Il conflitto in Iran sta causando un pesante rincaro dei costi energetici per le famiglie italiane, con una stima di aggravio complessivo fino a 540 euro annui per bollette e carburanti. Secondo le analisi di Facile.it, che prevede una spesa totale annua per famiglia di 2.829 euro, il costo del gas subirà un incremento di 304 euro e quello dell'energia elettrica di 98 euro rispetto alle previsioni pre-conflitto. Particolarmente critico è l'impatto sui carburanti: dall'inizio delle ostilità il prezzo della benzina è aumentato del 7%, con un costo aggiuntivo annuo stimato in 79 euro, mentre il diesel ha registrato un'impennata del 15%, traducendosi in un rincaro di 140 euro per i privati e di quasi 200 euro per i trasporti su tratte di breve-media distanza.
Le uscite aumentano ma le entrate, cioè lo stipendio, restano le stesse.
Così tutte le migliaia e migliaia di famiglie che sostanzialmente a fine mese andavano in pari adesso andranno in negativo.
E via di tagli, dall'uscita della domenica a, boh, non comprare il salmone, a meno visite mediche private (un fisiatra bravo chiede anche 180 euro per una visita di 30 minuti).
Ma, ehi, tutti in piazza con i gadget color Palestina.
Scendiamo in strada pacificamente per i costi aumentati e io, come tanti altri, saremo lì.