Como ai bambini: vietati colpi di testa.

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Repubblica: il Como ha introdotto nella propria Academy nuove regole per limitare e regolamentare i colpi di testa nei settori giovanili, con l'obiettivo di tutelare la salute dei ragazzi durante lo sviluppo e insegnare la tecnica in modo graduale. La decisione si allinea a una tendenza globale già visibile in Germania e negli USA (a Santa Monica è punito come fallo), ma la rende una vera e propria norma interna: fino ai 10 anni il colpo di testa è del tutto vietato in allenamento e in gara, nell'Under 11 viene introdotto solo a fine stagione con palloni leggeri in gomma, e dai 12 anni si stabilisce un limite massimo di cinque colpi di testa a seduta. Per ridurre la tentazione di giocare la palla alta, fino ai 12 anni le rimesse laterali in allenamento si effettuano con i piedi, mentre dai 12 anni in poi quelle con le mani devono rimanere sotto l'altezza della testa; viene inoltre evitato l'uso di palloni troppo gonfi.

A sostegno dell'iniziativa figurano dirigenti del club come Raphael Varane (membro del Board of Education ed ex difensore che ha vissuto in prima persona problemi di commozioni cerebrali) e Osian Roberts (Head of Development), i quali evidenziano la necessità di proteggere il cervello in crescita dei bambini e al contempo sviluppare una cultura calcistica incentrata sul controllo palla, la visione di gioco e la presa di decisioni.

La sensibilità su questo tema affonda le radici nelle proposte pionieristiche degli anni '80 del calciatore-medico Sócrates, ed è esplosa ufficialmente nel 2020 con il divieto introdotto dalla federazione scozzese per gli under 12. Tale svolta è arrivata in seguito a uno studio dell'Università di Glasgow pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha evidenziato nei calciatori una maggiore incidenza di mortalità per malattie neurodegenerative, demenza e Alzheimer. Il dibattito ha coinvolto anche esperti italiani: medico-sportivi come Romano Franceschetti hanno ricordato che i bambini hanno un cranio più sottile e una muscolatura del collo debole, mentre ricerche dell'Università di Tor Vergata hanno dimostrato tramite sensori che i palloni in gomma riducono l'impatto fino a dieci volte rispetto a quelli in cuoio. Di fronte a queste evidenze scientifiche, il Como ha optato per la massima cautela, tracciando la strada per possibili altri club.

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Djici

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Repubblica: il Como ha introdotto nella propria Academy nuove regole per limitare e regolamentare i colpi di testa nei settori giovanili, con l'obiettivo di tutelare la salute dei ragazzi durante lo sviluppo e insegnare la tecnica in modo graduale. La decisione si allinea a una tendenza globale già visibile in Germania e negli USA (a Santa Monica è punito come fallo), ma la rende una vera e propria norma interna: fino ai 10 anni il colpo di testa è del tutto vietato in allenamento e in gara, nell'Under 11 viene introdotto solo a fine stagione con palloni leggeri in gomma, e dai 12 anni si stabilisce un limite massimo di cinque colpi di testa a seduta. Per ridurre la tentazione di giocare la palla alta, fino ai 12 anni le rimesse laterali in allenamento si effettuano con i piedi, mentre dai 12 anni in poi quelle con le mani devono rimanere sotto l'altezza della testa; viene inoltre evitato l'uso di palloni troppo gonfi.

A sostegno dell'iniziativa figurano dirigenti del club come Raphael Varane (membro del Board of Education ed ex difensore che ha vissuto in prima persona problemi di commozioni cerebrali) e Osian Roberts (Head of Development), i quali evidenziano la necessità di proteggere il cervello in crescita dei bambini e al contempo sviluppare una cultura calcistica incentrata sul controllo palla, la visione di gioco e la presa di decisioni.

La sensibilità su questo tema affonda le radici nelle proposte pionieristiche degli anni '80 del calciatore-medico Sócrates, ed è esplosa ufficialmente nel 2020 con il divieto introdotto dalla federazione scozzese per gli under 12. Tale svolta è arrivata in seguito a uno studio dell'Università di Glasgow pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha evidenziato nei calciatori una maggiore incidenza di mortalità per malattie neurodegenerative, demenza e Alzheimer. Il dibattito ha coinvolto anche esperti italiani: medico-sportivi come Romano Franceschetti hanno ricordato che i bambini hanno un cranio più sottile e una muscolatura del collo debole, mentre ricerche dell'Università di Tor Vergata hanno dimostrato tramite sensori che i palloni in gomma riducono l'impatto fino a dieci volte rispetto a quelli in cuoio. Di fronte a queste evidenze scientifiche, il Como ha optato per la massima cautela, tracciando la strada per possibili altri club.
In Belgio è vietato fino agli U9
Dai U10 fino agli U12 gli allenatori devono limitare i colpi di testa e se lo fanno lo devono comunque fare con palloni meno duri o meno gonfiati.
Le rimesse in gioco laterali si fanno con le mani fino agli U9.

In Italia non funziona così?
 

gianluca1193

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Secondo me andrebbe vietato nei dilettanti al pari dell'utilizzo dei caschetti nel pugilato.

Procurarsi placche di beta amiloide in terza categoria lo trovo folle.
 
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Repubblica: il Como ha introdotto nella propria Academy nuove regole per limitare e regolamentare i colpi di testa nei settori giovanili, con l'obiettivo di tutelare la salute dei ragazzi durante lo sviluppo e insegnare la tecnica in modo graduale. La decisione si allinea a una tendenza globale già visibile in Germania e negli USA (a Santa Monica è punito come fallo), ma la rende una vera e propria norma interna: fino ai 10 anni il colpo di testa è del tutto vietato in allenamento e in gara, nell'Under 11 viene introdotto solo a fine stagione con palloni leggeri in gomma, e dai 12 anni si stabilisce un limite massimo di cinque colpi di testa a seduta. Per ridurre la tentazione di giocare la palla alta, fino ai 12 anni le rimesse laterali in allenamento si effettuano con i piedi, mentre dai 12 anni in poi quelle con le mani devono rimanere sotto l'altezza della testa; viene inoltre evitato l'uso di palloni troppo gonfi.

A sostegno dell'iniziativa figurano dirigenti del club come Raphael Varane (membro del Board of Education ed ex difensore che ha vissuto in prima persona problemi di commozioni cerebrali) e Osian Roberts (Head of Development), i quali evidenziano la necessità di proteggere il cervello in crescita dei bambini e al contempo sviluppare una cultura calcistica incentrata sul controllo palla, la visione di gioco e la presa di decisioni.

La sensibilità su questo tema affonda le radici nelle proposte pionieristiche degli anni '80 del calciatore-medico Sócrates, ed è esplosa ufficialmente nel 2020 con il divieto introdotto dalla federazione scozzese per gli under 12. Tale svolta è arrivata in seguito a uno studio dell'Università di Glasgow pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha evidenziato nei calciatori una maggiore incidenza di mortalità per malattie neurodegenerative, demenza e Alzheimer. Il dibattito ha coinvolto anche esperti italiani: medico-sportivi come Romano Franceschetti hanno ricordato che i bambini hanno un cranio più sottile e una muscolatura del collo debole, mentre ricerche dell'Università di Tor Vergata hanno dimostrato tramite sensori che i palloni in gomma riducono l'impatto fino a dieci volte rispetto a quelli in cuoio. Di fronte a queste evidenze scientifiche, il Como ha optato per la massima cautela, tracciando la strada per possibili altri club.

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Calcettizzazione quasi completata.
 

Djici

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Calcettizzazione quasi completata.
Ma no dai.
E una buonissima cosa.
Velocizza il gioco tra i piccoli.
Aumenta il numero di dribbling e di 1 vs 1.
Perche sulle rimesse laterali non sei nemmeno obbligato a fare un passaggio, molto spesso partono subito in dribbling.

Avranno tutto il tempo disponibile per giocare di testa.

Vogliamo migliorare la formazione o no?
 

Milanforever26

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Repubblica: il Como ha introdotto nella propria Academy nuove regole per limitare e regolamentare i colpi di testa nei settori giovanili, con l'obiettivo di tutelare la salute dei ragazzi durante lo sviluppo e insegnare la tecnica in modo graduale. La decisione si allinea a una tendenza globale già visibile in Germania e negli USA (a Santa Monica è punito come fallo), ma la rende una vera e propria norma interna: fino ai 10 anni il colpo di testa è del tutto vietato in allenamento e in gara, nell'Under 11 viene introdotto solo a fine stagione con palloni leggeri in gomma, e dai 12 anni si stabilisce un limite massimo di cinque colpi di testa a seduta. Per ridurre la tentazione di giocare la palla alta, fino ai 12 anni le rimesse laterali in allenamento si effettuano con i piedi, mentre dai 12 anni in poi quelle con le mani devono rimanere sotto l'altezza della testa; viene inoltre evitato l'uso di palloni troppo gonfi.

A sostegno dell'iniziativa figurano dirigenti del club come Raphael Varane (membro del Board of Education ed ex difensore che ha vissuto in prima persona problemi di commozioni cerebrali) e Osian Roberts (Head of Development), i quali evidenziano la necessità di proteggere il cervello in crescita dei bambini e al contempo sviluppare una cultura calcistica incentrata sul controllo palla, la visione di gioco e la presa di decisioni.

La sensibilità su questo tema affonda le radici nelle proposte pionieristiche degli anni '80 del calciatore-medico Sócrates, ed è esplosa ufficialmente nel 2020 con il divieto introdotto dalla federazione scozzese per gli under 12. Tale svolta è arrivata in seguito a uno studio dell'Università di Glasgow pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha evidenziato nei calciatori una maggiore incidenza di mortalità per malattie neurodegenerative, demenza e Alzheimer. Il dibattito ha coinvolto anche esperti italiani: medico-sportivi come Romano Franceschetti hanno ricordato che i bambini hanno un cranio più sottile e una muscolatura del collo debole, mentre ricerche dell'Università di Tor Vergata hanno dimostrato tramite sensori che i palloni in gomma riducono l'impatto fino a dieci volte rispetto a quelli in cuoio. Di fronte a queste evidenze scientifiche, il Como ha optato per la massima cautela, tracciando la strada per possibili altri club.

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W il calcio per le kekke...
Addio agli stacchi imperiali del leone Gullit che giganteggiava con le sue treccine..adesso solo tiki taka..
Che poi cosa vogliamo tutelare la scatola cranica di questi giovani che tanto è vuota??
Ma sparatevi tutti
 
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Ma no dai.
E una buonissima cosa.
Velocizza il gioco tra i piccoli.
Aumenta il numero di dribbling e di 1 vs 1.
Perche sulle rimesse laterali non sei nemmeno obbligato a fare un passaggio, molto spesso partono subito in dribbling.

Avranno tutto il tempo disponibile per giocare di testa.

Vogliamo migliorare la formazione o no?
Ni.

Quando ho fatto il mio primo corso da allenatore ho chiesto al docente che teneva la lezione come potevo fare per stimolare i miei allievi al gioco palla a terra.
Feci questa domanda perchè in determinati esercizi-gioco volevo lavorare su questa attitudine.

I bambini invece, parlo della fascia d'età 8-10 anni, erano incantati dal gioco con le traiettorie aeree.

Il docente mi spiegò che la palla in area stimola la fantasia del bambino perchè è una fase creativa.

Chiaramente non tutti i bambini vanno a colpire di testa come non tutti i bambini vanno in scivolata.

Ma se c'è una cosa di sbagliato da fare è inibire un gesto tecnico spontaneo.


Ora, se ci sono questioni inerenti la salute io sono il primo ad essere d'accordo ma il problema potrebbe esser risolto utlizzando palloni più leggeri ...
ma concepire un gioco solo a terra e non aereo, imponendolo addirittura, è da calcetto, mai da calcio.

Anche l'1vs1 aereo è un duello, come il timing sulla palla va compreso in tenera età.


I ragazzi di oggi sai che fanno difficoltà a colpire palla al volo di collo su un cross dal fondo?
E parlo di rappresentative nazionali.
Te lo dico per certo .
 
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Mika

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W il calcio per le kekke...
Addio agli stacchi imperiali del leone Gullit che giganteggiava con le sue treccine..adesso solo tiki taka..
Che poi cosa vogliamo tutelare la scatola cranica di questi giovani che tanto è vuota??
Ma sparatevi tutti
Parlo per esperienza personale, vidi una partita della squadra giovanile della mia città avevano 10 anni, in un colpo di testa un bambino si fece un taglio che lo portarono in ospedale, era anche mezzo svenuto, la partita poi fu sospesa, i genitori in stato di shock. Ai bambini ci sta. Tanto non penso che se inizia a fare i colpi di testa a 13 anni un giocatore non può diventare forte e poi se non ha talento che inizi a 10 anni o a 13 anni non cambia nulla.
 
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