- Registrato
- 6 Agosto 2012
- Messaggi
- 262,504
- Reaction score
- 53,575
I quotidiani in edicola sugli esoneri di massa di ieri in casa Milan e sulle linee per il futuro
GDS: la mancata qualificazione in Champions League del Milan ha dato il via a una rivoluzione totale e senza precedenti che azzererà l'intero vertice del club, portando all'addio simultaneo dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, dell'allenatore Massimiliano Allegri, del direttore sportivo Igli Tare e del direttore tecnico Geoffrey Moncada. Dopo una notte insonne, il proprietario di RedBird Gerry Cardinale ha deciso di fare piazza pulita, spinto dalla profonda delusione per un fallimento definito inequivocabile e dalla convinzione che all'interno di Casa Milan e della squadra — con pochissime eccezioni come Luka Modric, Christian Pulisic, Strahinja Pavlovic e Alexis Saelemaekers — sia mancata la giusta passione e che per molti tesserati vincere o perdere non facesse differenza. Finito il suo periodo di apprendimento durato quattro anni, Cardinale prenderà ora il controllo diretto del club per ridisegnare la struttura organizzativa secondo il modello societario del Liverpool, un meccanismo perfetto in cui tutte le componenti lavorano all'unisono e in totale sintonia, l'esatto contrario di quanto accaduto in questa stagione. Il proprietario ha già avviato il lavoro per definire entro una settimana i nuovi profili partendo da due ristrette liste di tre nomi ciascuna per i ruoli di amministratore delegato e allenatore, a cui seguiranno le nomine del direttore tecnico e del ds, privilegiando figure giovani. Viene escluso qualsiasi ritorno dal passato: non rientrerà Paolo Maldini, stimato da Cardinale ma considerato un uomo solo al comando incompatibile con il lavoro di squadra, e non tornerà Adriano Galliani, ritenuto espressione di una visione calcistica ormai superata. L'amministratore delegato uscente, Giorgio Furlani, viene bocciato per non essere riuscito a creare una collaborazione efficace tra i vari settori del club, nonostante le sue indubbie capacità nella gestione dei numeri e dei bilanci. Anche Massimiliano Allegri viene esonerato, una decisione che non era scontata ma che è diventata inevitabile dopo il crollo degli ultimi mesi e il fallimento dell'obiettivo Champions. Alla base della sua bocciatura c'è una netta critica alla sua filosofia difensiva, accusata di far giocare la squadra per non perdere piuttosto che per vincere, e il fallimento della strategia dell'instant team, rivelatasi la via più facile ma errata per ripartire dopo un precedente ottavo posto. Ad Allegri viene rimproverato di non aver valorizzato la rosa, provocando anzi l'involuzione di elementi chiave come Pulisic, di non aver accresciuto il patrimonio tecnico del club e di essere entrato in contrasto con le altre componenti societarie. Il profilo del nuovo allenatore, che con ogni probabilità sarà straniero, dovrà essere l'esatto opposto rispetto ad Allegri, proponendo un calcio moderno, offensivo, veloce e votato all'attacco per far giocare il Milan da Milan, seguendo un modello tattico simile a quello di Cesc Fabregas ed escludendo idee difensive o moduli come il 3-5-2, accostati a profili come Antonio Conte. In questo nuovo organigramma, Zlatan Ibrahimovic manterrà esclusivamente il proprio ruolo attuale di consulente strategico per RedBird senza occupare una specifica casella dirigenziale nel Milan, sebbene le sue idee e i suoi consigli resteranno molto ascoltati da Cardinale, il quale da oggi in poi assumerà in prima persona ogni decisione sul futuro del club.
CorSera: la sconfitta casalinga subita contro il Cagliari nell'ultima giornata di campionato ha sancito un vero e proprio terremoto in casa Milan, costando al club la qualificazione alla prossima Champions League e circa cento milioni di euro di mancati ricavi. Come conseguenza immediata di questo pesante fallimento sportivo, la proprietà RedBird Capital Partners ha emesso un durissimo comunicato ufficiale, firmato direttamente dal patron Gerry Cardinale, annunciando il licenziamento in tronco dell'intera area sportiva: lasciano il club l'amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, l'allenatore Massimiliano Allegri e il direttore tecnico Geoffrey Moncada. Nella nota societaria viene evidenziato come l'obiettivo stagionale fosse chiaramente il ritorno nell'Europa che conta per gettare le basi di una continuità ai vertici della Serie A, un traguardo ampiamente alla portata visto che la squadra era rimasta stabilmente nelle prime due posizioni per gran parte dell'anno, arrivando persino a cullare sogni di scudetto. Tuttavia, la proprietà ha definito il finale di stagione un fallimento inequivocabile, puntando il dito contro un crollo verticale avvenuto negli ultimi due mesi, durante i quali i rossoneri hanno collezionato numeri spaventosi ottenendo una sola vittoria, peraltro striminzita, contro il Verona già retrocesso. Questo repentino declino mentale, atletico e tecnico è iniziato non appena è svanita la corsa scudetto contro un'Inter palesemente superiore; da quel momento il Milan non è più riuscito a ricentrarsi sul secondo obiettivo stagionale, scomparendo dal campo e subendo la dura contestazione dei propri tifosi a San Siro, che hanno chiuso l'annata tra i fischi e i cori di disappunto. Lo stesso Allegri, che alla vigilia della sfida decisiva aveva ammesso che il giudizio sulla stagione sarebbe dipeso interamente dal risultato del campo, vede così terminare la sua avventura con un esonero che pesa anche dal punto di vista economico sulle casse del club, dato che l'intera operazione di epurazione dirigenziale e tecnica costerà oltre 20 milioni di euro a causa dei contratti ancora in essere, di cui circa una decina lordi spettanti al solo tecnico per la prossima stagione, salvo futuri accordi di transazione o un suo ingaggio in una nuova squadra. Oltre alle evidenti colpe tattiche dell'allenatore, che ha visto naufragare persino la solidità della fase difensiva che da sempre rappresentava il suo marchio di fabbrica, sono emersi tutti i limiti strutturali di una rosa costruita male e non adeguatamente rinforzata durante il mercato di riparazione di gennaio, evidenziando una totale sterilità offensiva dovuta sia alla mancanza di un vero bomber di razza sia all'assenza di un'identità di gioco fluida. Mentre la proprietà è già al lavoro per completare una profonda riorganizzazione e annunciare la nuova struttura societaria in vista della prossima stagione, la fallimentare annata rossonera si chiude tra guerre intestine e mesi infernali, certificati dalle stesse parole di Allegri che ha sportivamente riconosciuto come la squadra abbia alla fine ottenuto l'esatto piazzamento che meritava sul campo.
Tuttosport: le rare dichiarazioni pubbliche di Gerry Cardinale si rivelano spesso dei boomerang per la tifoseria milanista, a cominciare dalle sue provocazioni all'Inter per la finale di Champions League persa 5-0 contro il PSG, una competizione che il Milan vedrà invece con il binocolo per il secondo anno consecutivo a causa della recente disfatta sul campo contro il Cagliari. Appaiono ugualmente profetiche le sue vecchie affermazioni di ottobre sul fatto che negli Stati Uniti nessuno volesse guardare sfide come Cagliari-Lecce, proprio prima che la sua squadra perdesse in casa contro i sardi in un clima di forte contestazione a San Siro. Sotto la gestione di RedBird il distacco dai campioni d'Italia in carica è rimasto pesantissimo, oscillando tra i 17 e i 23 punti nelle ultime stagioni, eppure Cardinale ha potuto festeggiare in Duomo solo uno scudetto che era stato vinto dalla precedente gestione del fondo Elliott. Fin dal suo arrivo, il patron ha mostrato una certa allergia per le figure storiche e i portatori del DNA vincente del club: ha esordito cacciando Paolo Maldini e, nell'annunciare recentemente ai suoi confidenti l'intenzione di occuparsi in prima persona del Milan, ha chiuso definitivamente le porte a un possibile ritorno di Adriano Galliani. La rivoluzione societaria prevede l'allontanamento dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, giudicato abile con i conti ma meno nella gestione delle risorse umane e dato per vicinissimo all'accordo con un altro club di Serie A, mentre l'unico dirigente confermato oltre a Ibrahimovic sarà il presidente Paolo Scaroni, il quale si dedicherà esclusivamente alla complessa questione stadio tra inchieste e ricorsi per l'area di San Siro. Cardinale ha deciso di conferire pieni poteri a Zlatan Ibrahimovic, già protagonista della travagliata e surreale stagione con Fonseca e Conceiçao e costretto a uscire scortato dallo stadio nell'ultimo turno per evitare il contatto con i tifosi inferociti. Lo svedese guiderà la missione rossonera pur trovandosi negli Stati Uniti, dove lavorerà come opinionista per Fox Sports durante i Mondiali di calcio. Ibrahimovic sarà coadiuvato da Jovan Kirovski, dirigente reduce dall'esperienza con il Milan Futuro terminata nei dilettanti. Nei piani della società c'è la volontà di valorizzare il Mondiale di Christian Pulisic, considerato centrale nel progetto futuro con tanto di rinnovo contrattuale, nonostante lo statunitense non segni un gol in maglia rossonera dallo scorso 28 dicembre. Per la panchina l'idea di Cardinale è quella di cercare un profilo emergente "alla Fabregas" per sostituire l'esautorato Massimiliano Allegri, il cui addio comporterà anche i licenziamenti del direttore sportivo Igli Tare, durato un solo anno al Milan dopo i diciotto alla Lazio, e del capo scout Geoffrey Moncada, scartando a priori l'ipotesi più ovvia rappresentata da Antonio Conte. Il nuovo corso non potrà contare su Rafael Leao, il cui scollamento dall'ambiente milanista è stato ribadito dall'annuncio sui social di una sua imminente partecipazione a un podcast proprio all'indomani del ko con il Cagliari; il portoghese, nonostante una clausola rescissoria teorica di 175 milioni, sarà probabilmente svenduto. Questo modus operandi finanziario non è una novità per la gestione RedBird: a dispetto delle cifre faraoniche strombazzate da Casa Milan, i bilanci ufficiali hanno svelato che Sandro Tonali è stato ceduto al Newcastle per 58,9 milioni di euro (da cui sottrarre la percentuale destinata al Brescia) anziché 80, e Tijjani Reijnders è stato venduto al Manchester City per 54,87 milioni di euro rispetto ai 75 inizialmente dichiarati.
GDS: la mancata qualificazione in Champions League del Milan ha dato il via a una rivoluzione totale e senza precedenti che azzererà l'intero vertice del club, portando all'addio simultaneo dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, dell'allenatore Massimiliano Allegri, del direttore sportivo Igli Tare e del direttore tecnico Geoffrey Moncada. Dopo una notte insonne, il proprietario di RedBird Gerry Cardinale ha deciso di fare piazza pulita, spinto dalla profonda delusione per un fallimento definito inequivocabile e dalla convinzione che all'interno di Casa Milan e della squadra — con pochissime eccezioni come Luka Modric, Christian Pulisic, Strahinja Pavlovic e Alexis Saelemaekers — sia mancata la giusta passione e che per molti tesserati vincere o perdere non facesse differenza. Finito il suo periodo di apprendimento durato quattro anni, Cardinale prenderà ora il controllo diretto del club per ridisegnare la struttura organizzativa secondo il modello societario del Liverpool, un meccanismo perfetto in cui tutte le componenti lavorano all'unisono e in totale sintonia, l'esatto contrario di quanto accaduto in questa stagione. Il proprietario ha già avviato il lavoro per definire entro una settimana i nuovi profili partendo da due ristrette liste di tre nomi ciascuna per i ruoli di amministratore delegato e allenatore, a cui seguiranno le nomine del direttore tecnico e del ds, privilegiando figure giovani. Viene escluso qualsiasi ritorno dal passato: non rientrerà Paolo Maldini, stimato da Cardinale ma considerato un uomo solo al comando incompatibile con il lavoro di squadra, e non tornerà Adriano Galliani, ritenuto espressione di una visione calcistica ormai superata. L'amministratore delegato uscente, Giorgio Furlani, viene bocciato per non essere riuscito a creare una collaborazione efficace tra i vari settori del club, nonostante le sue indubbie capacità nella gestione dei numeri e dei bilanci. Anche Massimiliano Allegri viene esonerato, una decisione che non era scontata ma che è diventata inevitabile dopo il crollo degli ultimi mesi e il fallimento dell'obiettivo Champions. Alla base della sua bocciatura c'è una netta critica alla sua filosofia difensiva, accusata di far giocare la squadra per non perdere piuttosto che per vincere, e il fallimento della strategia dell'instant team, rivelatasi la via più facile ma errata per ripartire dopo un precedente ottavo posto. Ad Allegri viene rimproverato di non aver valorizzato la rosa, provocando anzi l'involuzione di elementi chiave come Pulisic, di non aver accresciuto il patrimonio tecnico del club e di essere entrato in contrasto con le altre componenti societarie. Il profilo del nuovo allenatore, che con ogni probabilità sarà straniero, dovrà essere l'esatto opposto rispetto ad Allegri, proponendo un calcio moderno, offensivo, veloce e votato all'attacco per far giocare il Milan da Milan, seguendo un modello tattico simile a quello di Cesc Fabregas ed escludendo idee difensive o moduli come il 3-5-2, accostati a profili come Antonio Conte. In questo nuovo organigramma, Zlatan Ibrahimovic manterrà esclusivamente il proprio ruolo attuale di consulente strategico per RedBird senza occupare una specifica casella dirigenziale nel Milan, sebbene le sue idee e i suoi consigli resteranno molto ascoltati da Cardinale, il quale da oggi in poi assumerà in prima persona ogni decisione sul futuro del club.
CorSera: la sconfitta casalinga subita contro il Cagliari nell'ultima giornata di campionato ha sancito un vero e proprio terremoto in casa Milan, costando al club la qualificazione alla prossima Champions League e circa cento milioni di euro di mancati ricavi. Come conseguenza immediata di questo pesante fallimento sportivo, la proprietà RedBird Capital Partners ha emesso un durissimo comunicato ufficiale, firmato direttamente dal patron Gerry Cardinale, annunciando il licenziamento in tronco dell'intera area sportiva: lasciano il club l'amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, l'allenatore Massimiliano Allegri e il direttore tecnico Geoffrey Moncada. Nella nota societaria viene evidenziato come l'obiettivo stagionale fosse chiaramente il ritorno nell'Europa che conta per gettare le basi di una continuità ai vertici della Serie A, un traguardo ampiamente alla portata visto che la squadra era rimasta stabilmente nelle prime due posizioni per gran parte dell'anno, arrivando persino a cullare sogni di scudetto. Tuttavia, la proprietà ha definito il finale di stagione un fallimento inequivocabile, puntando il dito contro un crollo verticale avvenuto negli ultimi due mesi, durante i quali i rossoneri hanno collezionato numeri spaventosi ottenendo una sola vittoria, peraltro striminzita, contro il Verona già retrocesso. Questo repentino declino mentale, atletico e tecnico è iniziato non appena è svanita la corsa scudetto contro un'Inter palesemente superiore; da quel momento il Milan non è più riuscito a ricentrarsi sul secondo obiettivo stagionale, scomparendo dal campo e subendo la dura contestazione dei propri tifosi a San Siro, che hanno chiuso l'annata tra i fischi e i cori di disappunto. Lo stesso Allegri, che alla vigilia della sfida decisiva aveva ammesso che il giudizio sulla stagione sarebbe dipeso interamente dal risultato del campo, vede così terminare la sua avventura con un esonero che pesa anche dal punto di vista economico sulle casse del club, dato che l'intera operazione di epurazione dirigenziale e tecnica costerà oltre 20 milioni di euro a causa dei contratti ancora in essere, di cui circa una decina lordi spettanti al solo tecnico per la prossima stagione, salvo futuri accordi di transazione o un suo ingaggio in una nuova squadra. Oltre alle evidenti colpe tattiche dell'allenatore, che ha visto naufragare persino la solidità della fase difensiva che da sempre rappresentava il suo marchio di fabbrica, sono emersi tutti i limiti strutturali di una rosa costruita male e non adeguatamente rinforzata durante il mercato di riparazione di gennaio, evidenziando una totale sterilità offensiva dovuta sia alla mancanza di un vero bomber di razza sia all'assenza di un'identità di gioco fluida. Mentre la proprietà è già al lavoro per completare una profonda riorganizzazione e annunciare la nuova struttura societaria in vista della prossima stagione, la fallimentare annata rossonera si chiude tra guerre intestine e mesi infernali, certificati dalle stesse parole di Allegri che ha sportivamente riconosciuto come la squadra abbia alla fine ottenuto l'esatto piazzamento che meritava sul campo.
Tuttosport: le rare dichiarazioni pubbliche di Gerry Cardinale si rivelano spesso dei boomerang per la tifoseria milanista, a cominciare dalle sue provocazioni all'Inter per la finale di Champions League persa 5-0 contro il PSG, una competizione che il Milan vedrà invece con il binocolo per il secondo anno consecutivo a causa della recente disfatta sul campo contro il Cagliari. Appaiono ugualmente profetiche le sue vecchie affermazioni di ottobre sul fatto che negli Stati Uniti nessuno volesse guardare sfide come Cagliari-Lecce, proprio prima che la sua squadra perdesse in casa contro i sardi in un clima di forte contestazione a San Siro. Sotto la gestione di RedBird il distacco dai campioni d'Italia in carica è rimasto pesantissimo, oscillando tra i 17 e i 23 punti nelle ultime stagioni, eppure Cardinale ha potuto festeggiare in Duomo solo uno scudetto che era stato vinto dalla precedente gestione del fondo Elliott. Fin dal suo arrivo, il patron ha mostrato una certa allergia per le figure storiche e i portatori del DNA vincente del club: ha esordito cacciando Paolo Maldini e, nell'annunciare recentemente ai suoi confidenti l'intenzione di occuparsi in prima persona del Milan, ha chiuso definitivamente le porte a un possibile ritorno di Adriano Galliani. La rivoluzione societaria prevede l'allontanamento dell'amministratore delegato Giorgio Furlani, giudicato abile con i conti ma meno nella gestione delle risorse umane e dato per vicinissimo all'accordo con un altro club di Serie A, mentre l'unico dirigente confermato oltre a Ibrahimovic sarà il presidente Paolo Scaroni, il quale si dedicherà esclusivamente alla complessa questione stadio tra inchieste e ricorsi per l'area di San Siro. Cardinale ha deciso di conferire pieni poteri a Zlatan Ibrahimovic, già protagonista della travagliata e surreale stagione con Fonseca e Conceiçao e costretto a uscire scortato dallo stadio nell'ultimo turno per evitare il contatto con i tifosi inferociti. Lo svedese guiderà la missione rossonera pur trovandosi negli Stati Uniti, dove lavorerà come opinionista per Fox Sports durante i Mondiali di calcio. Ibrahimovic sarà coadiuvato da Jovan Kirovski, dirigente reduce dall'esperienza con il Milan Futuro terminata nei dilettanti. Nei piani della società c'è la volontà di valorizzare il Mondiale di Christian Pulisic, considerato centrale nel progetto futuro con tanto di rinnovo contrattuale, nonostante lo statunitense non segni un gol in maglia rossonera dallo scorso 28 dicembre. Per la panchina l'idea di Cardinale è quella di cercare un profilo emergente "alla Fabregas" per sostituire l'esautorato Massimiliano Allegri, il cui addio comporterà anche i licenziamenti del direttore sportivo Igli Tare, durato un solo anno al Milan dopo i diciotto alla Lazio, e del capo scout Geoffrey Moncada, scartando a priori l'ipotesi più ovvia rappresentata da Antonio Conte. Il nuovo corso non potrà contare su Rafael Leao, il cui scollamento dall'ambiente milanista è stato ribadito dall'annuncio sui social di una sua imminente partecipazione a un podcast proprio all'indomani del ko con il Cagliari; il portoghese, nonostante una clausola rescissoria teorica di 175 milioni, sarà probabilmente svenduto. Questo modus operandi finanziario non è una novità per la gestione RedBird: a dispetto delle cifre faraoniche strombazzate da Casa Milan, i bilanci ufficiali hanno svelato che Sandro Tonali è stato ceduto al Newcastle per 58,9 milioni di euro (da cui sottrarre la percentuale destinata al Brescia) anziché 80, e Tijjani Reijnders è stato venduto al Manchester City per 54,87 milioni di euro rispetto ai 75 inizialmente dichiarati.
Ultima modifica:
