Io sono cresciuto con Sacchi e nei miei giochi manageriali avevo come modello il Foggia di Zeman, non tanto per il 433 talebano ma per quell'idea meravigliosa di valorizzare giocatori sconosciuti tramite l'amalgama ed un'identità di gioco.
Quindi, pur non essendo un estremista, sono assolutamente aperto e ben disposto a simpatizzare per chi parla e dice di lavorare in un certo modo, con certe idee, con certe proposte, che qualcuno liquida come "giocatista" nell'ottusa polarizzazione contro il "risultatista".
Ma poi si deve vedere qualcosa, per la miseria!

Mi piacerebbe simpatizzare per De Zerbi, ma la distanza tra le chiacchiere filosofiche e l'intrattenimento sul campo, persino facendo finta di ignorare i risultati, è enorme.
E sembra quasi blasfemo o rivoluzionario dirlo, perché se non ti schieri da una parte sembri quello strano, ma a me da anni fa regolarmente schifo vedere le partite sue come quelle di Allegri. Alla faccia della narrazione giornalistica e mediatica che ci vuole far schierare a tutti i costi.