Edicola: Milan folle. Luce spenta. Tutta colpa di Pioli?

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Quello che scrivi sul Psg è condivisibile.

Però io ho due ipotesi sulla prestazione col Psg:

1. Sussulto d'orgoglio dei giocatori che prima della partita negli spogliatoi hanno tirato fuori le palle, le hanno sbattute sulle panchine per sentire se facevano ancora rumore.

2. Vetrina. Mettersi in mostra nel palcoscenico europeo per essere notati e ricevere le migliori offerte. Non ci tengono alla maglia e se riescono, complice anche il casino che c'è in società, Pioli, ecc, vanno via a fronte di una buona offerta.

L'ultimo punto non sarete d'accordo in molti.

Sulle colpe 50% giocatori è li che deve intervenire l'allenatore. Pioli che ha fatto?
Una gestione scellerata della partita una volta acquisito il doppio vantaggio. A quel punto il Lecce lo aspetti, addormenti la gara e lo punisci in contropiede. Poi i cambi la ciliegina.
E sono errori che fa sistematicamente.

Il discorso Krunic, poi. I DNA di Rade e Stefano sono ormai fusi insieme in una cosa sola
Condivido tutto, punto 1 e 2 e discorso su Lecce. Orgoglio dei giocatori, voglia di mettersi in mostra ed errori tattici di Pioli ieri.
Però per quello secondo me siamo sul 50 e 50 delle colpe Pioli e giocatori. I giocatori hanno dimostrato che seppur allenati da un allenatore quasi allo sbando, possono battere un club come il PSG. Poi le motivazioni tirate fuori durante quella partita sono un altro discorso. Hanno dimostrato di avere le capacità di battere un club come il psg (seppur magari facendo la partita della vita, seppur "aiutati" da un psg che tatticamente vale 0). Non puoi quindi con l'Udinese e il Lecce perdere queste capacità. Semplicemente non le vuoi tirare fuori. Non te ne frega nulla se il Milan con Udinese e Lecce vinca, pareggi o perda. Vai in campo tanto per fare una sgambata.
Ovviamente se in panchina ci fosse una guida tattica e psicologica adeguata, sarebbe più semplice non dover addossare ogni responsabilità di risultato ai calciatori.
Per questo secondo me, è colpa di tutti. Chi per incapacità (allenatore) chi per indolenza (i calciatori).
 

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I quotidiani in edicola sul pareggio tra Lecce e Milan

GDS: Un Milan folle e incomprensibile. Scatta con due gol ma poi subisce la reazione e la rimonta del Lecce. La partita sembrava vinta. Nel finale Pioli rischia di perderla. Gol annullato a Piccoli. Leao out per infortunio e Giroud, nervoso, espulso. Il Lecce meritava la vittoria. La reazione dei salentini è stata commovente. Ora la classifica si complica e gli interrogativi si moltiplicano. Può essere solo colpa di Pioli? E qual è il vero Milan? C'è tanto su cui riflettere.

CorSera: blackout Milan. Il Diavolo è di nuovo al buio. La luce riaccesa giusto martedì scorso contro il Psg nell’illuminata notte di Champions s’è subito spenta. E ora il blackout è di nuovo completo, col Milan che brancola alla ricerca di sé stesso. A Lecce finisce con un pareggio che pesa e vale come una sconfitta. Anche perché la sconfitta sarebbe arrivata davvero, e meritatamente, se l’arbitro Abisso non avesse cancellato il decisivo 3-2 di Piccoli in pieno recupero per un leggero pestone su Thiaw. Un episodio che ha fatto infuriare i 30 mila del Via del Mare, a partire dal presidente dei salentini Sticchi Damiani. Il VAR ha salvato il Milan dal k.o., non dalla figuraccia. Quella resta. E andrà indagata a fondo da Pioli, non esente da colpe: la sostituzione di Calabria con Musah anziché Florenzi è stata un errore, corretto troppo tardi. L’altra certezza è che (non) giocando così, la rimonta scudetto è un miraggio. Stasera l’Inter potrebbe andare a +8: a nemmeno metà novembre, un solco enorme. Avanti 2-0 nel primo tempo con Giroud e Reijnders, nella ripresa i rossoneri hanno avuto la colpa di non chiuderla, perdendo venti metri di campo e consentendo la reazione del Lecce. A colpire è stata soprattutto la completa disconnessione mentale da parte della squadra, come se la partita fosse già finita: il solito limite caratteriale di un gruppo che difetta di personalità. La domanda è inevitabile: basterà Ibrahimovic? Di sicuro il secondo tempo è stato inaccettabile, con Sansone e Banda che nel giro di quattro minuti hanno riacchiappato il risultato. Poi il finale assurdo, con un palo di Sansone e l’espulsione di Giroud per proteste, prima del colpo di scena del gol annullato dalla Var.

CorSport: Milan in crisi. Furore Lecce. Continua la crisi del Milan in campionato. Solo un pareggio a Lcc ma poteva andare molto peggio. I rossoneri tornano dal “Via del Mare” storditi come un pugile all’angolo, in cui nella ripresa ha incassato solamente pugni da un Lecce incontenibile. Solamente il Var ha salvato Stefano Pioli dalla sconfitta quando a fine match ha annullato una rete spettacolare di Piccoli. Un Milan cinico ed efficace nel primo tempo, irriconoscibile e poco lucido nella ripresa. I rossoneri non hanno saputo gestire il doppio vantaggio ed era già successo a Napoli. Un errore che si ripete e che porta il Milan a scivolare in classifica. Per il Diavolo solamente due punti nelle ultime quattro gare di campionato. E nessuno è contento di questa situazione, a partire dall’allenatore stesso che da un mese è sotto bersaglio dei tifosi

Tuttosport in edicola: Che Banda. Milan suonato. il Milan è rimasto a Marassi, 7 ottobre, quando - grazie a un gol comunque contestatissimo segnato da Pulisic - ha vinto l’ultima partita di campionato. Trentacinque giorni dopo - a cavallo delle due soste per la Nazionale - si sono giocate 4 giornate e il bottino raccolto da Stefano Pioli è misero: 2 punti su 12 disponibili. Punti, tra l’altro, arrivati dopo aver subìto una doppia rimonta da 0-2. E se a Napoli ci poteva anche stare, lo stesso non si può dire per quanto accaduto a Lecce. Quando prima il Milan ha avuto la colpa di non aver chiuso la pratica sprecando almeno due occasioni in ripartenza, mentre poi - una volta incassato l’uno-due di Sansone e Banda - si è fatto prendere dalla frenesia e dall’ansia, venendo graziato dal palo di Sansone (con la palla che ha ballato a pochi centimetri dalla linea di porta) per non dire di quanto accaduto al minuto 95, con il 3-2 di Piccoli annullato dal Var per un pestone su Thiaw rilevato dal Var: Abisso era girato e Maignan - che ha preso gol da 35 metri - probabilmente era già sintonizzato sul ritorno a Milano. Episodio grottesco che non è costato la sconfitta a un Milan che, poco prima, aveva perso Giroud, espulso per una parola di troppo ad Abisso, reo di non avergli fischiato una punizione dal limite per un mani di Pongracic.


Musah terzino: perché?
Pioli, altre volte geniale nelle sue intuizioni, ce ne ha messo del suo perché, una volta perso - dopo Leao - pure Calabria, ha pensato bene di piazzare Musah su Banda per contrastarne la fisicità anziché pescare sul sicuro (Florenzi). Scelta che si è rivelata un autogol perché l’americano - evidentemente a disagio nel ruolo - in tre minuti da film horror è stato attore protagonista in negativo su entrambe le reti del Lecce. «Non sono assolutamente soddisfatto. Potevamo chiuderla a inizio secondo tempo, quando abbiamo avuto due occasioni per andare 3-0, invece abbiamo giocato con una frenesia che non ci contraddistingue: Abbiamo gestito troppo poco la palla, abbiamo concesso spazio agli avversari e loro ci hanno punito - la cruda analisi di Pioli - Queste sono situazioni sulle quali dobbiamo lavorare perché ci stanno penalizzando e la classifica sta diventando penalizzante. Dalla partita del Psg ci dovevamo portare le cose positive, l’approccio è stato giusto, da squadra matura, poi non possiamo, viste le nostre qualità, sfilacciarci così tanto perché gli avversari ci fanno gol. Dovevamo rimanere squadra e non l’abbiamo fatto. In più abbiamo preso un gol uguale identico su calcio d’angolo come martedì col Psg. Sono errori che stiamo pagando a caro prezzo». E dire che il rischio poteva essere quello di non approcciare bene la gara, dopo l’impresa contro i francesi. «Invece così non è stato e siamo stati bravi in quello, non può essere un gol subito, in una partita in cui cercavi di comandare, a farti perdere tutto quello che stavi facendo. E anche sul 2-2 avevamo palla noi, c’era un compagno a terra, potevamo buttare la palla per far intervenire i soccorsi e invece abbiamo perso gol. Stiamo commettendo errori di frenesia e lucidità che non ci hanno fatto vincere due partite che potevamo vincere. Essere andati in vantaggio di due gol in quasi due partite consecutive e non essere riusciti a portarle a casa ci dispiace e ci penalizza».
E dire che per trentotto minuti era stata una sinfonia tutta rossonera con il gol di Giroud (alla 100ª col Milan) arrivato grazie all’assist di Okafor che, nell’occasione, aveva messo i panni del Leao; e, soprattutto, grazie al gran gol di Reijnders, favorito dal movimento senza palla sempre di Giroud. L’olandese, poco dopo aver festeggiato la prima rete italiana, ha colpito un palo ma il miracolo di Maignan su Banda avrebbe dovuto far capire al Milan che la partita era tutt’altro che chiusa, come poi si è visto nella ripresa. Ed è finita con la squadra a chiedere scusa sotto la curva: una scena non nuova a latitudini rossonere.
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