Galliani: "Quando ho venduto Kakà ho pensato di fuggire."

Toby rosso nero

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Ennesima intervista in pochi giorni di Adriano Galliani sul Milan.
Questa volta l'ex-dirigente rossonero si fa intervistare dai microfoni di As:

"Non volevo vendere Kakà. Io ero disperato. Perez mi disse: 'Non sei costretto, fai quello che vuoi'.
Ho pensato di fuggire, di scappare via. Volevo rifugiarmi in Brasile. Lì avrei preso tempo, e poi chissà.
Ma alla fine ho dovuto cedere.
Il mio secondo rimpianto è stato Redondo. Ero innamorato di lui, pensavo di avere fatto il colpo migliore della mia vita. Era un giocatore e un uomo straordinario, voleva tagliare il suo stipendio durante l’infortunio.
Berlusconi dice sempre una cosa: il calcio è come la religione, ci sono misteri gioiosi e dolorosi. In fondo, ecco perché ci piace così tanto."
 

hiei87

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Il problema non sono state tante certe cessioni, che magari erano anche inevitabili. Il problema è stata la totale incapacità di programmazione. Ha sostituito Sheva con Oliveira, non ha neanche provato a rinnovare una rosa palesemente giunta a fine ciclo, dopo la cessione di Kakà si è fatto dare Huntelaar quando il real svendeva Snejder e Robben. Non parlo poi di quanto successo dal 2012 in avanti, perchè è sparare sulla croce rossa, e mi spiace, ma dietro certe operazioni non posso non vedere della malafede...
 

Toby rosso nero

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Io non dimentico.
Ricordo invece una falsa fuga a Rimini, "Ma che Madrid, sono in spiaggia a Rimini!" disse ai giornalisti ridendo e gongolando.
In realtà era già a Madrid, nel primissimo giorno utile di mercato post-campionato, e quando lo inquadrarono in auto mostrò un bel sorriso a denti gialli stampato in volto.
 
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Ennesima intervista in pochi giorni di Adriano Galliani sul Milan.
Questa volta l'ex-dirigente rossonero si fa intervistare dai microfoni di As:

"Non volevo vendere Kakà. Io ero disperato. Perez mi disse: 'Non sei costretto, fai quello che vuoi'.
Ho pensato di fuggire, di scappare via. Volevo rifugiarmi in Brasile. Lì avrei preso tempo, e poi chissà.
Ma alla fine ho dovuto cedere.
Il mio secondo rimpianto è stato Redondo. Ero innamorato di lui, pensavo di avere fatto il colpo migliore della mia vita. Era un giocatore e un uomo straordinario, voleva tagliare il suo stipendio durante l’infortunio.
Berlusconi dice sempre una cosa: il calcio è come la religione, ci sono misteri gioiosi e dolorosi. In fondo, ecco perché ci piace così tanto."

Per questi farabutti ormai il Milan è solo una cosa da declinare al passato.
 
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Ennesima intervista in pochi giorni di Adriano Galliani sul Milan.
Questa volta l'ex-dirigente rossonero si fa intervistare dai microfoni di As:

"Non volevo vendere Kakà. Io ero disperato. Perez mi disse: 'Non sei costretto, fai quello che vuoi'.
Ho pensato di fuggire, di scappare via. Volevo rifugiarmi in Brasile. Lì avrei preso tempo, e poi chissà.
Ma alla fine ho dovuto cedere.
Il mio secondo rimpianto è stato Redondo. Ero innamorato di lui, pensavo di avere fatto il colpo migliore della mia vita. Era un giocatore e un uomo straordinario, voleva tagliare il suo stipendio durante l’infortunio.
Berlusconi dice sempre una cosa: il calcio è come la religione, ci sono misteri gioiosi e dolorosi. In fondo, ecco perché ci piace così tanto."

Qualche tempo fa Galliani disse che non avrebbe mai più parlato di Milan: per una volta, potrebbe mantener fede alla parola data? Ogni volta che lo sento è come un travaso di bile.
 
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Il problema non sono state tante certe cessioni, che magari erano anche inevitabili. Il problema è stata la totale incapacità di programmazione. Ha sostituito Sheva con Oliveira, non ha neanche provato a rinnovare una rosa palesemente giunta a fine ciclo, dopo la cessione di Kakà si è fatto dare Huntelaar quando il real svendeva Snejder e Robben. Non parlo poi di quanto successo dal 2012 in avanti, perchè è sparare sulla croce rossa, e mi spiace, ma dietro certe operazioni non posso non vedere della malafede...

Esatto. A quello che hai detto tu aggiungo anche l’incompetenza: le dichiarazioni seguenti all’acquisto di De Jong sono l’apoteosi dell’assurdo.
 

Djici

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Il problema non sono state tante certe cessioni, che magari erano anche inevitabili. Il problema è stata la totale incapacità di programmazione. Ha sostituito Sheva con Oliveira, non ha neanche provato a rinnovare una rosa palesemente giunta a fine ciclo, dopo la cessione di Kakà si è fatto dare Huntelaar quando il real svendeva Snejder e Robben. Non parlo poi di quanto successo dal 2012 in avanti, perchè è sparare sulla croce rossa, e mi spiace, ma dietro certe operazioni non posso non vedere della malafede...

Concordo.
Il problema principale non è stato cedere Sheva Kaka Thiago e Ibra.
E nemmeno sbagliare qualche acquisto.
Il problema è stato la mancanza di programmazione.
Voleva fare tutto lui. Ha combinato un disastro epocale.
E sopratutto non è riuscito ad aumentare il fatturato quando eravamo al top.
 
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Non togliendo le colpe per una gestione ai limiti del criminale degli ultimi sette/otto anni non dimentico che i due "farabutti e incapaci" ci hanno fatto vincere

2 Coppe Intercontinentali
1 Coppa del Mondo Fifa per Club
5 Champions League
5 Supercoppa UEFA
8 Scudetti
7 Supercoppe italia
1 Coppa Italia

7 Palloni d'oro

Prima a livello di palmeres eravamo alla stregua dell'Inter (2 champions) e senza di loro probabilmente saremmo diventati un Nottingham Forrest.
 

Milanforever26

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Ennesima intervista in pochi giorni di Adriano Galliani sul Milan.
Questa volta l'ex-dirigente rossonero si fa intervistare dai microfoni di As:

"Non volevo vendere Kakà. Io ero disperato. Perez mi disse: 'Non sei costretto, fai quello che vuoi'.
Ho pensato di fuggire, di scappare via. Volevo rifugiarmi in Brasile. Lì avrei preso tempo, e poi chissà.
Ma alla fine ho dovuto cedere.
Il mio secondo rimpianto è stato Redondo. Ero innamorato di lui, pensavo di avere fatto il colpo migliore della mia vita. Era un giocatore e un uomo straordinario, voleva tagliare il suo stipendio durante l’infortunio.
Berlusconi dice sempre una cosa: il calcio è come la religione, ci sono misteri gioiosi e dolorosi. In fondo, ecco perché ci piace così tanto."

Sempre le solite storie trite e ritrite...strano non parli mai degli ultimi 5 anni........
 

hiei87

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Esatto. A quello che hai detto tu aggiungo anche l’incompetenza: le dichiarazioni seguenti all’acquisto di De Jong sono l’apoteosi dell’assurdo.

A livello mediatico era una catastrofe. Ogni dichiarazione suonava come una presa in giro, e vedo che anche adesso le cose non sono cambiate molto.
Poi è chiaro, un po' il tempo mitiga i malumori, un po' i suoi successori non hanno fatto meglio, ed è logico che oggi guardiamo a lui con un pizzico di malinconia e riconoscenza, ma certe cose sono difficili da dimenticare...
 
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