Corte Suprema USA: tolto diritto costituzionale aborto

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non dare peso nel senso che qui si sta parlando di aborto o meno..quindi tra esserci e non esserci

cioè in parole povere la questione è questa: mettiamo che tu scopri (o hai sempre saputo,ecc) di essere figlio di uno stupro....se tu potessi avere una macchina del tempo e tornare all'evento aberrante e abominevole di quel giorno..e potessi scegliere se evitarlo o meno..sceglieresti di impedirlo (e quindi non nascere mai) oppure no? io non ho dubbi nemmeno per un millesimo di secondo sinceramente... :asd:

poi è logico che non ne sei felice..ma quello è come nascere poveri..era meglio nascere ricchi..o essere figli di un delinquente..era meglio essere figli di una persona per bene ecc quello è ovvio

ma qui la questione è tra nascere e non nascere e io preferisco la prima..e credo piu o meno tutti

logicamente immaginati una tua situazione tipo quella di ora...semplicemente sei figlio di uno stupro

perchè se fossi nato ad esempio senza braccia e gambe allora si probabilmente preferirei non essere nato seppur frutto dell'amore..ma preferirei essere sano e frutto della violenza

rispondete alla domanda che ho fatto all'inizio e di li avrete la risposta se la pensate come me o no

Opinabile, sono sicuro che in molti avrebbero preferito NON nascere e che per altri sarebbe stato di gran lunga preferibile, anche se capisco le buone intenzioni dell'argomento, il quale, estremizzando il concetto, ci dovrebbe portare dritti a concepimenti e parti a rotta di collo. :alien:
 

Sam

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Boh io non sono d'accordo, ok che sei vivo e tutto il resto, però guarda il lato psicologico della cosa, non hai un padre, o se ce l hai sai che è una bestia immonda, tua madre ti schifa (non penso che una madre possa amare un figlio nato così) e ti senti un figlio non voluto, se tu riesci a superarla psicologicamente e non dare peso a questa cosa tanto di cappello, io non ce la farei.
Pensa ai natali, ai compleanni, alla feste in generale con che stato d'animo potrebbe viverle, per non parlare delle domande sui tuoi a cui ti vergogneresti di rispondere
Il punto però è che se tu non vuoi vivere, ti butti dal terrazzo e te ne vai al Creatore. Ma lo decidi tu, per te stesso.
L'aborto è una questione delicata, perché stai arrogando al genitore il diritto alla vita o alla morte di una persona.
Praticamente è come se stessi legalizzando l'omicidio. Stai dicendo che se il bimbo è in grembo allora va bene farlo fuori, però una volta partorito, se gli fai fare la fine del piccolo Samuele, non va più bene.
Se io non voglio un figlio e questo è in grembo posso ucciderlo, mentre se non voglio che mia figlia vesta occidentale e la accoltello, allora sono un criminale? Chi stabilisce la futilità dei motivi? E su che base?
A mio modo di vedere sono entrambi futili motivi.
Uccidere non è MAI un diritto, e non può essere MAI considerato tale, perché porta a creare un precedente oltre il quale la linea di demarcazione tra diritto e reato diventa sempre più labile.

Va considerato omicidio in entrambi i casi.
E chiunque abortisca non è mai più la stessa persona. MAI.
Si è tolta una vita. E anche se si cerca di inventare tutte le scuse di questo mondo, l'idea che si è ammazzato una creatura indifesa non la toglierà mai nessuno dalla propria mente. Perché siamo esseri umani dotati di empatia e di emozioni.

Poi, una volta assodato ciò, possiamo capire che ci sono anche situazioni al limite di cui tener conto.
Un esempio è il parto che mette a rischio la vita della mamma. Qui allora si può discutere e considerarla un'eccezione, ma solo perché di fatto, in un caso e nell'altro, c'è una vita che muore. Qui puoi lasciare al genitore e all'equipe medica, l'arduo compito, sulla base del quadro clinico, che deve portare ad una scelta ponderata e consapevole.
O un altro caso è un bambino che non può tecnicamente sopravvivere, a causa di malformazioni gravi o malattie congenite che lo condanneranno a morte di lì a breve, magari con sofferenze indicibili da sopportare per quella piccola creatura.

Sia chiaro, anche in quel caso di fatto è un omicidio. Ma sono motivi ben più seri del volevo saltare sul pisello di quel bell'uomo e mi ci è scappato un figlio, oppure, volevo buttarlo dentro perché la tipa mi attizzava e sono finito col diventare papà.

La questione semmai è che bisogna spronare, in caso di gravidanze non consensuali (stupro), alla perdita di maternità e all'affido ai servizi sociali del neonato.
In sostanza, non uccidere, ma rinunciare al ruolo genitoriale per quel figlio, in quanto essendo il rapporto sessuale non consensuale, non si ha l'obbligo di considerare il bambino come proprio.

Diverso, in caso di rapporto consensuale e di assenza di situazioni limite. In tal caso, il figlio è tuo e te lo tieni. Come già avviene per le responsabilità del padre, che in Italia, per l'appunto, non prevedono il non riconoscere il proprio figlio, e non contemplano l'idea dell'errore durante un rapporto sessuale, che per sua natura ha conseguenze procreative.
 

Devil man

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ormai il giro di boa l'abbiamo fatto gia' da qualche anno, si torna indietro fino alle caverne.
La colpa è tutta dei DEM... Con le loro cavolate dei pronomi.. "they" con gli insegnanti transgender che indottrinano bimbi dalle elementari.. libri gender nelle scuole e nei supermercati.. genitori arrestati durante le riunioni scolastiche perché si oppongono apertamente a queste tematiche... Festicciole dopo scuola con dragqueens, o gite tematiche dragqueens..
E mettici anche nel paniere Netflix e la Disney

Se questa propaganda lgbtq+ non fosse stata spinta fino allo sfinimento..in gola alle persone.

Ti garantisco i repubblicani non avrebbero mai fatto questa guerra sull'aborto..

Perché è tutto qui il problema i repubblicani hanno fatto questo perché i dem hanno rotto le palle..
 
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L'aborto è una questione delicata, perché stai arrogando al genitore il diritto alla vita o alla morte di una persona.
Questo in base a concezioni non laiche dei concetti di “persona” e di “vita”.

Praticamente è come se stessi legalizzando l'omicidio. Stai dicendo che se il bimbo è in grembo allora va bene farlo fuori, però una volta partorito, se gli fai fare la fine del piccolo Samuele, non va più bene.
Se io non voglio un figlio e questo è in grembo posso ucciderlo, mentre se non voglio che mia figlia vesta occidentale e la accoltello, allora sono un criminale? Chi stabilisce la futilità dei motivi? E su che base?
A mio modo di vedere sono entrambi futili motivi.
Uccidere non è MAI un diritto, e non può essere MAI considerato tale, perché porta a creare un precedente oltre il quale la linea di demarcazione tra diritto e reato diventa sempre più labile.

Va considerato omicidio in entrambi i casi.
In Italia, almeno a partire dai primi del ‘900, l’omicidio non è mai stato equiparato all’aborto su donna consenziente. Lo stesso codice Rocco prevedeva pene enormemente meno severe per l’aborto su donna consenziente rispetto all’omicidio(sia di consenziente che non), che è sempre stato configurabile solo e soltanto dal momento del distacco del feto dall’utero in poi.
 

Sam

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Questo in base a concezioni non laiche dei concetti di “persona” e di “vita”.


In Italia, almeno a partire dai primi del ‘900, l’omicidio non è mai stato equiparato all’aborto su donna consenziente. Lo stesso codice Rocco prevedeva pene enormemente meno severe per l’aborto su donna consenziente rispetto all’omicidio(sia di consenziente che non), che è sempre stato configurabile solo e soltanto dal momento del distacco del feto dall’utero in poi.
Guarda, non sono né cattolico né cristiano. Non ne faccio una questione sacrale, ma di diritto.
Per me la questione è semplice: a meno che non ci siano situazioni di oggettiva gravità, l'aborto non va contemplato, in quanto il feto va considerata persona a tutti gli effetti con eguali diritti e doveri, e quindi avente diritto alla vita come chiunque altro.
E dato che il mio diritto finisce dove inizia quello dell'altro, non è contemplabile che una persona decida arbitrariamente di togliere il diritto primario per eccellenza ad un'altra persona. A meno che, ripeto, non sussistano motivi talmente gravi da rendere necessario farlo.
 
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Guarda, non sono né cattolico né cristiano. Non ne faccio una questione sacrale, ma di diritto.
Per me la questione è semplice: a meno che non ci siano situazioni di oggettiva gravità, l'aborto non va contemplato, in quanto il feto va considerata persona a tutti gli effetti con eguali diritti e doveri, e quindi avente diritto alla vita come chiunque altro.
E dato che il mio diritto finisce dove inizia quello dell'altro, non è contemplabile che una persona decida arbitrariamente di togliere il diritto primario per eccellenza ad un'altra persona. A meno che, ripeto, non sussistano motivi talmente gravi da rendere necessario farlo.
Ma il feto non è una persona, tantomeno una persona giuridica.
 

Sam

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Ma il feto non è una persona, tantomeno una persona giuridica.
Per la legislazione corrente non lo è, e infatti la legge non la condivido ma la rispetto. Così come non mi metto a lapidare una donna che ha abortito. Non condivido la scelta, ma dato che la legge lo permette, me ne faccio una ragione.
 

Djici

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Il punto però è che se tu non vuoi vivere, ti butti dal terrazzo e te ne vai al Creatore. Ma lo decidi tu, per te stesso.
L'aborto è una questione delicata, perché stai arrogando al genitore il diritto alla vita o alla morte di una persona.
Praticamente è come se stessi legalizzando l'omicidio. Stai dicendo che se il bimbo è in grembo allora va bene farlo fuori, però una volta partorito, se gli fai fare la fine del piccolo Samuele, non va più bene.
Se io non voglio un figlio e questo è in grembo posso ucciderlo, mentre se non voglio che mia figlia vesta occidentale e la accoltello, allora sono un criminale? Chi stabilisce la futilità dei motivi? E su che base?
A mio modo di vedere sono entrambi futili motivi.
Uccidere non è MAI un diritto, e non può essere MAI considerato tale, perché porta a creare un precedente oltre il quale la linea di demarcazione tra diritto e reato diventa sempre più labile.

Va considerato omicidio in entrambi i casi.
E chiunque abortisca non è mai più la stessa persona. MAI.
Si è tolta una vita. E anche se si cerca di inventare tutte le scuse di questo mondo, l'idea che si è ammazzato una creatura indifesa non la toglierà mai nessuno dalla propria mente. Perché siamo esseri umani dotati di empatia e di emozioni.

Poi, una volta assodato ciò, possiamo capire che ci sono anche situazioni al limite di cui tener conto.
Un esempio è il parto che mette a rischio la vita della mamma. Qui allora si può discutere e considerarla un'eccezione, ma solo perché di fatto, in un caso e nell'altro, c'è una vita che muore. Qui puoi lasciare al genitore e all'equipe medica, l'arduo compito, sulla base del quadro clinico, che deve portare ad una scelta ponderata e consapevole.
O un altro caso è un bambino che non può tecnicamente sopravvivere, a causa di malformazioni gravi o malattie congenite che lo condanneranno a morte di lì a breve, magari con sofferenze indicibili da sopportare per quella piccola creatura.

Sia chiaro, anche in quel caso di fatto è un omicidio. Ma sono motivi ben più seri del volevo saltare sul pisello di quel bell'uomo e mi ci è scappato un figlio, oppure, volevo buttarlo dentro perché la tipa mi attizzava e sono finito col diventare papà.

La questione semmai è che bisogna spronare, in caso di gravidanze non consensuali (stupro), alla perdita di maternità e all'affido ai servizi sociali del neonato.
In sostanza, non uccidere, ma rinunciare al ruolo genitoriale per quel figlio, in quanto essendo il rapporto sessuale non consensuale, non si ha l'obbligo di considerare il bambino come proprio.

Diverso, in caso di rapporto consensuale e di assenza di situazioni limite. In tal caso, il figlio è tuo e te lo tieni. Come già avviene per le responsabilità del padre, che in Italia, per l'appunto, non prevedono il non riconoscere il proprio figlio, e non contemplano l'idea dell'errore durante un rapporto sessuale, che per sua natura ha conseguenze procreative.
Secondo me non hai la minima idea di come una donna stuprata possa vivere la gravidanza "forzata".

non scherziamo.

invece sul resto posso capire o addirittura essere d'accordo su diversi concerti.
 

Sam

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Secondo me non hai la minima idea di come una donna stuprata possa vivere la gravidanza "forzata".

non scherziamo.

invece sul resto posso capire o addirittura essere d'accordo su diversi concerti.
Credo che nessuno che non sia una donna possa capirlo, ma il discorso ha diverse sfumature, e non possiamo lasciarci prendere dal sentimentalismo, per quanto empaticamente mi dispiaccia davvero per ogni donna che sia stata violata nella sua intimità.
Sicuramente una donna soffre, e nessuno di noi può sapere fino a che punto, però il bambino che colpe ne ha? Stiamo dicendo che le colpe dei genitori ricadono sui figli? Che un bambino innocente debba pagare il conto con la vita per la colpa di un maiale stupratore?

Tu uccideresti un bambino solo perché suo padre era un criminale? Fatti questa domanda.
Se sei in grado di dire di sì, buon per te. Io non ce la farei, perché non mi sentirei diverso da quel criminale.

Bada che è lo stesso motivo per il quale io sono contrario alla pena di morte.
 
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