Cristiano Ronaldo è arrivato all'atto finale della sua carriera con la nazionale portoghese, chiudendo l'esperienza in modo polemico e clamoroso dopo 24 anni. Offeso dall'esclusione dal campo e dalle rigide dichiarazioni del commissario tecnico Jorge Jesus, il quarantunenne fuoriclasse (come abbiamo già riferito nei giorni scorsi NDR) ha abbandonato il ritiro di Copenaghen per volare a Madrid, preannunciando un definitivo addio attraverso i social. La sua decisione ha scatenato la reazione dei tifosi, evidenziata dall'esodo di 400mila follower dalla pagina della Federcalcio lusitana e dal duro sfogo della sorella Elma, ma anche la delusione dei compagni di squadra, che non ha nemmeno salutato prima di partire. Nonostante i tentativi di mediazione in extremis da parte dei vertici federali e l'intervento del Primo Ministro, il gesto di Ronaldo appare irreversibile e lo espone perfino al rischio di una squalifica di 6 mesi. Il contrasto tra l'incapacità del campione di accettare il declino fisico legato all'età e l'impeccabile, festoso commiato pianificato dal rivale Leo Messi in Argentina evidenzia un'amara e malinconica fine per il mito di CR7, con la sua storica maglia numero 7 già ereditata da Rafael Leao.