CorSport: la contestazione dei tifosi è destinata a proseguire ben oltre il termine dell'ultima partita, alimentata dalla ferma volontà della piazza di ottenere un radicale cambio nella gestione societaria del Milan. Questa pressione popolare poggia su basi concrete, poiché i vertici del club appaiono tutt'altro che saldi: la posizione di Furlani è infatti considerata seriamente in bilico e lo stesso vale per il direttore sportivo Tare, la cui riconferma è minacciata dalla forte candidatura di Tony D'Amico per il suo ruolo. Questo clima di incertezza e il possibile rimpasto del management mettono in forte dubbio anche il futuro della guida tecnica, rendendo la permanenza di Allegri sulla panchina rossonera per la prossima stagione un'ipotesi tutt'altro che scontata.
Ma a cosa serve un nuovo DS se poi il mercato lo fa sempre la società, e Furlani ha il potere di veto su ogni acquisto che non abbia il profilo giusto e soprattutto il "contratto giusto"? Si deve sperare che questo D'Amico sia un eccezionale scopritore di talenti, come nessun altro in Italia, e peschi sempre giovani campioni pronti ad esplodere.
E anche in questo caso, poiché non è certo costruire una struttura di squadra l'obiettivo della dirigenza, questi presunti giovani campioni saranno valutati nel brevissimo periodo, perché se l'anno successivo avranno mercato e potranno garantire una succosa plusvalenza, saranno venduti.
E' proprio il concetto del moneyball che deve essere distrutto. Questo pare impossibile con l'Uccello Rosso al comando e il suo fido Ragionier Furlani al timone. Non so come tale meccanismo possa essere scardinato.