Italia: può spuntarla Mancini tra Allegri e Conte.

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CorSera: l'annunciato addio di Antonio Conte al Napoli ha scatenato un vero e proprio terremoto nel valzer delle panchine della Serie A, i cui destini si intrecciano inevitabilmente anche con il futuro della Nazionale italiana a una sola giornata dal termine del campionato. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, desidera trovare un sostituto prima della sua imminente partenza per gli Stati Uniti e la sua prima scelta rimane Maurizio Sarri; tuttavia, il tecnico sessantasettenne sta tentennando, diviso tra la romantica ma stressante proposta del Napoli — che comporterebbe un ridotto potere decisionale sul mercato — e l'offerta dell'Atalanta. I Percassi vogliono infatti rilanciare le ambizioni del club bergamasco dopo un'annata deludente e il loro nuovo manager, Cristiano Giuntoli, ha già contattato Sarri, che nel frattempo deve ancora formalizzare la rescissione contrattuale con la Lazio. Qualora la pista Sarri dovesse sfumare, il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, ha già pronta l'alternativa rappresentata da Massimiliano Allegri, con cui è recentemente andato a cena a Milano; tra l'altro, Allegri aveva già raggiunto un accordo biennale con De Laurentiis lo scorso anno, prima che Conte decidesse di rimanere. Al momento Allegri sta valutando diverse opzioni, dando comunque la precedenza al Milan, al quale è legato da un contratto che prevede il rinnovo automatico per un'ulteriore stagione in caso di qualificazione alla Champions League. La sua permanenza in rossonero resta però legata a precise garanzie che l'allenatore richiederà a Gerry Cardinale a seguito delle recenti e pesanti ingerenze di Zlatan Ibrahimovic: Allegri esige un ridimensionamento del ruolo dello svedese, l'inserimento societario di Adriano Galliani e una campagna acquisti all'altezza della massima competizione europea. Il futuro della panchina milanista dipenderà quindi dal nuovo assetto organizzativo che il dirigente in ascesa Massimo Calvelli sottoporrà a Cardinale, poiché se lo spazio d'azione di Ibrahimovic rimarrà invariato o aumenterà, lo strappo con Allegri diventerà inevitabile. Sullo sfondo, sia per Conte che per Allegri, rimane l'ambiziosa opzione della Nazionale, avendo entrambi avviato contatti con Giovanni Malagò, favorito nella corsa alla presidenza della FIGC; in questa corsa per l'azzurro, però, i due tecnici rischiano di essere superati da Roberto Mancini, ritenuto il profilo ideale in quanto ultimo vincitore di un trofeo con l'Italia nonostante il recente trasferimento in Qatar, mentre resta viva anche l'ipotesi Claudio Ranieri, che era già stato la prima scelta per il post-Spalletti prima di accettare la chiamata della Roma.

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Mancini?

Quello scappato di notte come un ratto per inseguire i petroldollari?

Quel Mancini?

Beh, ci meritiamo l'esclusione anche dal prossimo mondiale...
quello che tra l'altro ha anche già la macchia di una mancata qualificazione al mondiale.

L'Italia di Mancini dell'Europeo era una gran bella Italia, ma non scordiamoci poi che sempre con Mancini non ci siamo qualificati per i mondiali nello spareggio con la Macedonia del nord.

Comunque c'è poco da fare, questo è il calcio che vuole il Paese, questo è il calcio che ci meritiamo.
Mancini, Allegri, Conte... e andiamo avanti (in realtà, indietro) così.
 

Marco T.

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Pero se non si sa chi e il presidente come si sa chi sara il prossimo CT?
 

Lineker10

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CorSera: l'annunciato addio di Antonio Conte al Napoli ha scatenato un vero e proprio terremoto nel valzer delle panchine della Serie A, i cui destini si intrecciano inevitabilmente anche con il futuro della Nazionale italiana a una sola giornata dal termine del campionato. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, desidera trovare un sostituto prima della sua imminente partenza per gli Stati Uniti e la sua prima scelta rimane Maurizio Sarri; tuttavia, il tecnico sessantasettenne sta tentennando, diviso tra la romantica ma stressante proposta del Napoli — che comporterebbe un ridotto potere decisionale sul mercato — e l'offerta dell'Atalanta. I Percassi vogliono infatti rilanciare le ambizioni del club bergamasco dopo un'annata deludente e il loro nuovo manager, Cristiano Giuntoli, ha già contattato Sarri, che nel frattempo deve ancora formalizzare la rescissione contrattuale con la Lazio. Qualora la pista Sarri dovesse sfumare, il direttore sportivo del Napoli, Giovanni Manna, ha già pronta l'alternativa rappresentata da Massimiliano Allegri, con cui è recentemente andato a cena a Milano; tra l'altro, Allegri aveva già raggiunto un accordo biennale con De Laurentiis lo scorso anno, prima che Conte decidesse di rimanere. Al momento Allegri sta valutando diverse opzioni, dando comunque la precedenza al Milan, al quale è legato da un contratto che prevede il rinnovo automatico per un'ulteriore stagione in caso di qualificazione alla Champions League. La sua permanenza in rossonero resta però legata a precise garanzie che l'allenatore richiederà a Gerry Cardinale a seguito delle recenti e pesanti ingerenze di Zlatan Ibrahimovic: Allegri esige un ridimensionamento del ruolo dello svedese, l'inserimento societario di Adriano Galliani e una campagna acquisti all'altezza della massima competizione europea. Il futuro della panchina milanista dipenderà quindi dal nuovo assetto organizzativo che il dirigente in ascesa Massimo Calvelli sottoporrà a Cardinale, poiché se lo spazio d'azione di Ibrahimovic rimarrà invariato o aumenterà, lo strappo con Allegri diventerà inevitabile. Sullo sfondo, sia per Conte che per Allegri, rimane l'ambiziosa opzione della Nazionale, avendo entrambi avviato contatti con Giovanni Malagò, favorito nella corsa alla presidenza della FIGC; in questa corsa per l'azzurro, però, i due tecnici rischiano di essere superati da Roberto Mancini, ritenuto il profilo ideale in quanto ultimo vincitore di un trofeo con l'Italia nonostante il recente trasferimento in Qatar, mentre resta viva anche l'ipotesi Claudio Ranieri, che era già stato la prima scelta per il post-Spalletti prima di accettare la chiamata della Roma.

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Sono curioso di vedere come andrà a finire questa storia.

Malago lo considero un personaggio molto diverso da Gravina, quindi se sarà lui il Presidente mi aspetto una logica diversa da quella degli ultimi anni.
 
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