Dico la mia sul tema, come qualcuno di voi sa la cosa mi tocca personalmente molto da vicino. Intervento piuttosto lungo, e mi scuso in partenza. In questi giorni ho visto tutto e il contrario di tutto e ci sono moltissime cose che mi stanno infastidendo enormemente. Per esempio, le bandiere is**el1ane in corteo a Londra assieme a quelle monarchie di Pahlavi. Ci si dimentica sempre che sebbene la maggiorparte degli iraniani compattamente vuole la caduta del regime, cio non significa che gli oppositori al regime, dentro al paese o nella diaspora all'estero, siano uniti. Anzi. In questo momento, la maggior parte della visibilita' e' appannaggio dei monarchici che supportano il ritorno di Reza Pahlavi. Suo padre fu cacciato via nel 1979 come sapete, portando in Svizzera e in America pare fino 30 miliardi di dollari dell'epoca (stima del regime, penso piu' realisticamente 1-4 miliardi comunque cifra ENORME). Il tizio ha fatto la bella vita fino adesso, campando di rendita e aizzando ogni tanto i suoi seguaci all'occorrenza. Sua figlia ha spostato un americano eb*r0 filo isr**liano. Egli stesso e' stato in Isr**le e ha incontrato Netan.1au. Moltissimi iraniani di ceto medio-alto avrebbero interessi enormi a rientrare e a partecipare alla "ricostruzione" economica e sociale del paese. Si tratta delle stesse persone che all'epoca prima della rivoluzione si erano arricchite facendo parte della nomenclatura dello shah, che esercitava il suo potere con la polizia segreta della Savak. Tutte le altre opposizioni sono piuttosto deboli, si va da gruppi politicamente a sinistra, liberali, repubblicani democratici oppure tutte le opposizioni legate ai gruppi etnici minoritari (baluchi, azeri, curdi).
Da dove sono nate queste proteste? Principalmente dalla svalutazione della valuta locale, il rial, che al cambio di oggi e' 1.5M per un dollaro. I prezzi sono alle stelle. La svalutazione e' per il 70% dovuta alle sanzioni occidentali e per il 30% all'incompetenza del governo.
Si potrebbe dire, e' colpa nostra quindi? Certamente. Ma non e' soltanto una questione di sanzioni e ingerenza dell'occidente negli affari interni. La cosa piu' importante di tutte e' la liberta' dell'individuo che ad oggi e' assente. Il popolo iraniano ha fortemente voluto e avuto la possibilita' nel 1979 di ripartire dopo un regime, la sfortuna vuole che ad un regime ne e' sopraggiunto un altro, appunto quello islamico.
Questi movimenti di protesta ce la faranno da soli a ribaltare il regime? Vi potreste chiedere.. la risposta e' purtroppo no. Servira' l' "aiutino" da casa, per parafrasare i giochi televisivi tipo il miliardario.
Cosa succedera' nelle prossime due settimane? Libro gia' scritto. In successione:
- Il governo continuera' a uccidere centinaia se non migliaia di manifestanti
- Trump bombardera' oltre una ventina di obiettivi militari e non, causando devastazione anche alle infrastrutture
- Se sara' possibile, ci sara' attacco immediato di retaliation verso base americane nel golfo e isr**le stesso che sta gia' coordinando in questo momento da terra le rivolte stesse nonche' ricerca obiettivi (credo sia gia' praticamente tutto deciso su cosa colpire)
- Solo dopo questo scambio di colpi forse il regime cadra', o deposto internamente da chi sperera' in un salvacondotto, oppure con operazione alla maduro (sempre se Khamenei non riuscira' a scappare a Mosca).
Dal mio punto di vista, infastidisce enormemente l'ingerenza degli isr**l1ani ma purtroppo anche loro devono fare la loro parte se si vuole chiudere una volta per tutte questa storia. Unica speranza e' che muoiano meno persone possibili.