Italia: ecco Maldini DT, con Conte CT.

fabri47

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Ma speriamo, non si può vedere un'icona come Paolo Maldini fuori dal calcio.
Tornerei sicuramente a seguire e tifare per la Nazionale
Sicuramente meglio in Nazionale che vederlo in una squadra o nazionale estera.

Sarebbe stato tristissimo vederlo in Turchia, per esempio.

Inoltre, potrebbe mettere un argine all'interismo dominante attualmente. Certo, non sarà facile, ma bisogna pur ripartire mettendo le persone oneste e preparate nei posti giusti.
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fabri47

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Io non andrei mai a bruciarmi in uno schifo di ambiente come quello della Nazionale.
Sarebbe solo un parafulmine.
Spero non faccia questa follia
Non è che nei club italiani ci sia più trasparenza. Ormai il marciume è ovunque, in particolare nel Milan attuale.

L'occasione è ghiotta e farebbe bene ad accettare. Un ruolo così non lo troverebbe mai nel breve termine.
 
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È comunque meglio di Mancini, non ci sono alternative
mah, non saprei. Sono entrambi della stessa risma.
E Conte in nazionale, aldilà dei sensazionalismi giornaleschi, non ha fatto bene.
Mancini non si è qualificato ai mondiali, ma almeno ha vinto (bene) un europeo. E gioca un calcio un minimo più offensivo del catenaccio di Conte.

uno vale l'altro, secondo me.

Le alternative non ci sono perchè si ha paura ad osare. C'è gente come Guardiola, Klopp, potenzialmente Inzaghi, ma anche allenatori inferiori che propongono un calcio propositivo.

Noi invece puntiamo sempre su gente che ha già allenato la nazionale, che sappiamo come la farà (non) giocare. Conta solo il nome perchè conta solo la facciata. Altro che rivoluzione, cambiamento, novità e tante altre belle parole con cui ci siamo tutti riempiti la bocca il giorno dopo l'eliminazione dal mondiale.
 

Cm Punk

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Maledetto chi l’ha cacciato
Incredibile pensare di fare una cosa così stupida
 
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GDS: il travagliato addio di Paolo Maldini alla Nazionale italiana è avvenuto nel 2002, dopo la dolorosa e controversa eliminazione ai Mondiali in Corea del Sud per mano dell'arbitro Byron Moreno. Quella partita sancì l'ultima delle sue 126 battaglie in azzurro, chiudendo una gloriosa carriera da capitano in cui ha sfiorato il trionfo mondiale nel 1990 e nel 1994, e quello europeo nel 2000. Oggi, l'elezione di Giovanni Malagò ai vertici della Federcalcio ha innescato un effetto domino che potrebbe riportare Maldini in Nazionale, questa volta nell'inedito e delicatissimo ruolo istituzionale di direttore tecnico. Questa figura, mai esistita prima in Italia, richiede immenso carisma, leadership e competenze strategiche, poiché spetterebbe a lui la scelta del nuovo commissario tecnico, previa approvazione del consiglio federale, oltre alla gestione dello spogliatoio. Malagò ha messo l'ex capitano in cima alla sua agenda, compiendo una scelta rivoluzionaria che separa nettamente la politica sportiva dalla gestione tecnica. L'accordo formale è ancora in via di definizione: per Maldini si tratterebbe di un impegno totale di circa due anni e mezzo a Coverciano, una vera e propria missione per risollevare un movimento ferito, valorizzare i giovani e guidare il riscatto dei senatori. Il suo eventuale sì rappresenterebbe la continuazione di una straordinaria dinastia azzurra iniziata con papà Cesare – prima colonna da giocatore, poi storico vice di Bearzot e infine ct a Francia '98 proprio con Paolo capitano – e proseguita oggi con il figlio Daniel. Maldini, che ha già dimostrato le sue straordinarie capacità dirigenziali riportando il Milan in Champions e alla vittoria dello scudetto nel 2022, sta riflettendo intensamente sul da farsi. Accettare questa sfida gli permetterebbe di rimettersi in gioco e di vivere un Mondiale da una posizione apparentemente defilata ma decisiva, riannodando un filo con la Nazionale che si era spezzato bruscamente, dato che all'epoca rifiutò sia una partita di addio sia la convocazione per i Mondiali del 2006, vinti poi a Berlino, per rispetto verso l'allora ct Trapattoni e per non aver ritenuto la propria condizione fisica all'altezza.

Per il ruolo di CT, sale Antonio Conte spinto dalla Serie A. Mancini superato, ma continua a sperare.

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Le figure sportive che servivano a noi le prende la nazionale, mentre il mercato che dovevamo fare noi lo fa l'Inter.
 

Swaitak

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GDS: il travagliato addio di Paolo Maldini alla Nazionale italiana è avvenuto nel 2002, dopo la dolorosa e controversa eliminazione ai Mondiali in Corea del Sud per mano dell'arbitro Byron Moreno. Quella partita sancì l'ultima delle sue 126 battaglie in azzurro, chiudendo una gloriosa carriera da capitano in cui ha sfiorato il trionfo mondiale nel 1990 e nel 1994, e quello europeo nel 2000. Oggi, l'elezione di Giovanni Malagò ai vertici della Federcalcio ha innescato un effetto domino che potrebbe riportare Maldini in Nazionale, questa volta nell'inedito e delicatissimo ruolo istituzionale di direttore tecnico. Questa figura, mai esistita prima in Italia, richiede immenso carisma, leadership e competenze strategiche, poiché spetterebbe a lui la scelta del nuovo commissario tecnico, previa approvazione del consiglio federale, oltre alla gestione dello spogliatoio. Malagò ha messo l'ex capitano in cima alla sua agenda, compiendo una scelta rivoluzionaria che separa nettamente la politica sportiva dalla gestione tecnica. L'accordo formale è ancora in via di definizione: per Maldini si tratterebbe di un impegno totale di circa due anni e mezzo a Coverciano, una vera e propria missione per risollevare un movimento ferito, valorizzare i giovani e guidare il riscatto dei senatori. Il suo eventuale sì rappresenterebbe la continuazione di una straordinaria dinastia azzurra iniziata con papà Cesare – prima colonna da giocatore, poi storico vice di Bearzot e infine ct a Francia '98 proprio con Paolo capitano – e proseguita oggi con il figlio Daniel. Maldini, che ha già dimostrato le sue straordinarie capacità dirigenziali riportando il Milan in Champions e alla vittoria dello scudetto nel 2022, sta riflettendo intensamente sul da farsi. Accettare questa sfida gli permetterebbe di rimettersi in gioco e di vivere un Mondiale da una posizione apparentemente defilata ma decisiva, riannodando un filo con la Nazionale che si era spezzato bruscamente, dato che all'epoca rifiutò sia una partita di addio sia la convocazione per i Mondiali del 2006, vinti poi a Berlino, per rispetto verso l'allora ct Trapattoni e per non aver ritenuto la propria condizione fisica all'altezza.

Per il ruolo di CT, sale Antonio Conte spinto dalla Serie A. Mancini superato, ma continua a sperare.

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Paolo Maldini con una rosa di interisti e nemmeno uno del Milan , i danni che ha combinato cardianale non hanno confini
 

gabri65

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Ma figurati. Appena convoca un milanista (quale ? siamo un cloebbe franzo-nordaffegano) partono subito i berci degli haters.
 
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