Maldini:"Lo scudetto, Cardinale, stadio CDK e Botman Oioli Massara, la CL, il budget il futuro...".

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Paolo Maldini al Festival dello Sport di Trento. Il dirigente rossonero si racconta

"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"

"Il derby decisivo dell'anno scorso e Giroud? Giroud è un campione. Punto e basta. Gioca in nazionale. Professionista esemplare. Lavora duro è umile e uomo squadra. Nei momenti difficili viene fuori il campione. Ha iniziato bene poi il Covid lo ha limitato poi è venuto fuori. I ragazzi sapevano che quel derby era l'occasione. Abbiamo cercato di trasmettere questa cosa. Se arriva il momento per vincere, devi sfruttarlo. Noi ci abbiamo creduto"

"Giroud a 1 mln e senza bonus al Chelsea (non raggiunto il numero di presenze NDR)

"Massara? La coppia nasce da un trio. Quando Leao decide di andare via mi trovo da solo e per restare chiedo di poter costituire il gruppo dirigenziale. Chiamo il miio grande amico Boban e ci serviva un DS. Ho ricevuto tantissime telefonate che parlavano bene di Ricky. Non lo conoscevo, parlandoci abbiamo ricordati i nostri trascorsi, ci siamo incontrati più volte sul campo. Ho fatto il colloqui mi è piaciuto tanto e siamo partiti. Ricky ha la mia età, una visione diversa. E' un grandissimo conoscitore di calcio e lavoratore. Adesso siamo paraticamente una coppia di fatto. Viviamo in simbiosi".

"Cosa ci ha diviso? Kjaer a me piaceva ma non lo conoscevo bene. Massara ha insistito molto e spinto tanto".

"Il messaggio a Singer a Natale dicendogli che avremmo vinto lo scudetto? Abbiamo iniziato a mettere in giro questa idea di andare a vincere. Con Zaccheroni uguale. Iniziammo a dire dai che ci arriviamo. Io sono molto realista ma sono un grande sognatore. Questo è alla base di tante vittorie. Riuscire ad arrivare al sogno massimo. Non ero sicuro di vincere ma sapevo che c'era la possibilità. So che squadra vale".

"Era Natale e non avevamo budget. Poi un piccolo budget è venuto fuori dopo che le altre si sono rafforzate ma io dissi adesso non lo voglio. Siamo forti così"

"Kalulu? Avevano solo due centrali, lui e Gabbia, a causa degli infortuni. Sono stati fondamentali. La cosa bella dello scudetto è che sono stati tutti protagonisti. E' stato protagonista Tata, mio figlio Daniel col gol a Spezia. Nessuno è rimasto ai margini. Pioli fantastico nella conduzione".

"Cardinale mi conosceva? Nel dubbio gli ho raccontato la mia storia. Chi viene da lontano è abituato a sport diversi. Gli ho raccontato la mia origine, la mia vita e il progetto. Jerry ha energia, vuole fare e ascolt
a. L'ideale che viene trasmessa è una sorta di continuità con Elliott. Il club è stato risanato e ora dovrebbe risalire verso obiettivi più grandi".

"Non andremo mai oltre i limiti economici. Se avremo ricavi investiremo. Il calcio italiano va ristrutturato. La differenza col calcio inglese insostenibile. La ventesima della Premier ha un budget molto superiore al nostro. Noi abbiamo storia e idee. Il limite sicuro è quello dei ricavi e degli investimenti".

"Pronto per le notti da CL? La voglia c'è. Noi dobbiamo essere ambiziosi. La storia parla per noi. Non è un discorso da fare solo per Milan ma per il calcio in generale. I nostri diritti valgono troppo poco"

"CDK? Il mercato è dinamico. Prima abbiamo provato a prendere Botman, e magari poi avremmo virato su altri giocatori nel ruolo di CDK. In questo punto della nostra storia noi non vogliamo giocatori medi ma di grandissiama prospettiva e CDK è uno di questi. E' un 2001 c'è bisogno di tempo. So che i tifosi non aspettano ma noi dobbiamo aspettare. Platini ebbe difficoltà per sei mesi poi vinse tutto. Dobbiamo aspettare questi ragazzi. Un 2001 non può essere pronto subito. Abbiamo ben chiare quali sono le strade per portare i nostri giovani a crescere. Non puoi vincere sempre tutte le scommesse ma su CDK abbiamo pochissimi dubbi".

"Pioli? Ho giocato con lui in U21 e lo conoscevo. Non sapevo che avesse questa carica sul campo che è contagiosa. E' incredibile. Lui riesce a trasmettere ogni giorni qualcosa di eccezionale. Condivide i nostri progetti e strategie. Non prende alibi. Lui è così. Questo lo ha fatto crescere come uomo e allenatore. Ha fatto crescere anche noi. E' un leader nato. Normal one? Essere normali oggi è già una grandissima cosa. Oggi la normalità è eccezionalità. Ci diciamo le cose, discutiamo, litighiamo. E' un sanguigno Stefano. Finalmente ha trovato un ambiente per far vedere chi è veramente"

"Pioli ci diceva che molti ragazzi arrivati non li conosceva. Condividiamo l'idea e fa vedere i profili ai collaboratori. Botman e Tomori ad esempio sono diversi. Nella nostra idea c'era bisogno di uno e poi dell'altro. Poi magari non si riesce ad arrivare a quell'obiettivo e si cambia strategia"

"DI cosa abbiamo bisogno a gennaio e giugno? Siamo attenti ma vediamo come va questa stagione. Quello che pensavano l'anno scorso è stato stravolto complamente".

"Cosa attacca Pioli a Milanello? Statistiche, frasi di avversari. Ogni tanto appende qualcosa per stimolare il gruppo"

"Ibra? Anche lui sa che il recupero è difficile. Ma quando io e Ricky abbiamo fatto la proposta di rinnova abbiamo detto che deve considerarsi calciatore a tutti gli effetti ed essere protagonista. E' partito con quell'idea e vuole tornare a giocare. L'anno scorso era determinante. Delle motivazioni non parlo neanche. Per il futuro deve stare tranquillo e non preoccuparsi. Ha questa ansia di smettere? Penso sia normale. Poi ti rendi conto che col tempo diventa faticoso continuare. Cosa farà in futuro? Farà Zlatan"

"Il derby e la seconda stella? Grande rivalità ma anche grande rispetto. Milano ti insegna a rispettare l'avversario. Ricordo quando Nesta arrivò in ristorante che non conosceva se qualcuno magari era interista. Gli dissi che qui non funzionava così e c'è rispetto. Poi è normale: la partita più sentita è proprio il derby. I dirigenti devono avere un equilibrio diverso"

"Lo stadio del Milan deve essere con l'Inter o da solo? La convivenza è andata bene in questi anni. Ci siamo divisi trofei e stadio. Non è un problema condividere lo stadio. E' uno stadio che è pieno di ricordi. Ma vogliamo vivere ancora di ricordi o creare qualcosa di nuovo per le nuove generazioni. Il Milan non finisce con San Siro ma va avanti. Lo stadio ci rende competitivi altrimenti restiamo a raccontarci le cose che furono. E questo non mi piace molto".

"Galliani? E' milanista ma veramente milanista. Quando ci annullarono il gol con lo Spezia. L'arbitro poi andò ad arbitrare il Monza e disse "Come si è permesso di annullare quel gol al Milan!". Oggi io Galliani abbiamo un rapporto fantastico. Lunga vita a Galliani è un grandissimo dirigente. Dobbiamo tanto a lui"

"Daniel? Dal punto di vista emotivo devi trattenerti cercare di essere consono a quello che è il tuo ruolo ma poi certe emozioni è bello esternarle. Daniel è lì perchè se lo merita. Il suo cognome gli ha creato fastidi. C'è tanta cattiveria in più anche sui social. Non è piacevole. Hanno deciso di fare questa carriera. Sono adulti e maggiorenni".

"Mio padre avrebbe goduto molto nel vedere me e Daniel col Milan campione. Papà manca. Manca anche mamma. Papà negli ultimi anni si è goduto di più i figli e i nipoti. Nel momento dell'evento manca far vedere al nonno e al papà quello che siamo riusciti a raggiungere. Ma viene ricordato così spesso che è una cosa che ho sempre di fianco a me. Anche nei prossimi giorni verrà intitolata una tribunetta a mio papà"

"Berlusconi? Mi ha chiamato ultimamente per consigliarmi un acquisto. Non posso dire chi. Chiama spesso Pioli. La cosa che consiglia più spesso è quella di non giocare col portiere. Ma poi quando Maignan fa quei lanci dice.. . hai visto che avevo ragione. E' contento della strada che sta prendendo il suo vecchio club"

"Maignan tra i primi tra al mondo? Sì, è tutto molto soggettivo. Calcia molto bene col destro e col sinistro. E' il migliore dei nostri centrali a far girare la palla. E' un portiere moderno. E' un pignolo. Ha voglia di arrivare ed è ambizioso. Acquisto molto azzeccato".

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"Parlo quasi più singolarmente ai giocatori che al gruppo squadra. Pioli parla tanto ed è inutile sovrapporsi a lui".

"Campionato e Mondiale? Vogliamo dare vacanza a chi non farà il mondiale e poi rifare la preparazione dal 4 gennaio. Abbiamo deciso di spezzare il campionato in due"

"Il mercato? Siamo più forti dell'anno scorso. Noi partiamo per vincere. Le responsabilità non devono spaventarci".

Le difficoltà dell'Inter e della Juve? Succede. Grazie a Dio noi siamo andati alla grande. Siamo rivali ma capisco i momenti di difficoltà anche economica. Noi abbiamo intrapreso una strada diversa e ambiziosa. Grazie a Dio abbiamo intrapreso quella strada".

"A parte Leao ho detto altri no a squadre straniere? Sì. Per Theo? Lo hai detto tu... Theo è molto importante. Noi non abbiamo bisogno di cedere. Vorremmo tenere i nostri giocatori"

"Un giocatore che sono al Milan? No, non mi piacciono questi discorsi. Quelli che voglio prendere spero di prenderli".

"Il prossimo sogno? Il bene del Milan. Singer a Sassuolo ci disse che noi attraverso il nostro lavoro possiamo dare felicità e che siamo fortunati. E vedere le persone felici è tanta roba. "

"Adesso mi sento realizzato? E' una cosa che mi ha migliorato e forgiato. Non avevo questa necessità ma è un'opportunità che è arrivata e l'ho presa. All'inizio era tutto nuovo. C'è bisogno di qualcuno che ti indichi la via, come Leo".

"Federer? In pochi mi hanno ispirato come lui. Quando l'ho visto dal vivo, lui faceva i complimenti a me. Gli dissi che per il suo rovescio avrei dato due CL. E lui mi disse che non era il suo colpo migliore..."
 
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Paolo Maldini al Festival dello Sport di Trento. Il dirigente rossonero si racconta

"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

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"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"




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"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"

"Il derby decisivo dell'anno scorso e Giroud? Giroud è un campione. Punto e basta. Gioca in nazionale. Professionista esemplare. Lavora duro è umile e uomo squadra. Nei momenti difficili viene fuori il campione. Ha iniziato bene poi il Covid lo ha limitato poi è venuto fuori. I ragazzi sapevano che quel derby era l'occasione. Abbiamo cercato di trasmettere questa cosa. Se arriva il momento per vincere, devi sfruttarlo. Noi ci abbiamo creduto"

"Giroud a 1 mln e senza bonus al Chelsea (non raggiunto il numero di presenze NDR)

"Massara? La coppia nasce da un trio. Quando Leao decide di andare via mi trovo da solo e per restare chiedo di poter costituire il gruppo dirigenziale. Chiamo il miio grande amico Boban e ci serviva un DS. Ho ricevuto tantissime telefonate che parlavano bene di Ricky. Non lo conoscevo, parlandoci abbiamo ricordati i nostri trascorsi, ci siamo incontrati più volte sul campo. Ho fatto il colloqui mi è piaciuto tanto e siamo partiti. Ricky ha la mia età, una visione diversa. E' un grandissimo conoscitore di calcio e lavoratore. Adesso siamo paraticamente una coppia di fatto. Viviamo in simbiosi".

"Cosa ci ha diviso? Kjaer a me piaceva ma non lo conoscevo bene. Massara ha insistito molto e spinto tanto".




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"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei
confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"

"Il derby decisivo dell'anno scorso e Giroud? Giroud è un campione. Punto e basta. Gioca in nazionale. Professionista esemplare. Lavora duro è umile e uomo squadra. Nei momenti difficili viene fuori il campione. Ha iniziato bene poi il Covid lo ha limitato poi è venuto fuori. I ragazzi sapevano che quel derby era l'occasione. Abbiamo cercato di trasmettere questa cosa. Se arriva il momento per vincere, devi sfruttarlo. Noi ci abbiamo creduto"

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Ha usato il termine garante. Ora saranno c… amari per lui :fuma:
 

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"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"

"Il derby decisivo dell'anno scorso e Giroud? Giroud è un campione. Punto e basta. Gioca in nazionale. Professionista esemplare. Lavora duro è umile e uomo squadra. Nei momenti difficili viene fuori il campione. Ha iniziato bene poi il Covid lo ha limitato poi è venuto fuori. I ragazzi sapevano che quel derby era l'occasione. Abbiamo cercato di trasmettere questa cosa. Se arriva il momento per vincere, devi sfruttarlo. Noi ci abbiamo creduto"

"Giroud a 1 mln e senza bonus al Chelsea (non raggiunto il numero di presenze NDR)

"Massara? La coppia nasce da un trio. Quando Leao decide di andare via mi trovo da solo e per restare chiedo di poter costituire il gruppo dirigenziale. Chiamo il miio grande amico Boban e ci serviva un DS. Ho ricevuto tantissime telefonate che parlavano bene di Ricky. Non lo conoscevo, parlandoci abbiamo ricordati i nostri trascorsi, ci siamo incontrati più volte sul campo. Ho fatto il colloqui mi è piaciuto tanto e siamo partiti. Ricky ha la mia età, una visione diversa. E' un grandissimo conoscitore di calcio e lavoratore. Adesso siamo paraticamente una coppia di fatto. Viviamo in simbiosi".

"Cosa ci ha diviso? Kjaer a me piaceva ma non lo conoscevo bene. Massara ha insistito molto e spinto tanto".

"Il messaggio a Singer a Natale dicendogli che avremmo vinto lo scudetto? Abbiamo iniziato a mettere in giro questa idea di andare a vincere. Con Zaccheroni uguale. Iniziammo a dire dai che ci arriviamo. Io sono molto realista ma sono un grande sognatore. Questo è alla base di tante vittorie. Riuscire ad arrivare al sogno massimo. Non ero sicuro di vincere ma sapevo che c'era la possibilità. So che squadra vale".

"Era Natale e non avevamo budget. Poi un piccolo budget è venuto fuori dopo che le altre si sono rafforzate ma io dissi adesso non lo voglio. Siamo forti così"

"Kalulu? Avevano solo due centrali, lui e Gabbia, a causa degli infortuni. Sono stati fondamentali. La cosa bella dello scudetto è che sono stati tutti protagonisti. E' stato protagonista Tata, mio figlio Daniel col gol a Spezia. Nessuno è rimasto ai margini. Pioli fantastico nella conduzione".

"Cardinale mi conosceva? Nel dubbio gli ho raccontato la mia storia. Chi viene da lontano è abituato a sport diversi. Gli ho raccontato la mia origine, la mia vita e il progetto. Jerry ha energia, vuole fare e ascolta. L'ideale che viene trasmessa è una sorta di continuità con Elliott. Il club è stato risanato e ora dovrebbe risalire verso obiettivi più grandi".

"Non andremo mai oltre i limiti economici. Se avremo ricavi investiremo. Il calcio italiano va ristrutturato. La differenza col calcio inglese insostenibile. La ventesima della Premier ha un budget molto superiore al nostro. Noi abbiamo storia e idee. Il limite sicuro è quello dei ricavi e degli investimenti".

"Pronto per le notti da CL? La voglia c'è. Noi dobbiamo essere ambiziosi. La storia parla per noi. Non è un discorso da fare solo per Milan ma per il calcio in generale. I nostri diritti valgono troppo poco"




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"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"

"Il derby decisivo dell'anno scorso e Giroud? Giroud è un campione. Punto e basta. Gioca in nazionale. Professionista esemplare. Lavora duro è umile e uomo squadra. Nei momenti difficili viene fuori il campione. Ha iniziato bene poi il Covid lo ha limitato poi è venuto fuori. I ragazzi sapevano che quel derby era l'occasione. Abbiamo cercato di trasmettere questa cosa. Se arriva il momento per vincere, devi sfruttarlo. Noi ci abbiamo creduto"

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"Massara? La coppia nasce da un trio. Quando Leao decide di andare via mi trovo da solo e per restare chiedo di poter costituire il gruppo dirigenziale. Chiamo il miio grande amico Boban e ci serviva un DS. Ho ricevuto tantissime telefonate che parlavano bene di Ricky. Non lo conoscevo, parlandoci abbiamo ricordati i nostri trascorsi, ci siamo incontrati più volte sul campo. Ho fatto il colloqui mi è piaciuto tanto e siamo partiti. Ricky ha la mia età, una visione diversa. E' un grandissimo conoscitore di calcio e lavoratore. Adesso siamo paraticamente una coppia di fatto. Viviamo in simbiosi".

"Cosa ci ha diviso? Kjaer a me piaceva ma non lo conoscevo bene. Massara ha insistito molto e spinto tanto".

"Il messaggio a Singer a Natale dicendogli che avremmo vinto lo scudetto? Abbiamo iniziato a mettere in giro questa idea di andare a vincere. Con Zaccheroni uguale. Iniziammo a dire dai che ci arriviamo. Io sono molto realista ma sono un grande sognatore. Questo è alla base di tante vittorie. Riuscire ad arrivare al sogno massimo. Non ero sicuro di vincere ma sapevo che c'era la possibilità. So che squadra vale".

"Era Natale e non avevamo budget. Poi un piccolo budget è venuto fuori dopo che le altre si sono rafforzate ma io dissi adesso non lo voglio. Siamo forti così"

"Kalulu? Avevano solo due centrali, lui e Gabbia, a causa degli infortuni. Sono stati fondamentali. La cosa bella dello scudetto è che sono stati tutti protagonisti. E' stato protagonista Tata, mio figlio Daniel col gol a Spezia. Nessuno è rimasto ai margini. Pioli fantastico nella conduzione".

"Cardinale mi conosceva? Nel dubbio gli ho raccontato la mia storia. Chi viene da lontano è abituato a sport diversi. Gli ho raccontato la mia origine, la mia vita e il progetto. Jerry ha energia, vuole fare e ascolt
a. L'ideale che viene trasmessa è una sorta di continuità con Elliott. Il club è stato risanato e ora dovrebbe risalire verso obiettivi più grandi".

"Non andremo mai oltre i limiti economici. Se avremo ricavi investiremo. Il calcio italiano va ristrutturato. La differenza col calcio inglese insostenibile. La ventesima della Premier ha un budget molto superiore al nostro. Noi abbiamo storia e idee. Il limite sicuro è quello dei ricavi e degli investimenti".

"Pronto per le notti da CL? La voglia c'è. Noi dobbiamo essere ambiziosi. La storia parla per noi. Non è un discorso da fare solo per Milan ma per il calcio in generale. I nostri diritti valgono troppo poco"

"CDK? Il mercato è dinamico. Prima abbiamo provato a prendere Botman, e magari poi avremmo virato su altri giocatori nel ruolo di CDK. In questo punto della nostra storia noi non vogliamo giocatori medi ma di grandissiama prospettiva e CDK è uno di questi. E' un 2001 c'è bisogno di tempo. So che i tifosi non aspettano ma noi dobbiamo aspettare. Platini ebbe difficoltà per sei mesi poi vinse tutto. Dobbiamo aspettare questi ragazzi. Un 2001 non può essere pronto subito. Abbiamo ben chiare quali sono le strade per portare i nostri giovani a crescere. Non puoi vincere sempre tutte le scommesse ma su CDK abbiamo pochissimi dubbi".

"Pioli? Ho giocato con lui in U21 e lo conoscevo. Non sapevo che avesse questa carica sul campo che è contagiosa. E' incredibile. Lui riesce a trasmettere ogni giorni qualcosa di eccezionale. Condivide i nostri progetti e strategie. Non prende alibi. Lui è così. Questo lo ha fatto crescere come uomo e allenatore. Ha fatto crescere anche noi. E' un leader nato. Normal one? Essere normali oggi è già una grandissima cosa. Oggi la normalità è eccezionalità. Ci diciamo le cose, discutiamo, litighiamo. E' un sanguigno Stefano. Finalmente ha trovato un ambiente per far vedere chi è veramente"

"Pioli ci diceva che molti ragazzi arrivati non li conosceva. Condividiamo l'idea e fa vedere i profili ai collaboratori. Botman e Tomori ad esempio sono diversi. Nella nostra idea c'era bisogno di uno e poi dell'altro. Poi magari non si riesce ad arrivare a quell'obiettivo e si cambia strategia"

"DI cosa abbiamo bisogno a gennaio e giugno? Siamo attenti ma vediamo come va questa stagione. Quello che pensavano l'anno scorso è stato stravolto complamente".




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Paolo Maldini al Festival dello Sport di Trento. Il dirigente rossonero si racconta

"La vittoria del primo scudetto da dirigente? Molto importante e molto diverso. Non giocando non scarichi quell'adrenalina che accumuli. E' un lavoro completamente diverso. Quando sono venuto qui il primo anno dovevo ancora capire. Ho fatto una discreta esperienza. Quel momento lì è un sigillo. Tre anni bellissimi un progetto che mi ha dato grandi soddisfazioni e anche al club".

"I flash? La mia firma col Milan da dirigente. I momenti di difficoltà. Leo mi ha insegnato tanto. Il mio inserimento in questo tipo di lavoro. La giornata dell'ultima partita col Sassuolo e la festa in Piazza Duolo"

"Io avvantaggiato nelle trattative perchè sono Maldini? Parto con questo vantaggio. Ma il vantaggio è anche essere legato a questo club che ha una storia che non ha neanche raccontata e che si presenta da sola. Queste due cose fanno sì che quando un calciatore viene chiamato da uno che ha fatto la storia è più facile credere alle cose dette che poi devono rispondere alla realtà".

"Io mio primo approccio con Theo? Il primo acquisto reale è stato Krunic col quale avevamo già l'accordo un anno prima. Theo il primo che ho fatto da solo. Ho cercato di usare le parole che avrei usato con mio figlio. L'età è quella. Con i calciatori sento questo rapporto padre figlio. Conosco le difficoltà. Ci sono momenti bellissimi ma anche momenti delicati. Cerco di dare supporto a questi ragazzi e calciatori"

"Io mi sento un pò garante per il progetto nei confronti dei tifosi. Io ho le radici da quando mio papà è venuto qui negli anni '50 da quando a 10 anni sono andato a fare il provino a Linate da quando ho portato i miei figli. Io so quanto ho sofferto per arrivare a certi risultati. La volontà oggi è quella di dare supporto ai miei calciatori. Se qualcuno lo avesse fatto con me sarei stato ancora meglio ai miei tempi"

"Il derby decisivo dell'anno scorso e Giroud? Giroud è un campione. Punto e basta. Gioca in nazionale. Professionista esemplare. Lavora duro è umile e uomo squadra. Nei momenti difficili viene fuori il campione. Ha iniziato bene poi il Covid lo ha limitato poi è venuto fuori. I ragazzi sapevano che quel derby era l'occasione. Abbiamo cercato di trasmettere questa cosa. Se arriva il momento per vincere, devi sfruttarlo. Noi ci abbiamo creduto"

"Giroud a 1 mln e senza bonus al Chelsea (non raggiunto il numero di presenze NDR)

"Massara? La coppia nasce da un trio. Quando Leao decide di andare via mi trovo da solo e per restare chiedo di poter costituire il gruppo dirigenziale. Chiamo il miio grande amico Boban e ci serviva un DS. Ho ricevuto tantissime telefonate che parlavano bene di Ricky. Non lo conoscevo, parlandoci abbiamo ricordati i nostri trascorsi, ci siamo incontrati più volte sul campo. Ho fatto il colloqui mi è piaciuto tanto e siamo partiti. Ricky ha la mia età, una visione diversa. E' un grandissimo conoscitore di calcio e lavoratore. Adesso siamo paraticamente una coppia di fatto. Viviamo in simbiosi".

"Cosa ci ha diviso? Kjaer a me piaceva ma non lo conoscevo bene. Massara ha insistito molto e spinto tanto".

"Il messaggio a Singer a Natale dicendogli che avremmo vinto lo scudetto? Abbiamo iniziato a mettere in giro questa idea di andare a vincere. Con Zaccheroni uguale. Iniziammo a dire dai che ci arriviamo. Io sono molto realista ma sono un grande sognatore. Questo è alla base di tante vittorie. Riuscire ad arrivare al sogno massimo. Non ero sicuro di vincere ma sapevo che c'era la possibilità. So che squadra vale".

"Era Natale e non avevamo budget. Poi un piccolo budget è venuto fuori dopo che le altre si sono rafforzate ma io dissi adesso non lo voglio. Siamo forti così"

"Kalulu? Avevano solo due centrali, lui e Gabbia, a causa degli infortuni. Sono stati fondamentali. La cosa bella dello scudetto è che sono stati tutti protagonisti. E' stato protagonista Tata, mio figlio Daniel col gol a Spezia. Nessuno è rimasto ai margini. Pioli fantastico nella conduzione".

"Cardinale mi conosceva? Nel dubbio gli ho raccontato la mia storia. Chi viene da lontano è abituato a sport diversi. Gli ho raccontato la mia origine, la mia vita e il progetto. Jerry ha energia, vuole fare e ascolt
a. L'ideale che viene trasmessa è una sorta di continuità con Elliott. Il club è stato risanato e ora dovrebbe risalire verso obiettivi più grandi".

"Non andremo mai oltre i limiti economici. Se avremo ricavi investiremo. Il calcio italiano va ristrutturato. La differenza col calcio inglese insostenibile. La ventesima della Premier ha un budget molto superiore al nostro. Noi abbiamo storia e idee. Il limite sicuro è quello dei ricavi e degli investimenti".

"Pronto per le notti da CL? La voglia c'è. Noi dobbiamo essere ambiziosi. La storia parla per noi. Non è un discorso da fare solo per Milan ma per il calcio in generale. I nostri diritti valgono troppo poco"

"CDK? Il mercato è dinamico. Prima abbiamo provato a prendere Botman, e magari poi avremmo virato su altri giocatori nel ruolo di CDK. In questo punto della nostra storia noi non vogliamo giocatori medi ma di grandissiama prospettiva e CDK è uno di questi. E' un 2001 c'è bisogno di tempo. So che i tifosi non aspettano ma noi dobbiamo aspettare. Platini ebbe difficoltà per sei mesi poi vinse tutto. Dobbiamo aspettare questi ragazzi. Un 2001 non può essere pronto subito. Abbiamo ben chiare quali sono le strade per portare i nostri giovani a crescere. Non puoi vincere sempre tutte le scommesse ma su CDK abbiamo pochissimi dubbi".

"Pioli? Ho giocato con lui in U21 e lo conoscevo. Non sapevo che avesse questa carica sul campo che è contagiosa. E' incredibile. Lui riesce a trasmettere ogni giorni qualcosa di eccezionale. Condivide i nostri progetti e strategie. Non prende alibi. Lui è così. Questo lo ha fatto crescere come uomo e allenatore. Ha fatto crescere anche noi. E' un leader nato. Normal one? Essere normali oggi è già una grandissima cosa. Oggi la normalità è eccezionalità. Ci diciamo le cose, discutiamo, litighiamo. E' un sanguigno Stefano. Finalmente ha trovato un ambiente per far vedere chi è veramente"

"Pioli ci diceva che molti ragazzi arrivati non li conosceva. Condividiamo l'idea e fa vedere i profili ai collaboratori. Botman e Tomori ad esempio sono diversi. Nella nostra idea c'era bisogno di uno e poi dell'altro. Poi magari non si riesce ad arrivare a quell'obiettivo e si cambia strategia"

"DI cosa abbiamo bisogno a gennaio e giugno? Siamo attenti ma vediamo come va questa stagione. Quello che pensavano l'anno scorso è stato stravolto complamente".

"Cosa attacca Pioli a Milanello? Statistiche, frasi di avversari. Ogni tanto appende qualcosa per stimolare il gruppo"

"Ibra? Anche lui sa che il recupero è difficile. Ma quando io e Ricky abbiamo fatto la proposta di rinnova abbiamo detto che deve considerarsi calciatore a tutti gli effetti ed essere protagonista. E' partito con quell'idea e vuole tornare a giocare. L'anno scorso era determinante. Delle motivazioni non parlo neanche. Per il futuro deve stare tranquillo e non preoccuparsi. Ha questa ansia di smettere? Penso sia normale. Poi ti rendi conto che col tempo diventa faticoso continuare. Cosa farà in futuro? Farà Zlatan"

"Il derby e la seconda stella? Grande rivalità ma anche grande rispetto. Milano ti insegna a rispettare l'avversario. Ricordo quando Nesta arrivò in ristorante che non conosceva se qualcuno magari era interista. Gli dissi che qui non funzionava così e c'è rispetto. Poi è normale: la partita più sentita è proprio il derby. I dirigenti devono avere un equilibrio diverso"

"Lo stadio del Milan deve essere con l'Inter o da solo? La convivenza è andata bene in questi anni. Ci siamo divisi trofei e stadio. Non è un problema condividere lo stadio. E' uno stadio che è pieno di ricordi. Ma vogliamo vivere ancora di ricordi o creare qualcosa di nuovo per le nuove generazioni. Il Milan non finisce con San Siro ma va avanti. Lo stadio ci rende competitivi altrimenti restiamo a raccontarci le cose che furono. E questo non mi piace molto".




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