Ibra:"Vogliamo un Milan vincente. Allegri e il Futuro..."

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Ibra alla CBSDovete stare dalla parte giusta di Milano. Sapete, ci sono due parti: quella blu e quella rossa. Noi siamo la parte fashion (ride, ndr). Benvenuti a Milanello!".

A chi si ispirava il piccolo Zlatan quando guardava il Milan?
"Marco van Basten. La cosa simpatica è che quando andai all'Ajax in molti mi paragonavano a lui, quindi già là la pressione era alta. Non ero ancora pronto a reggerla a quel livello, perché ovviamente è un'icona, una leggenda, e in questo club faceva parte del trio degli olandesi, composto da lui, Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui perché ero un attaccante, per il modo in cui giocavo...quindi lui era il mio punto di riferimento quando si parlava di Milan. Ha avuto una carriera breve ma quello che ha fatto rimarrà nella storia".

Sul progetto Milan Futuro
"Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. I giovani, gli allenatori, vogliono vincere. Se voglio vincere, metto dentro un giocatore pronto, togliendo spazio invece a quello che ha del potenziale, col rischio di bloccarne lo sviluppo. Questa cosa al Milan l'abbiamo cambiata. Prima di tutto vogliamo dare ai ragazzi il tempo di gioco, perché quando sei giovane devi giocare. Se non giochi in Milan Futuro, giochi in Primavera, 100%. Se parti in Milan Futuro ma i ritmi sono diversi, ti spostiamo in Primavera, cresci, e ti riportiamo sopra. È come una scala che sali e scendi, con l'obiettivo di crescere, così che quando arrivi in prima squadra è per via dei risultati che hai ottenuto".

Sulla storia e la tradizione del club
"7 Champions League, 19 scudetti, i Palloni d'Oro dei nostri giocatori, tutte le coppe internazionali che abbiamo vinto. I tifosi sono abituati a questo, e se non glielo dai non gli dai il Milan, e dobbiamo darglielo".

Su Massimiliano Allegri
"Ho avuto lui come allenatore. È molto bravo con le relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha vinto già trofei con il Milan, ed era già bravo quando allenava me. Ha carattere, anche perché non era facile quando giocavo io, visto che c'erano altri giocatori con tanto carattere come Seedorf, Casanno. Non avevamo paura di dire le cose, ma Allegri doveva pensare al gruppo, non al singolo. Doveva pensare a fare il meglio per la squadra, ma lo fece benissimo, ed oggi lo sta trasmettendo alla squadra. I giocatori di allora erano diversi rispetto a quelli di oggi. Magari quelli attuali hanno un po' meno di carattere, ed a lui piacerebbe averne".

Com'è adesso il rapporto con Allegri avendo tu un ruolo diverso?
"Lavorare con Allegri è facile, ha esperienza, è stato in grandissimi club. È un vincente, ed essere al Milan non è per tutti. Lui capisce cosa significa essere al Milan, quindi deve solo farlo capire ai giocatori. Tranne Modric. Non devi spiegargli nulla. Abbiamo anche Rabiot che è, secondo me, su un altro livello. In questa squadra noi abbiamo Mike (Maignan, ndr), Nkunku, che è arrivato quest'anno, e Rabiot. Io ho giocato con loro che avevano 17 anni al PSG, ed oggi sono qui al Milan".

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Ibra alla CBSDovete stare dalla parte giusta di Milano. Sapete, ci sono due parti: quella blu e quella rossa. Noi siamo la parte fashion (ride, ndr). Benvenuti a Milanello!".

A chi si ispirava il piccolo Zlatan quando guardava il Milan?
"Marco van Basten. La cosa simpatica è che quando andai all'Ajax in molti mi paragonavano a lui, quindi già là la pressione era alta. Non ero ancora pronto a reggerla a quel livello, perché ovviamente è un'icona, una leggenda, e in questo club faceva parte del trio degli olandesi, composto da lui, Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui perché ero un attaccante, per il modo in cui giocavo...quindi lui era il mio punto di riferimento quando si parlava di Milan. Ha avuto una carriera breve ma quello che ha fatto rimarrà nella storia".

Sul progetto Milan Futuro
"Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. I giovani, gli allenatori, vogliono vincere. Se voglio vincere, metto dentro un giocatore pronto, togliendo spazio invece a quello che ha del potenziale, col rischio di bloccarne lo sviluppo. Questa cosa al Milan l'abbiamo cambiata. Prima di tutto vogliamo dare ai ragazzi il tempo di gioco, perché quando sei giovane devi giocare. Se non giochi in Milan Futuro, giochi in Primavera, 100%. Se parti in Milan Futuro ma i ritmi sono diversi, ti spostiamo in Primavera, cresci, e ti riportiamo sopra. È come una scala che sali e scendi, con l'obiettivo di crescere, così che quando arrivi in prima squadra è per via dei risultati che hai ottenuto".

Sulla storia e la tradizione del club
"7 Champions League, 19 scudetti, i Palloni d'Oro dei nostri giocatori, tutte le coppe internazionali che abbiamo vinto. I tifosi sono abituati a questo, e se non glielo dai non gli dai il Milan, e dobbiamo darglielo".

Su Massimiliano Allegri
"Ho avuto lui come allenatore. È molto bravo con le relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha vinto già trofei con il Milan, ed era già bravo quando allenava me. Ha carattere, anche perché non era facile quando giocavo io, visto che c'erano altri giocatori con tanto carattere come Seedorf, Casanno. Non avevamo paura di dire le cose, ma Allegri doveva pensare al gruppo, non al singolo. Doveva pensare a fare il meglio per la squadra, ma lo fece benissimo, ed oggi lo sta trasmettendo alla squadra. I giocatori di allora erano diversi rispetto a quelli di oggi. Magari quelli attuali hanno un po' meno di carattere, ed a lui piacerebbe averne".

Com'è adesso il rapporto con Allegri avendo tu un ruolo diverso?
"Lavorare con Allegri è facile, ha esperienza, è stato in grandissimi club. È un vincente, ed essere al Milan non è per tutti. Lui capisce cosa significa essere al Milan, quindi deve solo farlo capire ai giocatori. Tranne Modric. Non devi spiegargli nulla. Abbiamo anche Rabiot che è, secondo me, su un altro livello. In questa squadra noi abbiamo Mike (Maignan, ndr), Nkunku, che è arrivato quest'anno, e Rabiot. Io ho giocato con loro che avevano 17 anni al PSG, ed oggi sono qui al Milan".

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Ibra alla CBSDovete stare dalla parte giusta di Milano. Sapete, ci sono due parti: quella blu e quella rossa. Noi siamo la parte fashion (ride, ndr). Benvenuti a Milanello!".

A chi si ispirava il piccolo Zlatan quando guardava il Milan?
"Marco van Basten. La cosa simpatica è che quando andai all'Ajax in molti mi paragonavano a lui, quindi già là la pressione era alta. Non ero ancora pronto a reggerla a quel livello, perché ovviamente è un'icona, una leggenda, e in questo club faceva parte del trio degli olandesi, composto da lui, Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui perché ero un attaccante, per il modo in cui giocavo...quindi lui era il mio punto di riferimento quando si parlava di Milan. Ha avuto una carriera breve ma quello che ha fatto rimarrà nella storia".

Sul progetto Milan Futuro
"Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. I giovani, gli allenatori, vogliono vincere. Se voglio vincere, metto dentro un giocatore pronto, togliendo spazio invece a quello che ha del potenziale, col rischio di bloccarne lo sviluppo. Questa cosa al Milan l'abbiamo cambiata. Prima di tutto vogliamo dare ai ragazzi il tempo di gioco, perché quando sei giovane devi giocare. Se non giochi in Milan Futuro, giochi in Primavera, 100%. Se parti in Milan Futuro ma i ritmi sono diversi, ti spostiamo in Primavera, cresci, e ti riportiamo sopra. È come una scala che sali e scendi, con l'obiettivo di crescere, così che quando arrivi in prima squadra è per via dei risultati che hai ottenuto".

Sulla storia e la tradizione del club
"7 Champions League, 19 scudetti, i Palloni d'Oro dei nostri giocatori, tutte le coppe internazionali che abbiamo vinto. I tifosi sono abituati a questo, e se non glielo dai non gli dai il Milan, e dobbiamo darglielo".

Su Massimiliano Allegri
"Ho avuto lui come allenatore. È molto bravo con le relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha vinto già trofei con il Milan, ed era già bravo quando allenava me. Ha carattere, anche perché non era facile quando giocavo io, visto che c'erano altri giocatori con tanto carattere come Seedorf, Casanno. Non avevamo paura di dire le cose, ma Allegri doveva pensare al gruppo, non al singolo. Doveva pensare a fare il meglio per la squadra, ma lo fece benissimo, ed oggi lo sta trasmettendo alla squadra. I giocatori di allora erano diversi rispetto a quelli di oggi. Magari quelli attuali hanno un po' meno di carattere, ed a lui piacerebbe averne".

Com'è adesso il rapporto con Allegri avendo tu un ruolo diverso?
"Lavorare con Allegri è facile, ha esperienza, è stato in grandissimi club. È un vincente, ed essere al Milan non è per tutti. Lui capisce cosa significa essere al Milan, quindi deve solo farlo capire ai giocatori. Tranne Modric. Non devi spiegargli nulla. Abbiamo anche Rabiot che è, secondo me, su un altro livello. In questa squadra noi abbiamo Mike (Maignan, ndr), Nkunku, che è arrivato quest'anno, e Rabiot. Io ho giocato con loro che avevano 17 anni al PSG, ed oggi sono qui al Milan".

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