Milan: 500 mln spesi per 55 punti di distacco dall'Inter.

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Sotto la gestione RedBird guidata da Gerry Cardinale, il bilancio sportivo del Milan appare decisamente deficitario e segnato da una profonda instabilità strutturale. Nonostante investimenti massicci, per 500 mln, che hanno portato all'acquisto di ben 36 giocatori in quattro stagioni, il club è riuscito a conquistare soltanto una Supercoppa Italiana, palesando un distacco tecnico ed emotivo preoccupante dai rivali dell'Inter, certificato dai 55 punti di differenza accumulati in campionato nel quadriennio. La mancanza di un progetto solido è testimoniata dal continuo avvicendamento di figure chiave, con quattro allenatori alternatisi in panchina — da Pioli a Fonseca e Conceicao, fino all'approdo di Allegri — e una rivoluzione dirigenziale che ha visto l'allontanamento di bandiere come Paolo Maldini e l'uscita di scena di direttori sportivi come Massara e D'Ottavio. Il mercato, pur oneroso, non ha garantito la continuità sperata: si è passati dal primo anno caratterizzato dal flop di De Ketelaere (37,5 milioni) alla ristrutturazione totale del 2023/2024 con gli arrivi di Reijnders, Pulisic, Loftus-Cheek e Chukwueze, fino agli investimenti più recenti su profili come Gimenez, Fofana e Morata. L'ultima sessione ha toccato vertici di spesa mai visti con gli acquisti di Nkunku e Jashari per oltre 70 milioni complessivi, affiancati da rinforzi come Ricci ed Estupiñán, nel tentativo disperato di colmare il gap con un'Inter che, al contrario, vanta una stabilità dirigenziale e tecnica invidiabile. In definitiva, la gestione Cardinale sembra improntata a un continuo "cambiare tutto per non cambiare nulla", dove l'ingente esborso economico non riesce a compensare la carenza di visione e di una struttura societaria capace di competere realmente per il vertice. Calciomercato.com

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Mika

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Sotto la gestione RedBird guidata da Gerry Cardinale, il bilancio sportivo del Milan appare decisamente deficitario e segnato da una profonda instabilità strutturale. Nonostante investimenti massicci, per 500 mln, che hanno portato all'acquisto di ben 36 giocatori in quattro stagioni, il club è riuscito a conquistare soltanto una Supercoppa Italiana, palesando un distacco tecnico ed emotivo preoccupante dai rivali dell'Inter, certificato dai 55 punti di differenza accumulati in campionato nel quadriennio. La mancanza di un progetto solido è testimoniata dal continuo avvicendamento di figure chiave, con quattro allenatori alternatisi in panchina — da Pioli a Fonseca e Conceicao, fino all'approdo di Allegri — e una rivoluzione dirigenziale che ha visto l'allontanamento di bandiere come Paolo Maldini e l'uscita di scena di direttori sportivi come Massara e D'Ottavio. Il mercato, pur oneroso, non ha garantito la continuità sperata: si è passati dal primo anno caratterizzato dal flop di De Ketelaere (37,5 milioni) alla ristrutturazione totale del 2023/2024 con gli arrivi di Reijnders, Pulisic, Loftus-Cheek e Chukwueze, fino agli investimenti più recenti su profili come Gimenez, Fofana e Morata. L'ultima sessione ha toccato vertici di spesa mai visti con gli acquisti di Nkunku e Jashari per oltre 70 milioni complessivi, affiancati da rinforzi come Ricci ed Estupiñán, nel tentativo disperato di colmare il gap con un'Inter che, al contrario, vanta una stabilità dirigenziale e tecnica invidiabile. In definitiva, la gestione Cardinale sembra improntata a un continuo "cambiare tutto per non cambiare nulla", dove l'ingente esborso economico non riesce a compensare la carenza di visione e di una struttura societaria capace di competere realmente per il vertice. Calciomercato.com

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Boban (all'inizio) con Maldini e Massara con molto meno hanno vinto lo scudetto e raggiunto una semifinale di CL. Diciamolo, era una bella dirigenza sportiva.
 

kipstar

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io ribadisco una cosa.....si sentenzia che il calcio si può fare sia vincente che sostenibile. Per me è vero.....ma allora devi essere bravo. molto bravo. sennò sono disastri.......
 

7AlePato7

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Sotto la gestione RedBird guidata da Gerry Cardinale, il bilancio sportivo del Milan appare decisamente deficitario e segnato da una profonda instabilità strutturale. Nonostante investimenti massicci, per 500 mln, che hanno portato all'acquisto di ben 36 giocatori in quattro stagioni, il club è riuscito a conquistare soltanto una Supercoppa Italiana, palesando un distacco tecnico ed emotivo preoccupante dai rivali dell'Inter, certificato dai 55 punti di differenza accumulati in campionato nel quadriennio. La mancanza di un progetto solido è testimoniata dal continuo avvicendamento di figure chiave, con quattro allenatori alternatisi in panchina — da Pioli a Fonseca e Conceicao, fino all'approdo di Allegri — e una rivoluzione dirigenziale che ha visto l'allontanamento di bandiere come Paolo Maldini e l'uscita di scena di direttori sportivi come Massara e D'Ottavio. Il mercato, pur oneroso, non ha garantito la continuità sperata: si è passati dal primo anno caratterizzato dal flop di De Ketelaere (37,5 milioni) alla ristrutturazione totale del 2023/2024 con gli arrivi di Reijnders, Pulisic, Loftus-Cheek e Chukwueze, fino agli investimenti più recenti su profili come Gimenez, Fofana e Morata. L'ultima sessione ha toccato vertici di spesa mai visti con gli acquisti di Nkunku e Jashari per oltre 70 milioni complessivi, affiancati da rinforzi come Ricci ed Estupiñán, nel tentativo disperato di colmare il gap con un'Inter che, al contrario, vanta una stabilità dirigenziale e tecnica invidiabile. In definitiva, la gestione Cardinale sembra improntata a un continuo "cambiare tutto per non cambiare nulla", dove l'ingente esborso economico non riesce a compensare la carenza di visione e di una struttura societaria capace di competere realmente per il vertice. Calciomercato.com

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Qui purtroppo è certificata la grande incompetenza della dirigenza. Andare dal tuo DS e dire "Non prendere Lewa, non prendere Goretzka, non prendere esperti" poi significa questo. Se vuoi le prime scelte dei talenti giovani devi essere pronto a sborsare cifre notevoli. I nostri invece hanno creato un cortocircuito: non vogliono giocatori di una certa età perché non futuribili, ma non vogliono investire cifre ingenti su talenti veri. Il risultato è che così vedi gli altri alzare i trofei.
 
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Sotto la gestione RedBird guidata da Gerry Cardinale, il bilancio sportivo del Milan appare decisamente deficitario e segnato da una profonda instabilità strutturale. Nonostante investimenti massicci, per 500 mln, che hanno portato all'acquisto di ben 36 giocatori in quattro stagioni, il club è riuscito a conquistare soltanto una Supercoppa Italiana, palesando un distacco tecnico ed emotivo preoccupante dai rivali dell'Inter, certificato dai 55 punti di differenza accumulati in campionato nel quadriennio. La mancanza di un progetto solido è testimoniata dal continuo avvicendamento di figure chiave, con quattro allenatori alternatisi in panchina — da Pioli a Fonseca e Conceicao, fino all'approdo di Allegri — e una rivoluzione dirigenziale che ha visto l'allontanamento di bandiere come Paolo Maldini e l'uscita di scena di direttori sportivi come Massara e D'Ottavio. Il mercato, pur oneroso, non ha garantito la continuità sperata: si è passati dal primo anno caratterizzato dal flop di De Ketelaere (37,5 milioni) alla ristrutturazione totale del 2023/2024 con gli arrivi di Reijnders, Pulisic, Loftus-Cheek e Chukwueze, fino agli investimenti più recenti su profili come Gimenez, Fofana e Morata. L'ultima sessione ha toccato vertici di spesa mai visti con gli acquisti di Nkunku e Jashari per oltre 70 milioni complessivi, affiancati da rinforzi come Ricci ed Estupiñán, nel tentativo disperato di colmare il gap con un'Inter che, al contrario, vanta una stabilità dirigenziale e tecnica invidiabile. In definitiva, la gestione Cardinale sembra improntata a un continuo "cambiare tutto per non cambiare nulla", dove l'ingente esborso economico non riesce a compensare la carenza di visione e di una struttura societaria capace di competere realmente per il vertice. Calciomercato.com

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Minkia, che mostri.
Guarda che facce.

Fanno calcio e non sanno un cazzzo di calcio.
 
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io ribadisco una cosa.....si sentenzia che il calcio si può fare sia vincente che sostenibile. Per me è vero.....ma allora devi essere bravo. molto bravo. sennò sono disastri.......
questo è il punto.

Il fatto di avere dei paletti sta diventando a suo modo un alibi per tutti, ma non è e non deve essere così. L'Inter purtroppo è sempre lì a ricordarcelo....
 
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