Leonardo, Simone e Stroppa:"Maldini via dal Milan fa male. Non è più Milan".

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L'ex rossonero Leonardo sul Milan:"Se hai Paolo Maldini al Milan, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo. Non fa male solo a me non vederlo lì, fa male a tutti. Paolo è una figura che debba essere nel mondo del calcio. Io penso che figure così complete - perché lui si è completato nel tempo, ha fatto il dirigente ai massimi livelli, con successo, nella squadra in cui è stato per 30 anni - non ce ne siano nel calcio di oggi. Sono sicuro che Paolo abbia tanto da dare. Oggi esiste una struttura molto politica, molto complessa, molto arcaica, che qualche impedisce pure che questo succeda. Quello di cui c'è bisogno, oltre alle idee e alle competenze e della voglia, è qualcosa che trascini, che faccia credere che ‘questa sia una cosa bella’ da seguire. È difficile trovare una figura che sia capace in modo unanime di passare questa idea. Io vedo in pochi queste caratteristiche e Paolo, forse, è l'unico. Oggi tante squadre non si basano più sul parere di un DS che abbia un peso. Lui fa determinate all'interno di un contesto di lavoro generale, ma c'è una cosa molto influente oggi che sono gli algoritmi. Io non ho nulla contro, ma l'ho sempre visto come un appoggio alla decisione della persona, non qualcosa che dovesse sostituirla”.

Gli fa eco l'ex rossonero Simone:"Ci vorrebbero tante cose. Il Milan non è più il Milan: lo status, la storia, il blasone, tutte componenti che non si sentono più in campo. Questo è da rettificare immediatamente, perché è da un po' di anni che succede con troppi cambi in società, con presidenti e direttori assenti. E poi la squadra dovrebbe avere più giocatori importanti, da Milan, non solo l'attaccante. C'è solo Modric con un certo carisma, con un certo status. Servono una società e una squadra da Milan. Il Como meriterebbe di più la CL? Per la qualità di gioco e per il progetto, sì. Ha investito in maniera equilibrata, ma con un progetto chiaro e comprensibile. Per come stanno portando avanti la loro filosofia, meriterebbero di andare in Champions più di Milan e Juve. Il ritiro la scelta giusta? Il ritiro è sempre una scelta di prevenzione. Se devo portare la squadra in ritiro, la porto in un momento in cui c'è voglia di condividere questi ultimi 180 minuti con la serenità di andare a centrare l'obiettivo. Se, invece, deve essere un ritiro punitivo per responsabilizzare i giocatori a due giornate dalla fine, mi sembrano quelle cose forzate e un po' mediatiche. Lo sa Allegri quello che deve fare. Maldini via? Grandissimo errore non dare continuità al progetto che Paolo aveva cominciato, anche con difficoltà. Il Milan non ha alcuna identità oggi, l'ultimo che è riuscito a dargliela negli ultimi anni è stato Maldini. Rappresenta e incarna il Milan: manca il senso di appartenenza. Il Milan ha vinto sette Coppe dei Campioni e le ha alzate tutte la famiglia Maldini. Anche se fosse incompetente, e non è questo il caso, Maldini lo lascerei lì solo perché è Maldini. Invece gli incompetenti continuano a comandare anche le squadre di calcio, come il Milan. E questo è assurdo".

Stroppa a Radio Rai:"Come si spiega il tracollo del Milan? Non si spiega questo sbandamento. Mi sembra che Allegri abbia fatto una stagione sopra le aspettative con quella rosa a disposizione. Adesso ha avuto dei passi falsi. L'ambiente non è sereno, ieri sera ci sono state contestazioni e questo non giova ai giocatori. Secondo la mia esperienza a Venezia, posso solo dire che il mio riferimento in Italia è Filippo Antonelli. C'è grandissimo attaccamento da parte dei dirigenti, sono stati sempre vicini. Abbiamo 14-16 imprenditori americani, non manca occasione che siano fisicamente a Venezia. Qui la proprietà americana non si discosta più di tanto da quelle italiane".

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kipstar

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semplice : visioni diverse della squadra. idee che non collimano. progettualità diverse.

a me sembra molto semplice il discorso.
 
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L'ex rossonero Leonardo sul Milan:"Se hai Paolo Maldini al Milan, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo. Non fa male solo a me non vederlo lì, fa male a tutti. Paolo è una figura che debba essere nel mondo del calcio. Io penso che figure così complete - perché lui si è completato nel tempo, ha fatto il dirigente ai massimi livelli, con successo, nella squadra in cui è stato per 30 anni - non ce ne siano nel calcio di oggi. Sono sicuro che Paolo abbia tanto da dare. Oggi esiste una struttura molto politica, molto complessa, molto arcaica, che qualche impedisce pure che questo succeda. Quello di cui c'è bisogno, oltre alle idee e alle competenze e della voglia, è qualcosa che trascini, che faccia credere che ‘questa sia una cosa bella’ da seguire. È difficile trovare una figura che sia capace in modo unanime di passare questa idea. Io vedo in pochi queste caratteristiche e Paolo, forse, è l'unico. Oggi tante squadre non si basano più sul parere di un DS che abbia un peso. Lui fa determinate all'interno di un contesto di lavoro generale, ma c'è una cosa molto influente oggi che sono gli algoritmi. Io non ho nulla contro, ma l'ho sempre visto come un appoggio alla decisione della persona, non qualcosa che dovesse sostituirla”.

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Ma non è nemmeno questo il punto.
Qui non si tratta di una scelta sportiva tra un ds e un algoritmo.
Qui si tratta di utilizzare l'algoritmo come mero strumento finanziario e non sportivo.
 

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L'ex rossonero Leonardo sul Milan:"Se hai Paolo Maldini al Milan, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo. Non fa male solo a me non vederlo lì, fa male a tutti. Paolo è una figura che debba essere nel mondo del calcio. Io penso che figure così complete - perché lui si è completato nel tempo, ha fatto il dirigente ai massimi livelli, con successo, nella squadra in cui è stato per 30 anni - non ce ne siano nel calcio di oggi. Sono sicuro che Paolo abbia tanto da dare. Oggi esiste una struttura molto politica, molto complessa, molto arcaica, che qualche impedisce pure che questo succeda. Quello di cui c'è bisogno, oltre alle idee e alle competenze e della voglia, è qualcosa che trascini, che faccia credere che ‘questa sia una cosa bella’ da seguire. È difficile trovare una figura che sia capace in modo unanime di passare questa idea. Io vedo in pochi queste caratteristiche e Paolo, forse, è l'unico. Oggi tante squadre non si basano più sul parere di un DS che abbia un peso. Lui fa determinate all'interno di un contesto di lavoro generale, ma c'è una cosa molto influente oggi che sono gli algoritmi. Io non ho nulla contro, ma l'ho sempre visto come un appoggio alla decisione della persona, non qualcosa che dovesse sostituirla”.

Gli fa eco l'ex rossonero Simone:"Ci vorrebbero tante cose. Il Milan non è più il Milan: lo status, la storia, il blasone, tutte componenti che non si sentono più in campo. Questo è da rettificare immediatamente, perché è da un po' di anni che succede con troppi cambi in società, con presidenti e direttori assenti. E poi la squadra dovrebbe avere più giocatori importanti, da Milan, non solo l'attaccante. C'è solo Modric con un certo carisma, con un certo status. Servono una società e una squadra da Milan. Il Como meriterebbe di più la CL? Per la qualità di gioco e per il progetto, sì. Ha investito in maniera equilibrata, ma con un progetto chiaro e comprensibile. Per come stanno portando avanti la loro filosofia, meriterebbero di andare in Champions più di Milan e Juve. Il ritiro la scelta giusta? Il ritiro è sempre una scelta di prevenzione. Se devo portare la squadra in ritiro, la porto in un momento in cui c'è voglia di condividere questi ultimi 180 minuti con la serenità di andare a centrare l'obiettivo. Se, invece, deve essere un ritiro punitivo per responsabilizzare i giocatori a due giornate dalla fine, mi sembrano quelle cose forzate e un po' mediatiche. Lo sa Allegri quello che deve fare. Maldini via? Grandissimo errore non dare continuità al progetto che Paolo aveva cominciato, anche con difficoltà. Il Milan non ha alcuna identità oggi, l'ultimo che è riuscito a dargliela negli ultimi anni è stato Maldini. Rappresenta e incarna il Milan: manca il senso di appartenenza. Il Milan ha vinto sette Coppe dei Campioni e le ha alzate tutte la famiglia Maldini. Anche se fosse incompetente, e non è questo il caso, Maldini lo lascerei lì solo perché è Maldini. Invece gli incompetenti continuano a comandare anche le squadre di calcio, come il Milan. E questo è assurdo".
ò
 

Andris

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L'ex rossonero Leonardo sul Milan:"Se hai Paolo Maldini al Milan, non so quale algoritmo possa dirmi che sia meglio non averlo. Non fa male solo a me non vederlo lì, fa male a tutti. Paolo è una figura che debba essere nel mondo del calcio. Io penso che figure così complete - perché lui si è completato nel tempo, ha fatto il dirigente ai massimi livelli, con successo, nella squadra in cui è stato per 30 anni - non ce ne siano nel calcio di oggi. Sono sicuro che Paolo abbia tanto da dare. Oggi esiste una struttura molto politica, molto complessa, molto arcaica, che qualche impedisce pure che questo succeda. Quello di cui c'è bisogno, oltre alle idee e alle competenze e della voglia, è qualcosa che trascini, che faccia credere che ‘questa sia una cosa bella’ da seguire. È difficile trovare una figura che sia capace in modo unanime di passare questa idea. Io vedo in pochi queste caratteristiche e Paolo, forse, è l'unico. Oggi tante squadre non si basano più sul parere di un DS che abbia un peso. Lui fa determinate all'interno di un contesto di lavoro generale, ma c'è una cosa molto influente oggi che sono gli algoritmi. Io non ho nulla contro, ma l'ho sempre visto come un appoggio alla decisione della persona, non qualcosa che dovesse sostituirla”.

Gli fa eco l'ex rossonero Simone:"Ci vorrebbero tante cose. Il Milan non è più il Milan: lo status, la storia, il blasone, tutte componenti che non si sentono più in campo. Questo è da rettificare immediatamente, perché è da un po' di anni che succede con troppi cambi in società, con presidenti e direttori assenti. E poi la squadra dovrebbe avere più giocatori importanti, da Milan, non solo l'attaccante. C'è solo Modric con un certo carisma, con un certo status. Servono una società e una squadra da Milan. Il Como meriterebbe di più la CL? Per la qualità di gioco e per il progetto, sì. Ha investito in maniera equilibrata, ma con un progetto chiaro e comprensibile. Per come stanno portando avanti la loro filosofia, meriterebbero di andare in Champions più di Milan e Juve. Il ritiro la scelta giusta? Il ritiro è sempre una scelta di prevenzione. Se devo portare la squadra in ritiro, la porto in un momento in cui c'è voglia di condividere questi ultimi 180 minuti con la serenità di andare a centrare l'obiettivo. Se, invece, deve essere un ritiro punitivo per responsabilizzare i giocatori a due giornate dalla fine, mi sembrano quelle cose forzate e un po' mediatiche. Lo sa Allegri quello che deve fare. Maldini via? Grandissimo errore non dare continuità al progetto che Paolo aveva cominciato, anche con difficoltà. Il Milan non ha alcuna identità oggi, l'ultimo che è riuscito a dargliela negli ultimi anni è stato Maldini. Rappresenta e incarna il Milan: manca il senso di appartenenza. Il Milan ha vinto sette Coppe dei Campioni e le ha alzate tutte la famiglia Maldini. Anche se fosse incompetente, e non è questo il caso, Maldini lo lascerei lì solo perché è Maldini. Invece gli incompetenti continuano a comandare anche le squadre di calcio, come il Milan. E questo è assurdo".

Stroppa a Radio Rai:"Come si spiega il tracollo del Milan? Non si spiega questo sbandamento. Mi sembra che Allegri abbia fatto una stagione sopra le aspettative con quella rosa a disposizione. Adesso ha avuto dei passi falsi. L'ambiente non è sereno, ieri sera ci sono state contestazioni e questo non giova ai giocatori. Secondo la mia esperienza a Venezia, posso solo dire che il mio riferimento in Italia è Filippo Antonelli. C'è grandissimo attaccamento da parte dei dirigenti, sono stati sempre vicini. Abbiamo 14-16 imprenditori americani, non manca occasione che siano fisicamente a Venezia. Qui la proprietà americana non si discosta più di tanto da quelle italiane".
già abbiamo Ibra e Baresi là solo per il passato da giocatore...
 

MauroneRossonero

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Qui si tratta di utilizzare l'algoritmo come mero strumento finanziario e non sportivo.
funzionasse... :ROFLMAO:

Comunque avvicinare Paolo a questa società è un insulto alla sua intelligenza. Paolo tornerebbe solo se un ipotetico Aramco et similia acquistasse il club.

Finchè ci sarà Redbird ( 2028 minimo ) tutto il resto che non sia soldi non conterà per la società. New York Yankees docet... purtroppo.
 
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funzionasse... :ROFLMAO:

Comunque avvicinare Paolo a questa società è un insulto alla sua intelligenza. Paolo tornerebbe solo se un ipotetico Aramco et similia acquistasse il club.

Finchè ci sarà Redbird ( 2028 minimo ) tutto il resto che non sia soldi non conterà per la società. New York Yankees docet... purtroppo.
Esatto non funzionerebbe neanche così infatti. Solo che da noi l'algoritmo non è uno strumento che vuol sostituire la parte sportiva per costruire una squadra, ma è solo uno strumento di aiuto per il bilancio.

È giusto criticare l'algoritmo a prescindere, ma se non si sottolinea qual è il motivo per cui si usa nel Milan, non si centra mai il punto.

E si comunque Maldini non tornerà mai con questi, né tantomeno verra mai cercato da loro.
 
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Ma io poi questo discorso sull'algoritmo non l'ho mai capito.
Non è che noi abbiamo un software eccezionale, proprietario, costruito e perfezionato solo per noi, il cui codice sorgente è sconosciuto, e pertanto possiamo estrarre informazioni e analisi che solo noi possiamo vedere.
L'algoritmo è commerciale, lo stesso che usano altre cento squadre, per quale motivo dovrebbe essere uno strumento vincente in una strategia aziendale? Boh.
 
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Cardinale ha nitidamente ammesso che non concepisce la valutazione calcistica, e come ce lo deve dire?
In aramaico?
Ne consegue che soldi, tanti soldi, in mano a un uomo(ds) per comprare un altro uomo(giocatore) non ce li mette.
Meglio ricorrere a dati analitici che permettono di arrivare a giocatori che costano poco.

Ma se arriva un uomo d'altri (un ds) che offre tanti soldi per un nostro uomo(un giocatore) lo infiocchetta e lo vende.

Di base abbiamo per proprietario uno che non ama il calcio, non lo capisce, non lo concepisce e si sente più furbo e intelligente di noi.
E come volete che vada a finire se non a pputtane?
 

Devil man

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Ma io poi questo discorso sull'algoritmo non l'ho mai capito.
Non è che noi abbiamo un software eccezionale, proprietario, costruito e perfezionato solo per noi, il cui codice sorgente è sconosciuto, e pertanto possiamo estrarre informazioni e analisi che solo noi possiamo vedere.
L'algoritmo è commerciale, lo stesso che usano altre cento squadre, per quale motivo dovrebbe essere uno strumento vincente in una strategia aziendale? Boh.
Cit. Il nostro algoritmo è differente
 
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