Italia: Mancini in pole. Allegri resta in corsa.

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Sul CorSport in edicola viene analizzato lo scenario per la panchina della Nazionale italiana di calcio in vista della scelta del prossimo commissario tecnico, una decisione strettamente legata alle imminenti elezioni federali del 22 giugno che vedranno sfidarsi Malagò e Abete. Tra i profili considerati all'inizio di aprile, accanto a quelli di Allegri e Conte per il post-Gattuso, sta riemergendo con forza la candidatura di Roberto Mancini, reduce dal successo in Qatar dove ha vinto lo scudetto con l'Al Sadd. Mancini ha espresso chiaramente il suo legame con l'Italia sventolando il tricolore durante i festeggiamenti, un gesto che evidenzia la sua forte motivazione a cancellare il ricordo del traumatico addio all'azzurro consumatosi nell'estate del 2023, quando si dimise per accettare una ricca offerta dall'Arabia Saudita, una decisione di cui si è poi pubblicamente pentito. Già la scorsa estate, in seguito all'esonero di Spalletti e durante la complicata gestione del doppio incarico di Ranieri, Mancini aveva accarezzato l'idea di un ritorno, ma la dirigenza composta da Gravina e Buffon si era mossa verso Gattuso, mentre l'attuale ct ad interim Baldini è atteso dai test con Lussemburgo e Grecia. Attualmente la corsa alla panchina azzurra sembra essersi ridotta a un duello tra Mancini e Massimiliano Allegri: quest'ultimo, già cercato nel 2018 prima che la scelta ricadesse proprio sull'ex tecnico della Sampdoria, rappresenterebbe l'opzione della concretezza e della capacità di adattamento. Dal canto suo, Mancini, che vanta 834 panchine in carriera, offre il vantaggio di conoscere perfettamente l'ambiente azzurro e le selezioni giovanili, forte del titolo europeo conquistato a Wembley e del record di 37 partite consecutive senza sconfitte. Spinto dal profondo desiderio di riscatto e dalla promessa fatta all'amico Gianluca Vialli di portare l'Italia al Mondiale, Mancini sarebbe disposto ad accettare un ingaggio contenuto, intorno ai due milioni di euro, riprendendo un lavoro interrotto con un gruppo di giocatori che in gran parte ha già selezionato; spetterà quindi al nuovo presidente federale individuare la figura ideale a cui affidare il rilancio del calcio italiano.

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GP7

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Sul CorSport in edicola viene analizzato lo scenario per la panchina della Nazionale italiana di calcio in vista della scelta del prossimo commissario tecnico, una decisione strettamente legata alle imminenti elezioni federali del 22 giugno che vedranno sfidarsi Malagò e Abete. Tra i profili considerati all'inizio di aprile, accanto a quelli di Allegri e Conte per il post-Gattuso, sta riemergendo con forza la candidatura di Roberto Mancini, reduce dal successo in Qatar dove ha vinto lo scudetto con l'Al Sadd. Mancini ha espresso chiaramente il suo legame con l'Italia sventolando il tricolore durante i festeggiamenti, un gesto che evidenzia la sua forte motivazione a cancellare il ricordo del traumatico addio all'azzurro consumatosi nell'estate del 2023, quando si dimise per accettare una ricca offerta dall'Arabia Saudita, una decisione di cui si è poi pubblicamente pentito. Già la scorsa estate, in seguito all'esonero di Spalletti e durante la complicata gestione del doppio incarico di Ranieri, Mancini aveva accarezzato l'idea di un ritorno, ma la dirigenza composta da Gravina e Buffon si era mossa verso Gattuso, mentre l'attuale ct ad interim Baldini è atteso dai test con Lussemburgo e Grecia. Attualmente la corsa alla panchina azzurra sembra essersi ridotta a un duello tra Mancini e Massimiliano Allegri: quest'ultimo, già cercato nel 2018 prima che la scelta ricadesse proprio sull'ex tecnico della Sampdoria, rappresenterebbe l'opzione della concretezza e della capacità di adattamento. Dal canto suo, Mancini, che vanta 834 panchine in carriera, offre il vantaggio di conoscere perfettamente l'ambiente azzurro e le selezioni giovanili, forte del titolo europeo conquistato a Wembley e del record di 37 partite consecutive senza sconfitte. Spinto dal profondo desiderio di riscatto e dalla promessa fatta all'amico Gianluca Vialli di portare l'Italia al Mondiale, Mancini sarebbe disposto ad accettare un ingaggio contenuto, intorno ai due milioni di euro, riprendendo un lavoro interrotto con un gruppo di giocatori che in gran parte ha già selezionato; spetterà quindi al nuovo presidente federale individuare la figura ideale a cui affidare il rilancio del calcio italiano.

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Sempre più rinnovamento.
 

vicky3464

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Devo dire a onor del vero che la sua, per un certo periodo, e' stata una delle migliori nazionali. Allegri non lo vorrei in Nazionale, l'unica alternativa e' Conte, il quale scoppia dopo due anni. Non e' che ci siano tante alternative a Mancini.
 

UDG

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Devo dire a onor del vero che la sua, per un certo periodo, e' stata una delle migliori nazionali. Allegri non lo vorrei in Nazionale, l'unica alternativa e' Conte, il quale scoppia dopo due anni. Non e' che ci siano tante alternative a Mancini.
Inzaghi
 

Andris

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ah la promessa a Vialli...quando tutti si sono tirati indietro ed è dovuto andare Gattuso a due lire, ha preferito i petroldollari mentre ora fa ritorno da salvatore
 

fabri47

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ah la promessa a Vialli...quando tutti si sono tirati indietro ed è dovuto andare Gattuso a due lire, ha preferito i petroldollari mentre ora fa ritorno da salvatore
C'è da dire che se ne andò in contemporanea all'entrata di Buffon ed un anno fa non tornò, perché Buffon mise il veto.

Sicuramente ha subito il fascino dei petroldollari, ma penso sia ormai palese che le "mascotte" Buffon e Bonucci influenzassero il CT e le sue scelte.
 
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