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La GDS analizza la complessa ricerca del nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio, un tema momentaneamente accantonato da Giovanni Malagò per partecipare e vincere con il suo Circolo Aniene la Coppa Canottieri a Roma, al fianco di Roberto Mancini.
La figura in cima ai desideri della Federazione e di Malagò è Pep Guardiola, forte di una straordinaria media carriera di 2,35 punti a partita accumulata tra Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City. Per convincere lo spagnolo, i dirigenti Paolo Maldini e Leonardo si sono recati a Barcellona presentandogli un progetto tecnico a 360 gradi che coinvolgerebbe anche i settori giovanili. Nonostante l'offerta preveda uno staff flessibile per consentirgli di risiedere prevalentemente a Barcellona, la trattativa appare molto complessa: Guardiola ha promesso alla famiglia un periodo di pausa e l'ingaggio richiesto di 20 milioni di euro a stagione è pari al doppio dei 10 milioni garantiti dalla Federazione.
A causa di questa fase di attesa, Malagò ha escluso annunci imminenti durante l'imminente Assemblea di Lega Serie A, dove i club mostrano una preferenza per un eventuale ritorno di Antonio Conte rispetto ad altre opzioni. Qualora dovesse arrivare il rifiuto definitivo di Guardiola, la corsa per la panchina azzurra si riaprirebbe totalmente per tutti i candidati; in tal caso, le posizioni finora ipotizzate per Andrea Pirlo (profilo gradito a Maldini per un progetto a lungo termine, ma accolto con freddezza generale) e Roberto Mancini verrebbero ridiscusse. Lo stesso Mancini ha dichiarato di non aver avuto contatti diretti, pur ammettendo che il ruolo di CT fa gola a molti, mentre Malagò ne ha sottolineato sia le grandi doti mostrate in campo sia il forte legame personale che li unisce.
La figura in cima ai desideri della Federazione e di Malagò è Pep Guardiola, forte di una straordinaria media carriera di 2,35 punti a partita accumulata tra Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City. Per convincere lo spagnolo, i dirigenti Paolo Maldini e Leonardo si sono recati a Barcellona presentandogli un progetto tecnico a 360 gradi che coinvolgerebbe anche i settori giovanili. Nonostante l'offerta preveda uno staff flessibile per consentirgli di risiedere prevalentemente a Barcellona, la trattativa appare molto complessa: Guardiola ha promesso alla famiglia un periodo di pausa e l'ingaggio richiesto di 20 milioni di euro a stagione è pari al doppio dei 10 milioni garantiti dalla Federazione.
A causa di questa fase di attesa, Malagò ha escluso annunci imminenti durante l'imminente Assemblea di Lega Serie A, dove i club mostrano una preferenza per un eventuale ritorno di Antonio Conte rispetto ad altre opzioni. Qualora dovesse arrivare il rifiuto definitivo di Guardiola, la corsa per la panchina azzurra si riaprirebbe totalmente per tutti i candidati; in tal caso, le posizioni finora ipotizzate per Andrea Pirlo (profilo gradito a Maldini per un progetto a lungo termine, ma accolto con freddezza generale) e Roberto Mancini verrebbero ridiscusse. Lo stesso Mancini ha dichiarato di non aver avuto contatti diretti, pur ammettendo che il ruolo di CT fa gola a molti, mentre Malagò ne ha sottolineato sia le grandi doti mostrate in campo sia il forte legame personale che li unisce.