Edicola: c'è Moreira. Il Milan non crolla.

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I quotidiani in edicola sul pareggio tra Lazio e Milan

GDS: la sfida tra Lazio e Milan si conclude sul 2-2 lasciando a entrambe l'amaro in bocca per due punti persi: i biancocelesti sprecano l'occasione del quarto successo consecutivo e di restare in vetta da soli, mentre i rossoneri confermano una partenza contrassegnata da fragilità e insicurezze. Nel primo tempo la Lazio domina la partita grazie alla superiorità tattica del centro campo a tre impostato da Gattuso — con Belahyane ripescato e fondamentale in regia, Frattesi pronto a inserirsi e Taylor prezioso in costruzione — contro il centrocampo a due del Milan, costringendo Amorim a difendersi con trequartisti come Cisse a chiudere le linee di passaggio. I padroni di casa sbloccano il match con Cancellieri su assist di Zaccagni dopo un'azione avviata da Tavares, per poi raddoppiare con Noslin servito da Taylor, approfittando delle lentezze di De Winter, Estupinan e delle mancati raddoppi di Chukwueze. Di fronte a un Milan sterile, impreciso e colpevole su entrambe le reti subite con le scarse prestazioni di Modric, Loftus-Cheek, Cisse ed Estupinan, Amorim corre ai ripari all'intervallo con tre sostituzioni coraggiose: fuori Estupinan, Modric e Loftus-Cheek, dentro Pulisic, Musah e Diego Moreira. La mossa stravolge l'inerzia della gara grazie a un gioco più veloce e verticale, spinto dalla determinazione di Musah, la crescita di Rabiot e l'impatto di Moreira, che firma una doppietta in 122 secondi intorno al 65' sfruttando due assist di Pulisic e Rabiot (nonostante le proteste laziali sul secondo gol per un presunto controllo di braccio del francese, ritenuto regolare). Nonostante la reazione rossonera che sfiora persino il tris, il pareggio finale evidenzia i limiti delle scelte iniziali di Amorim e la sua dipendenza dai cambi a gara in corso, mentre per Gattuso resta la lezione di una squadra brillante per un tempo ma ancora incapace di gestire i cali di tensione nella ripresa.

Tuttosport: il protagonista della sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan è Diego Manuel Jadon da Silva Moreira, l'esterno belga pagato 45 milioni di euro allo Strasburgo che, subentrato nella ripresa, ha rianimato i rossoneri firmando una doppietta al volo in soli due minuti per il 2-2 finale e conquistando il premio di migliore in campo. Nonostante la prova sfavillante di Moreira, la partita ha messo in luce pesanti ombre sulle scelte tattiche del tecnico Rúben Amorim, reo di aver regalato un tempo alla Lazio: la decisione di escludere Yunus Musah a centrocampo ha lasciato Luka Modric in enorme difficoltà, mentre l'impiego sulle corsie esterne di Pervis Estupiñán e Samuel Chukwueze ha spalancato le porte alle offensive biancocelesti. Sfruttando gli affondi di Floriani, Cancellieri, Nuno Tavares e Zaccagni, la Lazio guidata da Gennaro Gattuso ha dominato i primi 45 minuti, creando ben sei nitide occasioni da rete e trovando due gol in fotocopia con i tap-in di Cancellieri e Noslin. Solamente un miracolo di Mike Maignan su Zaccagni e l'imprecisione sotto porta di Frattesi hanno evitato un passivo peggiore al Milan, uscito tra i fischi dei propri tifosi all'intervallo, complice anche l'ennesima prestazione impalpabile del costoso centravanti Gonçalo Ramos. La svolta è arrivata ad inizio ripresa grazie al triplo cambio di Amorim, che ha inserito Musah per Modric, Christian Pulisic per Loftus-Cheek e lo stesso Moreira per Estupiñán: le sostituzioni hanno restituito fisicità, intensità e verticalità al Milan. Pulisic ha servito l'assist per la prima rete del belga, mentre Rabiot ha firmato la sponda per il punto del pari. Nonostante il colpo di testa di Pavlovic e lo sbandamento emotivo della Lazio — apparsa stanca e incapace di ripartire nella seconda frazione —, il Milan non ha trovato la stoccata del definitivo sorpasso, raccogliendo così il secondo pareggio consecutivo in trasferta dopo quello di Torino contro la Juventus.

CorSera: la sfida tra Lazio e Milan si chiude sul 2-2 dopo una gara dai due volti: un primo tempo completamente a marca biancoceleste, concluso sul doppio vantaggio con i gol di Cancellieri e Noslin (che potevano persino essere tre o quattro), e una ripresa di marca rossonera. Gennaro Gattuso può essere soddisfatto per la prestazione di anima e organizzazione della sua squadra, salita temporaneamente in vetta alla classifica e capace di riscattarsi ampiamente dopo i dubbi estivi legati all'eliminazione al primo turno di Coppa Italia. A ribaltare l'inerzia del match è stato l'ingresso all'intervallo di Diego Moreira, insieme a Yunus Musah e Christian Pulisic: l'esterno belga, acquistato per quasi 50 milioni di euro dallo Strasburgo e schierato questa volta a sinistra (suo piede naturale), ha firmato una splendida doppietta di sinistro in appena due minuti, cancellando la controprestazione fornita contro la Juventus a Torino. Il tecnico Rúben Amorim, pur rimanendo imbattuto e salendo a 8 punti, ha riconosciuto a fine gara che la squadra non può permettersi di disputare un solo tempo e che serve ancora del tempo per trovare un'identità precisa ed evitare gli eccessivi esperimenti. Tra le note dolenti del Milan spiccano le opache prestazioni di Estupiñán, Loftus-Cheek, Mario Gila e soprattutto Luka Modrić — apparso in netta difficoltà nei ritmi del nuovo corso senza la copertura di Musah al suo fianco —, oltre al rendimento finora deludente dell'attaccante Gonçalo Ramos a fronte dell'investimento da 74 milioni di euro.

CorSport: La sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan si chiude sul 2-2 dopo una gara dai due volti, che regala ai biancocelesti il primato provvisorio in classifica ma lascia a entrambe le squadre il rammarico per due punti persi. Nel primo tempo la Lazio di Gennaro Gattuso impartisce una lezione di ritmo, pressing e organizzazione tattica al Milan di Rúben Amorim: la marcatura a uomo dei padroni di casa sterilizza il gioco rossonero, consentendo le discese devastanti delle ali e portando a un meritato 2-0 firmato da Cancellieri su assist di Zaccagni e da Noslin dopo una deviazione sulla traversa. Di fronte a un Milan sterile e sovrastato sul piano fisico e mentale, Amorim rivoluziona la squadra all'intervallo con tre sostituzioni chiave, inserendo Yunus Musah per un opaco Luka Modrić, Christian Pulisic per Loftus-Cheek e Diego Moreira al posto di Pervis Estupiñán. La mossa stravolge l'inerzia del match: l'esterno belga classe 2004, acquistato per circa 50 milioni di euro dallo Strasburgo, diventa incontenibile sulla fascia sinistra e trasforma la ripresa in un monologo rossonero, siglando una doppietta ad alto tasso tecnico in appena due minuti (tra il 20' e il 22' del secondo tempo) su assist di Pulisic e sponda di Rabiot. Nonostante il forcing finale del Milan — che sfiora il tris con Cisse e Moreira a fronte di una Lazio stanca e incapace di ripartire —, il punteggio non cambia più. Dal punto di vista della moviola, la direzione dell'arbitro Marcenaro è giudicata sufficiente (voto 6,5): giuste le decisioni di non concedere il rigore alla Lazio per un contatto leggero tra Estupiñán e Cancellieri, di convalidare le quattro reti (compresa quella di Moreira dopo il recupero palla di Rabiot) e di ammonire Pulisic per un intervento a gamba alta su Taylor. La prestazione evidenzia da un lato la solidità e lo spirito di sacrificio della Lazio di Gattuso, capace di andare oltre le difficoltà societarie e le proteste della tifoseria contro la presidenza Lotito, e dall'altro i complessi problemi di identità del Milan, ancora troppo dipendente dalle giocate dei singoli e dai cambi a gara in corso per supplire alle lacune dei suoi titolari e all'avvio deludente dell'attaccante Gonçalo Ramos.

Repubblica: la sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan si conclude con un intenso 2-2 che proietta momentaneamente i biancocelesti da soli in vetta alla classifica ma lascia viva la scia di imbattibilità dei rossoneri. La partita si rivela chiaramente divisa in due frazioni opposte: nel primo tempo la Lazio di Gennaro Gattuso domina sul piano del ritmo, dell'organizzazione e dell'aggressività grazie a un pressing alto impeccabile e alle ottime prestazioni di Belahyane, Zaccagni, Tavares e Taylor, portandosi sul 2-0 con i gol di Cancellieri (su assist di Zaccagni) e Noslin (servito da Taylor con la complicità di un'incertezza di De Winter). L'ambiente casalingo appare tuttavia surreale a causa della protesta dei tifosi laziali contro il presidente Lotito, registrando soli 22mila spettatori (con una maggioranza di sostenitori rossoneri) e scatenando la dura reazione di Gattuso sull'assenza del pubblico negli stadi. Il Milan, stordito e fischiato dai propri tifosi all'intervallo, paga nel primo tempo le scelte iniziali di Rúben Amorim, apparse troppo conservative ed errate: Estupiñán delude ed è colpevole sul primo gol, Loftus-Cheek appare avulso dal gioco, Modric fatica enormemente a 41 anni senza un mediano al suo fianco per reggere i ritmi alti, e l'attaccante Gonçalo Ramos — a fronte di un investimento da oltre 70 milioni — firma un'altra prestazione deludente, così come Pinamonti sul fronte opposto. La svolta per il Milan arriva nella ripresa grazie a un triplo cambio immediato che inserisce Pulisic, Musah e soprattutto Diego Moreira: l'esterno belga classe 2004, pagato circa 50-70 milioni allo Strasburgo e schierato a sinistra dopo la prova opaca di Torino contro la Juve, spacca la gara realizzando una splendida doppietta di sinistro in appena due minuti (tra il 20' e il 22' st) con accelerazioni travolgenti e sfruttando un assist di Pulisic e una sponda di Rabiot. L'ingresso di Musah dona il dinamismo mancato al centrocampo rossonero, consentendo al Milan di rimontare fino al pari; tuttavia, raggiunto il 2-2, la squadra di Amorim non trova il colpo del definitivo sorpasso contro una Lazio stanca ma solida, sigillando un pareggio sostanzialmente giusto per quanto mostrato dalle due squadre sul campo.


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Tuttosport: il protagonista della sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan è Diego Manuel Jadon da Silva Moreira, l'esterno belga pagato 45 milioni di euro allo Strasburgo che, subentrato nella ripresa, ha rianimato i rossoneri firmando una doppietta al volo in soli due minuti per il 2-2 finale e conquistando il premio di migliore in campo. Nonostante la prova sfavillante di Moreira, la partita ha messo in luce pesanti ombre sulle scelte tattiche del tecnico Rúben Amorim, reo di aver regalato un tempo alla Lazio: la decisione di escludere Yunus Musah a centrocampo ha lasciato Luka Modric in enorme difficoltà, mentre l'impiego sulle corsie esterne di Pervis Estupiñán e Samuel Chukwueze ha spalancato le porte alle offensive biancocelesti. Sfruttando gli affondi di Floriani, Cancellieri, Nuno Tavares e Zaccagni, la Lazio guidata da Gennaro Gattuso ha dominato i primi 45 minuti, creando ben sei nitide occasioni da rete e trovando due gol in fotocopia con i tap-in di Cancellieri e Noslin. Solamente un miracolo di Mike Maignan su Zaccagni e l'imprecisione sotto porta di Frattesi hanno evitato un passivo peggiore al Milan, uscito tra i fischi dei propri tifosi all'intervallo, complice anche l'ennesima prestazione impalpabile del costoso centravanti Gonçalo Ramos. La svolta è arrivata ad inizio ripresa grazie al triplo cambio di Amorim, che ha inserito Musah per Modric, Christian Pulisic per Loftus-Cheek e lo stesso Moreira per Estupiñán: le sostituzioni hanno restituito fisicità, intensità e verticalità al Milan. Pulisic ha servito l'assist per la prima rete del belga, mentre Rabiot ha firmato la sponda per il punto del pari. Nonostante il colpo di testa di Pavlovic e lo sbandamento emotivo della Lazio — apparsa stanca e incapace di ripartire nella seconda frazione —, il Milan non ha trovato la stoccata del definitivo sorpasso, raccogliendo così il secondo pareggio consecutivo in trasferta dopo quello di Torino contro la Juventus.
 

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Tuttosport: il protagonista della sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan è Diego Manuel Jadon da Silva Moreira, l'esterno belga pagato 45 milioni di euro allo Strasburgo che, subentrato nella ripresa, ha rianimato i rossoneri firmando una doppietta al volo in soli due minuti per il 2-2 finale e conquistando il premio di migliore in campo. Nonostante la prova sfavillante di Moreira, la partita ha messo in luce pesanti ombre sulle scelte tattiche del tecnico Rúben Amorim, reo di aver regalato un tempo alla Lazio: la decisione di escludere Yunus Musah a centrocampo ha lasciato Luka Modric in enorme difficoltà, mentre l'impiego sulle corsie esterne di Pervis Estupiñán e Samuel Chukwueze ha spalancato le porte alle offensive biancocelesti. Sfruttando gli affondi di Floriani, Cancellieri, Nuno Tavares e Zaccagni, la Lazio guidata da Gennaro Gattuso ha dominato i primi 45 minuti, creando ben sei nitide occasioni da rete e trovando due gol in fotocopia con i tap-in di Cancellieri e Noslin. Solamente un miracolo di Mike Maignan su Zaccagni e l'imprecisione sotto porta di Frattesi hanno evitato un passivo peggiore al Milan, uscito tra i fischi dei propri tifosi all'intervallo, complice anche l'ennesima prestazione impalpabile del costoso centravanti Gonçalo Ramos. La svolta è arrivata ad inizio ripresa grazie al triplo cambio di Amorim, che ha inserito Musah per Modric, Christian Pulisic per Loftus-Cheek e lo stesso Moreira per Estupiñán: le sostituzioni hanno restituito fisicità, intensità e verticalità al Milan. Pulisic ha servito l'assist per la prima rete del belga, mentre Rabiot ha firmato la sponda per il punto del pari. Nonostante il colpo di testa di Pavlovic e lo sbandamento emotivo della Lazio — apparsa stanca e incapace di ripartire nella seconda frazione —, il Milan non ha trovato la stoccata del definitivo sorpasso, raccogliendo così il secondo pareggio consecutivo in trasferta dopo quello di Torino contro la Juventus.

CorSera: la sfida tra Lazio e Milan si chiude sul 2-2 dopo una gara dai due volti: un primo tempo completamente a marca biancoceleste, concluso sul doppio vantaggio con i gol di Cancellieri e Noslin (che potevano persino essere tre o quattro), e una ripresa di marca rossonera. Gennaro Gattuso può essere soddisfatto per la prestazione di anima e organizzazione della sua squadra, salita temporaneamente in vetta alla classifica e capace di riscattarsi ampiamente dopo i dubbi estivi legati all'eliminazione al primo turno di Coppa Italia. A ribaltare l'inerzia del match è stato l'ingresso all'intervallo di Diego Moreira, insieme a Yunus Musah e Christian Pulisic: l'esterno belga, acquistato per quasi 50 milioni di euro dallo Strasburgo e schierato questa volta a sinistra (suo piede naturale), ha firmato una splendida doppietta di sinistro in appena due minuti, cancellando la controprestazione fornita contro la Juventus a Torino. Il tecnico Rúben Amorim, pur rimanendo imbattuto e salendo a 8 punti, ha riconosciuto a fine gara che la squadra non può permettersi di disputare un solo tempo e che serve ancora del tempo per trovare un'identità precisa ed evitare gli eccessivi esperimenti. Tra le note dolenti del Milan spiccano le opache prestazioni di Estupiñán, Loftus-Cheek, Mario Gila e soprattutto Luka Modrić — apparso in netta difficoltà nei ritmi del nuovo corso senza la copertura di Musah al suo fianco —, oltre al rendimento finora deludente dell'attaccante Gonçalo Ramos a fronte dell'investimento da 74 milioni di euro.

CorSport: La sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan si chiude sul 2-2 dopo una gara dai due volti, che regala ai biancocelesti il primato provvisorio in classifica ma lascia a entrambe le squadre il rammarico per due punti persi. Nel primo tempo la Lazio di Gennaro Gattuso impartisce una lezione di ritmo, pressing e organizzazione tattica al Milan di Rúben Amorim: la marcatura a uomo dei padroni di casa sterilizza il gioco rossonero, consentendo le discese devastanti delle ali e portando a un meritato 2-0 firmato da Cancellieri su assist di Zaccagni e da Noslin dopo una deviazione sulla traversa. Di fronte a un Milan sterile e sovrastato sul piano fisico e mentale, Amorim rivoluziona la squadra all'intervallo con tre sostituzioni chiave, inserendo Yunus Musah per un opaco Luka Modrić, Christian Pulisic per Loftus-Cheek e Diego Moreira al posto di Pervis Estupiñán. La mossa stravolge l'inerzia del match: l'esterno belga classe 2004, acquistato per circa 50 milioni di euro dallo Strasburgo, diventa incontenibile sulla fascia sinistra e trasforma la ripresa in un monologo rossonero, siglando una doppietta ad alto tasso tecnico in appena due minuti (tra il 20' e il 22' del secondo tempo) su assist di Pulisic e sponda di Rabiot. Nonostante il forcing finale del Milan — che sfiora il tris con Cisse e Moreira a fronte di una Lazio stanca e incapace di ripartire —, il punteggio non cambia più. Dal punto di vista della moviola, la direzione dell'arbitro Marcenaro è giudicata sufficiente (voto 6,5): giuste le decisioni di non concedere il rigore alla Lazio per un contatto leggero tra Estupiñán e Cancellieri, di convalidare le quattro reti (compresa quella di Moreira dopo il recupero palla di Rabiot) e di ammonire Pulisic per un intervento a gamba alta su Taylor. La prestazione evidenzia da un lato la solidità e lo spirito di sacrificio della Lazio di Gattuso, capace di andare oltre le difficoltà societarie e le proteste della tifoseria contro la presidenza Lotito, e dall'altro i complessi problemi di identità del Milan, ancora troppo dipendente dalle giocate dei singoli e dai cambi a gara in corso per supplire alle lacune dei suoi titolari e all'avvio deludente dell'attaccante Gonçalo Ramos.

Repubblica: la sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan si conclude con un intenso 2-2 che proietta momentaneamente i biancocelesti da soli in vetta alla classifica ma lascia viva la scia di imbattibilità dei rossoneri. La partita si rivela chiaramente divisa in due frazioni opposte: nel primo tempo la Lazio di Gennaro Gattuso domina sul piano del ritmo, dell'organizzazione e dell'aggressività grazie a un pressing alto impeccabile e alle ottime prestazioni di Belahyane, Zaccagni, Tavares e Taylor, portandosi sul 2-0 con i gol di Cancellieri (su assist di Zaccagni) e Noslin (servito da Taylor con la complicità di un'incertezza di De Winter). L'ambiente casalingo appare tuttavia surreale a causa della protesta dei tifosi laziali contro il presidente Lotito, registrando soli 22mila spettatori (con una maggioranza di sostenitori rossoneri) e scatenando la dura reazione di Gattuso sull'assenza del pubblico negli stadi. Il Milan, stordito e fischiato dai propri tifosi all'intervallo, paga nel primo tempo le scelte iniziali di Rúben Amorim, apparse troppo conservative ed errate: Estupiñán delude ed è colpevole sul primo gol, Loftus-Cheek appare avulso dal gioco, Modric fatica enormemente a 41 anni senza un mediano al suo fianco per reggere i ritmi alti, e l'attaccante Gonçalo Ramos — a fronte di un investimento da oltre 70 milioni — firma un'altra prestazione deludente, così come Pinamonti sul fronte opposto. La svolta per il Milan arriva nella ripresa grazie a un triplo cambio immediato che inserisce Pulisic, Musah e soprattutto Diego Moreira: l'esterno belga classe 2004, pagato circa 50-70 milioni allo Strasburgo e schierato a sinistra dopo la prova opaca di Torino contro la Juve, spacca la gara realizzando una splendida doppietta di sinistro in appena due minuti (tra il 20' e il 22' st) con accelerazioni travolgenti e sfruttando un assist di Pulisic e una sponda di Rabiot. L'ingresso di Musah dona il dinamismo mancato al centrocampo rossonero, consentendo al Milan di rimontare fino al pari; tuttavia, raggiunto il 2-2, la squadra di Amorim non trova il colpo del definitivo sorpasso contro una Lazio stanca ma solida, sigillando un pareggio sostanzialmente giusto per quanto mostrato dalle due squadre sul campo.
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Ragnet_7

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solita caciara che ci contraddistingue.

Primo tempo dove sembravamo una squadra di bassa serie B.
Estupinian sul primo goal completamente fermo con Cancellieri (non Ronaldo) che gli mangia la merenda è inaccettabile ad ogni livello
 
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