Champions si, Champions no : schiariamoci le idee

Djici

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La formazione scudetto era questa:

  • Maignan - c'è ancora
  • Calabria - sparito da solo
  • Kalulu - si poteva tenere, ma non credo sia questo a fare la differenza
  • Tomori - c'è ancora, ma pare non abbia avuto ulteriore crescita
  • Theo Hernández - si è un po' perso, se per colpe sue o di altri non avremo mai controprove
  • Tonali - un po' il rammarico di tutti, ma sarebbe stato comunque fagocitato dalle scommesse
  • Kessié - è andato via lui
  • Saelemaekers - c'è ancora, giocatore buono, ma nulla di che
  • Brahim Díaz - non era nostro
  • Rafael Leão - crollato, finito il fisico della giovinezza finita la magia, parabola simile a Theo
  • Giroud / Ibrahimović - pensionati
Bravissimi tutti, dall' allenatore ai dirigenti, ai giocatori a vincere quello scudetto.
Credo di aver fatto un' analisi sommaria ma razionale.

Massara e Maldini hanno fatto quello che potevano col poco budget a disposizone, e vinto il campionato.
Purtroppo, e non è colpa di nessuno, non era cosi tanto futuribile, senza spendere parecchio.

Quell' anno, tutto era girato a meraviglia, regalo del secondo portiere delle melme incluso.

Tonali, Kessie, Leao, Theo...erano tutti stati suntuosi.
Ibra che segnava a raffica finchè il fisico reggeva, Giroud che ribaltò il derby seppur con tutti i suoi limiti ( non era Ibra)

Bella annata.

Ma torno al solito discorso che faccio da parecchio, abbiamo trovato Rejnders, che non è Iniesta ma in Serie A il suo lo faceva, è arrivata l' offerta irresistibile per noi e per lui ( addirittura ci ha snobbato poi)

Quest' anno sembrava un tornado Pulisic, ora si è inceppato, ma se avesse fatto tutta la stagione come le prime partite, sai già cosa sarebbe successo.
Biglietto di sola andata per la Premier, 10 milioni a lui, 70 a noi, e tanti saluti.

Ma dove vogliamo andare in Italia.

Trovare giocatori degni è già un' impresa per definizione, quando ce la fai poi se ne vanno.
Fermo che dici "se trovi uno buono poi vuole pure andarsene".
l'Inter i giocatori che ha voluto tenere si gli e tenuti.
Quando ha venduto? Quando avevano problemi pure loro con il FPF : Lukaku Hakimi.
O quando hanno deciso di vendere : Onana.

Non volevano vendere Lautaro e allora è ancora li.
Non volevano vendere Barella e allora è ancora li.
Una qualche offerta per Dimarco arriverà. Ma penso che sarà ancora in squadra.

Forse decidono di lasciare andare Bastoni.
Ma è proprio quello il punto : DECIDONO.

Noi non decidiamo nulla. Sono tutti in vendita.

Ah torno ancora su l'Inter.
Hanno deciso di abbassare i costi, ma in modo progressivo.
Non hanno tagliato tutto il tagliabile.
E questo ha permesso di rimanere competitivi e di continuare a prendere i soldi della Champions e pure del mondiale per club.
Mentre da noi molti tifosi gongolavano pensando che noi eravamo avanti nel progetto di almeno 2-3 anni rispetto a loro. Dicendo che loro dovevano ancora arrivare al periodo di sangue e lacrime.
Invece accettando di fare qualche bilancio ancora in rosso, sono rimasti competitivi e fatturano pure più di noi.
Hanno vinto trofei e se la sono giocata ogni anno fino alla fine mentre noi andavamo al cinema.
Hanno lottato ogni anno per lo scudetto anche quando non ci sono riusciti.

I nostri sono cojoni.

Volevano prima fare soldi, e poi spendere una parte di quei soldi per migliorare la squadra... Insomma tutto il contrario di quello che si doveva fare.
Prima investi, migliori la squadra e poi come conseguenza ci saranno più soldi nel fatturato.

Come in qualsiasi azienda.
Un azienda che non investe e destinata a sparire, fagocitata dalle altre che non stanno a guardare.

Quindi si, bisogna spendere.
Poi ovviamente bisogna anche spendere bene.
Io non ho nessun problema a prendere giocatori in prestito se ti portano a centrare l'obiettivo.
Maldini faceva il giro d'Europa con l'elemosina...
Giocatori presi con il diritto di riscatto. Addirittura accettando la recompra spagnola.
Ma il triplo obiettivo di
1) migliorare il tasso tecnico
2) spendere meno
3) rischiare poco
E stato raggiunto.

Ora invece si vuole comprare sperando di rivendere.
E vai con i soliti 20 milioni a scarponi improponibili.
Meglio 5 scommesse da 20 che due buoni da 50 perché con quelli da 50 fai più fatica a fare plusvalenze mentre quelli a 20 dovrebbe essere più semplice (ma non lo è perché scelgono come cojoni)
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Il Milan, lo scorso anno, per stessa ammissione di Furlani, non aveva il bisogno di vendere ma ha deciso di farlo perché si è optato per una gestione cinica e poco lungimirante.
Sfatiamo quindi anche questo mito : il Milan non è gestito bene ma malissimo perché non ha un piano sportivo/industriale pluriennale.

Non sono totalmente d'accordo, loro il piano ce l'hanno, e ben chiaro, solo che è totalmente opposto a quello del tifoso, perchè il loro piano sportivo serve a galleggiare, non a primeggiare.

Il Milan non doveva vendere per pareggiare il bilancio, è stata una scelta precisa, vendere per me significa permettere a cardinale di tirare fuori i soldi per pagare gli interessi del finanziamento con i giochetti fiscali che fanno.

Il problema è che vi mettete sempre dal punto di vista del tifoso, a loro competere non conviene. Lo chief financial mega dirigente lo ha detto chiaro, il Milan per crescere ha tre vie, lo stadio, i diritti tv e i diritti commerciali, il lato sportivo l'ha menzionato come "si c'è margine per crescere" e stop.

Il problema non è che non hanno un piano, il problema è che il loro piano non prevede l'essere competitivi lato sport.

E possiamo stare qua a discutere mille anni nel dire che se non sei competitivo lato sportivo non puoi essere competitivo finanziariamente, loro invece vedono che il milan fa schifo e sta sempre lassu, ma figuratevi se mai potrebbero anche solo immaginare di avere come obiettivo di essere competitivi contro psg e real, non hanno proprio nessun interesse.

Cardinale non ha interesse a cambiare Furlani perchè entrambi vanno nella stessa direzione, possiamo anche non qualificarci per 5 anni consecutivi in CL, Cardinale cambierà Furlani solo quando comincerà a perdere soldi.
 
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Incompetenza,
nonostante non volersi esporre economicamente, dal 2023 ad oggi il Milan sul mercato ha investito 389 mln, comprendendo tutte le sessioni.
Per fare un paragone, l'inter ne ha investiti 210.

I soldi da spendere ci sono, ma li spendono male.
Se anche ne diamo 1000 a sto branco di incapaci, floppano ovunque.
 

-Lionard-

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Cocirio sul caso dell'Atletico infatti ha detto anche un'altra serie di bestialità allucinanti che ne basterebbero la metà.

Ha detto una roba del tipo: "a parte i veri appassionati di calcio nessuno conosceva l'Atletico prima dell'arrivo di Simeone e di questo fondo, ed era conosciuto solo perché aveva giocatori come Vieri". Questa frase denota un misto veramente clamoroso di arroganza e ignoranza.
La bestialità più grande è aver sostenuto che l'Atletico sia in mano ad un fondo e che quindi non sia vero che queste realtà non consentano di competere ai massimi livelli. Peccato solo che Apollo Management abbia completato il closing il 12 marzo 2026, neanche due mesi fa. L'ultimo bilancio con il passivo da 6 milioni e il costo rosa al 68% è stato approvato dalla vecchia proprietà. Siamo sicuri che i nuovi arrivati manterranno questa linea di condotta?
 

-Lionard-

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Champions NO.
e lo dico da 6 mesi almeno.
Concordo totalmente sul senso della protesta ma l'assenza di Champions complica solo relativamente i loro piani. Il costo della rosa è appunto già basso e basta solo rivedere ulteriormente al ribasso i costi per mantenersi sostenibili, anche senza cessioni di peso. Devono solo ricalibrare la squadra su un livello da zona Europa League e passa la paura. Tanto i gonzi San Siro lo riempiono a prescindere e la nuova maglia vuoi non comprarla?

Quello che invece farebbe la differenza e potrebbe portare ad una cessione in tempi brevi del club è l'eventuale fallimento del progetto stadio. Se per qualche assurda ragione il progetto nuovo San Siro diventasse impraticabile sparirebbero alla velocità della luce. Fece lo stesso Pallotta a Roma che di fronte all'ennesimo rinvio abbandonò tutto e tutti nel giro di un paio di mesi.
 

Lineker10

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Pare che ormai il quesito del momento tra i tifosi rossoneri sia se sia vantaggioso o meno andare in Champions in ottica del futuro prossimo del Milan.


I più autodistruttivi pensano che non centrare la qualificazione nella massima manifestazione continentale per club possa accelerare, in qualche modo, il processo di cambio societario, processo quanto mai desiderato, o quanto meno arrecare un danno a chi sta gestendo così male il club.



Chi riesce a discernere la parte sportiva dalle dinamiche societarie non vuole comunque privarsi della gioia delle notti di Coppa, perché le proprietà passano , i dirigenti e i giocatori cambiano ma la maglia resta.



Chi invece guarda il campo e solo quello reputa che il livello sportivo di questa società e di questa squadra siano così infimi da renderci praticamente impresentabili sul grande palcoscenico della Champions.
Perché la champions per il Milan è la consuetudine, non una passerella ben remunerata.
Andare in Champions per prenderne 4 a gara ?
Il laconico pensiero del tifoso essenzialmente pratico e centrato sul campo.



Tutti abbiamo ragione e tutti abbiamo torto, al tempo stesso.
Sono pensieri di pancia che solo chi ama il calcio può capire.
Nessuno va condannato, nessuno va biasimato.



Vi volevo proporre un nuovo punto di vista col quale non pretendo in alcun modo di farvi cambiare idea ma provare assieme a tutti voi a ragionare diversamente.



Era l'anno 2020 quando Maldini , all'epoca operativo nel club come dirigente, ci raccontava di quanto fosse vitale la qualificazione alla Champions League per poter innalzare le ambizioni sportive del club.


Chiariamo: quel Milan era una squadra fallimentare se si rapportavano le entrate alle uscite, un club che registrava ogni anno rossi di bilancio e che , se paragonato alla concorrenza, costava un sacco di soldi che non rispecchiavano assolutamente i risultati sul campo.
Tanto per capirci quel Milan spendeva più dell'Atalanta di turno per registrare ,in termini di risultati sportivi, infinitamente peggio.



Abbiamo iniziato così con Maldini un processo di calibrazione dei costi, c'era letteralmente da creare una squadra che potesse costare per quanto valesse .


Un lavoro difficilissimo e certosino perché il calcio non è un'azienda nella quale ci si può fermare e programmare ma si lavora mentre la palla rotola e le stagioni si susseguono.


Eppure con Paolo, Gazidis, Massara e Pioli ci siamo riusciti.
Finalmente avevamo una squadra frizzante e propositiva che costava meno rispetto la concorrenza.


Parallelamente c'era da lavorare sulla macchina Milan per ciò che concerne sponsor, marketing e introiti, perché il nostro fatturato era semplicemente ridicolo, e non meno difficoltoso è stato attraversare le forche caudine del fpf.


Ma Maldini scelse con noi tifosi la via della trasparenza, ci spiego' quello che ci avrebbe aspettato e noi tutti lo accettammo.
L'ambiente si compatto' talmente tanto che bruciammo le tappe e in pochi anni fummo capaci di fare : qualificazione in El, qualificazione in Champions, scudetto, semifinale di champions.


Una galoppata incredibile sotto ogni punto di vista che portò la squadra a crescere sportivamente , la valutazione dei calciatori schizzo' alle stelle , il fatturato del Milan raddoppio'.
La semifinale di champions contro l'inter fu drammatica nel risultato ma sportivamente fu il nostro gradino più alto.


Quanto accadde dopo lo sappiamo tutti e non voglio concentrarmi sulla terribile cacciata di Paolo.


Quel che voglio analizzare con voi tutto è il percorso del Milan.


Di champions League ne abbiamo disputate 4 in 5 anni , giusto quest'anno non l'abbiamo giocata , i bilanci del club sono in attivo da anni , il fatturato ha toccato cifre record, lo stadio è sempre pieno e siamo primi con distacco in questo dato.


Eppure è bastato un solo anno sportivamente tragico a portare a tagli inspiegabili nella rosa e nei costi, è bastato un solo anno senza champions per sentirci raccontare di come la champions sia vitale per il bilancio di un club.
Lo scudetto non ci abbiamo nemmeno provato a vincerlo pur giocando una volta a settimana, non ci abbiamo provato nelle ambizioni.



Ma è davvero poi così?
Una società di calcio oggigiorno ha un piano industriale che fa riferimento agli introiti e li spalma su più anni, come ha strategie paracadute per mettere una falla a un fallimento che nello sport può capitare.
Perché il calcio è un gioco e l'annata no può capitare ma bisogna essere in grado di resistere senza cancellare tutto quanto di buono fatto.


Il folle calciomercato dello scorso anno per me è stato del tutto immotivato e inspiegabile, come inspiegabile è il bombardamento mediatico che stiamo subendo circa le conseguenze che dovremmo subire in caso di mancata qualificazione alla Champions.
No, non si fa calcio cosi.



Leggo da anni che i nostri dirigenti non sappiano di calcio ma siano abilissimi contabili.
Ma ne siamo poi certi?
Il bravo dirigente è quello che sa trovare stabilità incamerando le entrate e gestendo i momenti bui, ché a vendere tutto e tutti per far quadrare i conti si è bravi tutti ma si depaupera tecnicamente la squadra.



Quindi che la champions sia vitale è forse una favola che andava bene sei anni fa ma oggi il Milan attraversa una fase industriale diversa e ha solide basi con le quali dovrebbe saper impattare anche un fallimento annuale senza perdere il lume della ragione.


Giusto per fare un parallelismo e guardare in casa d'altri quello che magistralmente fa Aurelio De Laurentis a Napoli da anni.


Quindi champions si , Champions sempre, ma basta terrorismo mediatico sulle nostre teste e basta usare i fallimenti sportivi , da loro stessi generati per mancanza di ambizioni sportive, come rallentamenti che pregiudicano le stagioni future del Milan.


Il Milan come club , per il blasone che possiede e per l'attuale stabilità finanziaria e la florida condizione economica, è in grado ogni anno di allestire una squadra che punti allo scudetto e ha il dovere aziendale di studiare una strategia che possa mirare alla massimizzazione degli introiti gestendo anche le perdite o i minori utili.
Alle cessioni, anche illustri, ci hanno abituato, alla mediocrità ci abitueranno mai.



Il Milan, lo scorso anno, per stessa ammissione di Furlani, non aveva il bisogno di vendere ma ha deciso di farlo perché si è optato per una gestione cinica e poco lungimirante.
Sfatiamo quindi anche questo mito : il Milan non è gestito bene ma malissimo perché non ha un piano sportivo/industriale pluriennale.


Quindi champions si , sempre, ma basta con le favole e il terrorismo aziendale.
Furlani ha il dovere di studiare una strategia pluriennale che possa far collimare la parte sportiva con la parte finanziaria.
Il bilancio annuale da chiudere in attivo è roba da supermercato, il calcio è altra materia e dipende da altre variabili perché le prestazioni dei nostri tesserati si misurano con quelle degli altri e se un anno gli altri fanno meglio non c'è da resettare ma da seguire una strategia anticipatamente prevista.
Capisco il sentimento del tifoso e anche il voler alimentare speranze...

La cruda realtà è che questo è il Circo Milan, non l'AC Milan, ci passa tutta la differenza del mondo

Il Circo Milan tira a campare stagione dopo stagione, con bilanci in positivo e dividendi per gli azionisti. Questo è.
La Champions serve solo come importante generatore di ricavi.

Quello di adesso non è piu il Milan, è un club vuoto, senza storia ne identità ne appartenenza ne soprattutto ambizioni.

Le partite le guardiamo per abitudine, i risultati li seguiamo perché alla fine da sempre facciamo cosi... ma sfido a trovare qualcuno che si appassioni a questa roba.

In definitiva andare in Champions o meno non cambia assolutissimamente nulla di nulla, per noi tifosi. Anche perché ci andiamo per fare presenza ed evitare dove possibile di non fare troppe figuracce.

Riguardo il cambio di proprietà, secondo me ad oggi non ci sono le condizioni. Se il club continua ad avere bilanci in attivo, che ragioni ha Redbird di venderlo?
 
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Incompetenza,
nonostante non volersi esporre economicamente, dal 2023 ad oggi il Milan sul mercato ha investito 389 mln, comprendendo tutte le sessioni.
Per fare un paragone, l'inter ne ha investiti 210.

I soldi da spendere ci sono, ma li spendono male.
Se anche ne diamo 1000 a sto branco di incapaci, floppano ovunque.

Loro, i cugini, a differenza nostra hanno mantenuto, coccolato, difeso a spada tratta i giocatori migliori della loro rosa e hanno creato (piaccia o non piaccia) un'idea di gruppo e di spogliatoio che rema nella stessa direzione della dirigenza. Che è un po' quello che aveva cercato di fare Maldini nel 2019-2023, e che guarda caso aveva portato ad un titolo e ad una semifinale di champions.
I loro valori fondamentali sono discutibili e spesso anche discussi, sono di un'arroganza unica, ma è gente che per la maglia farebbe di tutto.
I soldi spesi sul mercato valgono quello che valgono purtroppo.
 
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