Milan: Allegri verso l'esonero, ma...

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E' da cacciare, anche se a dire il vero avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni ieri sera.

C'è qualcuno che si terrebbe Allegri ?
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Lineker10

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Come riporta Mediaset, si va verso l'esonero di Massimiliano Allegri. Ma ancora non è chiaro chi darà la comunicazione, visto che anche i dirigenti sono tutti a rischio.

News precedenti

Sky: ora c'è il rischio che la rivoluzione possa coinvolgere anche Allegri e Tare. C'è stato un incontro con Maignan, Rabiot e Gabbia suoi fedelissimi. Può essere stato un saluto.

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L'esonero mi pare il minimo.
Ma l'avrei esonerato a prescindere dopo lo spettacolo indegno di tutto il girone di ritorno.

Più che altro spero che sia la pietra tombale della sua carriera e con lui finisca l'allegrismo che appesta il calcio italiano.
 

J&B

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L'esonero mi pare il minimo.
Ma l'avrei esonerato a prescindere dopo lo spettacolo indegno di tutto il girone di ritorno.

Più che altro spero che sia la pietra tombale della sua carriera e con lui finisca l'allegrismo che appesta il calcio italiano.
Beh, se il risultatismo vuole porsi in contrapposizione al giochismo, almeno porta i risultati, altrimenti sei fuori dai giochi. Mi sembra lapalissiano
Se poi in contemporanea c'è un Como che ottiene gioco è risultati, allora devi andare via per forza.
 

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GDS in edicola: l'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe essere già giunta al capolinema dopo nemmeno un anno dal suo ritorno ufficiale, avvenuto il 30 maggio dello scorso anno. La proprietà rossonera si appresta a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore, con un divorzio che appare ormai altamente probabile a causa del clamoroso fallimento legato alla mancata qualificazione in Champions League. Lo stesso allenatore toscano si è detto dispiaciuto, arrabbiato e sorpreso da questo epilogo, dichiarando che per quanto riguarda le sue possibili dimissioni sarà necessaria una valutazione lucida dell'intera annata. La stagione 2026 si chiude così in modo tragico e senza scuse, come testimoniato dal comportamento della squadra che ha abbandonato il terreno di gioco di San Siro a testa bassa e in totale silenzio, senza rivolgere un saluto né agli spettatori né alla Curva Sud, che pure l'aveva sostenuta per l'intera partita. La prestazione offerta in campo è stata lo specchio di questo crollo: a eccezione di un guizzo iniziale di Saelemaekers, il Milan ha messo in mostra una prova priva di anima, coraggio e idee. Allegri viene indicato come il principale responsabile di questo fallimento sportivo poiché, pur avendo definito "tragico" l'andamento del 2026 alla vigilia dell'incontro, non ha saputo dare una svolta nel momento decisivo, palesando la guida di una squadra da tempo priva di gioco, di gol e, ultimamente, anche di determinazione. Il tecnico sembra aver perso il polso della situazione, come dimostrato dall'atteggiamento fin troppo sereno, rilassato e incline alle battute mostrato nella conferenza stampa di presentazione della partita, sintomo di una sicurezza quasi assoluta di poter centrare l'obiettivo Champions. Al contrario, il Milan è andato incontro all'ennesima caduta, la terza consecutiva in casa contro avversarie sulla carta meno motivate, uscendo di strada a un passo dal traguardo dopo essere stato in zona Champions per l'intera stagione; a nulla sono serviti il ritiro punitivo o la vicinanza della dirigenza. Allegri ha parzialmente ammesso le colpe sottolineando che perdere cinque partite in casa certifica come la posizione finale sia meritata, spiegando che la squadra si è sciolta dopo il vantaggio difendendo male, pur aggiungendo di non voler rimproverare nulla ai giocatori che hanno fatto il possibile. I numeri stagionali restano impietosi e confermano la legittimità dell'esclusione dall'Europa che conta: il Milan ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro sfide casalinghe e ha subito ben sei sconfitte nelle dieci partite disputate a partire dal derby. Questo scenario ha scatenato la dura reazione della curva, che ha apostrofato i tesserati con i termini di "indegni" e "buffoni". Al fischio finale del match, terminato con una sconfitta interna per 2-1 che chiude la stagione esattamente con lo stesso risultato con cui era iniziata, Allegri si è infilato di corsa negli spogliatoi rimanendovi a lungo prima di presentarsi ai microfoni dopo un'ora. Nelle sue dichiarazioni conclusive il mister ha ribadito la propria responsabilità per non aver saputo spiegare un crollo così evidente, ammettendo che la squadra è stata passiva e condizionata dai nervi proprio dopo essere riuscita a rimettere in piedi la situazione nella precedente trasferta di Genova. Negli ultimi mesi la gestione tecnica ha rinnegato i suoi storici capisaldi, mostrando una difesa estremamente fragile, l'incapacità di gestire il punteggio a favore, una cronica imprecisione tecnica e un profondo caos tattico, elementi che hanno trasformato l'annata in una grande illusione e che ora aprono le porte a un imminente e probabile ribaltone societario.
 
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Beh, se il risultatismo vuole porsi in contrapposizione al giochismo, almeno porta i risultati, altrimenti sei fuori dai giochi. Mi sembra lapalissiano
Se poi in contemporanea c'è un Como che ottiene gioco è risultati, allora devi andare via per forza.
Allegri ha fallito l' obbiettivo, va cambiato.

Ma è troppo riduttivo credere che siano stati i dettami tattici la causa.

Ma siamo seri?

Gente come Maignan, Tomori, Rabiot, Leao, Pulisic e compagnia, hanno bisogno di un allenatore per evitare lo scempio degli ultimi 3 mesi? Davvero non si può battere un Cagliari già in vacanza, dove ti giochi la "vita", anche senza un allenatore in panchina?

Non credo a queste cose, ma penso non ci creda nessuno.

Non ci sono davvero parole, uno scempio totale chiuderla cosi.
 

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GDS in edicola: l'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe essere già giunta al capolinema dopo nemmeno un anno dal suo ritorno ufficiale, avvenuto il 30 maggio dello scorso anno. La proprietà rossonera si appresta a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore, con un divorzio che appare ormai altamente probabile a causa del clamoroso fallimento legato alla mancata qualificazione in Champions League. Lo stesso allenatore toscano si è detto dispiaciuto, arrabbiato e sorpreso da questo epilogo, dichiarando che per quanto riguarda le sue possibili dimissioni sarà necessaria una valutazione lucida dell'intera annata. La stagione 2026 si chiude così in modo tragico e senza scuse, come testimoniato dal comportamento della squadra che ha abbandonato il terreno di gioco di San Siro a testa bassa e in totale silenzio, senza rivolgere un saluto né agli spettatori né alla Curva Sud, che pure l'aveva sostenuta per l'intera partita. La prestazione offerta in campo è stata lo specchio di questo crollo: a eccezione di un guizzo iniziale di Saelemaekers, il Milan ha messo in mostra una prova priva di anima, coraggio e idee. Allegri viene indicato come il principale responsabile di questo fallimento sportivo poiché, pur avendo definito "tragico" l'andamento del 2026 alla vigilia dell'incontro, non ha saputo dare una svolta nel momento decisivo, palesando la guida di una squadra da tempo priva di gioco, di gol e, ultimamente, anche di determinazione. Il tecnico sembra aver perso il polso della situazione, come dimostrato dall'atteggiamento fin troppo sereno, rilassato e incline alle battute mostrato nella conferenza stampa di presentazione della partita, sintomo di una sicurezza quasi assoluta di poter centrare l'obiettivo Champions. Al contrario, il Milan è andato incontro all'ennesima caduta, la terza consecutiva in casa contro avversarie sulla carta meno motivate, uscendo di strada a un passo dal traguardo dopo essere stato in zona Champions per l'intera stagione; a nulla sono serviti il ritiro punitivo o la vicinanza della dirigenza. Allegri ha parzialmente ammesso le colpe sottolineando che perdere cinque partite in casa certifica come la posizione finale sia meritata, spiegando che la squadra si è sciolta dopo il vantaggio difendendo male, pur aggiungendo di non voler rimproverare nulla ai giocatori che hanno fatto il possibile. I numeri stagionali restano impietosi e confermano la legittimità dell'esclusione dall'Europa che conta: il Milan ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro sfide casalinghe e ha subito ben sei sconfitte nelle dieci partite disputate a partire dal derby. Questo scenario ha scatenato la dura reazione della curva, che ha apostrofato i tesserati con i termini di "indegni" e "buffoni". Al fischio finale del match, terminato con una sconfitta interna per 2-1 che chiude la stagione esattamente con lo stesso risultato con cui era iniziata, Allegri si è infilato di corsa negli spogliatoi rimanendovi a lungo prima di presentarsi ai microfoni dopo un'ora. Nelle sue dichiarazioni conclusive il mister ha ribadito la propria responsabilità per non aver saputo spiegare un crollo così evidente, ammettendo che la squadra è stata passiva e condizionata dai nervi proprio dopo essere riuscita a rimettere in piedi la situazione nella precedente trasferta di Genova. Negli ultimi mesi la gestione tecnica ha rinnegato i suoi storici capisaldi, mostrando una difesa estremamente fragile, l'incapacità di gestire il punteggio a favore, una cronica imprecisione tecnica e un profondo caos tattico, elementi che hanno trasformato l'annata in una grande illusione e che ora aprono le porte a un imminente e probabile ribaltone societario.

CorSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno
 

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GDS in edicola: l'avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan potrebbe essere già giunta al capolinema dopo nemmeno un anno dal suo ritorno ufficiale, avvenuto il 30 maggio dello scorso anno. La proprietà rossonera si appresta a prendere una decisione definitiva nelle prossime ore, con un divorzio che appare ormai altamente probabile a causa del clamoroso fallimento legato alla mancata qualificazione in Champions League. Lo stesso allenatore toscano si è detto dispiaciuto, arrabbiato e sorpreso da questo epilogo, dichiarando che per quanto riguarda le sue possibili dimissioni sarà necessaria una valutazione lucida dell'intera annata. La stagione 2026 si chiude così in modo tragico e senza scuse, come testimoniato dal comportamento della squadra che ha abbandonato il terreno di gioco di San Siro a testa bassa e in totale silenzio, senza rivolgere un saluto né agli spettatori né alla Curva Sud, che pure l'aveva sostenuta per l'intera partita. La prestazione offerta in campo è stata lo specchio di questo crollo: a eccezione di un guizzo iniziale di Saelemaekers, il Milan ha messo in mostra una prova priva di anima, coraggio e idee. Allegri viene indicato come il principale responsabile di questo fallimento sportivo poiché, pur avendo definito "tragico" l'andamento del 2026 alla vigilia dell'incontro, non ha saputo dare una svolta nel momento decisivo, palesando la guida di una squadra da tempo priva di gioco, di gol e, ultimamente, anche di determinazione. Il tecnico sembra aver perso il polso della situazione, come dimostrato dall'atteggiamento fin troppo sereno, rilassato e incline alle battute mostrato nella conferenza stampa di presentazione della partita, sintomo di una sicurezza quasi assoluta di poter centrare l'obiettivo Champions. Al contrario, il Milan è andato incontro all'ennesima caduta, la terza consecutiva in casa contro avversarie sulla carta meno motivate, uscendo di strada a un passo dal traguardo dopo essere stato in zona Champions per l'intera stagione; a nulla sono serviti il ritiro punitivo o la vicinanza della dirigenza. Allegri ha parzialmente ammesso le colpe sottolineando che perdere cinque partite in casa certifica come la posizione finale sia meritata, spiegando che la squadra si è sciolta dopo il vantaggio difendendo male, pur aggiungendo di non voler rimproverare nulla ai giocatori che hanno fatto il possibile. I numeri stagionali restano impietosi e confermano la legittimità dell'esclusione dall'Europa che conta: il Milan ha raccolto un solo punto nelle ultime quattro sfide casalinghe e ha subito ben sei sconfitte nelle dieci partite disputate a partire dal derby. Questo scenario ha scatenato la dura reazione della curva, che ha apostrofato i tesserati con i termini di "indegni" e "buffoni". Al fischio finale del match, terminato con una sconfitta interna per 2-1 che chiude la stagione esattamente con lo stesso risultato con cui era iniziata, Allegri si è infilato di corsa negli spogliatoi rimanendovi a lungo prima di presentarsi ai microfoni dopo un'ora. Nelle sue dichiarazioni conclusive il mister ha ribadito la propria responsabilità per non aver saputo spiegare un crollo così evidente, ammettendo che la squadra è stata passiva e condizionata dai nervi proprio dopo essere riuscita a rimettere in piedi la situazione nella precedente trasferta di Genova. Negli ultimi mesi la gestione tecnica ha rinnegato i suoi storici capisaldi, mostrando una difesa estremamente fragile, l'incapacità di gestire il punteggio a favore, una cronica imprecisione tecnica e un profondo caos tattico, elementi che hanno trasformato l'annata in una grande illusione e che ora aprono le porte a un imminente e probabile ribaltone societario.

CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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Sky: ora c'è il rischio che la rivoluzione possa coinvolgere anche Allegri e Tare. C'è stato un incontro con Maignan, Rabiot e Gabbia suoi fedelissimi. Può essere stato un saluto.

Leggete e quotate dal primo
 

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CoSera: in questo clima di totale incertezza anche la posizione di Massimiliano Allegri è fortemente a rischio: l'allenatore non ha centrato l'obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e, sebbene il suo contratto scada nel 2027, la mancata qualificazione alla massima competizione europea farà saltare la clausola per il prolungamento automatico di un ulteriore anno

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braungioxe

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Prenderanno il Cuesta della situazione, così con un milione lo accontentano e faranno tipo vedere che puntano al cambiamento...e intanto ci risparmiano qualche milioncino sperando in un miracolo
 

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