Perché nessuno dei loro sport è il calcio, che è e rimane lo sport più seguito nel mondo.
Sarà come dici, però intanto il tuo discorso lo fai contro gente che prende quegli stipendi, dicendo che se hanno danni neurologici è un qualcosa di cui fregarsene perché guadagnano tanto.
E in che modo lo stipendio dei calciatori ha delle responsabilità in tutto questo?
Però gli stipendi dei calciatori li guardi.
Certo la valutazione e gli stipendi sono dettati dal mercato e dai privati, ma a sua volta questo è stato concesso dall'immensa liquidità di milioni di persone che in questo sport (ma poteva essere un altro in un universo parallelo) hanno investito buona parte della loro vita, come scusa per non vivere la propria e affrontare i problemi. Un anestetizzante. Non solo abbonamenti, biglietti stadio e merchandising vario, ma naturalmente anche gioco d'azzardo, ludopatia, scommesse e betting in generale (la stessa di cui soffrono perfino i calciatori stessi); piuttosto si diventa una sorta di sindacalisti-volontari dei calciatori per proteggere l'investimento psicologico/rifugio.
Ribadisco che ogni mestiere ha i suoi rischi (anche non fisici, basti pensare al burnout) ma il calciatore come entità definita è pagato per battere la testa contro una palla migliaia e migliaia di volte e, a meno di snaturare lo sport del "calcio" cosi com'è, non si possono azzerare le possibili conseguenze dal fare ciò. Se ciò non piace si può sempre cercare un altro mestiere.
Se io pagassi 50 o perfino 100 euro per andare allo stadio di calcio andrei anche per vedere i colpi di testa, così come pagherei in una pista per vedere i piloti sfrecciare il più possibile, con tutti i rischi del caso