Donadoni, Serena Altafini su Milan - Juve.

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Donadoni alla GDS, Serena e Altafini a Tuttosport, su Milan - Juve in programm stasera

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Altafini a TS

osè, è un match da scudetto?
«È presto. Questo Milan-Juve non sarà decisivo per la vittoria del campionato. Gli scontri diretti non determinano mai chi arriva primo. Lo scudetto si vince contro le piccole: in quelle partite si perdono punti pesanti, che fanno poi la differenza all’interno di una stagione».

Chi vede candidata al titolo?
«Metto le due milanesi e la Juve. Il tricolore quest’anno non uscirà dalla Milano-Torino».

Allegri parla però di obiettivo quarto posto per i bianconeri…
«La Juve sta facendo abbastanza bene. La vedo molto solida dietro e davanti ha comunque giocatori importanti. Possono dire la loro fino alla fine anche per il primo posto».

Marotta e Pioli hanno, invece, indicato nella Juve la grande favorita per la vittoria del campionato, dato che non gioca le coppe europee. È d’accordo?
«Per nulla. Non partecipare alle coppe non è così determinante. Quello che conta è non perdere troppi giocatori per infortunio e quelli li sta avendo anche la Juventus, perciò alla fine giocare o meno la Champions conta poco da questo punto di vista».

Diamo uno sguardo ai bomber. Il Milan si aggrappa al 37enne Giroud.
«Spesso il francese non si nota all’interno della partita, ma i grandi goleador sono così. Possono giocare 89 minuti male, poi arriva mezza palla buona e fanno gol. Quando gli capita un’occasione, Giroud va sempre segno. È una garanzia».

Un po’ come faceva lei negli anni in bianconero…
«È vero. Entravo a gara in corso dalla panchina, toccavo un paio di palloni e facevo gol. Che soddisfazioni a 35 anni suonati…».

L’attuale 9 juventino Vlahovic a Torino non è ancora riuscito ad esplodere del tutto…
«Vlahovic merita fiducia, ha le stimmate del grande attaccante e importanti potenzialità. Deve però diventare più continuo, uno da un gol a partita».

Con chi le sarebbe piaciuto giocare dei ventidue in campo stasera?
«Scelgo Leao. Dribbla e salta l’uomo, ormai lo fanno in pochi nel calcio di oggi. Il Milan deve affidarsi a lui e puntarci forte. Rafa fa la differenza. In questo momento è il migliore giocatore in Serie A. Solo altri due-tre sono decisivi come lui».

A chi si riferisce?
«A Lukaku e Lautaro Martinez. Sono tra i pochi a essere determinanti da soli. Non cito Osimhen solo perché adesso è infortunato, ma voglio dire una cosa…».

Prego.
«Questi cannonieri devono restare in campo tutta la partita, a loro basta mezza occasione per creare la giocata decisiva e farti vincere la gara. Mi sembrava inspiegabile che spesso Garcia togliesse il nigeriano durante il secondo tempo e con il risultato del Napoli ancora in bilico…».

Tra gli attuali difensori di Milan e Juve chi avrebbe potuto crearle maggiori grattacapi?
«Dico Tomori. È ritornato ai livelli dell’anno dello scudetto dopo qualche mese in chiaroscuro».

Stasera peseranno di più le assenze di Maignan e Theo Hernandez nei rossoneri o quelle di Danilo e Fagioli nella Vecchia Signora?
«Sono tutti giocatori importanti, ma quelle di Maignan e Theo sono più determinanti. E questo può alla lunga aiutare la Juve a far risultato stasera».

Al posto di Chiesa da titolare potrebbe giocare Milik dal primo minuto. Possono giocare insieme due prime punte come lui e Vlahovic?
«Il polacco e Vlahovic possono coesistere, li vedo bene come coppia. Milik, quando gioca risponde sempre presente. Sia dall’inizio sia come subentrante. E poi fare gol è come andare in bicicletta, non si dimentica mai…».

Che differenza c’è tra la Juventus di oggi e quella dei suoi tempi?
«Nella Juve di oggi manca il carisma degli Agnelli. Mi riferisco all’ironia dell’Avvocato Gianni Agnelli e all’intuito del Dottore Umberto. Erano figure uniche. Per il resto, oggi come allora, la Juve è un punto di riferimento per tutti, così come il tifoso bianconero resta sempre appassionatissimo e presente dappertutto».


Serena a Tuttosport:

Stasera si gioca Milan-Juventus. Se chiude gli occhi quale rigiocherebbe?
«Sicuramente una partita di Coppa Italia giocata a Torino, quando ero al Milan. Platini era arrivato da pochissimo alla Juventus. In area di rigore mi ha fatto un numero pazzesco: tunnel e poi lancio lungo per Boniek. Mi sono arrabbiato, volevo dargli una botta. L’ho cercato da tutte le parti. A un certo punto si è accorto che lo stavo rincorrendo, si è girato e in un francese italianizzato mi ha detto: “Garçon chiudi les jambes”. Mi ha smontato. Poi da lì mi è stato simpatico».

Come arrivano Milan e Juventus?
«Ci sono defezioni da entrambe le parti. Per il Milan peserà non poco l’assenza di Maignan, spesso è lui a dare il via alla costruzione dal basso dei rossoneri, o a far partire i contropiedi innescando gli esterni con i suoi lanci millimetrici. Non ci sarà neanche Theo, e sappiamo quanto sia importante per il Milan il settore di sinistra: è li che ha costruito molte delle sue vittorie. Anche la Juventus è in una situazione simile: con la sosta ha perso Danilo, il leader assoluto della squadra. La sua assenza in una partita come questa, in cui bisogna avere i nervi saldi e la massima concentrazione, si farà sentire. Staremo a vedere se Chiesa riuscirà a recuperare».

E sul piano tattico?
«Credo che il Milan cercherà spesso di verticalizzare in velocità. La Juve potrebbe rispondere con un baricentro non bassissimo, ma di posizionamento, per poi sfruttare le ripartenze con gli esterni. Abbiamo visto già che il giro palla del Milan, nel momento in cui si trova davanti una squadra compatta, che chiude tutti gli spazi, può andare in difficoltà».

Vede due squadre diverse rispetto alla scorsa stagione?
«Il Milan ha portato qualità in mezzo al campo con Rejinders e Adli, che piano piano sta venendo fuori. Giocano con un centrocampista in più, il che gli garantisce maggiore copertura in fase di non possesso. La Juventus invece sta provando a proporre un calcio più aggressivo, e costante nei 90 minuti. Non sempre ci è riuscita, ma credo che sia la strada giusta dal momento che a centrocampo non ha a disposizione un giocatore in grado di innescare la punta di prima intenzione. Sembra che la Juve sia interessata a Samardzic, prenderlo sarebbe un’ottima intuizione, potrebbe dare maggiore imprevedibilità al reparto».

Da attaccante, in quale di queste due squadre le piacerebbe giocare?
«Forse per quelle che erano le mie caratteristiche, e per come sta in campo ti direi il Milan».

Al posto di Maignan ci sarà Mirante, che non gioca titolare dal 2021.
«Lui, tra l’altro, è un ex Juve. Non è semplice stare due anni e mezzo fuori senza giocare e poi riproporsi in una partita del genere, in cui c’è anche una partecipazione emotiva molto forte. Credo che il Milan cercherà in tutti i modi di non far calciare la Juventus».

In queste due settimane è esploso il caso scommesse. Pensa che i nomi siano questi o che invece la lista sia destinata ad allargarsi?
«Spero non si riveli un fenomeno diffuso e che rimanga circoscritto a questi pochi nomi che sono usciti. Il calcio italiano ha tante difficoltà, soprattutto economiche. Non abbiamo bisogno di altri problemi».
 

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osè, è un match da scudetto?
«È presto. Questo Milan-Juve non sarà decisivo per la vittoria del campionato. Gli scontri diretti non determinano mai chi arriva primo. Lo scudetto si vince contro le piccole: in quelle partite si perdono punti pesanti, che fanno poi la differenza all’interno di una stagione».

Chi vede candidata al titolo?
«Metto le due milanesi e la Juve. Il tricolore quest’anno non uscirà dalla Milano-Torino».

Allegri parla però di obiettivo quarto posto per i bianconeri…
«La Juve sta facendo abbastanza bene. La vedo molto solida dietro e davanti ha comunque giocatori importanti. Possono dire la loro fino alla fine anche per il primo posto».

Marotta e Pioli hanno, invece, indicato nella Juve la grande favorita per la vittoria del campionato, dato che non gioca le coppe europee. È d’accordo?
«Per nulla. Non partecipare alle coppe non è così determinante. Quello che conta è non perdere troppi giocatori per infortunio e quelli li sta avendo anche la Juventus, perciò alla fine giocare o meno la Champions conta poco da questo punto di vista».

Diamo uno sguardo ai bomber. Il Milan si aggrappa al 37enne Giroud.
«Spesso il francese non si nota all’interno della partita, ma i grandi goleador sono così. Possono giocare 89 minuti male, poi arriva mezza palla buona e fanno gol. Quando gli capita un’occasione, Giroud va sempre segno. È una garanzia».

Un po’ come faceva lei negli anni in bianconero…
«È vero. Entravo a gara in corso dalla panchina, toccavo un paio di palloni e facevo gol. Che soddisfazioni a 35 anni suonati…».

L’attuale 9 juventino Vlahovic a Torino non è ancora riuscito ad esplodere del tutto…
«Vlahovic merita fiducia, ha le stimmate del grande attaccante e importanti potenzialità. Deve però diventare più continuo, uno da un gol a partita».

Con chi le sarebbe piaciuto giocare dei ventidue in campo stasera?
«Scelgo Leao. Dribbla e salta l’uomo, ormai lo fanno in pochi nel calcio di oggi. Il Milan deve affidarsi a lui e puntarci forte. Rafa fa la differenza. In questo momento è il migliore giocatore in Serie A. Solo altri due-tre sono decisivi come lui».

A chi si riferisce?
«A Lukaku e Lautaro Martinez. Sono tra i pochi a essere determinanti da soli. Non cito Osimhen solo perché adesso è infortunato, ma voglio dire una cosa…».

Prego.
«Questi cannonieri devono restare in campo tutta la partita, a loro basta mezza occasione per creare la giocata decisiva e farti vincere la gara. Mi sembrava inspiegabile che spesso Garcia togliesse il nigeriano durante il secondo tempo e con il risultato del Napoli ancora in bilico…».

Tra gli attuali difensori di Milan e Juve chi avrebbe potuto crearle maggiori grattacapi?
«Dico Tomori. È ritornato ai livelli dell’anno dello scudetto dopo qualche mese in chiaroscuro».

Stasera peseranno di più le assenze di Maignan e Theo Hernandez nei rossoneri o quelle di Danilo e Fagioli nella Vecchia Signora?
«Sono tutti giocatori importanti, ma quelle di Maignan e Theo sono più determinanti. E questo può alla lunga aiutare la Juve a far risultato stasera».

Al posto di Chiesa da titolare potrebbe giocare Milik dal primo minuto. Possono giocare insieme due prime punte come lui e Vlahovic?
«Il polacco e Vlahovic possono coesistere, li vedo bene come coppia. Milik, quando gioca risponde sempre presente. Sia dall’inizio sia come subentrante. E poi fare gol è come andare in bicicletta, non si dimentica mai…».

Che differenza c’è tra la Juventus di oggi e quella dei suoi tempi?
«Nella Juve di oggi manca il carisma degli Agnelli. Mi riferisco all’ironia dell’Avvocato Gianni Agnelli e all’intuito del Dottore Umberto. Erano figure uniche. Per il resto, oggi come allora, la Juve è un punto di riferimento per tutti, così come il tifoso bianconero resta sempre appassionatissimo e presente dappertutto».


Serena a Tuttosport:

Stasera si gioca Milan-Juventus. Se chiude gli occhi quale rigiocherebbe?
«Sicuramente una partita di Coppa Italia giocata a Torino, quando ero al Milan. Platini era arrivato da pochissimo alla Juventus. In area di rigore mi ha fatto un numero pazzesco: tunnel e poi lancio lungo per Boniek. Mi sono arrabbiato, volevo dargli una botta. L’ho cercato da tutte le parti. A un certo punto si è accorto che lo stavo rincorrendo, si è girato e in un francese italianizzato mi ha detto: “Garçon chiudi les jambes”. Mi ha smontato. Poi da lì mi è stato simpatico».

Come arrivano Milan e Juventus?
«Ci sono defezioni da entrambe le parti. Per il Milan peserà non poco l’assenza di Maignan, spesso è lui a dare il via alla costruzione dal basso dei rossoneri, o a far partire i contropiedi innescando gli esterni con i suoi lanci millimetrici. Non ci sarà neanche Theo, e sappiamo quanto sia importante per il Milan il settore di sinistra: è li che ha costruito molte delle sue vittorie. Anche la Juventus è in una situazione simile: con la sosta ha perso Danilo, il leader assoluto della squadra. La sua assenza in una partita come questa, in cui bisogna avere i nervi saldi e la massima concentrazione, si farà sentire. Staremo a vedere se Chiesa riuscirà a recuperare».

E sul piano tattico?
«Credo che il Milan cercherà spesso di verticalizzare in velocità. La Juve potrebbe rispondere con un baricentro non bassissimo, ma di posizionamento, per poi sfruttare le ripartenze con gli esterni. Abbiamo visto già che il giro palla del Milan, nel momento in cui si trova davanti una squadra compatta, che chiude tutti gli spazi, può andare in difficoltà».

Vede due squadre diverse rispetto alla scorsa stagione?
«Il Milan ha portato qualità in mezzo al campo con Rejinders e Adli, che piano piano sta venendo fuori. Giocano con un centrocampista in più, il che gli garantisce maggiore copertura in fase di non possesso. La Juventus invece sta provando a proporre un calcio più aggressivo, e costante nei 90 minuti. Non sempre ci è riuscita, ma credo che sia la strada giusta dal momento che a centrocampo non ha a disposizione un giocatore in grado di innescare la punta di prima intenzione. Sembra che la Juve sia interessata a Samardzic, prenderlo sarebbe un’ottima intuizione, potrebbe dare maggiore imprevedibilità al reparto».

Da attaccante, in quale di queste due squadre le piacerebbe giocare?
«Forse per quelle che erano le mie caratteristiche, e per come sta in campo ti direi il Milan».

Al posto di Maignan ci sarà Mirante, che non gioca titolare dal 2021.
«Lui, tra l’altro, è un ex Juve. Non è semplice stare due anni e mezzo fuori senza giocare e poi riproporsi in una partita del genere, in cui c’è anche una partecipazione emotiva molto forte. Credo che il Milan cercherà in tutti i modi di non far calciare la Juventus».

In queste due settimane è esploso il caso scommesse. Pensa che i nomi siano questi o che invece la lista sia destinata ad allargarsi?
«Spero non si riveli un fenomeno diffuso e che rimanga circoscritto a questi pochi nomi che sono usciti. Il calcio italiano ha tante difficoltà, soprattutto economiche. Non abbiamo bisogno di altri problemi».

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«È presto. Questo Milan-Juve non sarà decisivo per la vittoria del campionato. Gli scontri diretti non determinano mai chi arriva primo. Lo scudetto si vince contro le piccole: in quelle partite si perdono punti pesanti, che fanno poi la differenza all’interno di una stagione».

Chi vede candidata al titolo?
«Metto le due milanesi e la Juve. Il tricolore quest’anno non uscirà dalla Milano-Torino».

Allegri parla però di obiettivo quarto posto per i bianconeri…
«La Juve sta facendo abbastanza bene. La vedo molto solida dietro e davanti ha comunque giocatori importanti. Possono dire la loro fino alla fine anche per il primo posto».

Marotta e Pioli hanno, invece, indicato nella Juve la grande favorita per la vittoria del campionato, dato che non gioca le coppe europee. È d’accordo?
«Per nulla. Non partecipare alle coppe non è così determinante. Quello che conta è non perdere troppi giocatori per infortunio e quelli li sta avendo anche la Juventus, perciò alla fine giocare o meno la Champions conta poco da questo punto di vista».

Diamo uno sguardo ai bomber. Il Milan si aggrappa al 37enne Giroud.
«Spesso il francese non si nota all’interno della partita, ma i grandi goleador sono così. Possono giocare 89 minuti male, poi arriva mezza palla buona e fanno gol. Quando gli capita un’occasione, Giroud va sempre segno. È una garanzia».

Un po’ come faceva lei negli anni in bianconero…
«È vero. Entravo a gara in corso dalla panchina, toccavo un paio di palloni e facevo gol. Che soddisfazioni a 35 anni suonati…».

L’attuale 9 juventino Vlahovic a Torino non è ancora riuscito ad esplodere del tutto…
«Vlahovic merita fiducia, ha le stimmate del grande attaccante e importanti potenzialità. Deve però diventare più continuo, uno da un gol a partita».

Con chi le sarebbe piaciuto giocare dei ventidue in campo stasera?
«Scelgo Leao. Dribbla e salta l’uomo, ormai lo fanno in pochi nel calcio di oggi. Il Milan deve affidarsi a lui e puntarci forte. Rafa fa la differenza. In questo momento è il migliore giocatore in Serie A. Solo altri due-tre sono decisivi come lui».

A chi si riferisce?
«A Lukaku e Lautaro Martinez. Sono tra i pochi a essere determinanti da soli. Non cito Osimhen solo perché adesso è infortunato, ma voglio dire una cosa…».

Prego.
«Questi cannonieri devono restare in campo tutta la partita, a loro basta mezza occasione per creare la giocata decisiva e farti vincere la gara. Mi sembrava inspiegabile che spesso Garcia togliesse il nigeriano durante il secondo tempo e con il risultato del Napoli ancora in bilico…».

Tra gli attuali difensori di Milan e Juve chi avrebbe potuto crearle maggiori grattacapi?
«Dico Tomori. È ritornato ai livelli dell’anno dello scudetto dopo qualche mese in chiaroscuro».

Stasera peseranno di più le assenze di Maignan e Theo Hernandez nei rossoneri o quelle di Danilo e Fagioli nella Vecchia Signora?
«Sono tutti giocatori importanti, ma quelle di Maignan e Theo sono più determinanti. E questo può alla lunga aiutare la Juve a far risultato stasera».

Al posto di Chiesa da titolare potrebbe giocare Milik dal primo minuto. Possono giocare insieme due prime punte come lui e Vlahovic?
«Il polacco e Vlahovic possono coesistere, li vedo bene come coppia. Milik, quando gioca risponde sempre presente. Sia dall’inizio sia come subentrante. E poi fare gol è come andare in bicicletta, non si dimentica mai…».

Che differenza c’è tra la Juventus di oggi e quella dei suoi tempi?
«Nella Juve di oggi manca il carisma degli Agnelli. Mi riferisco all’ironia dell’Avvocato Gianni Agnelli e all’intuito del Dottore Umberto. Erano figure uniche. Per il resto, oggi come allora, la Juve è un punto di riferimento per tutti, così come il tifoso bianconero resta sempre appassionatissimo e presente dappertutto».


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Stasera si gioca Milan-Juventus. Se chiude gli occhi quale rigiocherebbe?
«Sicuramente una partita di Coppa Italia giocata a Torino, quando ero al Milan. Platini era arrivato da pochissimo alla Juventus. In area di rigore mi ha fatto un numero pazzesco: tunnel e poi lancio lungo per Boniek. Mi sono arrabbiato, volevo dargli una botta. L’ho cercato da tutte le parti. A un certo punto si è accorto che lo stavo rincorrendo, si è girato e in un francese italianizzato mi ha detto: “Garçon chiudi les jambes”. Mi ha smontato. Poi da lì mi è stato simpatico».

Come arrivano Milan e Juventus?
«Ci sono defezioni da entrambe le parti. Per il Milan peserà non poco l’assenza di Maignan, spesso è lui a dare il via alla costruzione dal basso dei rossoneri, o a far partire i contropiedi innescando gli esterni con i suoi lanci millimetrici. Non ci sarà neanche Theo, e sappiamo quanto sia importante per il Milan il settore di sinistra: è li che ha costruito molte delle sue vittorie. Anche la Juventus è in una situazione simile: con la sosta ha perso Danilo, il leader assoluto della squadra. La sua assenza in una partita come questa, in cui bisogna avere i nervi saldi e la massima concentrazione, si farà sentire. Staremo a vedere se Chiesa riuscirà a recuperare».

E sul piano tattico?
«Credo che il Milan cercherà spesso di verticalizzare in velocità. La Juve potrebbe rispondere con un baricentro non bassissimo, ma di posizionamento, per poi sfruttare le ripartenze con gli esterni. Abbiamo visto già che il giro palla del Milan, nel momento in cui si trova davanti una squadra compatta, che chiude tutti gli spazi, può andare in difficoltà».

Vede due squadre diverse rispetto alla scorsa stagione?
«Il Milan ha portato qualità in mezzo al campo con Rejinders e Adli, che piano piano sta venendo fuori. Giocano con un centrocampista in più, il che gli garantisce maggiore copertura in fase di non possesso. La Juventus invece sta provando a proporre un calcio più aggressivo, e costante nei 90 minuti. Non sempre ci è riuscita, ma credo che sia la strada giusta dal momento che a centrocampo non ha a disposizione un giocatore in grado di innescare la punta di prima intenzione. Sembra che la Juve sia interessata a Samardzic, prenderlo sarebbe un’ottima intuizione, potrebbe dare maggiore imprevedibilità al reparto».

Da attaccante, in quale di queste due squadre le piacerebbe giocare?
«Forse per quelle che erano le mie caratteristiche, e per come sta in campo ti direi il Milan».

Al posto di Maignan ci sarà Mirante, che non gioca titolare dal 2021.
«Lui, tra l’altro, è un ex Juve. Non è semplice stare due anni e mezzo fuori senza giocare e poi riproporsi in una partita del genere, in cui c’è anche una partecipazione emotiva molto forte. Credo che il Milan cercherà in tutti i modi di non far calciare la Juventus».

In queste due settimane è esploso il caso scommesse. Pensa che i nomi siano questi o che invece la lista sia destinata ad allargarsi?
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«È presto. Questo Milan-Juve non sarà decisivo per la vittoria del campionato. Gli scontri diretti non determinano mai chi arriva primo. Lo scudetto si vince contro le piccole: in quelle partite si perdono punti pesanti, che fanno poi la differenza all’interno di una stagione».

Chi vede candidata al titolo?
«Metto le due milanesi e la Juve. Il tricolore quest’anno non uscirà dalla Milano-Torino».

Allegri parla però di obiettivo quarto posto per i bianconeri…
«La Juve sta facendo abbastanza bene. La vedo molto solida dietro e davanti ha comunque giocatori importanti. Possono dire la loro fino alla fine anche per il primo posto».

Marotta e Pioli hanno, invece, indicato nella Juve la grande favorita per la vittoria del campionato, dato che non gioca le coppe europee. È d’accordo?
«Per nulla. Non partecipare alle coppe non è così determinante. Quello che conta è non perdere troppi giocatori per infortunio e quelli li sta avendo anche la Juventus, perciò alla fine giocare o meno la Champions conta poco da questo punto di vista».

Diamo uno sguardo ai bomber. Il Milan si aggrappa al 37enne Giroud.
«Spesso il francese non si nota all’interno della partita, ma i grandi goleador sono così. Possono giocare 89 minuti male, poi arriva mezza palla buona e fanno gol. Quando gli capita un’occasione, Giroud va sempre segno. È una garanzia».

Un po’ come faceva lei negli anni in bianconero…
«È vero. Entravo a gara in corso dalla panchina, toccavo un paio di palloni e facevo gol. Che soddisfazioni a 35 anni suonati…».

L’attuale 9 juventino Vlahovic a Torino non è ancora riuscito ad esplodere del tutto…
«Vlahovic merita fiducia, ha le stimmate del grande attaccante e importanti potenzialità. Deve però diventare più continuo, uno da un gol a partita».

Con chi le sarebbe piaciuto giocare dei ventidue in campo stasera?
«Scelgo Leao. Dribbla e salta l’uomo, ormai lo fanno in pochi nel calcio di oggi. Il Milan deve affidarsi a lui e puntarci forte. Rafa fa la differenza. In questo momento è il migliore giocatore in Serie A. Solo altri due-tre sono decisivi come lui».

A chi si riferisce?
«A Lukaku e Lautaro Martinez. Sono tra i pochi a essere determinanti da soli. Non cito Osimhen solo perché adesso è infortunato, ma voglio dire una cosa…».

Prego.
«Questi cannonieri devono restare in campo tutta la partita, a loro basta mezza occasione per creare la giocata decisiva e farti vincere la gara. Mi sembrava inspiegabile che spesso Garcia togliesse il nigeriano durante il secondo tempo e con il risultato del Napoli ancora in bilico…».

Tra gli attuali difensori di Milan e Juve chi avrebbe potuto crearle maggiori grattacapi?
«Dico Tomori. È ritornato ai livelli dell’anno dello scudetto dopo qualche mese in chiaroscuro».

Stasera peseranno di più le assenze di Maignan e Theo Hernandez nei rossoneri o quelle di Danilo e Fagioli nella Vecchia Signora?
«Sono tutti giocatori importanti, ma quelle di Maignan e Theo sono più determinanti. E questo può alla lunga aiutare la Juve a far risultato stasera».

Al posto di Chiesa da titolare potrebbe giocare Milik dal primo minuto. Possono giocare insieme due prime punte come lui e Vlahovic?
«Il polacco e Vlahovic possono coesistere, li vedo bene come coppia. Milik, quando gioca risponde sempre presente. Sia dall’inizio sia come subentrante. E poi fare gol è come andare in bicicletta, non si dimentica mai…».

Che differenza c’è tra la Juventus di oggi e quella dei suoi tempi?
«Nella Juve di oggi manca il carisma degli Agnelli. Mi riferisco all’ironia dell’Avvocato Gianni Agnelli e all’intuito del Dottore Umberto. Erano figure uniche. Per il resto, oggi come allora, la Juve è un punto di riferimento per tutti, così come il tifoso bianconero resta sempre appassionatissimo e presente dappertutto».


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Stasera si gioca Milan-Juventus. Se chiude gli occhi quale rigiocherebbe?
«Sicuramente una partita di Coppa Italia giocata a Torino, quando ero al Milan. Platini era arrivato da pochissimo alla Juventus. In area di rigore mi ha fatto un numero pazzesco: tunnel e poi lancio lungo per Boniek. Mi sono arrabbiato, volevo dargli una botta. L’ho cercato da tutte le parti. A un certo punto si è accorto che lo stavo rincorrendo, si è girato e in un francese italianizzato mi ha detto: “Garçon chiudi les jambes”. Mi ha smontato. Poi da lì mi è stato simpatico».

Come arrivano Milan e Juventus?
«Ci sono defezioni da entrambe le parti. Per il Milan peserà non poco l’assenza di Maignan, spesso è lui a dare il via alla costruzione dal basso dei rossoneri, o a far partire i contropiedi innescando gli esterni con i suoi lanci millimetrici. Non ci sarà neanche Theo, e sappiamo quanto sia importante per il Milan il settore di sinistra: è li che ha costruito molte delle sue vittorie. Anche la Juventus è in una situazione simile: con la sosta ha perso Danilo, il leader assoluto della squadra. La sua assenza in una partita come questa, in cui bisogna avere i nervi saldi e la massima concentrazione, si farà sentire. Staremo a vedere se Chiesa riuscirà a recuperare».

E sul piano tattico?
«Credo che il Milan cercherà spesso di verticalizzare in velocità. La Juve potrebbe rispondere con un baricentro non bassissimo, ma di posizionamento, per poi sfruttare le ripartenze con gli esterni. Abbiamo visto già che il giro palla del Milan, nel momento in cui si trova davanti una squadra compatta, che chiude tutti gli spazi, può andare in difficoltà».

Vede due squadre diverse rispetto alla scorsa stagione?
«Il Milan ha portato qualità in mezzo al campo con Rejinders e Adli, che piano piano sta venendo fuori. Giocano con un centrocampista in più, il che gli garantisce maggiore copertura in fase di non possesso. La Juventus invece sta provando a proporre un calcio più aggressivo, e costante nei 90 minuti. Non sempre ci è riuscita, ma credo che sia la strada giusta dal momento che a centrocampo non ha a disposizione un giocatore in grado di innescare la punta di prima intenzione. Sembra che la Juve sia interessata a Samardzic, prenderlo sarebbe un’ottima intuizione, potrebbe dare maggiore imprevedibilità al reparto».

Da attaccante, in quale di queste due squadre le piacerebbe giocare?
«Forse per quelle che erano le mie caratteristiche, e per come sta in campo ti direi il Milan».

Al posto di Maignan ci sarà Mirante, che non gioca titolare dal 2021.
«Lui, tra l’altro, è un ex Juve. Non è semplice stare due anni e mezzo fuori senza giocare e poi riproporsi in una partita del genere, in cui c’è anche una partecipazione emotiva molto forte. Credo che il Milan cercherà in tutti i modi di non far calciare la Juventus».

In queste due settimane è esploso il caso scommesse. Pensa che i nomi siano questi o che invece la lista sia destinata ad allargarsi?
«Spero non si riveli un fenomeno diffuso e che rimanga circoscritto a questi pochi nomi che sono usciti. Il calcio italiano ha tante difficoltà, soprattutto economiche. Non abbiamo bisogno di altri problemi».
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