Mattarella:"La scuola per l'integrazione, non per i ghetti".

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Il solito Mattarella, questa volta da Amatrice:"La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale“.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. ‘È aperta a tutti’, così dispone l’articolo 34 della Costituzione”

La violenza si manifesta in molte forme, prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti


E ancora: “Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento. In questo senso più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

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Il solito Mattarella, questa volta da Amatrice:"La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale“.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. ‘È aperta a tutti’, così dispone l’articolo 34 della Costituzione”

La violenza si manifesta in molte forme, prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti


E ancora: “Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento. In questo senso più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

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Il Presidente della Repubblica non può fare il controcanto al governo, non essendo organo di indirizzo politico. Tocca ribadirlo per l'ennesima volta. La Costituzione, dalle parti del PD, è ad efficacia variabile: scelgono i pezzi migliori come dal macellaio, il resto lo scartano.
 

bmb

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Il solito Mattarella, questa volta da Amatrice:"La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale“.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. ‘È aperta a tutti’, così dispone l’articolo 34 della Costituzione”

La violenza si manifesta in molte forme, prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti


E ancora: “Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento. In questo senso più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

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Vienici tu a fare lezione (a fare?) in classi dove la metà dicono solo qifsha ropt, l'altra metà dorme, 4 spacciano e 7 parlano solo arabo. Vienici tu, pezzente.
 

Ramza Beoulve

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Il modo migliore per non far formare ghetti è piantarla di fare venire qui gentaglia con una "cultura" (chiamiamole così le barbare usanze islamiche) totalmente incompatibile con la nostra...

Poi si lamentano se - chi può - manda i figli in una scuola privata invece che in una classe pubblica piena di feccia nordafricana...
 

Ringhio8

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Il solito Mattarella, questa volta da Amatrice:"La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale“.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. ‘È aperta a tutti’, così dispone l’articolo 34 della Costituzione”

La violenza si manifesta in molte forme, prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti


E ancora: “Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento. In questo senso più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

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Il giorno che timetteranno il cappotto di legno sarà festa grande
 

malos

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Il solito Mattarella, questa volta da Amatrice:"La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale“.

“La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. ‘È aperta a tutti’, così dispone l’articolo 34 della Costituzione”

La violenza si manifesta in molte forme, prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti


E ancora: “Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate. Sono intollerabili gli episodi di violenza e sopraffazione ai danni di ragazze e sono inaccettabili anche quelle forme più ovattate di oppressione nei loro confronti, quelle pretese miserabili di supremazia e di impossessamento. In questo senso più che un codice di comportamento la scuola deve aiutare a riconoscere un’etica condivisa. Gli insegnanti non devono, quindi, essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili. Con un impegno rinnovato per sconfiggere la dispersione scolastica”.

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Perchè i presidenti sono quasi sempre di sinustra? Siamo circondati da questi personaggi per non parlare dei giudici....è tutto in mano loro chiunque governi.
 
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Vienici tu a fare lezione (a fare?) in classi dove la metà dicono solo qifsha ropt, l'altra metà dorme, 4 spacciano e 7 parlano solo arabo. Vienici tu, pezzente.
Questo è il solito che pontifica senza essere mai sceso in campo; un po’ come alcuni psicologi, i cui interventi non fanno altro che rovinare le scuole.
 

Marilson

Milano vende moda
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questa proposta del tetto al 30% nelle classi e' un gigantesco equivoco ed e' incredibile che venga da un partito di governo di destra. Il vero problema sono i presidi e chi compone le classi all'inizio di un ciclo. Se in una scuola si presentano 60 bambini di per la prima elementare e metti 40 italiani in due classi e 20 stranieri tutti assieme in un'altra, questo a casa mia si chiama apartheid. Quei bambini non impareranno mai l'Italiano, una lingua che non possono imparare dai loro genitori semplicemente perche non sono madrelingua. Stessa cosa come gli italiani in inghilterra, i figli degli italiani imparano l'inglese a scuola, mica a casa dai genitori
 

vicky3464

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Confesso che a leggervi talvolta rimango sorpreso. Qualcuno propone di eliminare i ghetti semplicemente svuotandoli, e sostiene che sia ora di smetterla di fare entrare nel nostro paese gentaglia con una cultura differente, ma non capisco se si riferisca ai soli musulmni, che rappresentano il 30% degli immigrati, o anche a quel 53% di cristiani e al restante 27% di altre religioni o atei. Nel post successivo leggo l'augurio al Presidente Mattarella, il quale augurio non mi sembra esattamente un esempio illuminato dei nostri valori (qualunque cosa questo significhi vista l'eterogeneita' del nostro sentire). O almeno io non mi ci riconosco in affermazioni cosi'....forti, e continuo a sperare che anche la maggioranza sia in disaccordo.
 
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