portiere non la neghiamo mai a nessuno!!:capa:
 
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E' una precisa scelta tattica quella di giocare così. Giusta o sbagliata, decidetelo voi. Aggiungo che Pioli ha anche confermato che non ci sono incontristi a centrocampo perchè è quello che cercava. Centrocampisti che si sanno inserire, infatti ne abbiamo presi tre, tutti con ottime statistiche palla al piede o in inserimento e le peggiori statistiche immaginabili in fase difensiva. Io mi sono espresso più di una volta a riguardo e come tanti altri espresso enormi dubbi sul come sia possibile trovare equilibrio in questo modo, ma non sono certo un tecnico o un esperto di tattica.
 
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E' una precisa scelta tattica quella di giocare così. Giusta o sbagliata, decidetelo voi. Aggiungo che Pioli ha anche confermato che non ci sono incontristi a centrocampo perchè è quello che cercava. Centrocampisti che si sanno inserire, infatti ne abbiamo presi tre, tutti con ottime statistiche palla al piede o in inserimento e le peggiori statistiche immaginabili in fase difensiva. Io mi sono espresso più di una volta a riguardo e come tanti altri espresso enormi dubbi sul come sia possibile trovare equilibrio in questo modo, ma non sono certo un tecnico o un esperto di tattica.
Esatto. Fra l'altro abbiamo vinto uno scudetto non prendendo praticamente più gol con Kessie più Tonali e Bennacer. Praticamente a centrocampo non passava più nessuno con 3 incontristi diciamo puri fra virgolette
 
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