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Dopo Scaroni, ecco Marotta. Che come sempre parla anche di Milan:"Su Malagò c’è stato un ampio consenso, a testimonianza del suo valore. Le riforme sono necessarie, ma lo erano anche prima. Il futuro deve essere sostenibile. La maggior parte delle società italiane ha una proprietà straniera e credo sia un bene. La dimostrazione di ciò sono Milan e Inter, due società salvate da proprietà straniere. Le nostre proprietà esprimono perplessità sul sistema sportivo italiano. C’è un problema di strutture e infrastrutture. Gli stranieri ci guardano con un senso di responsabilità maggiore. La politica è fondamentale perché deve accompagnarci in questa missione che a volte supera le zone di nostra competenza. Dal punto di vista normativo non possiamo fare nulla. Oggi siamo in una situazione di emergenza, il patrimonio calcistico è in crisi così come la Lega Serie A. L’Italia ha una percentuale di fallimenti altissima nelle leghe minore, non c’è sostenibilità. Credo che il campionato a 18 squadre possa funzionare, soprattutto se consideriamo anche l’infoltimento dei calendari. Avere 20 squadre è sinonimo di intasamenti nel calendario. Oggi se un match viene annullato per cause di forza maggiore non c’è nemmeno uno slot per poterlo recuperare”.
"La nostra volontà è quella di far tornare il calcio italiano in auge. Se Malagò accetterà la nostra candidatura, penso che le nostre proposte possano essere accolte. Alla Lega Serie A interessa ovviamente della nazionale, restare nuovamente fuori dai Mondiale ha rappresentato un grande danno economico. Oggi per un club italiano è molto più conveniente comprare uno straniero, piuttosto che un italiano. Dobbiamo lavorare su questo problema per favorire la crescita dei nostri talenti. Non vorremmo rinunciare agli Europei per l’inadeguatezza degli stadi, sarebbe un grosso peccato”.
"La nostra volontà è quella di far tornare il calcio italiano in auge. Se Malagò accetterà la nostra candidatura, penso che le nostre proposte possano essere accolte. Alla Lega Serie A interessa ovviamente della nazionale, restare nuovamente fuori dai Mondiale ha rappresentato un grande danno economico. Oggi per un club italiano è molto più conveniente comprare uno straniero, piuttosto che un italiano. Dobbiamo lavorare su questo problema per favorire la crescita dei nostri talenti. Non vorremmo rinunciare agli Europei per l’inadeguatezza degli stadi, sarebbe un grosso peccato”.