Milan: Allegri verso l'esonero, ma...

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Come riporta Mediaset, si va verso l'esonero di Massimiliano Allegri. Ma ancora non è chiaro chi darà la comunicazione, visto che anche i dirigenti sono tutti a rischio.

GDS in edicola: l'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe essere già giunta al capolinema dopo nemmeno un anno dal suo ritorno ufficiale, avvenuto il 30 maggio dello scorso anno. La proprietà rossonera si appresta a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore, con un divorzio che appare ormai altamente probabile a causa del clamoroso fallimento legato alla mancata qualificazione in Champions League. Lo stesso allenatore toscano si è detto dispiaciuto, arrabbiato e sorpreso da questo epilogo, dichiarando che per quanto riguarda le sue possibili dimissioni sarà necessaria una valutazione lucida dell'intera annata. La stagione 2026 si chiude così in modo tragico e senza scuse, come testimoniato dal comportamento della squadra che ha abbandonato il terreno di gioco di San Siro a testa bassa e in totale silenzio, senza rivolgere un saluto né agli spettatori né alla Curva Sud, che pure l'aveva sostenuta per l'intera partita. La prestazione offerta in campo è stata lo specchio di questo crollo: a eccezione di un guizzo iniziale di Saelemaekers, il Milan ha messo in mostra una prova priva di anima, coraggio e idee. Allegri viene indicato come il principale responsabile di questo fallimento sportivo poiché, pur avendo definito "tragico" l'andamento del 2026 alla vigilia dell'incontro, non ha saputo dare una svolta nel momento decisivo, palesando la guida di una squadra da tempo priva di gioco, di gol e, ultimamente, anche di determinazione. Il tecnico sembra aver perso il polso della situazione, come dimostrato dall'atteggiamento fin troppo sereno, rilassato e incline alle battute mostrato nella conferenza stampa di presentazione della partita, sintomo di una sicurezza quasi assoluta di poter centrare l'obiettivo Champions. Al contrario, il Milan è andato incontro all'ennesima caduta, la terza consecutiva in casa contro avversarie sulla carta meno motivate, uscendo di strada a un passo dal traguardo dopo essere stato in zona Champions per l'intera stagione; a nulla sono serviti il ritiro punitivo o la vicinanza della dirigenza. Allegri ha parzialmente ammesso le colpe sottolineando che perdere cinque partite in casa certifica come la posizione finale sia meritata, spiegando che la squadra si è sciolta dopo il vantaggio difendendo male, pur aggiungendo di non voler rimproverare nulla ai giocatori che hanno fatto il possibile. I numeri stagionali restano impietosi e confermano la legittimità dell'esclusione dall'Europa che conta: il Milan ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro sfide casalinghe e ha subito ben sei sconfitte nelle dieci partite disputate a partire dal derby. Questo scenario ha scatenato la dura reazione della curva, che ha apostrofato i tesserati con i termini di "indegni" e "buffoni". Al fischio finale del match, terminato con una sconfitta interna per 2-1 che chiude la stagione esattamente con lo stesso risultato con cui era iniziata, Allegri si è infilato di corsa negli spogliatoi rimanendovi a lungo prima di presentarsi ai microfoni dopo un'ora. Nelle sue dichiarazioni conclusive il mister ha ribadito la propria responsabilità per non aver saputo spiegare un crollo così evidente, ammettendo che la squadra è stata passiva e condizionata dai nervi proprio dopo essere riuscita a rimettere in piedi la situazione nella precedente trasferta di Genova. Negli ultimi mesi la gestione tecnica ha rinnegato i suoi storici capisaldi, mostrando una difesa estremamente fragile, l'incapacità di gestire il punteggio a favore, una cronica imprecisione tecnica e un profondo caos tattico, elementi che hanno trasformato l'annata in una grande illusione e che ora aprono le porte a un imminente e probabile ribaltone societario.

CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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Sky: ora c'è il rischio che la rivoluzione possa coinvolgere anche Allegri e Tare. C'è stato un incontro con Maignan, Rabiot e Gabbia suoi fedelissimi. Può essere stato un saluto.
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Tifo'o

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Come riporta Mediaset, si va verso l'esonero di Massimiliano Allegri. Ma ancora non è chiaro chi darà la comunicazione, visto che anche i dirigenti sono tutti a rischio.

GDS in edicola: l'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe essere già giunta al capolinema dopo nemmeno un anno dal suo ritorno ufficiale, avvenuto il 30 maggio dello scorso anno. La proprietà rossonera si appresta a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore, con un divorzio che appare ormai altamente probabile a causa del clamoroso fallimento legato alla mancata qualificazione in Champions League. Lo stesso allenatore toscano si è detto dispiaciuto, arrabbiato e sorpreso da questo epilogo, dichiarando che per quanto riguarda le sue possibili dimissioni sarà necessaria una valutazione lucida dell'intera annata. La stagione 2026 si chiude così in modo tragico e senza scuse, come testimoniato dal comportamento della squadra che ha abbandonato il terreno di gioco di San Siro a testa bassa e in totale silenzio, senza rivolgere un saluto né agli spettatori né alla Curva Sud, che pure l'aveva sostenuta per l'intera partita. La prestazione offerta in campo è stata lo specchio di questo crollo: a eccezione di un guizzo iniziale di Saelemaekers, il Milan ha messo in mostra una prova priva di anima, coraggio e idee. Allegri viene indicato come il principale responsabile di questo fallimento sportivo poiché, pur avendo definito "tragico" l'andamento del 2026 alla vigilia dell'incontro, non ha saputo dare una svolta nel momento decisivo, palesando la guida di una squadra da tempo priva di gioco, di gol e, ultimamente, anche di determinazione. Il tecnico sembra aver perso il polso della situazione, come dimostrato dall'atteggiamento fin troppo sereno, rilassato e incline alle battute mostrato nella conferenza stampa di presentazione della partita, sintomo di una sicurezza quasi assoluta di poter centrare l'obiettivo Champions. Al contrario, il Milan è andato incontro all'ennesima caduta, la terza consecutiva in casa contro avversarie sulla carta meno motivate, uscendo di strada a un passo dal traguardo dopo essere stato in zona Champions per l'intera stagione; a nulla sono serviti il ritiro punitivo o la vicinanza della dirigenza. Allegri ha parzialmente ammesso le colpe sottolineando che perdere cinque partite in casa certifica come la posizione finale sia meritata, spiegando che la squadra si è sciolta dopo il vantaggio difendendo male, pur aggiungendo di non voler rimproverare nulla ai giocatori che hanno fatto il possibile. I numeri stagionali restano impietosi e confermano la legittimità dell'esclusione dall'Europa che conta: il Milan ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro sfide casalinghe e ha subito ben sei sconfitte nelle dieci partite disputate a partire dal derby. Questo scenario ha scatenato la dura reazione della curva, che ha apostrofato i tesserati con i termini di "indegni" e "buffoni". Al fischio finale del match, terminato con una sconfitta interna per 2-1 che chiude la stagione esattamente con lo stesso risultato con cui era iniziata, Allegri si è infilato di corsa negli spogliatoi rimanendovi a lungo prima di presentarsi ai microfoni dopo un'ora. Nelle sue dichiarazioni conclusive il mister ha ribadito la propria responsabilità per non aver saputo spiegare un crollo così evidente, ammettendo che la squadra è stata passiva e condizionata dai nervi proprio dopo essere riuscita a rimettere in piedi la situazione nella precedente trasferta di Genova. Negli ultimi mesi la gestione tecnica ha rinnegato i suoi storici capisaldi, mostrando una difesa estremamente fragile, l'incapacità di gestire il punteggio a favore, una cronica imprecisione tecnica e un profondo caos tattico, elementi che hanno trasformato l'annata in una grande illusione e che ora aprono le porte a un imminente e probabile ribaltone societario.

CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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Rimane secondo me
Allegri comunque è questo non è uno che costruisce non è Conte
E' bravo a gestire se prende una Rosa già ben strutturata.
 

Lineker10

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Come riporta Mediaset, si va verso l'esonero di Massimiliano Allegri. Ma ancora non è chiaro chi darà la comunicazione, visto che anche i dirigenti sono tutti a rischio.

GDS in edicola: l'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe essere già giunta al capolinema dopo nemmeno un anno dal suo ritorno ufficiale, avvenuto il 30 maggio dello scorso anno. La proprietà rossonera si appresta a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore, con un divorzio che appare ormai altamente probabile a causa del clamoroso fallimento legato alla mancata qualificazione in Champions League. Lo stesso allenatore toscano si è detto dispiaciuto, arrabbiato e sorpreso da questo epilogo, dichiarando che per quanto riguarda le sue possibili dimissioni sarà necessaria una valutazione lucida dell'intera annata. La stagione 2026 si chiude così in modo tragico e senza scuse, come testimoniato dal comportamento della squadra che ha abbandonato il terreno di gioco di San Siro a testa bassa e in totale silenzio, senza rivolgere un saluto né agli spettatori né alla Curva Sud, che pure l'aveva sostenuta per l'intera partita. La prestazione offerta in campo è stata lo specchio di questo crollo: a eccezione di un guizzo iniziale di Saelemaekers, il Milan ha messo in mostra una prova priva di anima, coraggio e idee. Allegri viene indicato come il principale responsabile di questo fallimento sportivo poiché, pur avendo definito "tragico" l'andamento del 2026 alla vigilia dell'incontro, non ha saputo dare una svolta nel momento decisivo, palesando la guida di una squadra da tempo priva di gioco, di gol e, ultimamente, anche di determinazione. Il tecnico sembra aver perso il polso della situazione, come dimostrato dall'atteggiamento fin troppo sereno, rilassato e incline alle battute mostrato nella conferenza stampa di presentazione della partita, sintomo di una sicurezza quasi assoluta di poter centrare l'obiettivo Champions. Al contrario, il Milan è andato incontro all'ennesima caduta, la terza consecutiva in casa contro avversarie sulla carta meno motivate, uscendo di strada a un passo dal traguardo dopo essere stato in zona Champions per l'intera stagione; a nulla sono serviti il ritiro punitivo o la vicinanza della dirigenza. Allegri ha parzialmente ammesso le colpe sottolineando che perdere cinque partite in casa certifica come la posizione finale sia meritata, spiegando che la squadra si è sciolta dopo il vantaggio difendendo male, pur aggiungendo di non voler rimproverare nulla ai giocatori che hanno fatto il possibile. I numeri stagionali restano impietosi e confermano la legittimità dell'esclusione dall'Europa che conta: il Milan ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro sfide casalinghe e ha subito ben sei sconfitte nelle dieci partite disputate a partire dal derby. Questo scenario ha scatenato la dura reazione della curva, che ha apostrofato i tesserati con i termini di "indegni" e "buffoni". Al fischio finale del match, terminato con una sconfitta interna per 2-1 che chiude la stagione esattamente con lo stesso risultato con cui era iniziata, Allegri si è infilato di corsa negli spogliatoi rimanendovi a lungo prima di presentarsi ai microfoni dopo un'ora. Nelle sue dichiarazioni conclusive il mister ha ribadito la propria responsabilità per non aver saputo spiegare un crollo così evidente, ammettendo che la squadra è stata passiva e condizionata dai nervi proprio dopo essere riuscita a rimettere in piedi la situazione nella precedente trasferta di Genova. Negli ultimi mesi la gestione tecnica ha rinnegato i suoi storici capisaldi, mostrando una difesa estremamente fragile, l'incapacità di gestire il punteggio a favore, una cronica imprecisione tecnica e un profondo caos tattico, elementi che hanno trasformato l'annata in una grande illusione e che ora aprono le porte a un imminente e probabile ribaltone societario.

CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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Comunque è pazzesco come la stampa amica stia cercando di salvare Allegri dopo una stagione del genere.

Dicono che "rischia" l'esonero... pazzesco.
 
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Solo Conte può parzialmente risollevare questa squadra, a parte nomi improbabili che non verrebbero mai.
Quantomeno Conte ti garantisce un paio d'anni di lavoro, un boost consistente in termini di risultati e un lavoro discreto nella valorizzazione del (poco) materiale a disposizione.

Non penso ci sia altra strada.

Altri progetti alla Italiano richiedono tempo.
 

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CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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Clarenzio

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Solo Conte può parzialmente risollevare questa squadra, a parte nomi improbabili che non verrebbero mai.
Quantomeno Conte ti garantisce un paio d'anni di lavoro, un boost consistente in termini di risultati e un lavoro discreto nella valorizzazione del (poco) materiale a disposizione.

Non penso ci sia altra strada.

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Conte è la stessa minestra, con la differenza che fa spendere 100 milioni alle società (impossibile) e distrugge ancora più l'ambiente.

La rivoluzione va fatta in alto.
 
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CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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Purtroppo siamo avvelenati tre volte: quello piu grave e tossico è la dirigenza (nell'ordine di gravità, il duo Furlani-Moncada seguiti da Cardinale-Ibrahimovic), poi c'è il problema dell'allenatore (che per quanto gestore è secondo me il peggior allenatore d'europa a livello di proposta di """gioco""", che devasta gli ambienti e deprime i giocatori, soprattutto se tecnici e offensivi) e in seguito il problema delle palesi mele marce in campo e fuori (per dirne qualcuna: Tomori, Porcus Cheek, Gimenez, Leao...).

Il lato positivo? Sicuramente per forza di cose avverrà un grosso repulisti.
Cardinale purtroppo resta dov'è a meno di miracoli, ma (e sono consapevole essere una posizione minoritaria) di tutti è quello che probabilmente fa meno danni al clima squadra, perchè è totalmente fuori dal giro e gli frega zero.
Quelli che devono sparire senza se e senza ma sono Furlani e Moncada, perchè sono quelli da cui deriva il 80-90% della tossicità che ammorba il Milan.
Gli altri due responsabili, Ibra e Scaroni, sono purtroppo più coperti, l'uno da essere socio elliott, l'altro da essere il referente stadio (che a questo punto speriamo salti in aria, unica possibilità che si levi dalle palle l'attuale proprietà di ridicoli).
Ma credo che Ibra verrà comunque messo da parte, vista la figura che ha fatto con le chiamate ai giocatori, e Scaroni non lo fanno parlare più (deo gratia!)

Capitolo allenatore: ben venga che Allegri sparisca. Io non ho minimamente l'acredine contro di lui che avevo 12 anni fa dopo la rullata col Sassuolo. Max è un allenatore ormai superato dalla storia, che però sono certo a questo giro davvero ha dato tutto, e soprattutto è stato tra i pochissimi a cercare di fare il bene del milan provando a schermare la squadra dai disastri dirigenziali a Milanello (bello tra l'altro che stiamo uscendo nomi e cognomi a riguardo).
Il problema è che ormai è proprio cotto e nel 2026 non puoi più dire vaccate del calibro di "il calcio è semplice" e "gli schemi non servono".
A questo punto, visto che la pochezza tecnica disarmante è presente anche in campo e non solo fuori (e su questo aprirò un topic a parte), serve fare un reset completo e accettare piuttosto un paio d'anni davvero di navigazione da 6-8 posto (non diverso da oggi!), ma dove almeno si prova a costurire qualcosa in campo e con giocatori giovani, perchè è chiaro che il ciclo 2019 si è ormai concluso del tutto e molti giocatori hanno tradito le aspettative e non sono più giovani.
Per guidare un nuovo progetto, serve passare da una dirigenza quantomeno degna (non servono fenomeni), e qualunque cosa rispetto a Furlani e il suo approccio che non posso definire perchè mi prendo una denuncia, ma vi lascio immaginare cosa intendo, e la sua corte dei miracoli.
E in panchina serve un allenatore che sappia crescere giocatori giovani e costruire un'idea di gioco finalmente moderna ed europea, sul modello di quanto ha fatto il Como o per tanti anni hanno fatto prima Guidolin all'Udinese e poi Gasperini all'Atalanta.
E questo si può fare anche senza montagne di soldi, se si hanno volontà e competenze.
Capisco la suggestione Conte, ma sono fortemente convinto che si scontrerebbe con gli stessi problemi di Allegri oggi.

Sono fiducioso? Assolutamente no, perchè non mi fido della proprietà e li odio visceralmente.
Ma al contempo, sono a tal punto consapevole dei danni devastanti fatti dal duo Furlani-Moncada e accoliti, che davvero credo che un nuovo corso dirigenziale possa fare MIRACOLI per il clima intorno alla squadra, perchè peggio di così non si può fare.
 

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